TEATRO BINARIO 7 DI MONZA
STAGIONE TEATRALE 2026/2027
SETTE MITI MALEDETTI
drammaturgia e regia Corrado Accordino
con Maurizio Brandalese, Matteo Ippolito, Vanessa Korn, Dario Merlini, Valentina Paiano, Valentina Sichetti, Alessia Vicardi produzione Compagnia Teatro Binario 7
Sette storie per sette miti. Un viaggio itinerante in sette luoghi del Binario 7, che saranno sette luoghi del nostro inconscio collettivo, ciò che siamo o che temiamo di essere, ciò in cui ci hanno trasformato o ciò che vedono di noi. Il mito, da sempre, abita il nostro quotidiano. Capita, a volte, di specchiarsi con lo sguardo di chi non sa amare; di sentirsi pietrificati da un pericolo immaginario; di voler sfidare se stessi per raggiungere il più alto degli obiettivi, la più vana delle ambizioni; di sentirsi sottomessi dalle convenzioni sociali, in una ragnatela di obblighi; di vivere una relazione tossica e non saper distinguere i proprio bisogni dai bisogni altrui; di dire lucidamente la verità ma di raccogliere solo offese e vergogna; di sopravvalutare i propri limiti e la propria resistenza fisica e intellettuale, e alla fine autodistruggersi. Capita di essere umani, quasi umani, o umanamente fragili e imperfetti. Il mito, da sempre, ci osserva da dentro e ci dice chi siamo. Le nostre sette storie sono sette sguardi di uomini e donne che ci raccontano con ironia e spavalderia le loro storie, che è la nostra contemporaneità, fatta di sogni impossibili, di amori fuori asse e di dolore necessario. Forse.
Corrado Accordino
il 24 e il 25 ottobre 2026
A (S)RAGIONAR DI GUERRA
di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
scene e costumi Graziella Pepe produzione ATIR
scene e costumi Graziella Pepe produzione ATIR
con il sostegno di NEXT – laboratorio delle idee
Un viaggio tra molte voci e ancora più testimonianze: un percorso che, a partire dalla prima guerra mondiale, arriva a comprendere anche il racconto del pilota di droni statunitense che, seduto davanti al monitor della sua postazione in Texas, controlla velivoli adibiti all’attacco aereo in Afghanistan. Il tutto passando attraverso le parole di Emilio Lussu, Erich Maria Remarque, Gino Strada, Gianni Rodari, Giorgio Gaber, Bruce Springsteen, David Foster Wallace ed altri. Un piccolo grande viaggio dentro al tema della guerra e, per differenza o conseguenza, anche della pace.
Un viaggio tra molte voci e ancora più testimonianze: un percorso che, a partire dalla prima guerra mondiale, arriva a comprendere anche il racconto del pilota di droni statunitense che, seduto davanti al monitor della sua postazione in Texas, controlla velivoli adibiti all’attacco aereo in Afghanistan. Il tutto passando attraverso le parole di Emilio Lussu, Erich Maria Remarque, Gino Strada, Gianni Rodari, Giorgio Gaber, Bruce Springsteen, David Foster Wallace ed altri. Un piccolo grande viaggio dentro al tema della guerra e, per differenza o conseguenza, anche della pace.
Note di regia
Era il 2018 quando abbiamo cominciato a lavorare su A (S)ragionar di guerra. L’anno del centenario della fine della prima guerra mondiale. Una guerra che ci siamo ormai dimenticati, passata in cavalleria, quasi fosse una cosa ormai da museo, quasi non avesse più nulla da dirci. Con un sapore di archeologia più che di storia. In realtà, dopo aver visionato e letto svariati materiali sulla prima guerra mondiale siamo rimasti così colpiti, direi quasi turbati, da quei racconti e da quelle testimonianze che abbiamo capito che quella guerra, così diversa per modalità tempi e forme dalle guerre attuali, ci può insegnare ancora molto sulla natura dell’uomo, la natura della politica, sul male e anche sul bene. Ma non ci siamo fermati lì. Lo studio e il contatto con la materia della prima guerra mondiale ci ha portato, in modo imprevedibile, ma in effetti più che logico, a ragionare sulla guerra in generale. Ad accorgerci che le guerre, tutte, sono composte dagli stessi ingredienti. Che, sebbene le modalità e le forme della violenza cambino con il procedere delle epoche, dell’evoluzione tecnologica, della forma geopolitica del mondo, in realtà i vissuti, le conseguenze sull’animo umano e le “storie” delle persone che hanno vissuto una guerra non sono poi così diverse. Come dire: la guerra, per quanto terribile, violenta e dolorosa sia, forse proprio per questo, parla dell’uomo, della sua natura più intima, svelandone alcune verità profonde valide in ogni epoca storica, contesto sociale e appartenenza politica. Da questa intuizione semplice, quasi banale, nasce A (S)ragionar di guerra che, forse, non è altro che un modo per dire - un po’ a bassa voce, un po’ urlandolo - il nostro no alla guerra. Semplice, quasi banale. Ma noi, nel nostro piccolo, crediamo che per non dimenticarlo serva ribadirlo.
il 7 e l’8 novembre 2026
il 7 e l’8 novembre 2026
LA LINGUA LANGUE
Ovvero come imparare l’italiano e vivere felici
scritto e diretto da Francesco Frongia con Nicola Stravalaci collaborazione a scene e costumi Saverio Assumma luci Giacomo Marettelli Priorelli produzione Teatro dell'Elfo
Uno spettacolo (meglio: una lezione-spettacolo) che dal 2017 coinvolge il pubblico di ogni generazione. Come a scuola, anche in sala la campanella segna l’inizio: da quel momento, per un’ora, spettatrici e spettatori (anzi, allieve e allievi) vengono coccolati, sedotti e maltrattati (quanto basta) dal professor Stravalcioni, che li porta, risoluto, verso l’ultima frontiera, là dove nessuna grammatica è mai giunta prima. Obiettivo: imparare, o re-imparare, la lingua italiana e vivere felici.«Insegnare è un lavoro faticoso come scaricare cassette di frutta al mercato e delicato come aggiustare i minuscoli meccanismi di un orologio - riflette Francesco Frongia che ha ideato questo spettacolo con la complicità di un interprete inimitabile, Nicola Stravalaci. Ma se è così difficile, perché gli esseri umani continuano a salire in cattedra? Gli insegnanti sono insieme vittime e carnefici dei loro indomabili studenti? Lo stesso discorso vale per il teatro: cosa spinge gli artisti ad affrontare il pubblico ogni sera?».
