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mercoledì 30 settembre 2015

DEBUTTO NAZIONALE  DEL MUSICAL
"DIGLIELO A TUTTI"
LA CONFERENZA STAMPA

Si tratta di uno spettacolare show pieno di energia, con 16 artisti che lanciano, cantando, ballando e recitando il loro monito contro ogni guerra.
“Diglielo a tutti… il musical” , scritto da Paolo e Maurizio Barillari con la collaborazione di Guido Valtancoli, con la regia di Paolo Barillari, sarà in scena per tre repliche straordinarie i giorni 2, 3 e 4 ottobre, al Teatro Di Milano (via Fezzan, 11), il “salotto” della danza, che per la prima volta si apre al musical, per volontà di Marco Daverio, Direttore del Teatro.
La scelta è avvenuta in ossequio allo statuto del comitato “AMICI DI PAVI” che insieme a Maurizio Barillari ha finanziato il progetto, e che si propone di dare alle nuove leve del teatro e del Musical Italiano una nuova e concreta possibilità di espressione artistica.
Nel cast, quindi, oltre allo stesso Paolo Barillari, che si è ritagliato nel musical il ruolo del narratore, anche Mattia Inverni (Notre Dame de Paris), Giò Tortorelli (Dracula, Peter Pan, Romeo e Giulietta), Michelangelo Nari (Siddartha), musical ed opere popolari di grandissimo richiamo e successo.

Durante la conferenza stampa, tenutasi al Teatro di Milano il giorno 22 Settembre 2015, il regista Paolo Barillari ha risposto ad alcune domande.

Ci parli del musical “Diglielo a Tutti”?
A parte il messaggio socialmente utile che può essere trasmesso anche attraverso il linguaggio del musical, in questo spettacolo ci sono praticamente due grandi novità rispetto ai musical classici.
Sicuramente la tematica importante, un messaggio molto forte che si rivolge ai circuiti “off Broadway” che vorrebbero fare del teatro impegnato, ospitare dei musical ma non hanno le tematiche adatte per portarli nei loro teatri. Poi lo spettacolo darà spazio non solo a performer affermati come me, Mattia Inverni, Giò Tortorelli, Michelangelo Nari e le persone che da anni calcano i palcoscenici dei musical ma darà anche una concreta opportunità di lavoro a persone che non hanno mai partecipato a grossi musical a livello nazionale. Su sedici attori che compongono il cast, otto sono persone che hanno fatto importanti lavori a livello nazionale, otto persone invece sono appena uscite da accademie di musical, non hanno ancora provato a lavorare professionalmente e quindi si affacciano per la prima volta ad una produzione professionistica come quella di “Diglielo a Tutti”. La cosa bella è che di differenze non ne ho trovate. In Italia siamo capaci di fare musical e siamo capaci di insegnarlo, dobbiamo solo dare a queste persone le reali opportunità di lavoro che meritano.
Ho voluto anche dare spazio alle coreografie, dandole in mano ad una coreografa che venisse dal mondo del teatro e che sapesse cosa vuol dire danzare ma anche preparare una coreografia, non in base alla musica ma in base alle parole. Così ho scelto Michela Ciusani, da tanti anni prima coreografa della “Compagnia tutti all’Opera” di Opera, che mette in scena tre o quattro musical all’anno. Di gavetta ne ha fatta tanta ma ancora non si era cimentata in qualcosa di professionistico come in uno spettacolo di questo tipo. Adoro il suo modo di coreografare cosi attento alle parole.

Come si sviluppa la trama?

