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sabato 21 febbraio 2015

IL MUSICAL ROCK “NEXT TO NORMAL” DEBUTTA A NOVARA IL 7 E L'8 MARZO 2015

 
"...IL TENTATIVO DI ESSERE QUASI UN PO' NORMALI..."
Tutti noi conduciamo una vita in apparenza normale, che raccontiamo a noi stessi essere normale ma che in realtà molte volte nasconde infelicità e dolore. Purtroppo mai come oggi questi temi ci sembrano così spaventosamente attuali e vicini...e mai come oggi urge il bisogno di parlarne e di portarli alla luce del sole. Perché affrontarli è l'unica salvezza.
Questo, in sintesi, l'argomento alquanto scottante trattato dal musical rock “NEXT TO NORMAL”, arrivato in Italia direttamente dai palcoscenici di Broadway e pronto a debuttare il 7 e l'8 Marzo al Teatro Coccia di Novara.
Giovedì 19 Febbraio 2015 si è svolta la conferenza stampa all'interno del Piccolo Coccia e il cast al completo, regista compreso, hanno spiegato la trama dello spettacolo e le difficoltà incontrate nel realizzarlo.

Renata Rapetti, Direttrice del Teatro Coccia di Novara.
“Tre anni fa Marco Iacomelli, Andrea Manara e Davide Ienco sono arrivati con questa proposta assolutamente incosciente di aprire una scuola nel Teatro Coccia, con l'obbiettivo di far nascere una sorta di Paolo Grassi a Novara che si occupasse non di musical ma di Teatro Musicale. Abbiamo dato loro degli spazi, li hanno sistemati in maniera piacevole e hanno creato un posto, una casa, dove gli studenti si trovano davvero a loro agio: così è nata questa scuola riconosciuta a Novara e su tutto il territorio. Poi l'anno scorso Marco, Andrea e Davide, hanno coraggiosamente deciso di produrre e di far debuttare a livello nazionale a Novara questo loro primo musical “NEXT TO NORMAL”, co-prodotto con la Compagnia Della Rancia. Io sono molto felice di questa loro decisione essenzialmente per due motivi: perché stanno producendo un musical non scontato che va in una direzione un po' diversa rispetto a quella che è la consuetudine della tradizione del musical e perché osano e lo fanno qui da noi, al Teatro Coccia”.

Marco Iacomelli, Regista (“Lo Zoo di Vetro”-”Grease”-”Frankenstein Junior”-”Cercasi Cenerentola”).
“Come nostra prima produzione abbiamo scelto un testo che, circa tre anni fa, ha toccato profondamente la mia esperienza teatrale: ho assistito a questo spettacolo a New York per puro caso. Eravamo in tournée con “Pinocchio” e quel giorno era un lunedì ed era tutto chiuso tranne “Billy Elliot” che avevo già visto a Londra e “Memphis” al quale non ero interessato...poi la mia attenzione è stata attirata da un cartellone viola con grandi volti...sono entrato a teatro e ne sono uscito letteralmente scioccato. Mai mi era capitato di emozionarmi così tanto assistendo alla rappresentazione di semplici relazioni interpersonali invece che alla vista di un grande effetto scenico, se non nel teatro di prosa. E' la storia di una famiglia raccontata in sei mesi, da Settembre fino a Marzo, quando avvengono tutti i cambiamenti, mai successi nei 17 anni precedenti. E' una storia di promesse: la storia di un uomo che promette ad una ragazza di non lasciarla mai proprio perché incinta, la storia di una figlia che vuole emanciparsi, la storia di un figlio che vuole rivendicare la propria gioia di vivere, la storia di un ragazzo timido che dopo 4 anni si dichiara alla sua compagna di classe, la storia di due medici, uno che affronta la medicina con la farmacologia e uno che l'affronta con la psichiatria...ma soprattutto è la storia di una madre che sta cercando di trovare se stessa, di raggiungere una felicità che tutti noi ricerchiamo.
Si assiste alla vita quotidiana di una famiglia, una vita di una semplicità disarmante. Tutto avviene tramite piccoli passi, piccoli....una continua scoperta...come se passassero dei raggi di sole attraverso una tenda e tu vedi la luce nella complessità di queste feritoie. Lentamente vieni trasportato in questo gigantesco susseguirsi di eventi che sono incredibilmente normali e che ti rendono consapevole di quanto sia straordinariamente complessa la nostra esistenza...e il nostro tentativo in realtà è di essere sempre quasi un po' normali.
E' uno spettacolo incredibilmente emozionante, il risultato di 10 anni di lavoro partito da un workshop di 10 minuti dal titolo “Feeling Eletric”. Ha vinto 3 Tony Awards per la musica, l'orchestrazione e l'interprete femminile e ha vinto il Premio Pulitzer per il libretto.
Ci sono voluti 4 anni per riuscire a portarlo finalmente in Italia; è già stato rappresentato in tutto il Mondo, anche in Israele tradotto in ebraico e in Corea tradotto in coreano.
In questo debutto italiano io sono sicuro che tutto andrà per il meglio perché non è uno spettacolo basato sull'eclatante scenico ma costruito sugli interpreti e...so di aver trovato i migliori!”.