Da questo cortocircuito tra arte teatrale, insegnamento e maieutica, sono emerse sorprendenti analogie tra il lavoro del docente e quello del performer. E da questa intuizione nasce La lingua langue: un corso di recupero atipico, divertente e illuminante, che, attraverso la lingua italiana, prova a raccontare come evolve la nostra società. A prima vista il linguaggio sembra ancorato a regole fisse, eppure, se lo osserviamo da vicino, ci accorgiamo che con il mutare della società cambiano anche le piccole e fondamentali sfumature che usiamo per descrivere il mondo.
il 21 e il 22 novembre 2026
LO SCIOPERO DELLE BAMBINE
scritto e diretto da Francesco Frongia con Nicola Stravalaci collaborazione a scene e costumi Saverio Assumma luci Giacomo Marettelli Priorelli produzione Teatro dell'Elfo
Uno spettacolo (meglio: una lezione-spettacolo) che dal 2017 coinvolge il pubblico di ogni generazione. Come a scuola, anche in sala la campanella segna l’inizio: da quel momento, per un’ora, spettatrici e spettatori (anzi, allieve e allievi) vengono coccolati, sedotti e maltrattati (quanto basta) dal professor Stravalcioni, che li porta, risoluto, verso l’ultima frontiera, là dove nessuna grammatica è mai giunta prima. Obiettivo: imparare, o re-imparare, la lingua italiana e vivere felici.«Insegnare è un lavoro faticoso come scaricare cassette di frutta al mercato e delicato come aggiustare i minuscoli meccanismi di un orologio - riflette Francesco Frongia che ha ideato questo spettacolo con la complicità di un interprete inimitabile, Nicola Stravalaci. Ma se è così difficile, perché gli esseri umani continuano a salire in cattedra? Gli insegnanti sono insieme vittime e carnefici dei loro indomabili studenti? Lo stesso discorso vale per il teatro: cosa spinge gli artisti ad affrontare il pubblico ogni sera?».
Da questo cortocircuito tra arte teatrale, insegnamento e maieutica, sono emerse sorprendenti analogie tra il lavoro del docente e quello del performer. E da questa intuizione nasce La lingua langue: un corso di recupero atipico, divertente e illuminante, che, attraverso la lingua italiana, prova a raccontare come evolve la nostra società. A prima vista il linguaggio sembra ancorato a regole fisse, eppure, se lo osserviamo da vicino, ci accorgiamo che con il mutare della società cambiano anche le piccole e fondamentali sfumature che usiamo per descrivere il mondo.
il 21 e il 22 novembre 2026
LO SCIOPERO DELLE BAMBINE
L’eroicomica impresa del 1902
con Rita Pelusio e Rossana Mola regia Enrico Messina testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio, Enrico Messina cura del suono Luca De Marinis luci e musiche Enrico Messina scene Simone Fersino costumi Lisa Serio ricerche d’archivio Zeno Piovesan voce off Carmela Restelli ricerca movimento Micaela Speranza produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro si ringrazia Armamaxa Teatro
*spettacolo inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente
Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste-sarte che marcia verso la Camera del Lavoro. Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine: hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate. Eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città. La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff. A raccontare questa storia dimenticata sono due piccioni, due creature che abitano le piazze e che, nelle loro parole, rispecchiano il nostro sguardo contemporaneo, troppo spesso stanco e disilluso davanti alle sfide della storia. Mentre osservano la protesta delle più minuscole operaie, creano un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande. Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.Lo sciopero delle bambine è il nuovo spettacolo di PEM Habitat Teatrali con cui la Compagnia prosegue la sua ricerca di un’arte che sappia declinare contenuti civili e ironia, riportando alla luce una vicenda quasi sconosciuta, sepolta dal tempo, per affrontare il presente senza accontentarci delle briciole.
il 5 e il 6 dicembre 2026
COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL’ALTRO
con Rita Pelusio e Rossana Mola regia Enrico Messina testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio, Enrico Messina cura del suono Luca De Marinis luci e musiche Enrico Messina scene Simone Fersino costumi Lisa Serio ricerche d’archivio Zeno Piovesan voce off Carmela Restelli ricerca movimento Micaela Speranza produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro si ringrazia Armamaxa Teatro
*spettacolo inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente
Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste-sarte che marcia verso la Camera del Lavoro. Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine: hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate. Eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città. La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff. A raccontare questa storia dimenticata sono due piccioni, due creature che abitano le piazze e che, nelle loro parole, rispecchiano il nostro sguardo contemporaneo, troppo spesso stanco e disilluso davanti alle sfide della storia. Mentre osservano la protesta delle più minuscole operaie, creano un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande. Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.Lo sciopero delle bambine è il nuovo spettacolo di PEM Habitat Teatrali con cui la Compagnia prosegue la sua ricerca di un’arte che sappia declinare contenuti civili e ironia, riportando alla luce una vicenda quasi sconosciuta, sepolta dal tempo, per affrontare il presente senza accontentarci delle briciole.
il 5 e il 6 dicembre 2026
COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL’ALTRO
testo e regia Emanuele Aldrovandi
con Luca Mammoli, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia aiuto regia Luca Mammoli scene Francesco Fassone costumi Costanza Maramotti luci Antonio Merola ambiente sonoro Riccardo Tesorin imovimenti Olimpia Fortuni produzione Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, ERT Emilia Romagna Teatro - Teatro Nazionale
Una madre, determinata a far diventare ricca e famosa la figlia di sei anni, decide di architettare un piano che coinvolge una celebre attrice, madre di una compagna di scuola della bambina. Nel progetto vengono progressivamente trascinate anche altre figure familiari, dando vita a una catena di azioni, fraintendimenti e tentativi di controllo che fanno precipitare la situazione.
A distanza di tempo, uno dei personaggi torna su quella vicenda e la ricostruisce davanti al pubblico, alternando racconto e azione. La storia procede attraverso scarti improvvisi, cambi di prospettiva e slittamenti di tono, seguendo una progressiva deformazione degli eventi fino alle ultime conseguenze.
Note di regia
con Luca Mammoli, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia aiuto regia Luca Mammoli scene Francesco Fassone costumi Costanza Maramotti luci Antonio Merola ambiente sonoro Riccardo Tesorin imovimenti Olimpia Fortuni produzione Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, ERT Emilia Romagna Teatro - Teatro Nazionale
Una madre, determinata a far diventare ricca e famosa la figlia di sei anni, decide di architettare un piano che coinvolge una celebre attrice, madre di una compagna di scuola della bambina. Nel progetto vengono progressivamente trascinate anche altre figure familiari, dando vita a una catena di azioni, fraintendimenti e tentativi di controllo che fanno precipitare la situazione.
A distanza di tempo, uno dei personaggi torna su quella vicenda e la ricostruisce davanti al pubblico, alternando racconto e azione. La storia procede attraverso scarti improvvisi, cambi di prospettiva e slittamenti di tono, seguendo una progressiva deformazione degli eventi fino alle ultime conseguenze.
