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mercoledì 4 novembre 2015

ARTURO CIRILLO IN
"SCENDE GIU' PER CIRILLO" DI GRIFFI
AL TEATRO VERDI DI MILANO 

Di Giuseppe Patroni Griffi
dal 10 al 15 novembre
al Teatro Verdi - via Pastrengo 16 Milano

Imperdibile OFFERTA: Biglietti da 10 euro solo fino a venerdì 6 novembre!

con e regia di Arturo Cirillo
scene di Dario Gessati
costumi di Gianluca Falaschi
musiche originali di Francesco De Melis
luci di Mauro Marasà

Produzione Marche Teatro Teatro di rilevante interesse culturale e TieffeTeatro Milano, in collaborazione con Fondazione Campania Festival Italia / Napoli Teatro Festival Italia.

“Scende giù per Toledo e va di fretta Rosalinda Sprint, è in ritardo col sarto e deve andare da Marlene Dietrich. Fra mezz’ora e quella non aspetta. Colpa della Camomilla Schulz….”

Così inizia una delle più travolgenti invenzioni letterarie, la storia di un travestito napoletano, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suo mutanti abitanti.

Cirillo emoziona tra violenza e poesia

Dalla stampa

Spettacolo forte che afferra lo spettatore e non lo molla, “Scende giù per Toledo” è costruito sull’interpretazione maiuscola di Cirillo, che sa tenere il suo personaggio e la sua vita estrema – sempre a un passo dalla morte -, sulla corda tesa dell’emozione –
Maria Grazia Gregori TEATRO.IT

Parrucca di riccioli biondi, minigonna di lamé e tacchi, Cirillo entra nell'anima di Rosalinda e ne fa risuonare le ferite e le tenerezze, gli orrendi abusi subiti e l'appassionata ostinazione sentimentale. Ogni gesto, ogni timbro, ogni immagine è un misurato colpo di luce. Una prova d'attore emozionante.
Sara Chiappori - REPUBBLICA

Due, gli aspetti preziosi: la scrittura, che la stessa Natalia Ginzburg definì “stile nuotato”, e poi la prova di Cirillo, attore versatile e regista dal registro perfettamente leggibile; il tutto giocato in un boudoir dal gusto kitsch, ostentatamente allegro nelle sue tinte fuxia/Barbie e negli improbabili mobili anni “70 – trionfante di pouf lilla e rivestimenti in pellicce sintetiche di quart’ordine –, che, ancor più ne enfatizza lo squallore.
Fatti di teatro

Quella di Cirillo è una prova straordinaria e non solo da un punto di vista attorale. Sospeso tra dramma e leggerezza, la sua Rosalinda abbraccia lo spettatore e lo convince ad amare “il brutto che piace”: non si tratta della sola comunità transgender, ma di un’accolita composita, il cui metro di misura non è tanto l’identità sessuale quanto il proprio essere ai margini della società e degli affetti. Il femminiello assurge a simbolo di una città, dove ciò che emoziona è la lotta, quotidiana e sfibrante, per essere ammessi nel consesso umano.
Corrado Rovida - CULTWEEK

Si tratta di intermezzi di poesia pura, pause liriche di commento a momenti chiave della storia dell'eroina griffiana, di sicuro tra i momenti più alti di tutto l'atto unico.
Marialaura Di Lucia - OLTRECULTURA



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