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martedì 24 aprile 2018


TEATRO ELFO PUCCINI DI MILANO
"OTELLO"
DI WILLIAM SHAKESPEARE
PRODUZIONE TEATRO DELL'ELFO

27 aprile/20 maggio 2018
Rileggere l’Otello spogliandolo della ‘tradizione’, tornare al cuore del meccanismo drammatico e delle parole. A queste premesse generali è improntato tutto il lavoro su Shakespeare di Elio De Capitani, un lavoro registico iniziato con il Sogno e proseguito con Amleto e il Mercante di Venezia, che per questo spettacolo in particolare è stato totalmente condiviso con Lisa Ferlazzo Natoli.

«Mettere in scena Otello oggi – dicono i registi – è un modo per fare i conti con la singolare attrazione che la vicenda del Moro esercita in tutti noi, come un congegno misterioso messo lì per ‘innescare’ una risposta emotiva sui presupposti ideologici
e i fantasmi dell’inconscio collettivo con cui una società costruisce i propri parametri proiettando ‘fuori di sé’, sullo straniero, tutto ciò che ha di inconfessabile: moralismo puritano, voyerismo sessuale e sessuofobia, per dare fondamento e giustificazione alla propria xenofobia, alla misoginia e alle tante forme d’intolleranza sociale e privata di cui si compone».

Jago qui è un manipolatore, un‘untore ideologico’, ma in questo Otello nessuno sembra immune dal suo contagio e da quello di tutti i pregiudizi che condizionano le società di ieri e di oggi.

Un testo perturbante come un racconto di suspense, che diventa «tragedia della gelosia e del sesso, dei rapporti inter-razziali e culturali, del dubbio e della potenza manipolatoria delle parole».

Una lettura tutta contemporanea che si fonda sulla nuova traduzione di Ferdinando Bruni, sensibile alla bellezza dell’endecasillabo, ma libera da ogni inclinazione letteraria e tanto attenta all’alternanza di lingua alta e bassa da avvicinarsi alla viva fluidità del parlato. E sulla dicotomia di chiari e scuri, di luci e ombre che le scene di Carlo Sala moltiplicano attraverso le grate, gli ori e le trasparenze di grandi sipari.


In scena un gruppo coeso di interpreti che nelle ultime stagioni hanno contribuito ai successi dell’Elfo.  Per il suo Otello Elio De Capitani sceglie una ‘negritudine che è «un’accentuazione bruna del colore della pelle e dunque non è esterna ma interiore – riferisce Maria Grazia Gregori nella recensione –  è uno scompenso, un'estraneità diffusa. Tanto che il suo personaggio si muove talvolta come se fosse chiuso in un suo mondo impenetrabile nel quale ci è quasi proibito entrare, ma che, comunque, è sempre un mondo di teatro. La luce della lampada che illumina talvolta i suoi incontri con l'adorata Desdemona lo rischiarano solo parzialmente: la sua, infatti, è una solitudine totalizzante alla quale ha cercato, invano, di opporre un amore altrettanto assoluto. Una precisa scelta di campo che è poi il cuore, per me, attorno al quale ruota lo spettacolo».

Federico Vanni è Iago: «Il suo contraltare, il suo nemico dichiarato ha i piedi ben piantati per terra. Apparentemente pacioso (la sua interpretazione e la sua corporeità corroborano questa intuizione), l'alfiere del Moro, che non gli perdona di avergli preferito come luogotenente a Cipro Cassio, è la rappresentazione della banalità del male».

Angelo Di Genio – Biff in Morte di un commesso viaggiatore - disegna Cassio; Cristina Crippa presta corpo ed esperienza a Emilia. Arricchiscono il cast Alessandro Averone nel ruolo di Roderigo e del Buffone, Gabriele Calindri, Massimo Somaglino, Carolina Cametti e Michele Costabile. Nell’edizione 2018 di questo Otello la nuova interprete di Desdemona è Emilia Scarpati Fanetti, attrice poco più che trentenne che torna a lavorare con l’Elfo dopo l’esperienza del Sogno di una notte di mezza estate e di Afghanistan.

