"RICCARDO III"
CON MARIA PAIATO
REGIA DI ANDREA CHIODI
TEATRO SOCIALE DI BRESCIA
In scena per la cinquantaduesima Stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti, lo spettacolo Riccardo III prosegue la programmazione 2025/2026 del CTB: sarà al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) dal 13 al 18 gennaio 2026 tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30. Dopo il debutto nazionale all’Estate Teatrale Veronese del luglio 2025, inizia da Brescia la tournée 2026 dello spettacolo che toccherà importanti città italiane, da Genova a Palermo, passando per Roma, Ancona, Cagliari e molte altre città.
Lo spettacolo vede il testo di Shakespeare nella riduzione e adattamento di Angela Dematté, la regia è di Andrea Chiodi. Sul palcoscenico Maria Paiato, insieme a Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo, le luci di Cesare Agoni, il trucco e parrucco di Bruna Calvaresi, Francesco Biagetti è assistente alla regia, Valentina Volpi assistente ai costumi, per una produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma - Teatro Nazionale.
Riccardo III è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.
Distribuzione dei ruoli:
RICCARDO - Maria Paiato
BUCKINGHAM - Giovanni Franzoni
REGINA ELISABETTA - Francesca Ciocchetti
DUCHESSA DI YORK - Giovanna Di Rauso
REGINA MARGHERITA - Carlotta Viscovo
CLARENCE - Emiliano Masala
RE EDOARDO IV - Igor Horvat
RIVERS - Tommaso Cardarelli
LORD HASTINGS - Riccardo Bocci
LADY ANNA - Ludovica D'Auria
PRIMO ASSASSINO / CATESBY / RAGAZZO - Cristiano Moioli
SECONDO ASSASSINO / RATCLIFFE / PRINCIPE - Lorenzo Vio
“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Il Bardo la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena. Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un'indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino.
Per offrire al pubblico un’occasione di approfondimento dello spettacolo, il Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia propone il secondo incontro del ciclo I pomeriggi al CTB, rassegna giunta alla sua decima edizione e curata da Lucia Mor, ordinario di Letteratura tedesca dell’Università Cattolica. Giovedì 15 gennaio alle ore 17.00 presso il Teatro Sociale di Brescia (Via Felice Cavallotti, 20), Maria Paiato, Andrea Chiodi, Angela Dematté e gli altri attori della compagnia dialogheranno con Maddalena Giovannelli, critica teatrale e docente di Storia del teatro, sul tema “Mutare il sole in ombra. Riccardo III, il rancore al potere”. La partecipazione all’incontro è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.
Note di drammaturgia di Angela Dematté
Si sa che tutte le opere storiche dell’epoca elisabettiana avevano il compito di glorificare la dinastia Tudor - quella da cui poi sgorgò la vergine forte e pallida Elisabetta I - una famiglia di origine Gallese con il modesto titolo di conti di Richmond, vagamente imparentata con il ramo Lancaster dei Plantageneti. La tetralogia shakespeariana (le tre parti di Enrico VI e Riccardo III) non fa eccezione. E infatti alla fine del Riccardo III Richmond - antenato dei Tudor - arriva, splendido come il sole, a ripulire il bilioso medioevo della Guerra delle due Rose. Eppure, sappiamo bene che Shakespeare, mentre costruisce la trama che il popolo vuole, lavora assiduamente con l’ordito. I drammi storici non parlano che di affari di guerra e di famiglia. Sono affari tribali, in fondo. La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale - che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro - è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione, in un sistema di valori arcaico, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere, il diritto a sopravvivere. “L’Amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre”, dice Riccardo nell’Enrico VI. Qui, nella pièce che porta il suo nome, Riccardo ritorna nell’utero e si fa madre (matrigna diremmo) di se stesso reclamando il diritto di “essere”: “Mi sono deciso a provarmi nella parte dell’infame”. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi per sopravvivere, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere, le due donne innanzitutto, lady Anna e poi Elisabetta e, fino ad un certo segno, Buckingham e la corte, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama? Quando il linguaggio ha esplorato tutto il suo potere manipolatorio, quando il potere si ottiene cosa rimane dell’uomo? Un bambino ferito può mai amare e sentirsi amato?
Riccardo/Shakespeare sa che esiste una madre reale, che ancora vive. La Duchessa di York precipita il protagonista nel ventre, lo rinomina aborto. E così Margherita, unico personaggio che, conoscendo il mondo arcaico, può davvero evocarlo, guardarlo, sfuggirgli, rifugiarsi in un mondo ancora più antico (o futuro). Sono salvatrici e carnefici, come tutte le Grandi Madri. Conoscono altre leggi, ben più sapienti e crudeli di quelle che Riccardo crede di governare. Lì la parola non funziona più, il pensiero si disarticola, il bene vince il male vince il bene vince il male. E così, finalmente, precipitato nel caos, il deforme Riccardo soccombe, come deve essere. Splende il Sole e le ombre si diradano, la parola non ha più ambiguità: il brutto è brutto e il bello è bello. L’ordine ritorna, come il popolo desidera.
