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giovedì 26 gennaio 2023

 TEATRO ARGOT DI ROMA
 ELENA ARVIGO IN
"4:48 PSYCHOSIS DI SARAH KANE"

2 | 5 febbraio 2023
Elena Arvigo sarà in scena al Teatro Argot dal 2 al 5 febbraio, con "4:48 Psychosis", di Sarah Kane, traduzione di Barbara Nativi e regia di Valentina Calvani. La Arvigo, attrice e regista di grande esperienza e intensità, torna all‘ Argot dove aveva debuttato con questo spettacolo nell’Ottobre del 2010.

La Arvigo ha dichiarato: "Con questo spettacolo si era interrotto un flusso magnifico nel 2020. Lo spettacolo - dopo 10 anni era stato “nominato” alle maschere del Teatro nel 2019 - questo aveva creato un po’ di movimento e avevamo davanti un anno pieno di lavoro. Ogni cosa si è interrotta nel 2020. Proviamo ad andare avanti con più forza ancora e iniziamo il 2023 esattamente da dove ci eravamo interrotti e con una grande emozione - proprio nel luogo dove abbiamo debuttato nel 2010 e con la novità produttiva: la compagnia Elena Arvigo “che riallestisce questo spettacolo. Tante cose ho nel cuore e vorrei dire. Ne dirò solo una: Sono grata a me di avere ancora un po’ di incoscienza per continuare e ne auguro altrettanta a tanti amici cari e colleghi che continuano a fare teatro – nonostante. Ne aggiungo un ‘altra: portare Sarah Kane In scena mi pare il modo più intenso possibile per parlare di speranza e ascolto in un mondo così feroce. Questo mio innamoramento per la Kane dopo così tanti anni è più grande e sempre le sarò grata per questo gioiello sorprendente “

Lo spettacolo, che ha ottenuto numerosi e straordinari consensi dalla critica, è una partitura lirica, una sinfonia sull'amore e sull'assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che dà voce e corpo ad uno dei testi più controversi, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. 4:48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale: La parola della Kane, autrice rivoluzionaria è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena né temporali né psicologiche. 4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. 4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore, la ribellione dall’ordine costituito, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale. 4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera, una richiesta di ascolto e di amore. 4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme, forti, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”, invece che “prendersi cura”. C’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori” e 4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita. Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso, un inno alla vita, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore.

Lo spettacolo è stato scelto nel 2019 come unica rappresentazione teatrale all’interno della rassegna “Im much fucking angrier than you think “. Il teatro di Sarah Kane vent’anni dopo “convegno organizzato dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con L’Università L’Orientale e curata dal prof Roberto Davascio.

Il Teatro Argot Studio - Via Natale del Grande 27 Biglietti disponibili alla biglietteria del teatro o online.

Orario spettacoli da giovedì a sabato ore 20,30 – domenica ore 17,30

ORARIO BOTTEGHINO

Dal giovedì al sabato ore 18:00-20:00 domenica ore 15:00-17:00

Prenotazioni telefoniche: 06.5898111 Dal martedì al venerdì ore 10:30 – 18:00

Sabato ore 18:00 – 20:00 | domenica ore 15:00-17:00 Prenotazioni online: info@teatroargotstudio.com 

COSTO BIGLIETTI 10 euro intero - 8 euro ridotto

Tessera associativa stagionale (obbligatoria) al costo di 5€Per partecipare agli eventi artistici e alle attività culturali organizzate da Argot Studio è necessario effettuare il tesseramento inserendo i dati personali richiesti. Per procedere alla compilazione del form clicca qui: bit.ly/Tesseramento_ArgotStudio

Traduzione: Barbara Nativi regia: Valentina Calvani
scene, costumi e luci: Valentina Calvani e Elena Arvigo costumi: Valentina Calvani e Elena Arvigo
luci: Valentina Calvani e Elena Arvigo musiche originali: Susanna Stivali
Foto: Pino Le Pera e Maria Luisa Celani
Produzione: Compagnia Elena Arvigo in collaborazione con Nidodiragno/CMC

Alcuni brevi estratti di rassegna stampa:

