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lunedì 9 maggio 2016

AL CHIOSTRO NINA VINCHI
E AL TEATRO STUDIO
"NATURA MAGISTRA SCIENTIAE"
QUATTRO APPUNTAMENTI CON LA CULTURA

Quattro appuntamenti a cura dell’Istituto Italiano di Tecnologia per entrare nel mondo della ricerca di oggi con lo sguardo a un futuro già presente

Il 10, 17 e 24 maggio al Chiostro Nina Vinchi (ore 17) e il 31 maggio al Teatro Studio Melato (ore 20.30), il Piccolo ospita “Natura magistra scientiae”, quattro appuntamenti che offrono al pubblico materia di conoscenza, approfondimento e visioni per il futuro della nostra società in altrettanti orizzonti della scienza e della tecnologia. Si realizza così un progetto che il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e l’Istituto Italiano di Tecnologia immaginano dal 2015.

Il ciclo di incontri rientra nella cultura del Piccolo, che alla riflessione sulla scienza dedica da anni la sua attenzione e i suoi programmi, in collaborazione con i più importanti istituti universitari e di ricerca italiani.

Il ciclo prende il titolo – Natura magistra scientiae – dall’appuntamento finale del 31 maggio, nel quale il Direttore scientifico dell’IIT, Roberto Cingolani, con una presentazione composta da immagini, video e alcune tecnologie create dall’Istituto, illustrerà il futuro che la scienza sta costruendo per il nostro pianeta, grazie all’ispirazione presa dalla natura. Un futuro già presente, con ricadute sulla vita quotidiana più evidenti di quanto si pensi.

Gli appuntamenti

10 maggio, “Materiali 4.0”, Guglielmo Lanzani
17 maggio, “Nanotecnologie per il vivente”, Alberto Diaspro
24 maggio, “Ecosistema robotico”, Barbara Mazzolai

Chiostro Nina Vinchi, Piccolo Teatro, Milano. Orario: dalle 17.00 alle 18.30

31 maggio, “Natura magistra scientiae”, Roberto Cingolani

Teatro Studio Melato. Orario: 20:30

L’ingresso è libero ma su prenotazione. Per l’accredito bisogna scrivere a: comunicazione@piccoloteatromilano.it con in oggetto  il titolo dell’incontro, seguito dal vostro cognome e numero di posti da riservare

“NATURA MAGISTRA SCIENTIAE”

L’evoluzione diventa tecnologia

La Natura e gli esseri viventi sono un prodotto dell’evoluzione che, in miliardi di anni, ha definito forme, materiali e meccanismi di funzionamento in continuo equilibrio tra loro. In questo senso le strategie “ingegneristiche” e chimico-fisiche degli esseri viventi sono una fonte di ispirazione per lo sviluppo tecnologico. Alcuni scienziati di IIT racconteranno tecnologie bio-ispirate che cambieranno il mondo. Nuovi materiali intelligenti biocompatibili e sostenibili, tecnologie flessibili e fotosensibili per catturare energia nell’ambiente, robot bioispirati che faranno parte della società del futuro, e la nuova medicina in cui diagnosi e terapie saranno sempre più personalizzate e “dentro” l’uomo.

“Materiali 4.0”

Guglielmo Lanzani, coordinatore del Center for Nano Science and Technology, IIT (Milano)

L’industria del futuro dovrà prevedere l’introduzione di nuovi materiali, economici, a basso impatto ambientale e in grado di rispondere a bisogni energetici e produttivi crescenti, al ritmo della crescita della popolazione del nostro pianeta. Gli oggetti dovranno essere intelligenti, versatili, connessi l’uno con l’altro e alimentati da dispositivi che trasformano l’energia dell’ambiente in energia utile. I nuovi materiali sono l’anticamera a un’elettronica flessibile e vestibile, pannelli fotosensibili stampabili come un giornale, rivestimenti intelligenti e sensorizzati, plastiche biocompatibili ed ottenute da scarti alimentari.

Guglielmo Lanzani è Professore Ordinario dal 2011 presso il dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano. Dal 2009 è coordinatore del Center for nano Science and Technology dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Si è laureato in Fisica all’Università di Milano nel 1987 e ha ricevuto il PhD in dall’Università di Genova nel 1991 con una tesi sulle proprietà ottiche non lineari dei polimeri conduttori. Ha lavorato per un periodo negli Stati Uniti (Salt Lake City) e a Bologna (CNR). Nel 1994 è diventato ricercatore presso l’istituto di Matematica e Fisica dell’Università di Sassari. Dal 1999 al 2011 è stato Profressore associato presso il dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano. Si occupa di semiconduttori organici a base di carbonio e di altri sistemi nanostrutturati, di cui studia le proprietà opto-elettroniche con tecniche di spettroscopia. E’ coautore di circa 200 pubblicazioni su riviste internazionali, editore o coautore di diversi libri specializzati e coinvolto in progetti nazionali ed internazionali sull’argomento.