Francesca Taverni, Diana - la Madre (“Mamma Mia!”-”Cats”-A Chorus Line”-”Rent”)
“Sono felice del mio ruolo perché sono una mamma, perché ho auto un'esperienza di vita un po' simile e perché sono vicina all'età della protagonista. Si dice che gli spettacoli arrivino sempre per un motivo, per insegnarci qualcosa...e in effetti questo spettacolo è arrivato in un momento molto particolare della mia vita. E' arduo portare in scena il personaggio di Diana ma c'è bisogno di dare una verità a queste persone che vivono all'interno di una famiglia e che cercano di fare il possibile per essere felici: quando si fa questo processo si ama come si può, non esiste più una cosa giusta e una sbagliata, ci sono degli errori, ci sono delle disarmonie, ci sono degli scontri ma si cerca sempre di dare il meglio....come fa la famiglia Goodman. “NEXT TO NORMAL” incontra solo una difficoltà: attirare il pubblico a teatro... perché una volta che una persona si siede in platea non può rimanere indifferente. Si piange, si ride, ci sono dinamiche molto comuni nelle quali ogni persona si può identificare. Spero che l'Italia abbia la curiosità di andare a vedere un titolo sicuramente non consueto, con interpreti non famosi a livello nazional-popolare ma di grande qualità”.

Antonello Angiolillo, Dan - il Padre (“A Chorus Line”-”La Bella e la Bestia”-”Priscilla La Regina del Deserto”).
“Anche se sono partito da “A Chorus Line”, la mia vita mi ha portato a fare determinati spettacoli e tanti personaggi diversi e questo mi piace tantissimo perché amo la parte camaleontica dell'attore. Sono fiero di avere l'opportunità di recitare anche in spettacoli e in produzioni di questo tipo che ti arricchiscono tantissimo non dal punto di vista economico ma dal punto di vista umano. Ho trovato pochissimi registi in Italia che hanno un modo di lavorare simile a quello di Iacomelli essendo tendenzialmente usato per lo più dagli stranieri: ti fanno arrivare dove vogliono utilizzando la tua professionalità....ti danno delle indicazioni poi tu fai e alla fine arrivi esattamente dove volevano loro...però ti senti come se l'avessi fatto tu! Questo mi piace tantissimo perché per noi attori significa mettere la nostra umanità e professionalità all'interno di un lavoro”.

Luca Giacomelli Ferrarini, Gabe - il Figlio (“Cats”-”Titanic:il racconto di un sogno”-”Romeo e Giulietta Ama e Cambia il Mondo”).
“Ho partecipato a questa audizione perché non capita spesso di fare audizioni all'interno di teatri veri e solamente entrare qui ti fa dire -allora si, ho scelto il lavoro giusto- . Questo spettacolo e questo personaggio sono arrivati anche per me in un momento particolare della mia vita. Le lacrime scendono e scenderanno a noi e a voi. Io sono felice e questo mi basta....sembra una banalità ma andare a lavorare ed essere felici in un momento storico così difficile è raro e molto importante per andare avanti. Ringrazio tutti per avermi dato questa grande opportunità”.

Laura Adriani, Natalie - la Figlia (“Un caso di coscienza”-”Tutta colpa di Freud”-”Hansel e Gretel”).
“Io lavoro per lo più in televisione e al cinema, sono la più piccola e questo è il mio debutto nel mondo del Teatro Musicale. Non credo di essere stata così emozionata da quando ho iniziato a 12 anni a recitare in televisione. Ora ho la gioia di fare qualcosa di veramente bello e di farlo con la genuinità di una bambina, mettendo tutto l'amore e tutto l'entusiasmo del mondo per questo progetto perché è bellissimo e veramente valido. E' il lavoro più bello che abbia mai fatto nella mia vita. Sono veramente innamorata dello spettacolo, di tutti i miei colleghi qui presenti e sono emozionatissima”.

Renato Crudo, Henry - il Ragazzo di Natalie (“Come Erika e Omar”).
“Questi tre giorni di prove sono stati molto intensi ma è un onore per me poter partecipare ad uno spettacolo come questo...purtroppo in Italia non capita sovente di trattare queste tematiche così impegnative e spero davvero nella partecipazione di un pubblico giovanile. Voglio ringraziare la produzione, il marketing e tutti i professionisti che collaborano con noi stando dietro le quinte”.

Brian Boccuni, Dr Madden/Dr.Fine - gli Psichiatri (“Processo a Pinocchio”-”Ottocento”).
“E' un privilegio per me poter condividere questo meraviglioso lavoro con un cast tecnico e artistico eccezionale. Spero che questo spettacolo apra la strada a nuovi cambiamenti di stile”.

Andrea Ascari, liriche e libretto italiano.
“Il teatro musicale è un genere teatrale che si basa sempre su qualcosa di esistente: questo invece è un testo originale, la storia non deriva da nessun libro, da nessun film ed è controcorrente rispetto a ciò che vediamo ultimamente in scena e anche in prosa. Di solito si tratta di adattamenti...qui è un'invenzione...e inventare nel teatro musicale è difficilissimo perché è un genere molto delicato, essendo un insieme di musica e testo. Questo testo in particolare è molto difficile: è rock e sono tutti versi tronchi, in rima e con parole usate nella quotidianità per cui devi cercare di mantenere quel linguaggio e quella struttura....un anno e mezzo di duro lavoro, di lacrime e sangue.
Lo svolgersi della trama è un meccanismo emozionale ad orologeria...la musica è esattamente l'emozione che quelle parole e quella situazione stanno evocando, non c'è nessuno stacco ed è quasi impossibile non esserne coinvolti: ciò che accade a quella famiglia è ciò che accade dentro alle nostre vite, quello che accade a loro è ciò che accade dentro di noi in tutti i momenti, è una famiglia disfunzionale ma in realtà assolutamente normale. Benché siamo tutti coinvolti in spettacoli più commerciali, sogniamo da anni che questo genere di spettacolo venga preso in considerazione anche in Italia e spero che “NEXT TO NORMAL” ne sia il capostipite”.
(Roby)













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