Quel suo parlare bellissimo, quel suo riempire la scena con la grazia d' un corpo spogliato da un' innocenza tradita, quel suo giocare infantile con la vita, e quel suo straordinario dannarsi d' essere nata per amare chi non c' è, e quella sua tenerezza triste, e quel suo raccontare le infamie del mondo come un' infelicità che manda ai matti, e quella sua malinconica gioia di ragazza fuggita da un giardino di Cechov, e quei suoi occhi pieni d' un pianto trattenuto che è un finale di partita, e quella sua ultima preghiera di non guardarla: tutto, nell' indicibile Elena Arvigo, è l' intimo, la voce e il corpo di 4.48 Psychosis di Sarah Kane, con regia di Valentina Calvani, con la domanda senza risposta "perché mi hai abbandonato? Forte di uno straordinario e meritato successo la figura singolarmente umana e compresa di Elena Arvigo ci riconsegna il testo-testamento di Sarah Kane in una formula evocativa tenerissima. (Rodolfo Di Giammarco - Repubblica)

Ora Elena Arvigo è diretta con scansioni millimetriche da Valentina Calvani, sapientissima nell' uso delle luci e della colonna sonora. Sembra un animale in gabbia, mormora la sua disperazione ingolata e rauca, piange, le sue parole non sono che frammenti, come quelle schegge di vetro che circoscrivono il suo dolore. (Franco Cordelli-Corriere delle Sera)

C’è qualcosa di sciamanico nella performance attorale, nell’esaltazione di una tecnica e di un talento cristallini ma sempre, a ogni battuta, gesto o movimento, a servizio del testo. Bastano poche frasi, le primissime, per capire la qualità della recitazione di Elena Arvigo; il tempo di un paio di cambi fulminei di intenzione, colore, tono. L’attrice genovese porta in scena questo piccolo gioiello... Nella recitazione di Arvigo sembra esserci tutto: l’abbandono introspettivo che spinge verso un naturalismo mai didascalico, il distacco epico, fino quasi all’interpretazione post drammatica, tutto corredato da una puntualità fonetica anche in questo caso a servizio del testo; quasi fosse una missione: emozionare facendo capire ogni sillaba, ché tutti i fonemi e le parole sono portatori di senso. (Andrea Pocosgnich – Teatro e Critica)

Ma, poi, tutto questo si riassume e si esalta nella prova intensissima di Elena Arvigo: la quale adotta, giustamente, una recitazione spezzata, che non s’acquieta mai in un’espressività di tipo narrativo e procede, invece, per sincopi, accelerazioni, cadute e abbandoni, in una sorta di acuminato rap del dolore. A un certo punto, la Arvigo cancella addirittura la sua stessa presenza di attrice, uscendo dallo spettacolo e allontanandosi nel foyer. Il fatto è che Elena Arvigo non si limita a rientrare, sul piano tecnico, fra le migliori attrici italiane in circolazione. Possiede una sensibilità rara, voglio dire una sensibilità prensile: nel senso che lei sente il testo non solo con il cervello, ma anche con tutto il resto del corpo, appropriandoselo con un trasporto sofferente e gioioso insieme. E gli si concede, dunque, con la stessa naturalezza del respiro (Enrico Fiore – Controscena)

Un silenzio sospeso tra il pubblico: quindi l’applauso, colmo di calore, di ammirazione per Elena Arvigo, che era stata capace di dare magnificamente corpo e voce al difficilissimo monologo/confessione “4:48 Psychosis” di Sarah Kane nell’accurata regia di Valentina Calvani. (Valeria Ottolenghi – Gazzetta di Parma)

...In certi casi il teatro è più teatro che mai... La Arvigo è assai brava nel tener fede a questa consegna.
(Alessandra Bernocco – Oltrecultura)

Lo spazio scenico è il luogo della confessione della bravissima interprete Elena Arvigo. Questo dramma a cui assistiamo è perforato dal magico flusso lirico della Kane e dall’intensa Elena Arvigo, ben guidata da Valentina Calvani. La commozione fa da padrona. (Alessandro Berdini – L’ Opinione)

Dopo più di ottanta repliche, il testo di Sarah Kane che Elena Arvigo continua a portare in scena resta qualcosa che colpisce. (fra.cas. –Corriere Mercantile)

"Mirabile interpretazione di Elena Arvigo. Elena Arvigo raccoglie in sé le voci del racconto. È Sarah, è la voce degli uomini e delle donne che sono in cerca della luce, è il medico che la tiene in cura, è l’amore non corrisposto. Un’alternanza vorticosa ma estremamente lucida in grado di restituire loro dignità umana: l’io narrante sveste tutte le sovrastrutture insite nello stigma sociale e diventa vivo." (Francesco Bove –L’Armadillo Furioso)

La sensualità di Elena Arvigo, il suo incedere carnale, il suo stare nel corpo, nel gesto, restituiscono allo spettatore una partitura fisica di gesti e movenze che esprimono un’energia vitale, in potenza, che illumina il testo. (Chiara Pirri – Culture Teatrali)

