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giovedì 27 aprile 2017

INTERVISTA A ROBERTO ROSSETTI
BRUNELLA PLATANIA
FLORIANA MONICI
CRISTIAN RUIZ
"EDDA CIANO TRA CUORE E CUORE"

Roberto Rossetti parlaci dello spettacolo e quanto è stata difficoltosa la trasposizione di una figura femminile così importante in un contesto teatrale.
"E' sicuramente difficile trasportare in teatro e riassumere la vita di Edda, una donna con un vissuto che ha toccato metaforicamente gli estremi della vita di un essere umano... figlia del dittatore italiano, la gioventù passata nel benessere e nella notorietà, ha viaggiato moltissimo, è stata crocerossina al fronte, assaporando quindi la seconda guerra mondiale così da vicino; poi i drammi della sua vita privata, il padre, Duce Italiano, ucciso dai partigiani, piazza Loreto, la fucilazione di Galeazzo, l'esilio e la seconda parte della sua vita a reprimere, assorbire, e convivere con questi ricordi".

Perché l’esigenza di raccontare la storia di Edda Ciano?

"Perchè bisognerebbe molto più spesso raccontare storie di uomini e donne d'Italia, abbiamo molto da raccontare, abbiamo tanta storia e raramente capita al livello autoriale di avere il coraggio di raccontare storie così difficili ma interessanti e molto stimolanti dal punto di vista artistico. Aggiungo, il coraggio di produrre show di questo genere".

Oltre che regista tu sei anche attore…preferisci recitare o dirigere?
"Non so bene rispondere a questa domanda, stare sul palco o dirigere l'intera macchina...E' certo che nei primi 10 anni di carriera sono sempre stato sopra il palcoscenico e per me è un grandissimo bisogno che non abbandonerò mai. Negli ultimi anni ho scoperto questa sfumatura del mio mestiere o meglio, questa evoluzione, anche in questo caso ne ho sentito il bisogno, e attraverso studio ed esperienze professionali ho raggiunto questo obiettivo. E' probabile che manterrò ambedue queste forme professionali. Stare in scena è molto impegnativo ma dirigere l'intera macchina da grandi soddisfazioni, forse di più".

Sponsorizziamo lo spettacolo….perché è da vedere assolutamente?
"Non bisogna perdersi questo show perché inedito, perché nasce dal coraggio e perché è uno spettacolo unico nel teatro musicale italiano. Si racconta uno spaccato della storia italiana, un periodo che spesso tendiamo a reprimere per vergogna per paura o per odio ma fa parte della nostra storia, proveniamo anche da quel periodo è bene ricordarlo. E' bene stare attenti ed è bene ricordare i suoi protagonisti nel bene e nel male perché è storia ed è proprio dalla storia che costruiamo il nostro Futuro".

Brunella Platania tu interpreti la madre di Edda… parlaci del tuo ruolo e di come ti sei preparata ad affrontarlo.
"Rachele è un personaggio che ho studiato nei libri di storia ma non solo, anche nelle tante biografie e nei momenti particolari della sua vita. Il momento in cui si ribella ai genitori, Rachele che poi va a vivere con lo scapestrato e fa un figlio fuori dal matrimonio. Il momento in cui partorisce Edda la ribelle, due ribelli una contro l'altra. E' una donna forte, tanto forte da opporsi anche alle decisioni del marito e anche della figlia. Soprattutto su quel matrimoni. Ho apprezzato di questa donna dalle scelte non convenzionali, il fatto che riuscisse con onore e decoro a sopravvivere ad una tragedia della storia così forte.La fine di Galeazzo ma soprattutto la Seconda Guerra Mondiale.
Ho studiato nel dettaglio come si muoveva e ho indagato nel personaggio, anche se alla fine faccio un cameo. Tra tutte le madri che ho fatto, avrò la soddisfazione di aver fatto una madre tanto discussa ma allo stesso forte e coraggiosa. Rachele ha sopportato il tradimento a testa alta, non solo l'ultimo con Claretta, ma anche altri tradimenti. Rachele è stata ed è nell'immaginario la sola unica compagna di Mussolini. Alla fine dice alla figlia “Perchè difendi così tanto questo uomo che ha portato tuo padre alla rovina?” e la risposta di Edda sarà “Tu difendi il tuo uomo, io difendo il mio”.

