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lunedì 8 gennaio 2018

TEATRO ELFO PUCCINI DI MILANO
"VA PENSIERO"
DI MARCO MARTINELLI

9 - 10 / 12 - 14 gennaio
Dopo il debutto, lo scorso 23 novembre al Teatro Storchi di Modena, Va pensiero, la nuova creazione corale ideata e diretta da Marco Martinelli e Ermanna Montanari - prodotta da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe/Ravenna Teatro - arriva all’Elfo Puccini.

Lo spettacolo racconta il “pantano” e la corruzione delI’Italia di oggi in relazione alla “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi.

Il testo di Martinelli si ispira a un fatto di cronaca: il vigile urbano di una piccola città dell’Emilia Romagna si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa, capace di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative.
Ideato e diretto da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, scene Edoardo Sanchi, luci Fabio Sajiz, costumi Giada Masi, musiche originali Marco Olivieri, Va pensiero vede, accanto agli attori delle Albe, altri attori “ospiti” e il coro di Bergamo diretto dal Maestro Fabio Alberti.

Dopo Pantani e Rumore di acque, Slot Machine e Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, un nuovo affondo drammaturgico di Marco Martinelli sulla patria amata e per questo raccontata anche nei suoi inferni: un grido disperato e ancora vibrante di speranza, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia”, “giustizia”. Lo spettacolo vede in scena l’ensemble del Teatro delle Albe insieme ad altri attori “ospiti”, con i quali si dà corpo a una drammaturgia originale, intrisa di accenti e sonorità: il calabrese e il napoletano si mescolano alle cadenze romagnole e emiliane degli altri attori, formando una vera e propria “polifonia”.

«Va pensiero prende spunto da un episodio realmente avvenuto – spiega Martinelli – quello del vigile urbano di Brescello Donato Ungaro: lui è stato la prima fonte di questo lavoro, è stato fondamentale ascoltarlo per sentire il suo punto di vista su tutta la vicenda. I nostri modelli sono poi stati Giuseppe Verdi, il romanzo dell'Ottocento (modello narrativo, non teatrale) e Charles Dickens. Abbiamo pensato a Dickens, perché nel suo grandioso raccontare la Londra nera e cupa, la Londra degli assassini, del malaffare e della prostituzione, riesce sempre a trovare il modo di far entrare la luce».

Va pensiero racconta di quanto possa essere insinuante e strisciante la corruzione della mafia o della 'ndrangheta nel tessuto sociale della nostra regione. Sono stati trasformati i nomi dei protagonisti: quindi il vigile urbano dello spettacolo non si chiama Donato Ungaro, ma Vincenzo Benedetti, lui non combatte contro un sindaco, come nel caso di Brescello agli inizi del duemila, ma contro una sindaca, e per questo la si può definire un'opera di fantasia, come quelle di Dickens, o di Dostoevskij, che partivano da articoli di giornale per costruire un affresco più grande.

«Va pensiero – aggiunge Ermanna Montanari – è stato scritto pensando a un film. È la prima volta che capita e non è un caso che sia immediatamente successivo al lavoro svolto per il film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, che però era nato come spettacolo teatrale. È un'osmosi fra i due linguaggi, un rincorrersi: per tanti anni il cinema è stato sottotraccia nei nostri lavori, anche in quanto divoratori di cinema. Poi, a un certo punto, le proiezioni hanno cominciato a entrare in maniera massiccia nei nostri spettacoli, a partire dal Pantani, fino ad arrivare al piacere di fare un film, al piacere di poter arrivare al primo piano, che era proprio un'ossessione per noi. Nello scrivere Va pensiero abbiamo citato come riferimento Dickens, ma forse il romanzo è una forma di cinema che precede il cinema stesso, con questa capacità, questa possibilità di raccontare paesaggi diversi, luoghi, ambienti, e di passare dal campo lunghissimo al primissimo piano.»

La suggestione del titolo Va pensiero è arrivata subito a Martinelli e Montanari: «tante volte il titolo di uno spettacolo o di un'opera, arriva che si è assemblato il materiale, ma questa volta invece era chiarissimo. Era Verdi, era quella musica, era quella speranza. E così è partito da un dato affettivo, dalla possibilità di essere corrotti noi stessi, dalla nostra primaria corruzione».

Ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari
in scena Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli, Alessandro Renda, con la partecipazione del Coro di Bergamo diretto dal Maestro Fabio Alberti
incursione scenica Fagio, Luca Pagliano
arrangiamento e adattamenti musicali, accompagnatore e maestro del coro Stefano Nanni
scene Edoardo Sanchi
costumi Giada Masi
disegno luci Fabio Sajiz
musiche originali Marco Olivieri
suono Marco Olivieri, Fagio
consulenza musicale Gerardo Guccini
tecnico luci Luca Pagliano, macchinista Danilo Maniscalco
editing video Alessandro Renda
direzione tecnica Fagio
fotografie dello spettacolo Silvia Lelli
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe /Ravenna Teatro

9 - 10 / 12 - 14 gennaio – Sala Shakespeare Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì / sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

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