È una fortuna per il teatro del nostro paese che attrici come Elena Arvigo abbiano l'energia e la tecnica per affrontare un'impresa come Psicosi delle 4:48. Fin dall'inizio della messa in scena, la Arvigo riesce a entrare nella stretta individualità della voce testuale: cerca il pubblico con lo sguardo, parlando da persona a persona, senza gonfiare il personaggio di drammaticità lontana. Una grande versione dell'ultimo testo della Kane, libera di ogni suppellettile retorico, che restituisce la piena forza del testo.
(Michele Ortone – Teatroteatro.it)

Valentina Calvani porta in scena 4:48 Psychosis, l’intenso monologo scritto da Sarah Kane poco prima di togliersi la vita, magistralmente interpretato da Elena Arvigo. Pioggia di applausi, ieri, alla "prima". (Medea Garrone – Blue Liguria)

L'allestimento si impone prima di tutto per la magnifica interpretazione di Elena Arvigo che si fa strada tra i meandri del testo che attraversa con la stessa semplicità con cui cammina a piedi scalzi su dei pezzi di specchio rotti che si rompono ulteriormente al suo passaggio. La Arvigo interpreta il testo senza il sostegno di artificio teatrale alcuno e restituisce a Sarah Kane e alla protagonista della pièce la dignità di persona. L'onestà intellettuale dell'interprete anche nel pudore con cui Arvigo si prende gli applausi finali travolta dal calore e dall'entusiasmo di un pubblico estasiato e grato di avere visto sulla scena una persona. E chi scrive, per Elena Arvigo ha solo una parola, anzi tre: vera, verissima, immensa. (Alessandro Paesano- Teatro.org)

Emozionante e intensa l’interpretazione di Elena Arvigo. (Giusy Potenza -Teatro&Spettacolo)

Uno spettacolo vibrante e coinvolgente sulla forza dell’amore e del desiderio. Lo spettacolo nasce dall’alchimia perfetta tra interpretazione e regia: Valentina Calvani ha saputo, sapientemente e sensibilmente, portare in scena un testo complesso e delicato come Psychosis senza mai andare sopra le righe. Elena Arvigo dà prova di straordinario talento e vibrante sensibilità nel vivere in scena ogni infinitesimale palpito. (Carlo Studer- Saltinaria)

L’attrice Elena Arvigo tiene la scena con intensità e gioca su molteplici registri vocali per dare vita alle diverse sfumature del pensiero del personaggio. La sensazione finale è di un tempo dilatato: quell’attimo, le 4:48, amplificato fino a trasformarsi in un lunghissimo grido di disperazione che ci commuove tutti. (Valeria Carbone -Persinsala)

Di sicuro una messa in scena riuscita, per uno dei testi drammaturgici più controversi del nostro tempo. (Luca Maria – Saltinaria)

La regia di Valentina Calvani è cruda, fedele al testo e mai retorica. Una Elena Arvigo appassionata, bravissima. Una rappresentazione, in una parola, reale. (Eliana Vitellio. Pickwick)

Il testo di 4:48 Psychosis firmato da Sarah Kane si mostra in tutta la sua potenza a una platea immobile e ammutolita che riesce a toccare con mano sentimenti, angosce e paure attraverso il corpo e l’interpretazione di una viscerale e incredibile Elena Arvigo. La Arvigo è autrice di una performance fisica indimenticabile che trascina e che cattura lo sguardo. La regia di Valentina Calvani è pulita ed elegante. (Gianni Barchiesi – Persinsala)

Un grido disperato d’amore e una lucida fragilità magistralmente interpretati dall’attrice Elena Arvigo in 4:48 Psychosis per la regia di Valentina Calvani. (Carmen Vogani – Paesesera)

Talento indiscusso della messinscena è l’attrice che dà corpo, voce e anima ad un personaggio senza nome: Elena Arvigo. Guarda il suo pubblico negli occhi, provoca e rapisce: ha uno sguardo affranto, tenero, supplicante, consapevole. Il suo corpo è presente nel disagio e nella destrutturazione. Con un realismo sconvolgente e tragico, si insinua nella psicosi con autenticità. Come nei drammi di Cechov, non accade niente in scena, eppure questa giovane attrice riesce a compiere tutto: «ogni atto è un simbolo il cui peso mi schiaccia». Elena Arvigo ha indubbiamente giustificato ogni unità d’azione mentale, delineando perfettamente un crollo nervoso imminente. 4:48 Psychosis è uno spettacolo potente, che ammutolisce. (Cecilia Carponi- Pensieri di Cartapesta)

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