Tre personaggi. Un meccanico Richard Webster, un vagabondo Tom Driscoll, un dandy Walter Morgan. Questi tre personaggi vivono nella società americana degli anni 30-40. All'improvviso scoppia una guerra, una delle tante guerre. I tre personaggi, abili e arruolati, vanno in guerra e vengono uccisi. Nel momento di essere sepolti questi signori, nella sorpresa generale, si alzano dalle proprie tombe e dicono “No, non seppelliteci, ci ribelliamo alla sepoltura”. Inizia un vero e proprio mercato attorno a questi tre soldati. Primo tra tutti parla il generale, il comandante in capo dell'esercito che cerca di convincerli ad accedere alle proprie tombe perché con questi tre in piedi al centro del campo di battaglia la guerra non può continuare e tutti gli interessi politici ed economici che ci sono dietro verrebbero a decadere. Ma i tre non lo considerano neppure. Allora ci prova il capitano, che ha una forte empatia verso di loro ma non capisce la ragione per la quale si stiano ribellando. Qui i tre iniziano a parlare e a spiegare le loro ragioni “Noi ci ribelliamo alla guerra, a questa guerra che si combatte adesso e alla guerra che ci siamo trovati a combattere ogni giorno nelle nostre vite. Io Webster, il meccanico, vivevo con 18 dollari e 50 alla settimana, non riuscivo a trovare il tempo per parlare con mia moglie dei miei problemi, vivevo nella mia officina, nei momenti di libertà andavo con gli amici a bere una birra al bar, non riuscivo a dare a mia moglie l'amore che volevo darle, non riuscivo nemmeno a chiederle di darmi un figlio perché non avevo i soldi per mantenerlo. Io Driscoll ho fatto il vagabondo, ho girato il mondo, ho vissuto d'esperienze, eppure mi sono reso conto che del mondo respiravo solo il lamento, vedevo solo il marcio nelle cose. Io Morgan ero un formidabile amatore ho avuto mille donne ma quante ne ho realmente amate? Questa guerra ci ha spinto a fare delle riflessioni: siamo stati uccisi dal fucile o forse eravamo già morti mentre vivevamo la nostra esistenza? Qual è la morte alla quale ci stiamo ribellando? Quella che ci avete dato voi con il fucile oppure quella che stavamo vivendo ogni giorno?”
Il marasma attorno a loro non si placa. Arriva la stampa, arrivano i giornalisti che si schierano dalla loro parte. Poi arriva una prostituta convinta di riuscire a farli giacere nelle loro tombe. Niente. Allora si tenta l'ultima carta, quella più crudele, più triste, più squallida: cercare di far leva sui loro affetti più profondi. Il capitano fa cercare per tutta l'America le tre donne più importanti delle loro vite. La moglie del meccanico, la sorella del vagabondo che lui non vedeva da 15 anni e l'ultima delle fidanzate del dandy. E' qui che la moglie del meccanico riconosce le ragioni del marito e grida “Allora diglielo a tutti di ribellarsi, non soltanto a questa guerra ma alla guerra che combattiamo ogni giorno”. Ed è questo il grande messaggio: usiamo le nostri morti quotidiane per costruire noi stessi ribellandoci alla società che ci schiaccia in mille forme non soltanto uccidendoci con il fucile.

Da dove nasce questo titolo?
Il titolo originale è “Bury the Dead” che potrebbe voler dire “seppellire i morti” o “seppellite i morti”. Ci sembrava un titolo un po' cupo da dare ad un musical. Il grido di ribellione “Diglielo a tutti”, ci sembrava più bello. Però c'è sempre scritto sotto tutte le locandine che è tratto dall'opera teatrale di Irwin Shaw.

Il musical è interamente cantato. Perché questa scelta?
C'era troppo stacco tra il tipo di teatro scritto da Shaw e quelle che stavano diventando le canzoni. Uno stacco esagerato tra la profondità del modo di scrivere un testo teatrale e la leggerezza che una canzone possiede rispetto ad un testo del genere. Quindi piano piano toglievo parti finché ci siamo trovati tra le mani uno spettacolo completamente cantato. Correva il rischio di diventare un ibrido tra l'energia delle canzoni e la profondità del testo. Così abbiamo deciso di tenere solo la parte cantata.

