"AMADEUS"
DI PETER SHAFFER
VILLADOSSOLA, ASTI
VERCELLI, CASALE MONFERRATO
Lo spettacolo Amadeus, nella versione diretta da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia e prodotta dal Teatro dell’Elfo, dal 7 gennaio arriva in Piemonte nella stagione 2025/2026 grazie alla collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo. Lo spettacolo sarà prima al Teatro La Fabbrica di Villadossola, poi al Teatro Alfieri di Asti, al Municipale di Casale Monferrato e al Civvico di Vercelli. In alcune date è prevista l’audiodescrizione per le persone non vedenti e ipovedenti nell’ambito del progetto Teatro No Limits.
Considerato uno dei testi teatrali più celebri del Novecento, Amadeus rilegge in forma di potente tragicommedia la leggendaria rivalità tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart. Un confronto che diventa riflessione sull’invidia, sul talento e sul rapporto tra l’uomo e il divino. La regia di Bruni e Frongia valorizza la forza drammaturgica del testo di Shaffer con un impianto visionario e ritmato, affidato a un cast numeroso e a una raffinata costruzione scenica, impreziosita dai costumi di Antonio Marras. Ferdinando Bruni interpreta un Salieri maturo e tormentato, che rievoca la propria storia come una confessione estrema, mentre Daniele Fedeli dà corpo a un Mozart giovane, irriverente e geniale. Ne nasce uno spettacolo di grande impatto emotivo e visivo, capace di parlare al pubblico di oggi senza forzature, con intelligenza e ironia.
Lo spettacolo sarà in tournée in Piemonte nelle seguenti date:
· Venerdì 9 gennaio 2026, ore 21.00
Asti – Teatro Alfieri
· Sabato 10 gennaio 2026, ore 21.00
Casale Monferrato – Teatro Municipale
· Domenica 11 gennaio 2026, ore 21.00
Casale Monferrato – Teatro Municipale
· Sabato 7 febbraio 2026, ore 21.00
Vercelli – Teatro Civico
TEATRO NO LIMITS - AUDIODESCRIZIONI
La Fondazione Piemonte dal Vivo aderisce e sostiene il progetto Teatro No Limits, promosso e realizzato dal Centro Diego Fabbri di Forlì. Le repliche del 7, 9 e 11 gennaio saranno audiodescritte per amplificare l’esperienza di fruizione dello spettacolo dal vivo, rendendo tangibili a tutti – in primis al pubblico non vedente e ipovedente – i particolari “silenziosi” della messinscena: costumi, cambi luce, scenografie, movimenti degli attori. Per info e prenotazioni tramite WhatsApp al 328 2435 950 o via mail a info@centrodiegofabbri.it
Le date del tour in Piemonte
Il calendario completo e le info di biglietteria sono disponibili sul sito di Piemonte dal Vivo:
https://piemontedalvivo.it/spettacolo/amadeus/
Dalle note di regia
La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici, in linea di massima, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.
Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.
Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.
Il calendario completo e le info di biglietteria sono disponibili sul sito di Piemonte dal Vivo:
https://piemontedalvivo.it/spettacolo/amadeus/
Dalle note di regia
La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici, in linea di massima, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.
Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.
Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.
Il testo Shaffer inizia a Vienna nel 1823, Antonio Salieri, vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima. Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente, sicuramente non un testo ‘storico’, ma un apologo sull’invidia, con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità.
Uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
traduzione Ferdinando Bruni
costumi Antonio Marras
con
Ferdinando Bruni Antonio Salieri
Daniele Fedeli Wolfgang Amadeus Mozart
Valeria Andreanò Costanze Weber, moglie di Mozart
Riccardo Buffonini Venticello, procuratore di informazioni e pettegolezzi
Matteo de Mojana Barone Gotrfried Van Swieten, prefetto della Biblioteca Imperiale
Alessandro Lussiana Venticello, procuratore di informazioni e pettegolezzi
Ginestra Paladino Contessa Johanna Kilian Von Strack / Katharina Cavalieri, cantante
Umberto Petranca Giuseppe II, Imperatore d'Austria
Luca Toracca Conte Franz Orsini-Rosenberg, direttore dell'Opera Imperiale
produzione Teatro dell'Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo
costumi Antonio Marras
con
Ferdinando Bruni Antonio Salieri
Daniele Fedeli Wolfgang Amadeus Mozart
Valeria Andreanò Costanze Weber, moglie di Mozart
Riccardo Buffonini Venticello, procuratore di informazioni e pettegolezzi
Matteo de Mojana Barone Gotrfried Van Swieten, prefetto della Biblioteca Imperiale
Alessandro Lussiana Venticello, procuratore di informazioni e pettegolezzi
Ginestra Paladino Contessa Johanna Kilian Von Strack / Katharina Cavalieri, cantante
Umberto Petranca Giuseppe II, Imperatore d'Austria
Luca Toracca Conte Franz Orsini-Rosenberg, direttore dell'Opera Imperiale
produzione Teatro dell'Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo



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