Note di regia
La scrittura è estremamente concreta e realistica, ma l’allestimento è onirico e surreale, perché quello che viene messo in scena è il ricordo di un uomo che continua a rivivere la giornata in cui la vita di una bambina di sei anni è cambiata per sempre.La storia di una madre, Marta, della sua ossessione per la realizzazione della figlia Emma e del suo piano bislacco che coinvolge con l’inganno Chiara, una famosa attrice, e Carlo, cognato appassionato di scacchi, rivive attraverso lo sguardo di Ferdinando, talvolta distaccato, talvolta pieno di sensi di colpa: cosa avrebbe potuto fare di diverso? È possibile cambiare il corso degli eventi e incidere veramente sulla realtà e sul mondo?Se il testo affronta il rapporto fra la felicità e la realizzazione personale, la chiave registica con cui ho deciso di metterlo in scena pone l’accento sul vortice ossessivo di chi è condannato a pensare una cosa e poi, nell’attimo successivo, esattamente la cosa opposta. La realtà si deforma sotto lo sguardo di chi è convinto di non poterla mai conoscere, ma solo ipotizzare.
il 18 e il 19 dicembre 2026
il 18 e il 19 dicembre 2026
IL MURO
regia Valentina Paiano drammaturgia Valentina Sichetti con Vanessa Korn, Silvia Rubino, Chiara Petruzzelli produzione Compagnia Teatro Binario 7*spettacolo fuori abbonamento
Muro come argine. Muro come incomprensione. Muro come spalle al muro. Muro come separazione. Muro come difesa. Ma anche muro che deve crollare per unire. Muro da scalare per guardare l’orizzonte. Muro come tela da dipingere per urlare. Muro come braccia che si uniscono per accogliere.Uno spettacolo che parla di piccole storie, quelle quotidiane di tutti i giorni, dove linee sottili o ingombranti mattoni separano un’umanità da un’altra. Persone che ergono muri e persone che li abbattono, persone che si nascondono per non vedere, per non affrontare, e persone che sul muro incidono parole e disegni di ribellione e amore. Uno spettacolo per raccontare i muri, quelli visibili e invisibili che sono dentro e fuori di noi, per parlare di quelle voci nascoste che grazie ai muri hanno agito oltre gli ostacoli per compiere i piccoli atti eroici che ogni giorni avvengono rumorosamente silenziosi accanto a noi.
Note di regia, a cura di Valentina Paiano
regia Valentina Paiano drammaturgia Valentina Sichetti con Vanessa Korn, Silvia Rubino, Chiara Petruzzelli produzione Compagnia Teatro Binario 7*spettacolo fuori abbonamento
Muro come argine. Muro come incomprensione. Muro come spalle al muro. Muro come separazione. Muro come difesa. Ma anche muro che deve crollare per unire. Muro da scalare per guardare l’orizzonte. Muro come tela da dipingere per urlare. Muro come braccia che si uniscono per accogliere.Uno spettacolo che parla di piccole storie, quelle quotidiane di tutti i giorni, dove linee sottili o ingombranti mattoni separano un’umanità da un’altra. Persone che ergono muri e persone che li abbattono, persone che si nascondono per non vedere, per non affrontare, e persone che sul muro incidono parole e disegni di ribellione e amore. Uno spettacolo per raccontare i muri, quelli visibili e invisibili che sono dentro e fuori di noi, per parlare di quelle voci nascoste che grazie ai muri hanno agito oltre gli ostacoli per compiere i piccoli atti eroici che ogni giorni avvengono rumorosamente silenziosi accanto a noi.
Note di regia, a cura di Valentina Paiano
Un muro divide la scena a metà. Non è un muro qualsiasi: è il muro attorno a cui si svolge ora la nostra storia e attorno a cui si è svolta, negli anni, la storia di questa famiglia. Segna un confine tra dentro e fuori: un limite fisico, emotivo e mentale.
Due sorelle si ritrovano nella casa materna a decidere cosa fare di quel muro. A decidere cosa fare delle loro vite. Con loro in quella casa anche un'altra donna: la badante della madre, che ha conosciuto le ragazze attraverso i suoi racconti - un po' lucidi, un po' folli - e che cerca di ricomporre i pezzi della loro storia. La facciata è - vuole essere - ironica, cinica e leggera: i ricordi affiorano mentre si sta insieme e ci si prende in giro, tra sogni da realizzare e cene che si devono preparare - esistenze che scorrono comuni, come quelle di tutti. Ma le crepe sono ormai destinate a spaccare quel muro, e accadrà tutto in una notte.Concreto e serrato il lavoro delle attrici: sotto un apparente dialogo quotidiano nascondono la verità di un segreto che troppo a lungo è stato tenuto nascosto. Un sottotesto costante da scoprire e da difendere è la chiave di lettura dei personaggi. Tutte sembrano accettare quel che è stato e quel che è oggi, cercando di non disturbare troppo quel meccanismo che ha sorretto le loro relazioni e che le ha rese le donne che sono. Forse per paura di far cadere quel muro, forse perché a volte è più facile lasciare che le cose siano così e basta, forse perché quel muro è nato per proteggere, per schermare, e ha permesso alle due sorelle di costruire le loro esistenze, mai come adesso così fragili.Tra loro, sempre presente, una madre che non c’è più, ma che rivive - come un lascito - nella donna che si è occupata di lei. La donna fa da sponda tra queste due sorelle così apparentemente diverse, ma profondamente unite nel silenzio della loro infanzia. C’è sempre almeno un pezzo mancante e la madre fa sempre parte del quadro d'insieme: del quadro di una famiglia sospesa nella ricostruzione delle verità nascoste.Musica e danza scandiscono le vite delle sorelle: ricostruiscono la loro infanzia, si distorcono in suoni e movimenti sincopati e spezzati - come i ricordi, come i silenzi, come le parole che non ci siamo mai dette, ma che devono essere finalmente urlate per distruggere e costruire una nuova identità.
il 9 e il 10 gennaio 2027
Due sorelle si ritrovano nella casa materna a decidere cosa fare di quel muro. A decidere cosa fare delle loro vite. Con loro in quella casa anche un'altra donna: la badante della madre, che ha conosciuto le ragazze attraverso i suoi racconti - un po' lucidi, un po' folli - e che cerca di ricomporre i pezzi della loro storia. La facciata è - vuole essere - ironica, cinica e leggera: i ricordi affiorano mentre si sta insieme e ci si prende in giro, tra sogni da realizzare e cene che si devono preparare - esistenze che scorrono comuni, come quelle di tutti. Ma le crepe sono ormai destinate a spaccare quel muro, e accadrà tutto in una notte.Concreto e serrato il lavoro delle attrici: sotto un apparente dialogo quotidiano nascondono la verità di un segreto che troppo a lungo è stato tenuto nascosto. Un sottotesto costante da scoprire e da difendere è la chiave di lettura dei personaggi. Tutte sembrano accettare quel che è stato e quel che è oggi, cercando di non disturbare troppo quel meccanismo che ha sorretto le loro relazioni e che le ha rese le donne che sono. Forse per paura di far cadere quel muro, forse perché a volte è più facile lasciare che le cose siano così e basta, forse perché quel muro è nato per proteggere, per schermare, e ha permesso alle due sorelle di costruire le loro esistenze, mai come adesso così fragili.Tra loro, sempre presente, una madre che non c’è più, ma che rivive - come un lascito - nella donna che si è occupata di lei. La donna fa da sponda tra queste due sorelle così apparentemente diverse, ma profondamente unite nel silenzio della loro infanzia. C’è sempre almeno un pezzo mancante e la madre fa sempre parte del quadro d'insieme: del quadro di una famiglia sospesa nella ricostruzione delle verità nascoste.Musica e danza scandiscono le vite delle sorelle: ricostruiscono la loro infanzia, si distorcono in suoni e movimenti sincopati e spezzati - come i ricordi, come i silenzi, come le parole che non ci siamo mai dette, ma che devono essere finalmente urlate per distruggere e costruire una nuova identità.
