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martedì 10 maggio 2022

1962-2022. A SESSANTA DAI SESSANTA
UNA MOSTRA DEL PROGETTO BINARIOARTE
A CURA DI SIMONA BARTOLENA E ARMANDO FETTOLINI
TEATRO BINARIO 7 DI MONZA

Il progetto BinarioArte giunge alla sua prima mostra “storica”: un’esposizione importante e ambiziosa, che ha visto la partecipazione anche del Museo della Permanente di Milano e di alcuni archivi d’artista che hanno concesso in prestito opere delle loro collezioni.

La mostra 1962-2022. A sessanta dai Sessanta è innanzitutto un racconto: il racconto di dieci anni straordinari, che hanno visto Milano prendere il ruolo da protagonista della scena culturale internazionale. Già dal secondo dopoguerra la città è teatro di una serie impressionante di attività culturali e artistiche: aprono nuove gallerie, si inaugurano mostre, si formano gruppi e movimenti, vengono pubblicati manifesti artistici. Gli artisti reagiscono alle distruzioni belliche cercando strade sempre più sperimentali e linguaggi più idonei alla nuova condizione sociale e antropologica e tessendo una rete di relazioni e dialoghi capace di renderla una delle capitali indiscusse dell’arte europea. La scena artistica cittadina è caratterizzata, tra l’altro, da una notevole indipendenza di pensiero. I movimenti milanesi sono quasi sempre liberi da condizionamenti politici e ideologici.

Cuore pulsante della vita cittadina è il quartiere di Brera, con l’Accademia e, soprattutto, con i suoi bar e le sue trattorie. Brera non è ancora l’area mondana che conosciamo oggi, ma è un coacervo di viuzze abitate da un ceto medio basso di artigiani, sartine, professori, artisti, tra i tavoli dei suoi bar, la saggezza popolare si mescola con l’avanguardia culturale, in uno straordinario e fecondo abbraccio. Così, tra boom economico e crisi esistenziali, confronti con il consumismo imperante e tendenze spirituali, rumorose provocazioni e silenziose meditazioni, aperture internazionali e confronti tra movimenti diversi, Milano vive una delle stagioni più straordinarie della storia dell’arte del Novecento.

L’egemonia dell’Informale è precocemente messa in crisi. In una città dove l’innovazione tecnica e il progresso sono di casa, trovano subito terreno fertile quei linguaggi che fanno della tecnologia un alleato e che si legano allo sviluppo industriale cittadino.

Rispetto alla stagione precedente, nella quale predominanti erano stati i linguaggi di ascendenza espressionista e informale, i protagonisti di questo decennio, dopo un esordio spesso in linea con queste tendenze preesistenti, aspirano a una dimensione più mentale. Si cerca di eliminare l’istinto, e il gesto veemente, in favore di un approccio nuovo, più calibrato. Molti guardano ai tagli di Lucio Fontana, che trattano la tela non più come superficie ma come materia; altri restano fedeli alla pittura ma cercano di rinnovarne l’idea in una nuova direzione. Tutti partecipano allo straordinario clima di innovazione e rivoluzione che porterà a un cambiamento radicale del pensiero artistico.

La mostra indaga questo irripetibile momento storico attraverso più di cinquanta opere firmate dai principali protagonisti del momento, raccontando i nuovi linguaggi artistici e le ricerche rivoluzionarie che in questo clima di grande fermento sono nate e cresciute.

Il percorso di mostra è pensato per rendere comprensibili i vari linguaggi e movimenti anche a un pubblico di non addetti ai lavori. L’esposizione, infatti, ha anche una vocazione didattica e divulgativa ed è arricchita da spiegazioni e pannelli narrativi.

Il racconto comincia con il grande “padre” Lucio Fontana, riferimento imprescindibile per questa generazione e si dipana poi nei vari movimenti, gruppi e personalità che hanno caratterizzato l’arte a Milano e dintorni in quel decennio. Dai pittori del Realismo esistenziale all’esperienza di Azimuth, dal gruppo del Cenobio alle sperimentazioni del Gruppo T, fino alle soglie del nuovo decennio.

Una parentesi è dedicata alla realtà delle Botteghe di Sesto, dove avevano sede numerosi studi d’artista. In mostra sarà esposto uno straordinario (e fino a oggi mai presentato al pubblico) libro con opere autografe e originali realizzato per il custode dello stabile dagli artisti residenti nell’area delle Botteghe (da Castellani a Vermi, da Simeti a Scaccabarozzi).

In mostra opere di:

Lucio Fontana, Enrico Baj, Fausto Melotti, Luigi Veronesi, Mario Nigro, Antonio Calderara, Valentino Vago, Mino Ceretti, Bepi Romagnoni, Tino Vaglieri, Giuseppe Guerreschi, Floriano Bodini, Paolo Schiavocampo, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Turi Simeti, Dadamaino, Gianni Secomandi, Bruno Munari, Gianni Colombo, Grazia Varisco, Davide Boriani, Enzo Mari, Getulio Alviani, Antonio Scaccabarozzi, Jorrit Tornquist, Angelo Dozio, Arturo Vermi, Agostino Ferrari, Angelo Verga, Ettore Sordini, Ugo La Pietra, Lino Marzulli, Marco Carnà, Mimmo Rotella, Valerio Adami, Lucio del Pezzo.

La mostra è visitabile al pubblico da venerdì 6 maggio e resterà allestita fino al 3 luglio 2022

Orari

martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18
venerdì e sabato dalle 15 alle 21
domenica dalle 15 alle 18

Biglietti

intero € 7
ridotto (under 25, over 65, allievi Binario 7) € 5
promo € 3 per abbonati Teatro Binario 7 e per chi acquista uno spettacolo in scena al Binario 7 nel mese di maggio 2022




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