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martedì 23 aprile 2019

SPECIALE "L'ASCENSORE"

INTERVISTA AL REGISTA MATTEO BORGHI
"SARA' IL PUBBLICO A FARE DA DETECTIVE"


Matteo Borghi, regista del thriller sentimentale "L'Ascensore", ci parla brevemente del suo spettacolo.

Questo spettacolo sembra essere alquanto misterioso...puoi svelarci qualcosa riguardo la trama, l'allestimento e l'ispirazione?
"Senza svelare troppo posso dire che, come in ogni thriller che si rispetti, la trama prevede un intreccio tra i tre personaggi che sembra essere da subito ben definito ma che all'improvviso, in un preciso momento, prende un a piega inaspettata e modifica inesorabilmente il corso degli eventi. Siccome la narrazione non si muove secondo la linea temporale ma prevede continui salti avanti e indietro nel tempo, sarà il pubblico a fare da "detective" e a dover ricostruire che cosa è successo.
Nel portare in teatro un genere che appartiene più che altro al mondo del cinema o del romanzo, abbiamo voluto mantenere un taglio cinematografico e una forte dinamicità all'azione sottolineata da movimenti coreografici e un tappeto di suoni provenienti dal mondo della musica elettronica, mentre alla parte puramente melodica spetta il compito di portare lo spettatore all'interno della psiche dei personaggi e di dare ulteriori indizi per ricostruire l'accaduto".

Perché venire a vedere il tuo spettacolo?
"Venire a vedere "L'Ascensore" significa, a mio avviso, venire a scoprire una nuova esperienza di  teatro musicale in cui più universi confluiscono per regalare allo spettatore un ampio spettro di emozioni".

(R.C.)

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