il 9 e il 10 gennaio 2027
L’ADOLESCENZA È UNA NOSTALGIA
ispirato al romanzo di Matteo Bussola “La neve in fondo al mare” regia di Silvia Giulia Mendola drammaturgia collettiva con Silvia Giulia Mendola, Francesco Meola, Giulia D’Imperio, Fabio Zulli costumi e scene Mina Marea produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con Piano In Bilico
“Scoprire la profondità della tristezza di un figlio, a neanche sedici anni, è come trovare qualcosa in un posto in cui non te lo saresti mai aspettato. In cui proprio non dovrebbe esserci.”“Che vuoi dire?”“Tipo, non so. Come trovare la neve in fondo al mare.”
La neve in fondo al mare è un viaggio condiviso nell’attesa, nel dolore e nella speranza.
L’azione si svolge interamente in un unico luogo: la sala d’attesa di un ospedale, uno spazio sospeso dove il tempo sembra scorrere più lentamente rispetto al mondo esterno e ogni parola ha un peso differente.
In scena quattro adulti, i genitori dei ragazzi ricoverati nel reparto di neuropsichiatria infantile, diventano i soli testimoni visibili di una dolore che si consuma altrove. Come nella tragedia antica il dolore indicibile resta fuori dallo spazio scenico, ma è onnipresente.
Attraverso dialoghi, confessioni e silenzi, i genitori ricompongono la storia dei figli: adolescenti che rifiutano il cibo, o si auto-infliggono dolore, che non riescono a sopportare lo straziante compito di crescere.
La regia sceglie l’essenzialità dello spazio scenico e la centralità degli interpreti per restituire tutta la potenza di questo testo, che parla di conforto e solidarietà, ma anche di straziante senso di colpa e impotenza, e paura di non essere all’altezza del difficile ruolo del genitore.
Portare a teatro questo romanzo significa affrontare con delicatezza e coraggio temi che in questa realtà post-pandemica si sono rivelati sempre più necessari: la fragilità, i disturbi alimentari nei giovani, l’autolesionismo, la difficoltà di comunicazione tra adolescenti e genitori, la sensazione di solitudine che ne deriva.
In un tempo in cui spesso si fugge e ci si distrae dal dolore, questo testo invita a restare. La messa in scena non è solo un atto artistico: è anche un gesto di empatia e consapevolezza, un modo per dare voce a chi vive o a chi ha vissuto esperienze simili, per ricordare che ognuno ha la sua personale battaglia, ma nessuna sofferenza è davvero solitaria quando può essere condivisa.
il 23 e il 24 gennaio 2027
EIGHT
di Ella Hickson traduzione Monica Capuani regia Michele Di Giacomo con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda luci Mattia Sartoni regista assistente Matteo Gatta prologo ed epilogo Michele Di Giacomo voce prologo ed epilogo Matteo Sintucci produzione Le città visibili e Alchemico Tre
Eight: otto avvincenti monologhi che offrono un ritratto potente e rappresentativo dell’Inghilterra contemporanea; di una generazione, quella tra i 17 e 40 anni, cresciuta in una società in cui tutto è diventato accettabile. Da Millie, prostituta che piange la perdita del vecchio sistema di classe britannico, a Miles, sopravvissuto all’attacco terroristico di Londra del 7 luglio 2005, a Danny, ex militare che che ha trovato casa tra i cadaveri di un obitorio, ad Andrè gallerista omosessuale vittima di un sistema dell’arte dove conta più l’apparire che l’essere. Otto storie che compongono un mondo fatto di fratture, fallimenti, successi, ricerca della felicità: un mondo molto, troppo simile a quello in cui viviamo.
Eight mette al centro spettatori e spettatrici. A ogni replica il cast cambia grazie al voto del pubblico. Dopo aver ascoltato 25 secondi di presentazioni da parte di ogni personaggio, il pubblico ne sceglie, tramite il proprio cellulare, quattro su otto. I quattro più votati compongono la formazione della replica, susseguendosi sul palcoscenico fino a costruire un unico racconto. Ogni serata è unica, ogni rappresentazione diversa.
Uno spettacolo tagliente, sfrontato che riflette sui meccanismi che ci spingono ad ascoltare una voce invece di un’altra, mostrandoci un mondo che riguarda tutti. Il primo testo della drammaturga e regista britannica Ella Hickson, una delle nuove e più importanti voci del teatro inglese contemporaneo, arriva per la prima volta in Italia per la regia di Michele Di Giacomo, con la traduzione di Monica Capuani.
il 6 e il 7 febbraio 2027
di Ella Hickson traduzione Monica Capuani regia Michele Di Giacomo con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda luci Mattia Sartoni regista assistente Matteo Gatta prologo ed epilogo Michele Di Giacomo voce prologo ed epilogo Matteo Sintucci produzione Le città visibili e Alchemico Tre
Eight: otto avvincenti monologhi che offrono un ritratto potente e rappresentativo dell’Inghilterra contemporanea; di una generazione, quella tra i 17 e 40 anni, cresciuta in una società in cui tutto è diventato accettabile. Da Millie, prostituta che piange la perdita del vecchio sistema di classe britannico, a Miles, sopravvissuto all’attacco terroristico di Londra del 7 luglio 2005, a Danny, ex militare che che ha trovato casa tra i cadaveri di un obitorio, ad Andrè gallerista omosessuale vittima di un sistema dell’arte dove conta più l’apparire che l’essere. Otto storie che compongono un mondo fatto di fratture, fallimenti, successi, ricerca della felicità: un mondo molto, troppo simile a quello in cui viviamo.
Eight mette al centro spettatori e spettatrici. A ogni replica il cast cambia grazie al voto del pubblico. Dopo aver ascoltato 25 secondi di presentazioni da parte di ogni personaggio, il pubblico ne sceglie, tramite il proprio cellulare, quattro su otto. I quattro più votati compongono la formazione della replica, susseguendosi sul palcoscenico fino a costruire un unico racconto. Ogni serata è unica, ogni rappresentazione diversa.
Uno spettacolo tagliente, sfrontato che riflette sui meccanismi che ci spingono ad ascoltare una voce invece di un’altra, mostrandoci un mondo che riguarda tutti. Il primo testo della drammaturga e regista britannica Ella Hickson, una delle nuove e più importanti voci del teatro inglese contemporaneo, arriva per la prima volta in Italia per la regia di Michele Di Giacomo, con la traduzione di Monica Capuani.
il 6 e il 7 febbraio 2027
IL SANTO BEVITORE
da Joseph Roth regia Giuseppe Amato drammaturgia Chiara Benedetti e Giuseppe Amato con Giuseppe Amato, Chiara Benedetti, Stefano Detassis, Christian Renzicchi Candirù scenografie Andrea Coppi costumi Valentina Basiliana produzione Ariateatro
La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth racconta gli ultimi giorni di un uomo qualunque, che vive in un indefinito angolo di una qualsiasi città moderna. Seguendo le vicende di un senzatetto di nome Andreas, allontanatosi da ogni bisogno borghese e materiale, lo spettatore viene avvicinato a temi e significati misteriosi e ancora aperti.