«Ora forse, all’ennesima rappresentazione e versione, ho un’intuizione semplice: Shakespeare in Otello rappresenta il femminicidio, lo sport più antico dell’umanità, la violenza che il maschio spesso esercita sulla donna per il puro piacere di reprimerne la presenza in se stesso e nel mondo. Così Racconto d’inverno, un caso di gelosia crudele, con una redenzione non sappiamo se possibile. E poi Amleto... Amleto ama Ofelia, la caccia dalla corte per salvarla dal marciume di Danimarca, ma certo è Ofelia la prima che muore. Esiste una donna perversa nel teatro di Shakespeare: ma lady Macbeth ha fatto un patto con le forze del male, ha venduto alle streghe il suo sesso, ha rinunciato alla sua natura di donna. 

Otello, la parte buia del maschio, portato agli estremi, semplificato. Origine di questa intuizione è l’Otello messo in scena dal teatro dell’Elfo, regia e otellità Elio De Capitani (coregia di Lisa Ferlazzo Natoli). Shakespeare, che vede tutto, scrive in Otello la tragedia del femminicidio. Questa la netta impressione dello spettacolo. Incisivo, perché mosso da un’idea forte; qui, a mio parere, l’attesa presciente della morte di Desdemona salmodiante sui gradini di una scala senza zenit, canta come Ofelia prima di andarsene verso la morte per acqua».
Roberto Mussapi, Avvenire

«Ciò che colpisce nella messinscena di Otello è un tono diffuso di tragica normalità, quella del protagonista, un generale disorientato che più che cadere nelle trappole di Jago, frana in se stesso nelle sue debolezze, nei dubbi che lo porteranno a vedere il marcio in un’essenza di purezza, quale prima considerava Desdemona. La normalità di Jago, esplicitata con proprietà da Federico Vanni, manipolatore intelligente dai molti e ‘necessari’ assassinii, risiede nel fatto che egli è semplicemente il male, gratuito, fine a sé stesso, che stupefà e spaventa perché può abitare in chiunque. E ogni mossa pesa sull’ordito fitto dei sentimenti fino a distruggerlo».                                                                                              
Magda Poli, Corriere della Sera

Traduzione Ferdinando Bruni       
regia Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli
scene e costumi Carlo Sala, musiche originali Silvia Colasanti
suono Giuseppe Marzoli, luci Michele Ceglia

Con Elio De Capitani (Otello), Federico Vanni (Iago) Emilia Scarpati Fanetti (Desdemona), Alessandro Averone (Roderigo/Buffone), Cristina Crippa (Emilia), Angelo Di Genio (Cassio), Carolina Cametti (Bianca), Gabriele Calindri (Barbanzio/Graziano), Massimo Somaglino (Doge/Montano), Michele Costabile (Ufficiale/Lodovico).

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Da venerdì 27 aprile a domenica 20 maggio – Orari: mart/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 - biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 -  www.elfo.org

Sabato 19 maggio e Domenica 20 maggio
TEATRO SENZA BARRIERE®
due rappresentazioni con audiodescrizione e sovratitoli
per persone con disabilità della vista e dell'udito.
Una nuova proposta di A.I.A.C.E. Milano
in collaborazione con Teatro Elfo Puccini, con il sostegno di Fondazione Cariplo

60 minuti prima degli spettacoli sarà possibile partecipare alla visita tattile sulla scena.
Il tour partirà dal Foyer del teatro sabato 19 maggio alle ore 19:30 e domenica 20 maggio alle ore 15:00. Durata: 30' circa.
Prenotazione cuffie: le cuffie vanno prenotate insieme al biglietto e ritirate all'ingresso della sala Shakespeare.

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