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mercoledì 18 marzo 2015

DOPO DIECI ANNI IL MAESTRO RICCARDO MUTI TORNA A NOVARA
 

La presenza di Riccardo Muti al Teatro Coccia è di particolare importanza e forte emozione per Novara, che dopo anni vive di nuovo il privilegio di vedere il Maestro sul podio del proprio teatro.
A marzo saranno, infatti, quasi dieci anni che il Maestro Muti manca da Novara. Ma gli abitanti, i musicisti e gli storici della città non dimenticano le grandi occasioni che lo hanno visto trionfare al Coccia.
La prima risale a circa cinquant’anni fa, quando nel 1967 il Maestro, dirigendo l’Orchestra della Rai di Milano in Leonora n.3, Settima sinfonia di Beethoven e Sinfonia dei "Vespri siciliani" di Verdi, vinse il Premio Guido Cantelli.
La seconda occasione è arrivata circa trent’anni dopo, nel 1993, quando il Maestro ritornò a Novara ed incantò il pubblico, dirigendo la Filarmonica della Scala, per la grande riapertura del Teatro. Un episodio storico per Novara, che tornava a vivere il teatro cittadino, rimasto chiuso numerosi anni a causa della ristrutturazione.
E poi nel 2006 quando, in occasione del 50° anniversario dalla morte di Guido Cantelli, tornò a dirigere proprio il programma eseguito durante la sua prima venuta in città.
Momenti che creano un legame tra il Maestro e Novara reciprocamente significativo.

Nell’ottica di sancire questo legame l'associazione "Amici della Musica Vittorio Cocito", in collaborazione con la Fondazione Teatro Coccia, il giorno 19 marzo curerà per il pubblico novarese un'introduzione al Concerto del 20 marzo. Nell'occasione il Maestro Ettore Borri accompagnerà i presenti a percorrere, fin dagli esordi, la straordinaria carriera artistica del Maestro Riccardo Muti vincitore del Premio Guido Cantelli. L'incontro si terrà al Piccolo Coccia alle ore 18.

PROGRAMMA
G. Rossini, Ouverture da “Guglielmo Tell”
F. Schubert, Sinfonia n. 4 in do minore “Tragica” D 417
P. I. Cajkovskij, Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna. La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.  In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid e Buenos Aires.  All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Michele Campanella, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze, Pinchas Zukerman.Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente. Alla trionfale accoglienza del pubblico viennese nella Sala d’Oro del Musikverein, ha fatto seguito, nel 2008, l’assegnazione alla Cherubini del prestigioso Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per “i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’estero”. Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle “trilogie”, che al Ravenna Festival l’hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale, sempre per la regia di Cristina Mazzavillani Muti, l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri. Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata, in seguito riprese in una lunga tournée approdata fino a Manama ad inaugurare il nuovo Teatro dell’Opera della capitale del Bahrain; nel 2013, sempre l’una dopo l’altra a stretto confronto, le opere “shakespeariane” di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff. Sempre nell’ambito del Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l’intensa esperienza della residenza estiva, dal 2010 la Cherubini è protagonista, al fianco di Riccardo Muti, dei concerti per le Vie dell'amicizia: l'ultimo, nel 2014, ai piedi del Sacrario di Redipuglia nel centenario della Grande Guerra, insieme a musicisti provenienti da orchestre di tutto il mondo.




 

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