Da cosa sarà composta la scenografia?
Giochiamo con una scenografia fatta di impalcature con due grandi torri e una pedana che le collega. Abbiamo delle scenografie rotellate mobili, cioè impalcature verticali che vengono spostate in scena a livello coreografico direttamente dal cast e dei praticabili rotellati che si muovono all'interno dello spettacolo; uno in particolare è tripartito e si sposta nelle varie zone del palco a seconda che la scena si svolga nella città americana, sul campo di battaglia o nella redazione del giornale. Ci saranno quindi molti spostamenti, moltissimi cambi scena a vista inseriti all'interno delle coreografie e ci saranno più piani sui quali si muoveranno gli attori. Avremo anche delle proiezioni: quella sul fondale, che proietta le scene principali dello spettacolo e quella sulle impalcature mobili che chiudendosi orizzontalmente rispetto al pubblico andranno a creare un maxi schermo sul quale verranno proiettate altre immagini. E' una grande sfida, perché volevamo mostrare tre ambienti scenici completamente diversi (la città americana, il campo di battaglia e la redazione del giornale) mantenendo una scenografia essenziale.

Per queste tre date pilota, come è caduta la scelta sul Teatro di Milano ?
Cercavamo un teatro che avesse uno spazio sufficiente per mettere in scena questo spettacolo (ma che non avesse una platea da 2.000 posti), che ci fosse un palco sufficientemente grande, che ci fosse una grandissima disponibilità a rappresentare un testo così particolare e che non fosse abituato ad ospitare dei musical. Il Teatro di Milano è nato l'anno scorso dal recupero dell'ex cinema del Centro Don Orione e ora è stato preso in gestione dal Balletto di Milano, ente riconosciuto e sovvenzionato che fa prevalentemente spettacoli di danza.

CREDITS:
Regia: Paolo Barillari
Testi e liriche: Paolo Barillari e Maurizio Barillari con la collaborazione di Guido Valtancoli
Regia Associata: Francesco Colosimo
Coreografie: Michela Ciusani
Direzione voci: Paolo Barillari
Scenografie: Massimiliano Merenda
Realizzazione Scenografica: Massimiliano Merenda e Pierfrancesco Martinotti
Costumi: Claudia Frigatti
Light Designer: Mario Longo
Fonico: Salvatore Maganza per “Ms Production”
Realizzazione grafica locandina: Mario Longo e Graphica di Attilio Patania
Consulente In Comunicazione: Silvia Arosio
 
CAST:
PAOLO BARILLARI - REGISTA/AEDO
MATTIA INVERNI - RICHARD WEBSTER
SANTI SCAMMACCA - WALTER MORGAN
GIO' TORTORELLI - TOM DRISCOLL
JESSICA LORUSSO - MARTHA WEBSTER
FRANCESCA BRUSATI - JULIA MORGAN
COSTANZA SCALIA - CATHREINA   DRISCOLL
ANDREA GHISLOTTI - GENERALE
MICHELANGELO NARI - CAPITANO
SIMONE DE ROSE - DIRETTORE
LAURA MIRIANI - REDATTRICE
CARLOTTA SIBILLA - PROSTITUTA
MICHELA CIUSANI - COREOGRAFA/ENSEMBLE
ROBERTA ONORATO - ENSEMBLE
MARIA TERESA NOTARANGELO - ENSEMBLE
FABRIZIO CITI - ENSEMBLE
Webmaster: web-studio.it

Prodotto da Mario Longo per “Live Music Association” In Collaborazione Con Maurizio Barillari e con Il “Comitato Amici Di Pavi”

PREZZI
da 15 a 40 euro.
 
Biglietteria
Dal mercoledì al sabato
Dalle h. 14:00 alle 18:00

Email - teatrodimilano@outlook.it
Tel.
+39 02 42297313

 
Come raggiungerci
Via Fezzan, 11
20146 Milano
Italia



















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