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martedì 17 gennaio 2017

IL GIOVANE ATTORE MARIO ORTIZ 
CI PARLA DEL MUSICAL
"GREEN DAY'S AMERICAN IDIOT"

Debutterà a livello nazionale il 21 e 22 gennaio al Teatro Coccia di Novara e proseguirà dal 26 gennaio al 12 febbraio al Teatro Della Luna di Assago il musical “ Green Day’s American Idiot” scritto da Billie Joe Armstrong, con le musiche dei Green Day. 

La produzione italiana si avvale della regia di Marco Iacomelli, recitata in italiano, con band dal vivo e canzoni nella versione originale: il musical, coprodotto da STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency, con il sostegno di Fondazione CRT, si inserisce nel rivoluzionario filone italiano del teatro musicale contemporaneo, come “Next To Normal”, sempre diretto da Marco Iacomelli nel 2015, diventando prodotti teatrali innovativi che affrontano temi distanti dalla tradizione italiana del genere.

Abbiamo intervistato uno degli attori protagonisti, l'eclettico Mario Ortiz, il quale si è gentilmente prestato a rispondere ad alcune domande sullo spettacolo.


Parlaci del tuo personaggio St. Jimmy e di come si muove all'interno della storia.
St. Jimmy è il “Santo patrono del dissenso” e nel suo primo brano, in cui incontra Johnny, emerge tutta la sua perversione. La storia continua con uno pseudo-innamoramento di Jimmy che quasi si riconosce in Johnny fino ad arrivare all’esplosione della sua rabbia nel brano “Know Your Enemy”.

- Secondo la tua opinione, quali sono i punti di forza che rendono questo musical originale?
“Green Day’s American Idiot” è un musical innovativo e rivoluzionario, che tratta temi attuali con musiche contemporanee. È uno spettacolo dove ogni gesto e ogni movimento raccontano la storia, rendendolo quasi un rituale. Il simbolismo e la creatività di questo musical possono lasciare davvero senza parole.

- Si è creata un bella sintonia con gli altri membri del cast e con il regista Iacomelli?
Assolutamente, è stato creato davvero un bellissimo ambiente lavorativo carico di energie e vibrazioni positive. In un lavoro come il nostro, spesso, la giusta sintonia sul palcoscenico si riflette in un’ottima sintonia anche fuori: questa è un po' la magia del teatro e dell'arte!

- Ci racconti i tuoi primi passi nel mondo dell'arte?
Sin da piccolissimo ho iniziato a studiare recitazione: la prima volta che i miei genitori mi hanno portato a teatro, sono subito rimasto affascinato dalle emozioni che lo spettacolo dal vivo è in grado di generare nel pubblico. A 14 anni mia madre mi ha iscritto a un concorso canoro nella mia città, Bari, sebbene io non avessi mai cantato in pubblico. Per mia fortuna, e con grande sorpresa, ho vinto quel concorso con un brano rock dei Negramaro. Da quel successo è nata in me anche la voglia di cantare, ho iniziato a frequentare i primi corsi, stage e a esibirmi in eventi e in grandi piazze.
Dopo aver studiato con professionisti della musica e dello spettacolo, ho scoperto il mondo del musical durante un'esperienza lavorativa come animatore. Il musical mi sembrò subito lo spazio dove potevo finalmente unire la mia più grande passione, il teatro, con la disciplina che avevo studiato tanto, ma che senza una storia da raccontare non mi dava troppa soddisfazione, il canto. Dopo un anno all'interno di una compagnia amatoriale, mi sono iscritto alla STM – Scuola del Teatro Musicale, raggiungendo Novara. Da qui sono iniziate le mie prime esperienze nel teatro musicale professionale con "La Paura", un’opera contemporanea con regia di Simona Marchini, e "Mind the gap" con Justine Mattera e regia di Gipeto.
Ed ora eccomi qui in Green Day’s American Idiot”: sono carico di talmente tanta energia, da voler donare al pubblico, che non vedo l'ora di mettermi in gioco seriamente.

- Chi è Mario Ortiz fuori del palcoscenico?
Chi è Mario Ortiz? Bella domanda, forse la più difficile. A volte non lo so bene neanche io, ma di sicuro sono una persona buona e rispettosa, un ottimo osservatore. Amo la vita e impegnarmi per realizzare i miei sogni. Sono lunatico e questo è un mio difetto.

(Roby)



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