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lunedì 12 ottobre 2015

"MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE" ALL'ELFO DI MILANO

Cento anni fa, precisamente il 17 ottobre 1915, nasceva a New York Arthur Miller, autore di Morte di un commesso viaggiatore. Il 13 ottobre questo classico del Novecento torna in scena a Milano nella personale versione di Elio De Capitani, per poi proseguire il tour a novembre a Piacenza, Pisa, Savona e infine a Roma al Teatro Argentina (dal 9 al 20 dicembre).
13 - 31 ottobre, sala Shakespeare
Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller traduzione di Masolino d'Amico
regia Elio De Capitani
scene e costumi Carlo Sala
luci Michele Ceglia, suono Giuseppe Marzoli
con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Matthieu Pastore, Marta Pizzigallo produzione Teatro dell'Elfo.

Torna in scena il 13 ottobre a Milano (con un’anteprima domenica 11 in favore dell’Ospedale Niguarda) il capolavoro di Arthur Miller nell'intensa versione di Elio De Capitani. Al debutto nel gennaio 2014 lo spettacolo ha coinvolto ed emozionato migliaia di spettatori, che hanno riconosciuto nel dramma di Willy Loman, commesso viaggiatore pronto a tutto per vendere e per vendersi, una storia personale che diventa collettiva e risuona prepotentemente attuale in questi anni.

Un classico del Novecento - andato in scena per la prima volta nel febbraio del 1949 a New York per la regia di Elia Kazan - che Elio De Capitani, regista e protagonista nel ruolo di Willy Loman, affronta per proseguire una personale riflessione sul tema dei rapporti tra giovani e adulti e sulle contraddizioni sociali del mondo contemporaneo. Accanto a lui nel ruolo di Linda Loman, la sua compagna d'arte e di vita Cristina Crippa. Angelo Di Genio e Marco Bonadei, nei ruoli dei figli Biff e Happy, sono giovani attori provenienti dall'applauditissimo gruppo di The history boys, come anche Vincenzo Zampa che interpreta Howard. Gabriele Calindri, da alcuni anni presenza costante nelle produzioni dell'Elfo, qui è lo zio Ben. Federico Vanni è Charlie, l'amico-antagonista cui Willy chiede continuamente prestiti, ma da cui non riesce ad accettare un nuovo lavoro. Tre giovani attori completano il cast: Alice Redini (già protagonista all'Elfo in Viva l'Italia), Marta Pizzigallo, premio Hystrio 2013 e Matthieu Pastore come interprete di Bernard, i figlio di Charlie.

Nella scenografia mutevole di Carlo Sala, in un andare e venire fra realtà, ricordi e sogni, De Capitani (Premio Hystrio all'interpretazione e Premio Flaiano) è un «Willy Loman commovente, bravissimo nel tenere il suo personaggio su di una corda tesa molto profonda e umanissima». Ma è l'intera compagnia a dare una splendida prova, «con una recitazione sul filo di un vissuto tutto interiore».

DALLA RASSEGNA STAMPA

Stiamo tornando agli anni Cinquanta? Ogni tanto, per capire a che punto siamo arrivati, conviene spegnere le urla dai talk show e passare una sera a teatro. Mi incuriosiva per esempio capire perché Elio De Capitani, uno dei nostri migliori attori e registi di teatro, sempre così attento a raccontare il presente attraverso i classici, avesse deciso di riesumare di Morte di un commesso viaggiatore. Altra epoca, altra società, altri mestieri. Il commesso viaggiatore è stato il lavoro che per anni ha identificato l'avventura sociale del ceto medio e il sogno americano, poi divenuto universale. Il venditore itinerante che girava di città in città, portando il nuovo modello di vita consumista, il conquistatore, il seduttore, il messaggero «porta a porta» del verbo neocapitalista. Nell'era di Ebay e Amazon tutto questo suona polveroso. Ma bastano pochi minuti della versione di De Capitani per capire che in realtà oggi siamo tutti diventati commessi viaggiatori, qualunque mestiere facciamo, qualunque mezzo di trasporto usiamo, l'auto o l'aereo o internet o la televisione, siamo ruffianeschi e affabulanti venditori porta a porta di merci e in particolare di una: noi stessi. Gli etichettatoci delle nostre esistenze lo chiamano personal o self branding. (...) Abbiamo perduto certezze. Dignità. Ora che molti diritti sono messi in dubbio dalla crisi, ci rendiamo conto di quante lotte nel passato non si spieghino con le rivendicazioni economiche. Erano battaglie di dignità. (...) Willy Loman si fa prestare ogni mese i soldi da un amico non perché abbia bisogno di un salario, ma per fingere davanti alla propria famiglia di avere ancora una dignità di lavoratore, socialmente riconosciuta. Di essere ancora in corsa per diventare «il numero uno». Perché soltanto i primi contano. Morte di un commesso viaggiatore è stato scritto nel `49 e non è mai stato tanto attuale. Lo spettacolo di Elio De Capitani, che gira l'Italia, non è soltanto uno dei più belli della stagione, ma un'occasione unica per guardare nel cuore di tenebra della nostra società.
Curzio Maltese, il Venerdì

Costruito cinematograficamente come un flash back in un continuo andare e venire fra passato e presente, Morte di un commesso viaggiatore è un vertice di quella drammaturgia milleriana, in cui fatti di gente comune si trasformano in coscienza collettiva. Su tutto questo, la regia di Elio De Capitani con passione e intelligenza ha costruito uno spettacolo importante in cui si mescolano armoniosamente il piano del presente a quello del passato, in un andare e venire fra realtà e sogno, che la scena espressionista di Carlo Sala divisa in diversi luoghi deputati - la casa, il giardino, un bar, un ufficio, un albergo -, a volte compresenti, evidenzia per dare vita allo spazio della realtà e a quello del ricordo dove si svolge questa saga di borghesi piccoli piccoli.

Notevole la prova della numerosa compagnia, un atto di coraggio in questi tempi teatrali così difficili, con una recitazione sul filo di un vissuto tutto interiore. Elio De Capitani è un Willy Loman commovente, bravissimo nel tenere il suo personaggio su di una corda tesa molto profonda e umanissima, Cristina Crippa trasmette assonanze inaspettate alla sua Linda e non si lascia sfuggire il suo doloroso finale.
Maria Grazia Gregori, L'Unità

Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano - Mar-sab ore 20.30, dom ore 16.00 - Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 €
Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org


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