Nei suoi ultimi istanti di vita Andreas diventerà protagonista di una serie di prodigi miracolosi, che ne riveleranno la vera natura: si imbatterà in una serie di incontri fortuiti che lo spingeranno a rientrare nei ranghi di una società perbene e moralista, che lo vuole ancora consumatore, marito, amante o uomo di potere. Di fronte a queste prove del destino, tra un bicchierino e l’altro, Andreas non si rivelerà un emarginato qualunque della società, ma mostrerà una purezza e un incanto d’animo che lo eleveranno a vero e proprio ‘Santo’.
Del resto il protagonista della storia altri non è che l’alter ego dell’autore stesso Joseph Roth, che nei suoi ultimi anni di vita, sebbene universalmente riconosciuto per la sua levatura intellettuale, visse ai margini, scegliendo la miseria e l’isolamento sociale. Nella parabola esistenziale degli ultimi, si può ritrovare l’intima essenza dell’uomo. Così sarà anche per il Santo Bevitore: in lui purezza e oscurità convivono in un disegno narrativo che ha il sapore di una resa dei conti per l’intera umanità, di fronte ai propri limiti e alle proprie idiosincrasie.
La leggenda del Santo Bevitore è stato pubblicato postumo nel 1939 e viene considerato il testamento del tormentato scrittore ebreo convertito al cattolicesimo Joseph Roth. Ancora molto attuale è la lotta interiore tra le radici ebraiche dell’autore e la conversione al cattolicesimo, testimoniata dal rapporto a distanza tra Andreas e la statua di Santa Teresa di Lisieux nella chiesa di Santa Maria di Batignolles a Parigi, vicino alla quale il protagonista va a morire cercando di non perdere l’onore pur di saldare un debito contratto enigmaticamente con l’effigie della santa all’inizio della storia.
dal 25 al 28 febbraio 2027
da Joseph Roth regia Giuseppe Amato drammaturgia Chiara Benedetti e Giuseppe Amato con Giuseppe Amato, Chiara Benedetti, Stefano Detassis, Christian Renzicchi Candirù scenografie Andrea Coppi costumi Valentina Basiliana produzione Ariateatro
La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth racconta gli ultimi giorni di un uomo qualunque, che vive in un indefinito angolo di una qualsiasi città moderna. Seguendo le vicende di un senzatetto di nome Andreas, allontanatosi da ogni bisogno borghese e materiale, lo spettatore viene avvicinato a temi e significati misteriosi e ancora aperti.
Nei suoi ultimi istanti di vita Andreas diventerà protagonista di una serie di prodigi miracolosi, che ne riveleranno la vera natura: si imbatterà in una serie di incontri fortuiti che lo spingeranno a rientrare nei ranghi di una società perbene e moralista, che lo vuole ancora consumatore, marito, amante o uomo di potere. Di fronte a queste prove del destino, tra un bicchierino e l’altro, Andreas non si rivelerà un emarginato qualunque della società, ma mostrerà una purezza e un incanto d’animo che lo eleveranno a vero e proprio ‘Santo’.
Del resto il protagonista della storia altri non è che l’alter ego dell’autore stesso Joseph Roth, che nei suoi ultimi anni di vita, sebbene universalmente riconosciuto per la sua levatura intellettuale, visse ai margini, scegliendo la miseria e l’isolamento sociale. Nella parabola esistenziale degli ultimi, si può ritrovare l’intima essenza dell’uomo. Così sarà anche per il Santo Bevitore: in lui purezza e oscurità convivono in un disegno narrativo che ha il sapore di una resa dei conti per l’intera umanità, di fronte ai propri limiti e alle proprie idiosincrasie.
La leggenda del Santo Bevitore è stato pubblicato postumo nel 1939 e viene considerato il testamento del tormentato scrittore ebreo convertito al cattolicesimo Joseph Roth. Ancora molto attuale è la lotta interiore tra le radici ebraiche dell’autore e la conversione al cattolicesimo, testimoniata dal rapporto a distanza tra Andreas e la statua di Santa Teresa di Lisieux nella chiesa di Santa Maria di Batignolles a Parigi, vicino alla quale il protagonista va a morire cercando di non perdere l’onore pur di saldare un debito contratto enigmaticamente con l’effigie della santa all’inizio della storia.
dal 25 al 28 febbraio 2027
NOI, ROBOT
drammaturgia e regia Corrado Accordino
cast in via di definizione*nuova produzione Compagnia Teatro Binario 7
Una navicella ai confini dell’universo. Una famiglia composta da padre, madre, figlio e due modelli Neo-42, in missione per il Governo del Mondo, è alla ricerca di nuovi sistemi di vita. E questo perché il pianeta Terra è al collasso: da diversi decenni le guerre, la sovrappopolazione e l’inquinamento atmosferico hanno reso necessarie le esplorazioni spaziali.
Lui è un programmatore, lei un ingegnere genetico, il ragazzo un anarchico intellettuale. Fedeli alle loro mansioni e ai loro ruoli, i Neo-42 traghettano la navicella da una stella all’altra. Ma cosa può accadere se i due Robot, complice la lettura di un Libro Antico, mettessero in discussione i propri creatori? E se uno dei due Robot, contraddicendo la propria programmazione e disattendendo le leggi della robotica, cominciasse a mentire? È stato il ragazzo ad aver manomesso la missione per provare una sua tesi rivoluzionaria? O è stato il padre che, per sfuggire alla noia siderale, ha programmato i due robot all’ironia e al dubbio? E se la madre conoscesse per la prima volta l’orgasmo artificiale, si chiamerebbe ancora infedeltà o piacere meccanico?
In questo viaggio ai confini del possibile, gli interrogativi che ci poniamo vogliono sondare la natura infinita della mente e della nostra immaginazione. Dove finisce la tecnologia e dove comincia il vivente? Una storia di enigmi, di robotica e di paradossi che vuole parlare alla nostra natura più intima.
Corrado Accordino
il 6 e il 7 marzo 2027
cast in via di definizione*nuova produzione Compagnia Teatro Binario 7
Una navicella ai confini dell’universo. Una famiglia composta da padre, madre, figlio e due modelli Neo-42, in missione per il Governo del Mondo, è alla ricerca di nuovi sistemi di vita. E questo perché il pianeta Terra è al collasso: da diversi decenni le guerre, la sovrappopolazione e l’inquinamento atmosferico hanno reso necessarie le esplorazioni spaziali.
