Post Più Recenti

lunedì 8 maggio 2017

CON LA COLLABORAZIONE TRA 
MEETMUSEUM E IL TEATRO DELL'ELFO NASCE 
"2° OMBRA@ELFO"
MASSIMILIANO PELLETTI+ALDO NOVE

9 - 18 Maggio 2017
La terza installazione di art@elfo, l’iniziativa curata da Flavio Arensi e Ferdinando Bruni, nata dalla collaborazione fra Meetmuseum e Teatro dell’Elfo, propone una collaborazione inedita fra lo scultore Massimiliano Pelletti e lo scrittore Aldo Nove.

Il titolo e l’idea prendono spunto dall’omonimo film del 2000 di Silvano Agosti, che tratta le vicende di Franco Basaglia, in cui un personaggio afferma: «Quando medici e infermieri con la scusa di curarmi, mi torturavano, io mi rifugiavo nella mia seconda ombra, e non sentivo più niente». La scultura di Pelletti, una testa di Antinoo – il celebre amante di Adriano, divinizzato dopo la morte – è stata spaccata e ricomposta per riformare un’unica ombra. La poetica di Pelletti utilizza la statuaria classica come elemento stilistico riformulato, e da qui procede per cercare un confronto-dialogo con la contemporaneità. Aldo Nove ha scritto per l’occasione una poesia inedita, letta da Ferdinando Bruni, ponendosi come controcanto linguistico e intangibile alla concretezza marmorea dell’opera plastica.


Dopo le due installazioni con Angelo Filomeno e Bertozzi&Casoni, e Pietro Masturzo insieme a Roberto Fanari, questo nuovo evento espositivo temporaneo vede la collaborazioni fra uno scultore e un poeta, rimarcando la predisposizione del teatro ad unire le differenti sfaccettature del sistema artistico e inteso nel sua più ampia identità.
La mostra accompagna la rappresentazione Muri – prima e dopo Basaglia con testi e regia di Renato Sarti con Giulia Lazzarini in scena in sala Shakespeare.

La mostra nasce con la collaborazione della Galleria Paci di Pietrasanta

Opere esposte
Massimiliano Pelletti Antinoo spezzato, 2017
Marmo rosso etrusco, dimensioni variabili

Intervento audio Con una poesia inedita di Aldo Nove letta da Ferdinando Bruni

Massimiliano Pelletti è nato nel 1975 a Pietrasanta, città in cui attualmente vive e lavora. All’interno del laboratorio artigianale di famiglia, apprende dal nonno Mario, le prime tecniche di lavorazione del marmo. Fin dagli inizi della sua carriera utilizza diversi materiali per la produzione delle sue opere, come il bronzo, il legno e la ceramica, oltre a composti leggeri, come le resine e il Pvc. Esordisce come artista nel 2006 vincendo la partecipazione alla XII Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, da lì susseguono una serie di mostre collettive e personali, italiane ed estere, come la Biennale d’Alessandria d’Egitto e la partecipazione al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia. Ottiene diverse pubblicazioni e articoli su magazine di arte contemporanea, vince la partecipazione ai premi d’arte contemporanea più importanti di Italia come Premio Terna. Nel 2013 ottiene un importante mostra personale dal titolo Omnia Opera nel Fortino di Forte dei Marmi con pubblicazione di un catalogo che raccoglie il suo lavoro a tutto tondo. Espone in vari musei come Villa Madre e Sant’Agostino di Genova, all’abbazia di San Zeno a Pisa, al Tempio di Adriano di Roma a Castel S. Elmo di Napoli, all’Università della Sapienza di Roma, al Museo Pecci di Prato al Museo Civico Paolo Giovio di Como, al Museo civico Palazzo D’Avalos di Vasto e a Palazzo RISO Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Museo Ebraico di Bologna. È presente alla mostra Ecce Homo alla Mole vanvitelliana di Ancona.

Aldo Nove (Viggiù 1967). Dopo essersi laureato in filosofia morale, è stato autore di alcune raccolte poetiche (Tornando nel tuo sangue, 1989; Musica per streghe, 1991; La luna vista da Viggiù, 1994) e ha esordito nella prosa con i racconti Woobinda e altre storie senza lieto fine (1996) e il romanzo Puerto plata market (1998), che è stato collocato dalla critica nel genere pulp, in voga in Italia alla metà degli anni Novanta, per lo stile accattivante, il linguaggio crudo e i temi violenti. Nel 2000 con la pubblicazione di  Amore mio infinito e con i successivi La più grande balena morta della Lombardia (2004), Zero, il robot (2008), La vita oscena (2010), N. si è dimostrato uno scrittore eclettico, in grado di muoversi con capacità in diversi generi, passando ad uno stile intimista ed esistenzialista, fino ad affrontare questioni sociali della contemporaneità come in Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese del 2006. Nel 2013 è uscito Mi chiamo… in cui lo scrittore ripercorre la vita della grande artista Mia Martini, cui hanno fatto seguito il romanzo storico Tutta la luce del mondo (2014), Un bambino piangeva (2015) e, entrambi nel 2016, Anteprima mondiale e All'inizio era il profumo. N. è inoltre autore per il cinema e il teatro e collabora per diversi quotidiani e riviste.

art@elfo è un progetto di Flavio Arensi e Ferdinando Bruni che nasce da una collaborazione di Meetmuseum e il Teatro dell’Elfo iniziata con la ridefinizione del logo del teatro disegnato da Mimmo Paladino, insieme all’immagine guida della stagione teatrale 2016-2017 e alla realizzazione delle videoguide per la mostra Restituzioni di Galleria d’Italia. L’iniziativa intende trasformare l’ambiente del sottopalco, una sorta di scatola nera, in un luogo espositivo temporaneo sottolineando ancora una volta come l’identità dell’Elfo sia di essere un «teatro d’arte contemporanea».

Opere di Massimiliano Pelletti e una poesia inedita di Aldo Nove
luci Michele Ceglia
voce recitante Ferdinando Bruni
reportage fotografico dell’installazione di Lorenzo Palmieri
una produzione Meetmuseum e Teatro Elfo Puccini
in collaborazione con Galleria Paci, Pietrasanta

2ªombra@elfo
Massimiliano Pellette + Aldo Nove
per art@elfo, un progetto di Flavio Arensi e Ferdinando Bruni

Spazio Atelier | Teatro Elfo Puccini
c.so Buenos Aires 33, 20124 Milano, tel. 02.00660606

ingresso libero
orari: la mostra è visitabile solamente in orario di apertura spettacoli
(un'ora prima dell'inizio spettacoli)
Info: biglietteria@elfo.org | info@meetmuseum.com | www.elfo.org
www.meetmuseum.com

Nessun commento:

Posta un commento