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martedì 24 febbraio 2015

"L'ORA DEL ROSARIO" AL FRASCHINI DI PAVIA...AMEN!
 

Ha debuttato a Novara solo pochi giorni fa ed è già diventato un tormentone: è il nuovo spettacolo di Rosario Fiorello intitolato “L’Ora del Rosario” che lo showman catanese porterà in scena al Teatro Fraschini, il 24 e il 25 Febbraio 2015. Un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, «sarà analogico, fatto di puro intrattenimento», con aneddoti, racconti, gag e buona musica. Ampio spazio sarà lasciato anche all'improvvisazione - campo in cui Fiorello si destreggia da sempre con grande abilità - che attingerà a piene mani dal “qui e ora”, a seconda di quello che l'attore vedrà, sentirà o assaggerà, prima di arrivare sulla scena o, perché no, proprio negli istanti in cui sarà sul palcoscenico. E se al Teatro Coccia di Novara, dove l'artista ha creato e provato questo spettacolo con una full immersion di dieci giorni, a finire nel mirino dell'improvvisazione - sempre comica e un po' irriverente ma mai offensiva - sono stati il sindaco e poi “paniscia e biscottini”, a Pavia le vittime potrebbero essere la torta Paradiso, qualche ignaro spettatore che si gode lo spettacolo o chissà cos'altro. Perché se – ed è tutto da vedere - a Pavia l'inizio dello spettacolo non cambierà, all'alzata del sipario il pubblico si troverà davanti un Fiorello in abito da chierico che cerca in platea «i peccatori di ieri e di oggi». Il criterio è top secret, sarà Fiorello e a deciderlo, seduta stante. Ma il bello de “L'ora del Rosario” è proprio questo, il fatto di essere – come tiene a sottolineare lo showman - «uno spettacolo a misura d'uomo», che le sue battute le ritaglia su misura, come un sarto d'altri tempi che lavora in maniera rigorosamente artigianale. «Fate pure foto e mettetele su Twitter – ha detto Fiorello alla “prima” del Coccia, dove i flash scattavano in continuazione - Ma i video no, per favore, non caricateli su YouTube. Se no sono costretto ogni volta a cambiare il testo. Non ce la posso fare!». Variazioni sul copione a parte, Fiorello ne ha per tutti: parla dell’Isis e dei «venti olandesi ubriachi che hanno messo a ferro e fuoco Roma», chiama in causa i vegani, non risparmia i politici. Lui, che sognava di fare il cantante, si concede alla musica – tra un duetto con Mina e uno con Tony Renis – e dopo aver cercaro di dimostrare che Shakespeare era siciliano, si lancia nelle imitazioni e nel “De profundis” della moka. A fargli da supporto tra una battuta e l'altra, un gruppo affiatatissimo e già ampiamente collaudato, di cui fanno parte il maestro Enrico Cremonesi, I Gemelli di Guidonia - trio vocale scoperto durante "Fuori Programma", la sua trasmissione radiofonica su Radio Uno – e, non meno importante, un copione scritto con gli autori di fiducia Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. Quanto alla regia, è di Giampiero Solari («un'assoluta garanzia» dice Fiorello), noto drammaturgo, regista e autore televisivo, ben felice di “mettersi al servizio” di quello che ormai è considerato all'unanimità un vero e proprio maestro del moderno show all'italiana, nato come animatore nei villaggi, speaker radiofonico, imitatore, cantante, attore e one man show, e sbocciato sul finire degli anni Ottanta grazie a Claudio Cecchetto, che gli affidò un programma su Radio Deejay. Da allora, le performance live più popolari di Fiorello rimangono la lunga conduzione radiofonica di Viva Radio2 con Marco Baldini e vari "pezzi forti" nel campo delle imitazioni.
I pochissimi biglietti rimasti per lo show a Pavia si trovano sui circuiti www.ticketone.it e www.vivaticket.it.
(Marta Pizzocaro-La Provincia Pavese)

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