“Nanotecnologie per il vivente”

Prof. Alberto Diaspro, Direttore Dipartimento di Nanofisica di IIT

Il fisico premio Nobel Richard Feynman nel 1959 dava avvio alle nanotecnologie, esortando gli scienziati contemporanei a essere coraggiosi e sognatori per affrontare le sfide scientifiche e tecnologiche su scala di misura piccolissima, quella degli atomi, il nanometro. Dopo oltre cinquant'anni, le nanotecnologie sono diventate strumenti al servizio della qualità della vita dell’uomo. Grazie ad esse si sono sviluppati strumenti di diagnosi che nel prossimo futuro permetteranno di osservare le patologie nel loro evolversi, a partire dagli stadi iniziali, intervenendo in modo tempestivo. Il Microscopio ottico, infatti, ha superato i limiti che impedivano di osservare direttamente le molecole all’interno delle cellule che compongono il corpo umano. Ora queste tecnologie si stanno miniaturizzando verso veri e propri Lab on chip, con l’obiettivo di portarlo direttamente nell’uomo.

Alberto Diaspro È il Direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Professore di Fisica applicata al Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. È coordinatore di numerosi progetti europei, ha pubblicato oltre 300 articoli su riviste scientifiche internazionali. Il suo team di ricerca è tra i leader mondiali nel campo della microscopia ottica avanzata. Alberto Diaspro è molto attivo nella divulgazione scientifica su periodici e quotidiani e vanta numerose partecipazioni a festival e manifestazioni scientifiche di rilevanza internazionale.

“Ecosistema robotico”

Barbara Mazzolai, Coordinatrice del Center for Micro-BioRobotics di IIT (Pontedera, Pisa)

La robotica prende ispirazione dal mondo vivente per produrre tecnologie adattabili all’ambiente e capaci di interagire le une con le altre, e con l’essere umano. Con questo approccio IIT ha sviluppato un ecosistema di robot intelligenti: il Plantoide, il primo robot al mondo ispirato alle piante che trova la sua principale applicazione nel monitoraggio e nella bonifica dei suoli inquinati; l’animaloide HyQ, un robot a quattro zampe in grado di muoversi su terreni irregolari, e il bipede WALK-MAN per supportare l’uomo nelle operazioni di emergenza e sostituirlo durante l’intervento in zone contaminate e pericolose; l’umanoide iCub, che imita le capacità cognitive e dinamiche di un bambino, ed è il progenitore dei robot con cui l’uomo conviverà nella società del futuro, utilizzandolo come collaboratore o assistente.

Barbara Mazzolai È coordinatrice del Centro di Micro Bio-Robotica a Pontedera (Pisa) dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici su riviste internazionali e partecipato a numerosi eventi di divulgazione scientifica. Si occupa di robotica bio-mimetica (ispirata alla natura). Barbara Mazzolai è la coordinatrice del progetto finanziato dalla Commissione Europea “Plantoid” per lo sviluppo del primo robot al mondo ispirato alle piante.

“Natura magistra scientiae”

Prof. Roberto Cingolani, Direttore Scientifico, Istituto Italiano di Tecnologia

Il mondo degli esseri viventi è un prodotto dell’evoluzione che, in miliardi di anni, ha definito forme, materiali e meccanismi di funzionamento adatti all’ambiente nel quale si costituiva. La scienza oggi ha gli strumenti per osservarli e imparare da essi, studiando sistemi di complessità crescente, dal virus all’essere umano, e costruire tecnologie utili alla nostra società. Nuovi materiali intelligenti ecocompatibili, elettronica flessibile e vestibile, dispositivi per catturare energia nell’ambiente, una nuova medicina personalizzata, e infine robot bioispirati con cui coesistere nella società del futuro. Una scienza che impara dalla natura è una conoscenza che mette al centro l’uomo senza trascurare il nostro pianeta.

Roberto Cingolani è Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Di formazione fisico, con diploma di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Fondatore del Laboratorio Nazionale di Nanotecnologia di Lecce, è stato membro dello staff del Max Planck Institute di Stoccarda e Visiting Scientist all’Università di Tokyo. E’ autore di oltre quaranta brevetti e settecento articoli scientifici per le più prestigiose riviste e conferenze internazionali. E’ stato insignito dei titoli di Alfiere del Lavoro (1981) e Commendatore della Repubblica Italiana (2006).



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