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martedì 24 gennaio 2017

"SMITH & WESSON"
DI ALESSANDRO BARICCO
AL TEATRO ELFO PUCCINI DI MILANO

26 gennaio/5 febbraio | sala Shakespeare.
Ambientato agli inizi del ‘900 Smith&Wesson, rinnova il sodalizio Baricco/Vacis. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile di Torino, narra “una folle impresa”. Una giovane giornalista (Camilla Nigro), alla ricerca dello scoop della sua vita, si reca nei pressi delle cascate del Niagara; poiché qui non accade mai nulla, decide di ‘fare notizia” lei stessa, lanciandosi nelle cascate in una botte con l’aiuto di Smith (Natalino Balasso), sedicente meteorologo, e Wesson (Fausto Russo Alesi), un pescatore che nel fiume pesca cadaveri. Completa il quadro la Signora Higgins (Mariella Fabbris), voce fuori campo che riassume «nel monologo quasi sul finale il senso vero dell’opera di Baricco e incarnando sul palcoscenico l’anima riconoscibile dello scrittore» (teatrionline).


«È raro che io metta in scena testi teatrali. Di solito li scrivo con gli attori, i testi. Di solito, più che scritti, sono trascritti. Cioè: parlo con gli attori, che di solito sono anche autori, o, come dicevo un tempo, autori della loro presenza in scena. Poi improvvisiamo, costruiamo situazioni per l’azione e così nascono gli spettacoli. Cioè: di solito lavoro per “composizione” più che per “mettere in scena” testi. I testi teatrali mi sembrano sempre “troppo scritti”.
Ho “usato”, per i miei spettacoli, testi di Shakespeare, di Goldoni, di Moliére... Ma sempre come pre-testo. Come materiale per il lavoro di composizione.

C’è una sola eccezione. Un testo l’ho messo in scena: Novecento, di Alessandro Baricco. Ma è un’eccezione in tutti i sensi. Baricco ha scritto quel testo perché lo mettessi in scena io, con Eugenio Allegri.
E la stessa cosa è accaduta per Smith & Wesson. Baricco ha visto molti dei miei spettacoli, conosce il mio lavoro, come io conosco il suo. Negli ultimi vent’anni abbiamo condiviso molte esperienze, sul palcoscenico come nella scuola Holden. Così si realizza uno scambio ideale che mi permette di “usare” quello che scrive come se fosse il frutto di una composizione. Infatti, l’ho detto: Baricco non ha scritto un testo, ha scritto uno spettacolo». Gabriele Vacis

«‘Ci aspettavamo tutti qualcosa dalla vita, ma non abbiamo concluso niente’. Questa frase, tratta dal copione, racchiude, più di tutte quelle che potremmo scrivere noi, l’essenza della pièce teatrale. La vita dell’uomo comune, che vuole emergere dalle basse maree di un’esistenza incastrata tra grandi aspirazioni ed oggettive incapacità (economiche, ma non solo), mettendo in pratica dei talenti forse inesistenti ma che in modo bizzarro e quasi grottesco, proprio per non rassegnarsi alla stagnazione dell’esistenza, debbono essere esaltati. Insomma uno spettacolo divertente che fa riflettere sul senso della vita, assolutamente da vedere!». Nicola Bano, teatrionline

«I dialoghi si sviluppano con ritmo cinematografico, le azioni con l’essenzialità dei fumetti. Con la complicità dell’ineffabile signora Higgins (Mariella Fabbris), spesso evocata dagli altri personaggi ma solo alla fine rivelata in un monologo sul proscenio, i tre preparano la folle impresa: calcoli, stratagemmi, congetture, progetti di sfruttamento commerciale dell’evento. E a questo punto diventa pregnante la “scenofonia” di Roberto Tarasco, che già funzionava da perno di ogni azione grazie all’invenzione di una struttura centrale praticabile, una capanna in forma di cubo con profili metallici e pareti di tela, che si alza su immaginarie cascate e ruota in aria con effetti che ricordano altre immagini aeree negli spettacoli di Teatro Settimo (come in Libera Nos, prima con Paolini e poi con lo stesso Balasso). Sullo schermo che scende a chiudere la scena passano infatti suggestive immagini d’archivio: volti, alberi, carrozze, foto d’epoca si sovrappongono e s’inseguono in dissolvenze pastellate, mentre una voce fuoricampo scandisce l’evocazione di quanto accaduto negli anni precedenti alla stessa data prevista per l’impresa di Rachel: 21 giugno».
Fernando Marchiori, ateatro

Regia Gabriele Vacis
con Natalino Balasso, Fausto Russo Alesi, Camilla Nigro, Mariella Fabbris
scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco
costumi Federica De Bona, video Indyca/Michele Fornasero
produzione Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Torino


ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano | MAR-SAB: 20:30 / DOM: 16:00 - Info e prenotazioni 02/0066.06.06 - www.elfo.org – PREZZI: Intero 32.50 € - Martedì 21.50 € - Ridotto giovani e anziani 17 €

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