TEATRO DUSE DI BOLOGNA
"IL BIRRAIO DI PRESTON"
DAL ROMANZO DI CAMILLERI
La riduzione teatrale è frutto di un lavoro a quattro mani dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale che firma anche la regia. Sul palco Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi. Accanto a loro Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Zelia Pelecani Catalano, Valerio Santi, Vincenzo Volo.
Al centro della storia una sorta di guerra civile di provincia tra popolazione e prefetto, che si innesca attorno alla scelta, giunta dall’alto, dell’opera da mettere in scena per l’inaugurazione del nuovo teatro di Vigata. Alla fine dell’intricata diatriba il teatro sarà dato alle fiamme.
La vicenda è una metafora dell’eterna vacuità dell’azione siciliana che spesso si traduce in un esasperato dispendio di energie per un movente futile. In un esempio sublime e divertito di narrazione dei caratteri, la Sicilia, il suo mondo e i suoi personaggi vengono ammantati, grazie alla lingua camilleriana, da una luce solare, vivida di colori e ricca di sfumature. Questa Sicilia, che non dimentica i morti, i mali letali che la consumano dal di dentro e il tradimento verso i valori di quando era culla di una civiltà, può oggi senza timore ricominciare a parlare di sé stessa con l’ironia e il distacco necessari affinché l’autocompiacimento di vizi e virtù non costituisca lo stagno dal quale diviene difficile uscire.
“Prima di accettare l’ipotesi di una riduzione per il teatro di questa mia opera letteraria ho resistito un bel po’. – ha raccontato Camilleri - Non capivo come fosse possibile (e ragionavo, è ovvio, da autore) trovare un contenitore spaziale, una griglia che supportasse, senza tradirlo, il racconto. Il colloquio avuto con Giuseppe Dipasquale ci ha fatto trovare la soluzione: una struttura drammaturgica che salvaguardasse la scomposizione temporale del romanzo, ma condotta in modo da localizzare scenicamente il tutto in un luogo che fosse ad un tempo un teatro (quello, per esempio, dove poteva essere avvenuto l’incendio) e il luogo dell’azione del racconto”. “Sono stato per lungo tempo un regista per non capire quante insidie si nascondono nella trasposizione scenica di un’opera letteraria. Ci sembra, questa volta, di avere fatto il possibile affinché l’opera, lo spirito, l’ironia del romanzo siano state conservate. Per il resto non posso che essere d’accordo con quell’altro mio illustre conterraneo, quando diceva che l’opera dello scrittore finisce quando comincia quella del regista. Pirandello amava dire che il lavoro dell’autore terminava quando egli riusciva a mettere la parola ‘fine’ alla scrittura teatrale. Bene, questo copione ha la parola fine, messa nell’ultima pagina. Tuttavia, mi sento di chiosare il buon Luigi: è proprio nella messa in scena che inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile, sempre disperatamente esaltante. Per questo il confine del teatro è come l’orizzonte dei viaggiatori nei mari d’Oceano: sempre presente, mai raggiungibile”.
La trama - Ci troviamo in un piccolo paese siciliano, che nella topografia camilleriana è la Vigàta di metà Ottocento. L’occasione è l’inaugurazione del nuovo teatro civico ‘Re d’Italia’. Il prefetto di Montelusa, paese distante pochi chilometri ma odiato dagli abitanti di Vigàta perché più importante e perché, appunto, sede della Prefettura, si intestardisce nell’idea di inaugurare la stagione lirica del nuovo teatro con un’opera scadente che la popolazione rifiuta. Si arriva così ad una guerra civile tra le due fazioni. Prende da qui il via una storia divertente e tragica che culmina nell’incendio del teatro. L’intreccio narrativo fa un ulteriore salto di qualità quando compaiono sulla scena i dinamitardi che hanno il compito di dare al boicottaggio dell’inaugurazione la fisionomia di un messaggio nazionale: dovranno, infatti, far esplodere il teatro per convincere il governo che anche la Sicilia è allineata con i Carbonari, contro lo Stato.
Marche Teatro, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro di Roma
Nell’ambito del programma del Centenario Camilleri promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale Camilleri 100
Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi
IL BIRRAIO DI PRESTON
tratto dal romanzo di Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio editore
riduzione teatrale di Andrea Camilleri, Giuseppe Dipasquale
regia di Giuseppe Dipasquale
e con, in o.a. Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Zelia Pelecani Catalano, Valerio Santi, Vincenzo Volo
costumi ripresi da Stefania Cempini, Fabrizio Buttiglieri
da un’idea di Gemma Spina
foto di scena di Tommaso Le Pera
BIGLIETTI Intero Ridotto Mini
Platea 33 euro 30 euro 28 euro
Prima galleria e palchi 29 euro 26 euro 24,50 euro
Prima galleria con visibilità ridotta 25 euro 22,50 euro 21 euro
e seconda galleria
BIGLIETTERIA
Teatro Duse - Via Cartoleria, 42 Bologna - Tel. 051 231836 - biglietteria@teatroduse.it
Dal lunedì al sabato, dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.
On line: teatroduse.it | Vivaticket | Ticketone
La Stagione del Teatro Duse si svolge in convenzione con il Comune di Bologna - Settore Cultura e Creatività e con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Main Partner: BPER. Funding Partner: Pelliconi.



Nessun commento:
Posta un commento