"LA (IN)COSCIENZA DI ZENO"
OYES RILEGGE IL CAPOLAVORO
DI ITALO SVEVO
TEATRO BINARIO 7 DI MONZA
Nella visione di OYES Zeno Cosini, protagonista del rivoluzionario romanzo La coscienza di Zeno di Italo Svevo, è il paradigma di un’umanità superata: di un tempo che sta per scadere ma che non vuole scomparire. Il protagonista si muove senza baricentro: privo di certezze a cui affidarsi, fatica a leggere la realtà che lo circonda. In scena un’autoanalisi pubblica a cui prendono parte i personaggi della vita del protagonista - fantasmi della sua coscienza, aggrappati e rinchiusi in un secolo ormai passato - in un surreale gioco in cui i piani si confondono. Zeno si tormenta ripercorrendo i punti critici della sua esistenza e la narrazione diventa un tragicomico cimitero di buoni propositi.
NOTE DI REGIA
Il tentativo di prendere coscienza di sé e del proprio mondo per guarire dal vizio del fumo e per curarsi da una moltitudine di malattie, più o meno immaginate: è questo il motore che muove La coscienza di Zeno di Italo Svevo. La mente di Zeno ricostruisce ricordi, memorie, aneddoti ed è facile intuire come il punto di vista di chi ne è protagonista possa distorcere, falsificare e strumentalizzare la realtà dei fatti. E allora: esiste la possibilità di guardare con lucidità quello che ci accade?
Per noi La coscienza di Zeno diventa La (in)coscienza di un uomo che è rappresentante di un’umanità ormai superata. Ma lo guardiamo senza riuscire ancora a dirgli addio, così come lo guarda in scena un personaggio misterioso, che diventa un vero e proprio tramite tra il mondo del romanzo e la nostra visione contemporanea.
Per mettere in scena La (in)coscienza di Zeno abbiamo fatto quello che facciamo con tutte le nostre drammaturgie che prendono forma da un testo esistente: ci siamo appassionati ai suoi temi per individuare dove e in che modo intercettano le nostre vite personali. Poi ci siamo interrogati su che rapporto ha il nostro presente con quel romanzo, con i suo personaggi, con quei temi che ci appaiono a un primo sguardo lontani, datati, immersi in un’altra epoca.
Il rapporto con il racconto stesso ci ha interessato particolarmente: la narrazione soggettiva della propria vita è inevitabilmente una visione distorta della realtà. Con questa riflessione abbiamo approfondito il rapporto tra realtà e finzione, che esiste per natura nell’arte e in particolare nel teatro. Un’ambigua sovrapposizione tra attore o attrice e personaggio, ambiente e spazio scenico, ricordi e drammaturgia, diario personale (quello di Zeno) e struttura letteraria (quella di Svevo), diventano il cardine del nostro gioco drammatico.
TEATRO BINARIO 7
LA (IN)COSCIENZA DI ZENO
regia Noemi Radice e Umberto Terruso
testo di Dario Merlini, Stefano Cordella e Noemi Radice
con Livia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini e Fabio Zulli
scene e costumi Stefano Zullo
light designer Fabrizio Visconti
consulente / dramaturg Simone Faloppa
produzione OYES con il sostegno di Teatro Filodrammatici e Teatro del Borgo
e con il sostegno di Centro di Residenza della Toscana (Armunia - CapoTrave / Kilowatt)
sala Chaplin
durata 100 minuti
intero 20 euro, ridotto 15 euro, under 18 6 euro
allievi teatro Binario 7 10 euro
Per informazioni e prenotazioni:
Teatro Binario 7
via Turati, 8 - 20900 Monza (MB)
039 2027002 - biglietteria@binario7.org
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