Com’è stata la tua ultima esperienza teatrale “Georgie Il Musical”?
"In questo mini tour che ci ha permesso di tornare in scena, con un nuovo cast in parte, è stata una esperienza bellissima. Questa avventura iniziata per scommessa da Claudio Crocetti, autore e produttore, con Tiziano Barbafiera compositore e Diego Ribechini. In qualche modo ho sognato e scommesso insieme a lui, amico caro da anni. Fin dall'inizio ha sempre pensato che io avrei interpretato la madre di Georgie: Mary Buttman. Un personaggio che vive un rapporto sofferto fra amore e rabbia, trovando il capro espiatorio in Georgie. Il cast è stato rinnovato, tra questi anche Roberto Rossetti che in Edda mi dirige magnificamente. Ha rivestito il ruolo di Irwin Dangering in maniera efficacissima e di gran livello. E' stato un affiatamento bellissimo di tutto il gruppo e quando succede è bellissimo, quest'anno ci siamo uniti tutti quanti di più. Siamo sicuri che non si fermerà qui perchè il lavoro è stato apprezzato anche da Mann Izawa, autore originale del manga. E potrebbe esserci la possibilità di calcare un palco in oriente, si parla di questo e ne siamo tutti molto felici! E' un ruolo che mi porto dentro ma non si allontana molto da Rachele, due donne solide e concrete, reali nelle emozioni che vivono un amore combattuto rispetto ad una figlia che non comprendono ma che troverà un posto nel loro cuore".

Floriana Monici interpreti Edda Ciano, il personaggio principale della storia….cosa pensi di questo ruolo?
"Edda Ciano e' figlia del Duce e moglie del Conte Galeazzo Ciano donna combattuta fra l'amore del padre e quello per il marito. La sua più' grande sofferenza e'stata quella di assistere impotente alla tragedia che la vede protagonista di questa tragica storia.
Da una parte il padre, da lei amato e stimato , che e' stato molto presente sia nell'affetto che nell'educazione,per lei figura portante di tutta la sua vita. Dall'altra Galeazzo Ciano,l'uomo di cui si innamora e che diventerà' suo marito. Proprio l'uomo che lei tanto amava le porterà' via,con la morte,l'uomo che ha amato...una lacerazione irriducibile e profondamente umana.
Per me interpretare questo ruolo e' una grande sfida. Apparentemente un personaggio scomodo,proprio per i suoi trascorsi e la sua parentela con il Duce,ma pur sempre un essere umano. Una donna che amato fino alla fine l'uomo della sua vita, arrivando a mettersi con suo padre pur di farlo liberare. Un personaggio pieno di sfaccettature. Spero di riuscire con questa mia interpretazione a regalare al pubblico una visione di questa donna dal lato umano, di donna ferita,e più' volte tradita....sia dal padre che dal suo uomo.
Sicuramente piena di contraddizioni...ma chi non lo è? Spero solo che venga giudicata dal pubblico per la sua vicenda umana. E' comunque un onore potermi cimentare in un ruolo cosi' complesso.Ma io amo le sfide. Ringrazio di cuore chi mi ha dato questa possibilità'.Finalmente ho l'onore di lavorare con il maestro Dino Scuderi autore delle musiche e dello spettacolo insieme ad Elisabetta Tulli e essere affiancata da un attore,cantante....un artista a tutto tondo, nonché' regista dello spettacolo Roberto Rossetti.
Sono molto felice".

Com’è stata la tua ultima esperienza teatrale “Jersey Boys”?
"Jersey Boys e' arrivato cosi', per caso, inaspettato. Avevo appena finito Footloose che mi ha visto impegnata con due ruoli da caratterista e quando mi e' stato chiesto se volevo far parte del Cast di Jersey Boys non ho esitato a dire si perché' lo avevo visto al debutto e me ne ero innamorata. La sorpresa e' stata che il tutto si e' poi svolto in lingua francese...ma come ho gia' scritto io amo le sfide! Insieme ai colleghi abbiamo studiato il testo in lingua francese.
Inizialmente eravamo tutti un po' preoccupati per questo nostro accento....italiano, ma alla fine si e' rivelato un successo...lo hanno definito un accento Charmant!!!!!
La Francia ci ha accolti con grande calore, noi italiani siamo molto amati in Francia!
Spero un giorno di tornare in Francia con un testo come Edda Ciano tra cuore e cuore...chissa'!!!!!".

Cristian Ruiz, qual è il tuo ruolo e come si muove all'interno della storia?
"Il mio ruolo è un ruolo incredibilmente magico, è il cantante della orchestrina sgangherata del locale dove si svolge l'azione. Rappresenta la coscienza degli italiani del dopoguerra la cui unica preoccupazione era quella di superare il difficile periodo bellico. Una incredibile occasione per me di interpretare un personaggio onirico, che si muove al di sopra della storia ma che al contempo ne è parte integrante, più che essere un filo conduttore è un filo "spezzato" che parla di quello che sono gli italiani, di ieri ed oggi".

Il prossimo mese ti vedremo ancora affrontare il palcoscenico con lo spettacolo “Neurosi alle 7,47”...
"Si dal 5 al 7 maggio sarò alla Fonderia delle Arti a Roma con un bellissimo monologo scritto da Ennio Speranza e diretto da Massimo Natale. Anche questa è un bella sfida: da solo in scena per un ora e mezza. Il testo narra di un uomo, solo, alla fermata di un bus, che medita una vendetta, ma è l'occasione per ognuno di riflettere sulle piccole grandi vendette che aleggiano sulla nostra vita. Un testo profondo ma anche molto leggero, con spunti comici e grotteschi. Anche molto divertente. Dovunque sia però vi aspetto a teatro".  

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