Lui è un programmatore, lei un ingegnere genetico, il ragazzo un anarchico intellettuale. Fedeli alle loro mansioni e ai loro ruoli, i Neo-42 traghettano la navicella da una stella all’altra. Ma cosa può accadere se i due Robot, complice la lettura di un Libro Antico, mettessero in discussione i propri creatori? E se uno dei due Robot, contraddicendo la propria programmazione e disattendendo le leggi della robotica, cominciasse a mentire? È stato il ragazzo ad aver manomesso la missione per provare una sua tesi rivoluzionaria? O è stato il padre che, per sfuggire alla noia siderale, ha programmato i due robot all’ironia e al dubbio? E se la madre conoscesse per la prima volta l’orgasmo artificiale, si chiamerebbe ancora infedeltà o piacere meccanico?
In questo viaggio ai confini del possibile, gli interrogativi che ci poniamo vogliono sondare la natura infinita della mente e della nostra immaginazione. Dove finisce la tecnologia e dove comincia il vivente? Una storia di enigmi, di robotica e di paradossi che vuole parlare alla nostra natura più intima.
Corrado Accordino
il 6 e il 7 marzo 2027
GIOVANNA DEI DISOCCUPATI.
Un apocrifo brechtiano
di e con Natalino Balasso e con Marta Cortellazzo Wiel, Roberta Lanave, Graziano Sirressi regia Andrea Collavino scene Anusc Castiglioni costumi Sonia Marianni luci Stefano Dellepiane cura musicale Celeste Gugliandolo produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile di Bolzano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Nota dell’autoreOvviamente non possiamo immaginare cosa scriverebbe Bertolt Brecht se fosse in mezzo a noi e si guardasse attorno. Se vivesse, come noi, immerso nella nostra cultura, a ottant’anni dalla fine degli orrori nazisti, dentro un’economia e una finanza molto più complesse e stratificate. Eppure. Eppure quegli orrori sono disgraziatamente attuali, sotto altre forme e a due passi da noi. Eppure nella finanza la prevaricazione, l’ipocrisia e lo sfruttamento degli sfortunati sembrano non voler lasciare la scena e colpire con armi più affilate e più subdole. In questa nostra Giovanna dei disoccupati abbiamo fatto agire i personaggi immaginati da Brecht in nuovi ambiti e con nuove parole, ma nuovamente immersi nel terreno della dominanza e della sudditanza.L’algoritmo può sembrarci meno cattivo, ma alla fine dei fatti risulta perfido e crudele come un padrone in carne e ossa. Le multinazionali non hanno padroni e continuano a prevaricare, ferire e colpire i più deboli, in tutti i paesi. Le merci viaggiano più liberamente degli umani e l’istigazione al consumo dà l’idea di una liturgia utile a tutti tranne che a noi. La povertà e la fame sono drammaticamente reali. Il rito economico che spinge chi consuma a consumare di più e chi patisce a patire di più è sempre più celebrato. E poi ci sono le persone: milioni di singoli sempre più isolati, sempre più oppressi dal mondo commerciale-pubblicitario-social che sta portando a termine il lavoro di massacro delle comunità. Nell’empireo delle monadi emerge il superuomo economico, senza un pensiero vero, senza eccellenze intellettuali, senza profondità artistiche. Semplicemente, una perfetta macchina da soldi. In scena le vicende di Pierpont Mauler, dei suoi sottoposti, di Cridle, di Slift, della più grande lobbista del momento: la terribile Graham. un mondo di magnati al quale si oppone Giovanna Darko, con la sua comunità social-socialista. Ma una comunità online è veramente una comunità? Non è di nuovo una moltitudine di monadi che si raccontano il sogno della tribù? Questo, forse, è il vero dramma. Con tutta l’umiltà del caso presentiamo a voi questo apocrifo di Bertolt Brecht, immaginando di averlo scritto sotto dettatura. Questo è possibile solo con l’aiuto dell’arte immutabile del teatro che, mentre ci diverte, come diceva Gramsci, tenta di gettare bombe nei cervelli.
Natalino Balasso
il 20 e il 21 marzo 2027
Nota dell’autoreOvviamente non possiamo immaginare cosa scriverebbe Bertolt Brecht se fosse in mezzo a noi e si guardasse attorno. Se vivesse, come noi, immerso nella nostra cultura, a ottant’anni dalla fine degli orrori nazisti, dentro un’economia e una finanza molto più complesse e stratificate. Eppure. Eppure quegli orrori sono disgraziatamente attuali, sotto altre forme e a due passi da noi. Eppure nella finanza la prevaricazione, l’ipocrisia e lo sfruttamento degli sfortunati sembrano non voler lasciare la scena e colpire con armi più affilate e più subdole. In questa nostra Giovanna dei disoccupati abbiamo fatto agire i personaggi immaginati da Brecht in nuovi ambiti e con nuove parole, ma nuovamente immersi nel terreno della dominanza e della sudditanza.L’algoritmo può sembrarci meno cattivo, ma alla fine dei fatti risulta perfido e crudele come un padrone in carne e ossa. Le multinazionali non hanno padroni e continuano a prevaricare, ferire e colpire i più deboli, in tutti i paesi. Le merci viaggiano più liberamente degli umani e l’istigazione al consumo dà l’idea di una liturgia utile a tutti tranne che a noi. La povertà e la fame sono drammaticamente reali. Il rito economico che spinge chi consuma a consumare di più e chi patisce a patire di più è sempre più celebrato. E poi ci sono le persone: milioni di singoli sempre più isolati, sempre più oppressi dal mondo commerciale-pubblicitario-social che sta portando a termine il lavoro di massacro delle comunità. Nell’empireo delle monadi emerge il superuomo economico, senza un pensiero vero, senza eccellenze intellettuali, senza profondità artistiche. Semplicemente, una perfetta macchina da soldi. In scena le vicende di Pierpont Mauler, dei suoi sottoposti, di Cridle, di Slift, della più grande lobbista del momento: la terribile Graham. un mondo di magnati al quale si oppone Giovanna Darko, con la sua comunità social-socialista. Ma una comunità online è veramente una comunità? Non è di nuovo una moltitudine di monadi che si raccontano il sogno della tribù? Questo, forse, è il vero dramma. Con tutta l’umiltà del caso presentiamo a voi questo apocrifo di Bertolt Brecht, immaginando di averlo scritto sotto dettatura. Questo è possibile solo con l’aiuto dell’arte immutabile del teatro che, mentre ci diverte, come diceva Gramsci, tenta di gettare bombe nei cervelli.
Natalino Balasso
il 20 e il 21 marzo 2027
SE ME LO DICEVI PRIMA.
Il cabaret musicale: canzoni, storie e risate d’autore
con Carlo Roncaglia e con Enrico De Lotto, basso Paolo Demontis, armonica Max Altieri, chitarra Matteo Pagliardi, batteria testo Carlo Roncaglia e Alessandro Bocchio arrangiamenti Accademia dei Folli luci Letizia Tabasso fonica Olesia Stefanyk regia Carlo Roncaglia produzione Accademia dei Folli
Una panchina. Un fazzoletto di prato. Un uomo e due bizzarri interlocutori silenziosi."Se me lo dicevi prima... Mi portavo da leggere".
