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martedì 27 gennaio 2026

CORPOCELESTE E ACQUACHIARA
"SOLO ANCORA PER UN PO"
IL NUOVO SINGOLO

Accettare che tutto possa finire senza un colpo di scena o un colpevole è la sfida emotiva al centro di "solo ancora per un po’", il nuovo singolo di Corpoceleste e Acquachiara. Disponibile dal 23 gennaio 2026, il brano è il frutto di un incontro fulmineo nella scena live romana: scritto in sole due ore, è rimasto un segreto prezioso per anni prima di vedere la luce. Tra arpeggi di pianoforte, archi avvolgenti e lo strappo elettrico di una chitarra tagliente, il duo ci regala un inno alla vulnerabilità che è, allo stesso tempo, "tenero come una carezza e brutale come un pugno nello stomaco".

Un incontro magico e istantaneo: Il brano è nato durante le sessioni studentesche romane, quando i due artisti si sono incontrati per condividere un palco. Scritto "per rendere unica una serata", il singolo è rimasto nel cassetto per anni, custode di un'alchimia artistica che ha sorpreso entrambi i cantautori fin dai primi minuti di scrittura.

L'evoluzione di due talenti emergenti: Il duetto apre l'ultimo capitolo verso il nuovo album di Corpoceleste (già semifinalista a Musicultura) e segna il debutto indipendente di Acquachiara, reduce da un 2024 trionfale con la vittoria di Music for Change e aperture di prestigio per Irene Grandi e Joan Thiele.

Un'architettura sonora ed emotiva: Arrangiata da Uakari, la canzone parte come una ballata intima per voce e piano, crescendo gradualmente in un climax orchestrale e rock. Il testo esplora la fatica del distacco, cercando disperatamente nella rabbia un pretesto per lenire il dolore di una fine inevitabile.

📀 Info e Credits

Release: 23 gennaio 2026 (su tutte le piattaforme digitali)
Autori: Massimo Bartolucci (Corpoceleste) e Chiara Bevilacqua (Acquachiara)
Produzione: Uakari (Giulio Rizzello)
Mood: Indie-pop / Cantautorato introspettivo

🎤 Tre domande a CORPOCELESTE e ACQUACHIARA

1. "solo ancora per un po’" è rimasta chiusa in un cassetto per anni. Perché avete deciso che questo fosse il momento giusto per condividerla con il mondo?

Corpoceleste: «È vero, l'abbiamo custodita come un segreto prezioso sin da quando ci siamo incontrati tra le sessioni universitarie a Roma. Sapevamo che era un pezzo speciale, ma ci è voluto coraggio per decidere di arrangiarla e pubblicarla. Oggi sento che è il tassello fondamentale per chiudere il capitolo che porterà al mio nuovo album: è una canzone che ha avuto bisogno di tempo per maturare, proprio come noi.»

2. Il brano parla della difficoltà di accettare la fine delle cose senza cercare necessariamente un colpevole. Quanto è stato difficile tradurre questa sensazione in musica?

Acquachiara: «Moltissimo. Spesso cerchiamo la rabbia come alleato perché pensiamo che soffriremo meno se abbiamo qualcuno contro cui urlare. Invece, a volte le cose finiscono e basta, senza drammi eclatanti, ed è questa la parte più complessa da accettare. Abbiamo cercato di rendere questa dualità anche nel suono: il brano è tenero come una carezza all'inizio, ma finisce per colpirti come un pugno nello stomaco nello special finale.»

3. Raccontate spesso che la canzone è nata in sole due ore, quasi per magia. Com’è stato lavorare insieme per la prima volta?

Corpoceleste: «Incredibile. Ci conoscevamo letteralmente da due ore quando abbiamo iniziato a scrivere. C’è stata una scintilla immediata: ci siamo guardati e abbiamo capito subito di aver dato vita a qualcosa di inaspettato. Ricorderò le session in studio con Chiara e il produttore Uakari come alcuni dei giorni più belli della mia vita.»

Acquachiara: «C’è stata una sintonia rara. Veniamo entrambi dalla scena indie-pop romana e abbiamo background simili, ma questa collaborazione ha aggiunto una tridimensionalità nuova ai nostri progetti solisti. È un incontro di vulnerabilità che si riflette in ogni nota.»


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