Note di regia di Andrea Chiodi
Affascinante, ironico, seducente, ma spaventosamente lucido, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima. Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere, così logoranti e inutili, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere, quando null’altro lo compie o completa.
Riccardo III
di William Shakespeare
riduzione e adattamento Angela Dematté
regia Andrea Chiodi
con Maria Paiato
e con Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio,
Carlotta Viscovo
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Cesare Agoni
trucco e parrucco Bruna Calvaresi
assistente alla regia Francesco Biagetti
assistente ai costumi Valentina Volpi
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma - Teatro Nazionale
direttore di scena Cesare Agoni
macchinista Filippo De Martino
elettricista Federico Ponzoni
sartoria Bruna Calvaresi, Paola Dioni, Eleonora Terzi
assistente alla produzione Marta Agoni
direzione tecnica Cesare Agoni
ufficio tecnico Marco Gavezzoli, Edwige Paulin
scene realizzate nel laboratorio del Centro Teatrale Bresciano
responsabile della costruzione Michele Sabattoli
macchinisti costruttori Stefano Ceccaroni, Filippo De Martino, Pierangelo Razio, Marta Agoni, Nicolas Bala
ufficio stampa e comunicazione Veronica Verzeletti, Sabrina Oriani
si ringrazia Mediapont, Cooperativa Alice
Biglietti | Teatro Sociale
Intero
Platea 29 €
I galleria 22 €
II galleria 19 €
III galleria 15 € ridotto gruppi*
platea 26 €
I galleria 20 €
II galleria 17 €
III galleria 13 € ridotto speciale**
platea 21 €
I galleria 18 €
II galleria 15 €
III galleria 11 €
Riduzioni
* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente ai tesserati Arci, Coin, Feltrinelli, Touring Club. CRAL aziendali, biblioteche e altri enti e associazioni convenzionati con il Centro Teatrale Bresciano possono rivolgersi per informazioni e prenotazioni al numero 030 2928605 o alla e-mail: organizzazione@centroteatralebresciano.it
** la riduzione speciale è riservata a giovani fino a 25 anni e ultrasessantacinquenni
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Cesare Agoni
trucco e parrucco Bruna Calvaresi
assistente alla regia Francesco Biagetti
assistente ai costumi Valentina Volpi
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma - Teatro Nazionale
direttore di scena Cesare Agoni
macchinista Filippo De Martino
elettricista Federico Ponzoni
sartoria Bruna Calvaresi, Paola Dioni, Eleonora Terzi
assistente alla produzione Marta Agoni
direzione tecnica Cesare Agoni
ufficio tecnico Marco Gavezzoli, Edwige Paulin
scene realizzate nel laboratorio del Centro Teatrale Bresciano
responsabile della costruzione Michele Sabattoli
macchinisti costruttori Stefano Ceccaroni, Filippo De Martino, Pierangelo Razio, Marta Agoni, Nicolas Bala
ufficio stampa e comunicazione Veronica Verzeletti, Sabrina Oriani
si ringrazia Mediapont, Cooperativa Alice
Biglietti | Teatro Sociale
Intero
Platea 29 €
I galleria 22 €
II galleria 19 €
III galleria 15 € ridotto gruppi*
platea 26 €
I galleria 20 €
II galleria 17 €
III galleria 13 € ridotto speciale**
platea 21 €
I galleria 18 €
II galleria 15 €
III galleria 11 €
Riduzioni
* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente ai tesserati Arci, Coin, Feltrinelli, Touring Club. CRAL aziendali, biblioteche e altri enti e associazioni convenzionati con il Centro Teatrale Bresciano possono rivolgersi per informazioni e prenotazioni al numero 030 2928605 o alla e-mail: organizzazione@centroteatralebresciano.it
** la riduzione speciale è riservata a giovani fino a 25 anni e ultrasessantacinquenni
Modalità di acquisto
Biglietteria del Teatro Sociale Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
t. 030 2808600; e-mail biglietteria@centroteatralebresciano.it
> da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00
> domenica dalle ore 15.30 alle 18.00 solo nei giorni di spettacolo
> 30 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la serata stessa.
Punto vendita CTB Piazza della Loggia, 6 – Brescia
t. 030 2928609; e-mail biglietteria@centroteatralebresciano.it
> da martedì a venerdì ore 10.00 - 13.00 (escluso i festivi)
Biglietteria telefonica
> t. 376 0450269 – da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (escluso i festivi)
> t. 376 0450011 – da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00; domenica dalle ore 15.30 alle 18.00
Si informa che agli acquisti effettuati telefonicamente e pagati con carta di credito verrà applicata la maggiorazione pari al 2,5% del costo dell’abbonamento o biglietto.
On-line sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito VIVATICKET

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