"PER SEMPRE"
DI E CON ALESSANDRO BANDINI
TEATRO MEZZADRI DI BRESCIA
Dal 9 all’11 gennaio 2026
Il talentuoso Alessandro Bandini dà voce e corpo alla struggente e misteriosa storia d’amore tra Giovanni Testori e il mercante d’arte e gallerista francese Alain Toubas, ispirata alla loro inedita corrispondenza. Uno spettacolo sul bisogno di amore incondizionato, sul dolore e sulla viscerale richiesta di essere amati, un grido per non essere dimenticati.
Lo spettacolo vede una drammaturgia composta da testi tratti da lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas, I Trionfi di Giovanni Testori, dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas. La fitta corrispondenza tra Testori e l’amato Toubas, composta da lettere scritte in francese – a oggi mai tradotte, trascritte né pubblicate –, disegni e cartoline, mette in luce un amore straripante e a tratti ricattatorio, un’umanità disarmante e inedita, un lato dello scrittore di Novate Milanese ai più sconosciuto che offre la possibilità di rileggere parte della sua opera con uno sguardo nuovo, originale e contemporaneo.
Il fulcro di questo lavoro è il confronto totalizzante, corpo a corpo, con la parola testoriana, una parola che, incarnandosi profondamente in chi la pronuncia, si trasforma nella lotta interminabile di un essere umano di fronte alle proprie paure.
L’ideazione, la drammaturgia e la creazione dello spettacolo sono di Alessandro Bandini, protagonista in scena. La produzione è produzione firmata LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Centro Teatrale Bresciano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
Per sempre è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.
Note sul progetto di Alessandro Bandini
“Una cosa che mi ha sempre turbato in Tanzio, studiandolo, è che della sua vita non si hanno che notizie scheletriche, mentre a me sarebbe piaciuto molto – darei non so che cosa – per avere qualche notizia su come amava, su come soffriva, su come partecipava alla vita del suo popolo; se ha saputo darcela, restituircela, con una fisicità addirittura straziante.”
Giovanni Testori, trascrizione da Rai Sat, Mostra sul Seicento lombardo, Palazzo Reale, Milano, 1973
In queste parole, pronunciate da Giovanni Testori davanti al quadro La battaglia di Sennacherib di Tanzio da Varallo, riconosco lo stesso desiderio che mi ha spinto a dare vita a Per sempre: conoscere la carne segreta e vulnerabile di un artista, le sue febbri d’amore, la sua fame di vita.
Per sempre nasce durante la mia partecipazione alla Bottega Amletica Testoriana diretta da Antonio Latella, un percorso di un anno di studio nell’opera e nel pensiero di Testori. Nell’ultima fase del progetto, Antonio chiese ad ognuno di noi di creare un breve studio dal titolo Il mio Testori. Di fronte a questa richiesta mi tornò subito alla mente la prima volta che visitai Casa Testori e, in particolar modo, quando Giuseppe Frangi prese da uno scaffale un corpus di lettere inedite di Testori, acquisite dall’archivio di Novate Milanese solo dal 2021. Questa corrispondenza riguardava Giovanni Testori e il giovane ventenne parigino Alain Toubas: più di duemila lettere scritte in francese, sigillate dallo stesso Giovanni in un pacchetto con della ceralacca. Lettere che, quando era in vita, Testori chiese venissero conservate, ma che finora nessuno aveva letto o trascritto. Domandai a Giuseppe di poter aver accesso a quel misterioso materiale e lui me lo concesse. Indossai i guanti neri in lattice e aprii la prima busta: “Cher Alain, je suis désespéré”. Queste prime parole di Testori sono entrate come un pugnale nella mia anima: mi stavo trovando improvvisamente davanti al lato più fragile di quell’uomo che conoscevo solo come intellettuale, come artista. La folgorazione è stata quella di riconoscere in quelle cinque parole qualcosa di mio: una disperazione che tradiva un modo d’amare assoluto, eccessivo, incapace di conoscere un limite, una difesa. Più andavo avanti a leggere, più mi rendevo conto che non mi trovavo di fronte ad un semplice epistolario o ad un archivio; scorrendo quelle righe, stavo attraversando una vita, e in quella vita riconoscevo anche la mia. Da questa ferita condivisa è nato Per sempre: non un racconto biografico, bensì un tentativo di incarnare l’amore come luogo di conoscenza, come preghiera.
Le lettere, scritte tra il 1959 e il 1962, sono una vera e propria opera non-finita, una mappa scritta, una tela che Testori schizza e riempie con i suoi universi – pittorici, musicali, topografici –, in cui non descrive ma dipinge, trasformando ogni lettera in un ritratto dell’amato, dei suoi colori, di luci ed ombre, del suo impasto materico.
È l’uomo, prima che lo scrittore, a parlare: un uomo che si dibatte nella tempesta del proprio amore e che, senza saperlo, mentre scrive all’amato sta generando la lingua poetica che verrà. Scrive in una lettera del giugno 1960: “Nei prossimi giorni scriverò su di voi dei veri poemi... non è più possibile per me tenere dentro le parole che si aggirano nella mia testa, nelle mie braccia e nel mio ventre; chiedono, gridano di uscire, e usciranno, non importa in che modo!”. Da questo grido, nel 1965 vedranno la luce I Trionfi, prima grande opera poetica dedicata ad Alain: vertiginosa, barocca, attraversata da nomi, luoghi e ricordi della loro storia. Ed è proprio nello iato tra la parola privata delle lettere e quella della poesia, in questo salto nel vuoto, che lo spettacolo cerca il suo senso: farsi corpo e voce del tentativo fragile e titanico di un artista di imprimere sulla pagina e nella letteratura i propri tremori e le proprie scoperte.
