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mercoledì 3 febbraio 2016

AL TEATRO DELFINO DI MILANO
"BARBABLU 2.0
I PANNI SPORCHI SI LAVANO A CASA"
LA PIAGA DELLA VIOLENZA SULLA DONNE
IN PROSA
 
Dal 4 al 7 febbraio | Teatro Delfino ore 21.00 – domenica ore 16.00

Barbablù 2.0 è uno spettacolo di teatro civile che affronta con lo stile della prosa contemporanea una tematica sociale di forte attualità come la violenza sulle donne e in modo particolare la violen- za domestica. Si parte dalla famosissima favola di Barbablù, scardinando però il punto di vista e aggiornando tutto al XXI secolo; la prima scelta è stata quella di ambientare il lavoro in una ricca provincia del nord di questo paese, evitando l’alibi della povertà, della dislocazione geografica e dell’ignoranza. Barbablù 2.0 è anche e soprattutto la storia di un viaggio nella testa di una donna. La ricerca di un’identità forte che si è persa, sfilacciata fra violenze e soprusi che sono diventati la norma. Come in un giallo, la protagonista si troverà a ricostruire la dinamica di un omicidio, il suo, arrivando alla consapevolezza finale e terribile di esserne stata complice. Uno spettacolo che inizia con atmosfere molto comedy che lentamente scivolano nel thrilling, per chiudersi poi con un finale sorprendente.

Fra tutti i crimini contro l’individuo che questa società democratica sembra assorbire senza troppo scomporsi, digerendo i fatti sanguinosi con atavica assuefazione, ci sono i delitti contro le donne. E’ cosa nota che ogni giorno i media ci bombardano con le notizie di nuovi casi di uxoricidio; fidanzate, moglie e figlie, colpevoli di suscitare nei loro uomini-padroni spettri di infedeltà, ribellione, indipendenza, pagano con la vita la loro disubbidienza. Schiave ridotte a corpi senza volontà che non trovano e non possono trovare la forza di spezzare le catene perché troppo abituate a subire, soggiogate dalle cattive tradizioni e dalla mancanza di un’alternativa. Non spetterebbe al teatro sanare le piaghe sociali ma chi lo fa e lo frequenta, lo sa: la natura del teatro è quella di scardinare la realtà, rappresentandola, e costringendola così a ripensare se stessa.

Il significato che “la porta” ha nella fiaba di Barbablù e nel testo di Magdalena Barile è quello del labirinto dell’immaginario. Ogni volta che si apre una porta, potrebbe aprirsi un varco dimensionale, un luogo, dove tempo e spazio si annullino, e dove in particolare la donna protagonista della storia di violenza, perde e ritrova se stessa. Il ritmo delle scene è fondamentale: è stata composta una colonna sonora originale per lo spettacolo: un mix di suoni elettronici e reali per creare la scatola sonora d’inquietudine di cui il testo è intriso sin dalle prime parole. A sorpresa però un’unica piccola perla della musica italiana per ricordarci che - per fortuna e per questa volta - almeno - si tratta “solo” di teatro.

PRODUZIONE: Teatro in Mostra DI Magdalena Barile CON Laura Negretti, Alessandro Quattro REGIA Eleonora Moro SCENOGRAFIA E PROGETTO LUCI Armando Vairo COSTUMI Dina Zaghi PROGETTO TEATRALE Laura Negretti ASSISTENTE ALLA REGIA Sara Panetta

Durata: 100 minuti

Info Biglietteria Intero: 18,00€ | Ridotto: 15,00€ | Convenzioni e cittadini quartiere: 10,00€ Ridotti: over 60/Under 25/Studenti
 
Teatro Delfino, Piazza Piero Carnelli Per info e prenotazioni: tel. 333 5730340 | mail info@teatrodelfino.it

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