Lui è "uno". Non un tipo: proprio "uno". Un clochard che inganna un'attesa beckettiana raccontandosi vite che, forse, ha vissuto. "Se me lo dicevi prima" è il suo mantra, quello di chi arriva sempre un attimo in ritardo sulla vita. Vorrebbe essere un playboy ma finisce per parlare da solo. Progetta fughe rocambolesche ma è bloccato dal mal di schiena. Ha un piano per tutto, poco importa se sia pieno di falle. Imprenditore fallito, criminale inetto, sognatore di dive hollywoodiane costretto a un brusco risveglio all'Idroscalo.
Attraverso i suoi occhi stralunati e irresistibilmente bugiardi, prende forma una biografia maldestra fatta di vorrei-ma-non-posso. Le sue storie sono ora assurde, ora tenere, spesso amare, sempre ironiche, con un velo di malinconia. Si alternano alle canzoni di chi ha saputo raccontare la vita degli ultimi con uno sguardo disincantato, ma mai cinico: Enzo Jannacci e la sua cricca milanese, da Dario Fo a Cochi e Renato, esplorando poi le sfumature della comicità d'autore di Francesco Guccini, Paolo Conte, Fred Buscaglione e Vinicio Capossela.
Lui, "Uno", è l'archetipo dell'antieroe jannacciano. Un personaggio sospeso e inaffidabile, ma genuino, autentico. Il suo diventa un viaggio semiserio nella poetica degli sconfitti.
"Quelli che perdono. Con stile. Ma perdono sempre."
il 10 e l’11 aprile 2027
con Carlo Roncaglia e con Enrico De Lotto, basso Paolo Demontis, armonica Max Altieri, chitarra Matteo Pagliardi, batteria testo Carlo Roncaglia e Alessandro Bocchio arrangiamenti Accademia dei Folli luci Letizia Tabasso fonica Olesia Stefanyk regia Carlo Roncaglia produzione Accademia dei Folli
Una panchina. Un fazzoletto di prato. Un uomo e due bizzarri interlocutori silenziosi."Se me lo dicevi prima... Mi portavo da leggere".
Lui è "uno". Non un tipo: proprio "uno". Un clochard che inganna un'attesa beckettiana raccontandosi vite che, forse, ha vissuto. "Se me lo dicevi prima" è il suo mantra, quello di chi arriva sempre un attimo in ritardo sulla vita. Vorrebbe essere un playboy ma finisce per parlare da solo. Progetta fughe rocambolesche ma è bloccato dal mal di schiena. Ha un piano per tutto, poco importa se sia pieno di falle. Imprenditore fallito, criminale inetto, sognatore di dive hollywoodiane costretto a un brusco risveglio all'Idroscalo.
Attraverso i suoi occhi stralunati e irresistibilmente bugiardi, prende forma una biografia maldestra fatta di vorrei-ma-non-posso. Le sue storie sono ora assurde, ora tenere, spesso amare, sempre ironiche, con un velo di malinconia. Si alternano alle canzoni di chi ha saputo raccontare la vita degli ultimi con uno sguardo disincantato, ma mai cinico: Enzo Jannacci e la sua cricca milanese, da Dario Fo a Cochi e Renato, esplorando poi le sfumature della comicità d'autore di Francesco Guccini, Paolo Conte, Fred Buscaglione e Vinicio Capossela.
Lui, "Uno", è l'archetipo dell'antieroe jannacciano. Un personaggio sospeso e inaffidabile, ma genuino, autentico. Il suo diventa un viaggio semiserio nella poetica degli sconfitti.
"Quelli che perdono. Con stile. Ma perdono sempre."
il 10 e l’11 aprile 2027
CASA DI BAMBOLA
da Henrik Ibsen regia Ivonne Capecead attamento drammaturgico Mattia Favaro con Maria Laura Palmeri, Pasquale Montemurro, Stefano Braschi scene Micol Vighi, Ivonne Capece luci Ivonne Capece costumi e concept visivo Micol Vighi sound designer Simone Arganini direzione tecnica e disegno luci Rossano Siragusano realizzazione costumi Giorgia Piatta Dell’Abbondio assistenza alla regia Sofia Sironi produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da tempo. Ma Torvald è ancora lì, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Nell’immaginaria prima lunga notte da solo, Torvald ripercorre tra ricordi e incubi i passi che lo hanno portato fino a lì. Cosa resta di un uomo quando il suo ruolo sociale, affettivo e identitario va in frantumi?
In un Casa di bambola rovesciato da una regia tagliente e dallo stile aspro e spregiudicato di Mattia Favaro, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più nota di Ibsen, trasformandola in un sequel contemporaneo, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile: un’esposizione chirurgica delle fragilità dell’uomo, sospese tra patriarcato in decomposizione e desiderio (forse tardivo) di rinascita. Una sonorità performativa avvolge il pubblico in una spirale, tra tango e minacciosi voli d’uccelli alla Hitchcock, e ci trascina in un mondo interiore saturo di rimpianto, frustrazione e domande irrisolte, nel quale il femminile libero appare come una Gorgone mostruosa.
Note di regia
Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da tempo. Ma Torvald è ancora lì, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Nell’immaginaria prima lunga notte da solo, Torvald ripercorre tra ricordi e incubi i passi che lo hanno portato fino a lì. Cosa resta di un uomo quando il suo ruolo sociale, affettivo e identitario va in frantumi?
In un Casa di bambola rovesciato da una regia tagliente e dallo stile aspro e spregiudicato di Mattia Favaro, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più nota di Ibsen, trasformandola in un sequel contemporaneo, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile: un’esposizione chirurgica delle fragilità dell’uomo, sospese tra patriarcato in decomposizione e desiderio (forse tardivo) di rinascita. Una sonorità performativa avvolge il pubblico in una spirale, tra tango e minacciosi voli d’uccelli alla Hitchcock, e ci trascina in un mondo interiore saturo di rimpianto, frustrazione e domande irrisolte, nel quale il femminile libero appare come una Gorgone mostruosa.
Note di regia
Mi interessava interrogare la soglia in cui la cura si trasforma in controllo, la protezione in dominio, l’amore in appropriazione. Casa di bambola nasce come dramma borghese, ma oggi si può leggere come testo politico. La casa immaginata da Ibsen diventa una struttura mentale: un luogo simbolico in cui tutti costruiamo immagini di noi stessi da difendere. Il dramma inizia quando quelle immagini collassano.Torvald ama davvero Nora come soggetto libero oppure ama l’immagine di sé che gli restituisce? Nora fa un gesto radicale in un’epoca in cui matrimonio e maternità rappresentavano il luogo di massima legittimazione sociale. La sua uscita è l’abbandono di una definizione rassicurante di sè per attraversare il vuoto e una ricerca incerta e vertiginosa.L’emancipazione non ha niente di romantico ma, anzi, è un atto che lascia dietro di sé macerie. Casa di bambola conserva ancora oggi una straordinaria potenza politica e contemporanea: le Nora di oggi sono le donne che scelgono di ridefinirsi fuori dai ruoli assegnati. Non necessariamente che se ne vanno, ma che smettono di interpretare una funzione. I Torvald di oggi sono uomini posti davanti a questa trasformazione e costretti a ripensarsi. Il femminile è cambiato molto più rapidamente del maschile. Ivonne Capece
il 17 e il 18 aprile 2027
FAHRENHEIT 451
dal romanzo di Ray Bradbury
drammaturgia e regia Corrado Accordino con Giancarlo Latina, Daniele Ornatelli, Silvia Rubino e con Sarah Joy Balasini, Valerio Cantù, Matteo Contini, Carolina Maglione scene e costumi Maria Chiara Vitali video editing Davide Carafoli assistente alla regia Valentina Paiano produzione Compagnia Teatro Binario 7*spettacolo fuori abbonamento I cieli si dissolveranno nel fuoco. Il nostro terzo viaggio nel passato già futuro.