La poesia per Testori diventa un atto di memoria e di resistenza, un grido per salvare Alain dall’oblio, per eternare il loro amore, per trasformarlo in linguaggio e così vincere la caducità della vita. Nel sovrapporsi delle lettere e dei versi de I Trionfi, nei loro continui richiami, l’amato diventa mitologia, quasi un personaggio, e la letteratura è battaglia contro la morte.
Come in un quadro di Tanzio, ciò che resta non è la storia, ma la ferita. E dentro quella ferita, ancora oggi, l’amore di Giovanni ed Alain continua a vibrare, a chiedere voce, corpo, presenza.
Alessandro Bandini Genovese, classe 1994. Nel 2017 si diploma alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano. Per il CTB è stato protagonista di Agnello di Dio, di Daniele Mencarelli, regia di Piero Maccarinelli; ha collaborato con registi quali Carmelo Rifici in Uomini e no (2017) e Macbeth, le cose nascoste (2020), Antonio Latella in Bottega Amletica Testoriana (2024), Leonardo Lidi in Fedra (2021) e Come nei giorni migliori (2023), Alessandro Sciarroni in U. (2024), Leonardo Manzan in Faust (2024), Socìetas Raffaello Sanzio in Edipo, una fiaba di magia (2022), Alessio Maria Romano in Choròs (2022), Declan Donnellan in La tragedia del vendicatore (2018), Giovanni Ortoleva in Saul (2018) e La dodicesima notte (o quello che volete) (2023), Fabio Cherstich in Ubu Re (2021), Andrea Chiodi in Ecuba (2019). Vince il Premio Scenario 2019 con Una vera tragedia e il Premio Anna Pancirolli 2018 con Potrei amarvi tutti. Prende parte a film quali L’uomo senza colpa (2021) di Ivan Gergolet, Rapito (2023) di Marco Bellocchio, Skam 5 (2022), Comandante (2023) di Edoardo De Angelis. Nel 2023 è nominato ai Premi Ubu nella categoria Miglior attore/performer under 35.
Per sempre
testi tratti da
lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas
I Trionfi di Giovanni Testori
dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas
ideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini
con Alessandro Bandini
dramaturg Ugo Fiore
sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata
consulenza spazio scenico Giulia Pastore
disegno luci Elena Vastano
styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani
tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Centro Teatrale Bresciano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera
con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara
Biglietti | Teatro Mina Mezzadri
Platea intero 18€ Ridotto gruppi* 16€ Ridotto speciale** 14€
Riduzioni
* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente ai tesserati Arci, Coin, Feltrinelli, Touring Club. CRAL aziendali, biblioteche e altri enti e associazioni convenzionati con il Centro Teatrale Bresciano possono rivolgersi per informazioni e prenotazioni al numero 030 2928605 o alla e-mail: organizzazione@centroteatralebresciano.it
** la riduzione speciale è riservata a giovani fino a 25 anni e ultrasessantacinquenni
Modalità di acquisto: orari in vigore dal 7 gennaio 2026
Per gli orari di apertura in vigore fino al 6 gennaio, consultare il sito del CTB
Biglietteria del Teatro Sociale Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
testi tratti da
lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas
I Trionfi di Giovanni Testori
dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas
ideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini
con Alessandro Bandini
dramaturg Ugo Fiore
sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata
consulenza spazio scenico Giulia Pastore
disegno luci Elena Vastano
styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani
tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Centro Teatrale Bresciano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera
con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara
Biglietti | Teatro Mina Mezzadri
Platea intero 18€ Ridotto gruppi* 16€ Ridotto speciale** 14€
Riduzioni
* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente ai tesserati Arci, Coin, Feltrinelli, Touring Club. CRAL aziendali, biblioteche e altri enti e associazioni convenzionati con il Centro Teatrale Bresciano possono rivolgersi per informazioni e prenotazioni al numero 030 2928605 o alla e-mail: organizzazione@centroteatralebresciano.it
** la riduzione speciale è riservata a giovani fino a 25 anni e ultrasessantacinquenni
Modalità di acquisto: orari in vigore dal 7 gennaio 2026
Per gli orari di apertura in vigore fino al 6 gennaio, consultare il sito del CTB
Biglietteria del Teatro Sociale Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
t. 030 2808600; e-mail biglietteria@centroteatralebresciano.it
> da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00
> domenica dalle ore 15.30 alle 18.00 solo nei giorni di spettacolo
> 30 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la serata stessa.
Punto vendita CTB Piazza della Loggia, 6 – Brescia
t. 030 2928609; e-mail biglietteria@centroteatralebresciano.it
> da martedì a venerdì ore 10.00 - 13.00 (escluso i festivi)
Biglietteria telefonica
> t. 376 0450269 – da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (escluso i festivi)
> t. 376 0450011 – da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00; domenica dalle ore 15.30 alle 18.00
Si informa che agli acquisti effettuati telefonicamente e pagati con carta di credito verrà applicata la maggiorazione pari al 2,5% del costo dell’abbonamento o biglietto.
On-line sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito VIVATICKET
Biglietteria del Teatro Mina Mezzadri Contrada Santa Chiara, 50/A – Brescia
> apertura da 30 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo





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