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lunedì 29 gennaio 2018

"ASPETTANDO GODOT"
SALA BAUSCH TEATRO 
ELFO PUCCINI DI MILANO
DI SAMUEL BECKETT

30 gennaio/4 febbraio
«Quello che mi ha sempre affascinato in Beckett è la sottile e fine poesia che scaturisce dai sui testi. L’amore e la compassione per l’essere umano, costretto disperatamente alla ricerca di un senso. Il vagare su questa terra in perenne attesa di un gesto, di una parola che si faccia Verbo e indichi una via, una meta per colmare il mistero dell’essere qui e ora.
Nessun Dio. Nessuna metafisica. Si aspetta. Qualcosa di indefinito e sconosciuto. Si fa passare il tempo e si riempie uno spazio. Ci si aggrappa perdutamente a qualsiasi cosa ci ricordi che esistiamo e che siamo vivi. Si gioca, con quello che resta. Del mondo, dell’essere umano, delle parole.
Si resiste. Con affetto e violenza. Con quello che si è. Con tutti i nostri limiti. Stretti l’un l’altro».
Alessandro Averone


DALLA RASSEGNA STAMPA

«La bella messinscena ad opera di Alessandro Averone, attore e qui regista di un Aspettando Godot godibilissimo affidato non più a due clown/barboni maturi, bensì di più giovane età, credibili e bravissimi nel dare corpo a personaggi senza tempo costretti in azioni che si ripetono come su di una impietosa scacchiera senza via di uscita dove la paura di quell’abisso dell’anima reclama (in sordina) la voce di Dio.
Una regia sensibile e calibrata, un’ottima interpretazione – Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Antonio Tintis, Mauro Santopietro – che dosa sapientemente stupore, drammaticità, comicità e ironia, sono una buona garanzia per uno spettacolo che ci lascia con un senso di speranza dicendoci che la possibile salvezza in questo mondo, sta nell’aggrapparsi al contatto umano, a ciò che può legare gli individui. Sentimenti anche cercati disperatamente».
Giuseppe Di Stefano, Città Nuova

«Nel suo entusiasmante allestimento, Alessandro Averone rimane fedele al classico di Beckett, aggiungendovi un tocco di profonda sensibilità e delicata poesia, e animandolo di una forte attualità. I personaggi e la loro precaria condizione esistenziale sono specchio della società attuale e della nostra incessante incertezza, del continuo bisogno di trovare un senso al nostro vivere e al nostro essere nel mondo. Vladimiro ed Estragone siamo tutti noi che aspettiamo un dio, un gesto, una parola che si faccia verbo, un percorso, una destinazione che colmi il mistero del nostro esistere. Il capolavoro del teatro dell’assurdo si riscopre così fortemente attuale, e il regista lo illumina anche di un profondo barlume di speranza, un dolcissimo messaggio di salvezza, rappresentato proprio dal messaggero di Godot, interpretato in questo caso da un bambino, il bravissimo Francesco Tintis, simbolo di una nuova generazione, di un nuovo futuro, che potrà sopravvivere all’incertezza dei nostri tempi attraverso la veridicità dei sentimenti e la profondità degli affetti».
Maresa Palmacci, recensito.net

ALESSANDRO AVERONE
Classe 78. Piemontese. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.
Ha fatto parte del progetto triennale per il Teatro Eliseo “nuova compagnia dei giovani” lavorando sotto la direzione di Maurizio Scaparro, Marco Carniti e conclude il terzo anno con la commedia Metti, una sera a cena diretto da Giuseppe Patroni Griffi.
Successivamente inaugura il Globe Theatre di Roma come Romeo nel Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti. Scelto da Cesare Lievi per Fotografia di una stanza lavora per due stagioni con il Teatro Stabile di Brescia. Da questo momento inizia una lunga collaborazione con il Teatro Due di Parma entrando a far parte dell’ensamble permanente. Durante questi 7 anni affronta come attore 19 spettacoli (diretto da W.Le Moli - G. Dall’Aglio, V. Bodo, R. Cavosi, F. Però, L. Muscato, M. Farau) e inizia anche la sua esperienza come regista mettendo in scena 4 spettacoli (tra cui Così è, se vi pare e La visita della vecchia signora)
Viene scelto da Peter Stein per spettacolo colossal I Demoni tratto dall’omonimo romanzo di Dostoevskj. La collaborazione con Peter Stein è continuata con Il ritorno a casa di H. Pinter prodotto dal Teatro Metastasio e Der Park con il Teatro di Roma
Ha prestato la voce come protagonista in due radiodrammi RAI interpretando prima Tazio Nuvolari diretto da G. Compagnoni e poi Elvis Presley diretto da A. Barzini. Al cinema viene diretto da F. Carpi in Le intermittenze del cuore, da Anna Negri in Riprendimi, da T. Rossellini in Interno giorno.
In televisione ha partecipato a diverse fiction ed è stato protagonista per la RAI nel film tv Max & Helene diretto da Giacomo Battiato. Vince il premio della critica ANCT 2013 (associazione nazionale critici teatrali).Vince il premio Le maschere del teatro 2015 come attore emergente.

Con Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis, Francesco Tintis
produzione associazione cArt

30 gennaio / 4 febbraio, sala Bausch - Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì/sabato ore 19.30, domenica ore 15.30 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 -biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org


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