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venerdì 25 febbraio 2022

"MI ABBATTO E SONO FELICE"
UN MONOLOGO A IMPATTO AMBIENTALE ZERO
AUTOIRONICO E DISSACRANTE
TEATRO BINARIO 7 DI MONZA

Disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento globale. Eccetera. Perché nell’era del benessere ci sono tutti questi problemi? La felicità dell’uomo occidentale sembra essere direttamente proporzionale a quanto produce e a quanto consuma: producendo si ottiene denaro e più denaro si possiede più si consuma e ci si sente felici. Ne siamo certi? Pensiamo alla tensione che scorre all’ora di punta nei centri delle città, quando basta un clacson per far scoppiare una rissa. All’invidia nei confronti di chi ottiene una promozione, ai piagnistei delle persone davanti a uno spritz, alle farmacie prese d’assalto da una popolazione malata e acciaccata. Vi sembrano segni di un popolo felice? La risposta pare piuttosto scontata. Eppure i capi dei governi invitano a consumare di più e a produrre di più, con un inevitabile incremento della frustrazione. Le lotte di potere sono all’ordine del giorno e a qualsiasi livello. D’altro canto, gli stessi capi dei governi parlano di problemi di inquinamento, rifiuti tossici, surriscaldamento globale: un paradosso non indifferente. Siamo la specie più invasiva della Terra, accecata da un materialismo dilagante. L’ipocrisia è all’ordine del giorno.

In tutto questo, l’unica ancora di salvezza è l’amore. L’unica variabile impazzita, l’unica variabile a sfuggire alle leggi della fisica e della chimica. L’amore per se stessi, per le altre creature e per il pianeta che ci ospita potrà salvarci da un declino altrimenti inarrestabile.

L’amore non costa, non crea PIL, non inquina, è scomodo perché fa ammalare di meno, perché sfugge alle statistiche, perché non è tassabile - almeno per ora.

Mi abbatto e sono felice non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo prodotto dall’attore in scena, che pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno, fa girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e originali di nonno Michele. Le musiche sono live. È l’attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali, suonando uno strumento a percussione in legno, realizzato a mano da un artigiano africano.

NOTE DELL’AUTORE

L’idea di mettere in scena Mi abbatto e sono felice nasce dalla riflessione che mi ha accompagnato nei mesi successivi alla morte di mio nonno, una persona che mi ha insegnato tanto e che stimo infinitamente per la condotta di vita esemplare perseguita durante i 91 anni trascorsi su questo pianeta. Ecco allora un monologo a impatto ambientale “0”, autoironico e dissacrante, che vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del pianeta.

TEATRO BINARIO 7
Mi abbatto e sono felice
ispirato a La decrescita felice di Maurizio Pallante
di e con Daniele Ronco
elementi di scena Piero Ronco, Federico Merula, Lorenzo Rota
regia Marco Cavicchioli
produzione Mulino ad Arte

Data spettacolo

sabato 5 marzo alle 20.30
sala Picasso

Biglietti

intero 15 € | ridotto 12 € | allievi Binario 7 10 € | under 18 6 €

Si consiglia l’acquisto online su www.binario7.org

Per informazioni e prenotazioni:

Teatro Binario 7
via Filippo Turati 8, Monza
039 2027002 | biglietteria@binario7.org



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