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martedì 17 marzo 2015

INTERVISTA AL "PICCOLO PRINCIPE" SALVATORE PALOMBI


Salvatore Palombi è in scena al Barclays Teatro Nazionale di Milano ancora l'11 e 12 Aprile (ore 10,30) e il 22 e 23 Aprile (ore 19,00) con “Il Piccolo Principe”, adattamento teatrale e regia di Chiara Noschese e Roberto Bani. Lo spettacolo è nato per i bambini delle scuole elementari e medie ma si rivolge anche a un pubblico adulto. La trama di questo famosissimo racconto è presto detta: il pilota, che poi è l'autore della storia, è costretto ad un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara, dove incontra un bambino che viene dall'asteroide B 612 e che con la sua innocenza gli insegna il significato della vita.

Prima di arrivare nel deserto il Piccolo Principe visita diversi pianeti e conosce molteplici categorie umane: ogni pianeta rappresenta un carattere della natura umana. Il finale a sorpresa farà riflettere grandi e piccini sul senso dell'esistenza e aprirà il cuore alla scoperta della profondità dell'animo. Salvatore Palombi si è diplomato al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Roma, diretto da Gigi Proietti e vanta collaborazioni con registi del calibro di Giancarlo Cobelli, Luca Ronconi e Gabriele Lavia. E' approdato al teatro musicale con “Dance!” della Compagnia delle Rancia e “The Mission”. Nelle ultime stagioni è stato interprete di “Perthus” di Jean-Marie Besset con la regia di Giampiero Cicciò, “La Bestia Sulla Luna” di Richard Kalinosky con la regia di Michael Rodgers e “Ghost” tratto dall'omonimo film, in cui ha interpretato Sam, il personaggio principale della storia.
L'attore si è reso cortesemente disponibile per una breve intervista.

“Il Piccolo Principe” è un racconto che emoziona a qualsiasi età. Secondo te, Salvatore, quale segreto racchiude?
Il segreto del Piccolo Principe è, in una parola, la sua sincerità. Un racconto emoziona quando è capace di scavare dentro la nostra anima, e renderci esposti a noi stessi. Raccontare la fedeltà ad un fiore, in quest'epoca, può sembrare assurdo. Ma è proprio da qui, dalle piccole cose, dal nostro rapporto con ciò che può sembrare effimero, che può nascere un mondo migliore. Un mondo adatto ai bambini. Basterebbe non dimenticare di essere stati bambini.

Parlaci del tuo ruolo.
In scena sono solo. Interpreto il ruolo di Pizzicalaluna, ma anche quello del Piccolo Principe e di altri personaggi come la Volpe. Pizzicalaluna è un simpatico aviatore che, a causa di un incidente sul suo velivolo, cade in mezzo al deserto. Il deserto è un paesaggio metaforico, assoluto, il luogo ideale in cui incontrare il Piccolo Principe. La caduta di Pizzicalaluna, quindi, diventa occasione di scoperta. Il vero viaggio nasce dall'incontro con l'Altro. Un viaggio che ha il perimetro delicato e meraviglioso dell'amicizia e della cura.

Come nasce la collaborazione artistica tra te e Chiara Noschese?
Conosco Chiara da molti anni. Abbiamo condiviso percorsi di studi e di vita. Mi ha chiamato lei per questo ruolo, forse perché conosce bene il bambino che si agita in me.

Perché venire a teatro a vedere questo spettacolo?
Venite a teatro perché non è mai scontato incantarsi davanti ai tramonti, perché non è da folli essere devoti ad una rosa e sentire che la felicità di qualcun altro sia anche la nostra. Venite a teatro per ricordare a voi stessi che “non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".
(R.C.)

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