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lunedì 26 marzo 2018


RECENSIONE
"SOLO"
DI E CON ARTURO BRACHETTI

Arturo Brachetti si è esibito martedì 20 e mercoledì 21 Marzo 2018 al Teatro Coccia di Novara con 60 personaggi e una casetta di sette stanze (la casetta della sua fantasia), arriva in Italia, con questo one man show che sorprende e strabilia, un varietà magico e surrealista, ricco di sorprese ed effetti, con sabbia, ombre cinesi, laser e un sacco di altre cose, rappresentato da Ottobre per due mesi a Parigi, aggiungendo in seguito nuove date a Roma e Milano.

Insieme a lui sul palco quindici persone, due di questi suoi assistenti che lo aiutano nei cambi d'abito e parrucche, un lavoro di equipe e di agilità sorprendente, che ti fa comunque porre l'inevitabile domanda: quale sarà il segreto della sua velocità?

"Solo" di Arturo Brachetti è quindi, a mio parere, un'esaltazione non del fatto che ci sia un solo personaggio sul palco che celebra la sua bravura ma la realizzazione di un'idea di personaggio che nasce e prende forma da bambino.

Numerosi sono i richiami sul palco ai ricordi d’infanzia: dal cappello bucato regalatogli dal nonno (con cui tra l'altro riesce a dar vita a 25 personaggi in pochi minuti), alle sue  esperienze di vita, al suo legame con persone speciali.

C'è lui sul palco, solo in tutta la sua versatilità e precisione che cerca di portarci in un mondo che per tutti è magico, mentre per lui è reale, è la sua forma d'arte che predilige: potremmo definirlo un artista magico e tutto questo nell'insieme può essere visto come il risultato della sua visione del mondo, sono i suoi occhi con cui vede o forse con cui gli piace vedere il mondo e con i quali esorta tutti quanti a vederlo.

Piace molto la sensibilità di questo personaggio, solitario più che solo, sensibile, intelligente, visionario, fantastico, tutto quello che ci viene in mente quando si dice: Arturo Brachetti.
(Gabriella G.)
 

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