Dopo 1984 e Il mondo nuovo, il terzo tassello imprescindibile della letteratura distopica.
Nel nostro mondo, a ogni latitudine, è in atto una crisi culturale ben più grave della crisi politica mondiale. Anzi, forse è proprio la prima a generare la seconda. Perché non bisogna mai sentirsi esonerati, mai abbassare la guardia, mai voltarsi dall’altra parte, mai dimenticare che la demonizzazione della cultura genera mostri.
La società tecnologica sembra aver del tutto assoggettato l’uomo, ormai ridotto alla passività e alla più ridicola incoscienza.
L’umanità descritta da Bradbury è troppo vicina a noi per non accorgerci del pericolo. L’intrattenimento di slogan pubblicitari, dialoghi con personaggi della televisione a quattro pareti, l’intrattenimento mediatico che appiattisce e livella le individualità, il moderno mito della velocità: allarme, brucia. Stiamo già bruciando, e non ce ne accorgiamo.
NOTE DI REGIA
Svuota i teatri, lascia solo i pagliacci. Costruisci case con pareti di cristallo e luci colorate. Offri buon vino, whisky, sport a volontà e qualche barzelletta sconcia. Falli ridere di niente e la mente si svuoterà. Meno cibo darai al tuo cervello meno sentirà il bisogno di mangiare. Fai muovere la gente da un posto all’altro senza sosta, falle consumare benzina, chilometri e rabbia, tienila impegnata a produrre e consumare, produrre e buttare, falle spendere soldi, tienila impegnata ad accumulare capitale, falla investire in un futuro di comodità, di grandi auto, di schermi sempre più grandi e tecnologie sempre più avanzate. La gente ha bisogno di credere in qualcosa che appartenga a tutti, qualcosa che ci accomuni, che ci renda uguali. Ciò che non è familiare ci fa paura. Riduciamo le differenze, escludiamo la diversità, omologhiamo la visione del mondo. Per questo noi bruciamo i libri e poi bruciamo la cenere dei libri. Perché i libri confondono, illudono e mentono. In fondo un libro cos’è? Un’arma carica che un uomo può usare contro un altro uomo, per distruggere la sua felicità. E noi non vogliamo questo. I libri non servono a nulla, parlano di gente che non esiste, deliri di immaginazione. Perché imparare qualcosa che non serve a premere bottoni, a tirare una leva, a far partire un programma? Meno tempo per pensare, meno tempo per la filosofia, il dubbio e la malinconia.
Noi siamo questo. Noi siamo i custodi della felicità del mondo e della pace della mente.
Corrado Accordino
dal 13 al 16 maggio 2027
il 17 e il 18 aprile 2027
FAHRENHEIT 451
dal romanzo di Ray Bradbury
drammaturgia e regia Corrado Accordino con Giancarlo Latina, Daniele Ornatelli, Silvia Rubino e con Sarah Joy Balasini, Valerio Cantù, Matteo Contini, Carolina Maglione scene e costumi Maria Chiara Vitali video editing Davide Carafoli assistente alla regia Valentina Paiano produzione Compagnia Teatro Binario 7*spettacolo fuori abbonamento I cieli si dissolveranno nel fuoco. Il nostro terzo viaggio nel passato già futuro.
Dopo 1984 e Il mondo nuovo, il terzo tassello imprescindibile della letteratura distopica.
Nel nostro mondo, a ogni latitudine, è in atto una crisi culturale ben più grave della crisi politica mondiale. Anzi, forse è proprio la prima a generare la seconda. Perché non bisogna mai sentirsi esonerati, mai abbassare la guardia, mai voltarsi dall’altra parte, mai dimenticare che la demonizzazione della cultura genera mostri.
La società tecnologica sembra aver del tutto assoggettato l’uomo, ormai ridotto alla passività e alla più ridicola incoscienza.
L’umanità descritta da Bradbury è troppo vicina a noi per non accorgerci del pericolo. L’intrattenimento di slogan pubblicitari, dialoghi con personaggi della televisione a quattro pareti, l’intrattenimento mediatico che appiattisce e livella le individualità, il moderno mito della velocità: allarme, brucia. Stiamo già bruciando, e non ce ne accorgiamo.
NOTE DI REGIA
Svuota i teatri, lascia solo i pagliacci. Costruisci case con pareti di cristallo e luci colorate. Offri buon vino, whisky, sport a volontà e qualche barzelletta sconcia. Falli ridere di niente e la mente si svuoterà. Meno cibo darai al tuo cervello meno sentirà il bisogno di mangiare. Fai muovere la gente da un posto all’altro senza sosta, falle consumare benzina, chilometri e rabbia, tienila impegnata a produrre e consumare, produrre e buttare, falle spendere soldi, tienila impegnata ad accumulare capitale, falla investire in un futuro di comodità, di grandi auto, di schermi sempre più grandi e tecnologie sempre più avanzate. La gente ha bisogno di credere in qualcosa che appartenga a tutti, qualcosa che ci accomuni, che ci renda uguali. Ciò che non è familiare ci fa paura. Riduciamo le differenze, escludiamo la diversità, omologhiamo la visione del mondo. Per questo noi bruciamo i libri e poi bruciamo la cenere dei libri. Perché i libri confondono, illudono e mentono. In fondo un libro cos’è? Un’arma carica che un uomo può usare contro un altro uomo, per distruggere la sua felicità. E noi non vogliamo questo. I libri non servono a nulla, parlano di gente che non esiste, deliri di immaginazione. Perché imparare qualcosa che non serve a premere bottoni, a tirare una leva, a far partire un programma? Meno tempo per pensare, meno tempo per la filosofia, il dubbio e la malinconia.
Noi siamo questo. Noi siamo i custodi della felicità del mondo e della pace della mente.
Corrado Accordino
dal 13 al 16 maggio 2027
UN’ALTRA VERITÀ: L’INTERROGATORIO
drammaturgia Michela Tilli con Dario Merlini e Alessia Vicardi regia Valentina Paiano*nuova produzione Compagnia Teatro Binario 7
Questa storia comincia con una lettera.
È una busta gialla, un po' rovinata, come se avesse affrontato un viaggio pieno di ostacoli. Aprendola scopro che è proprio così: me la manda una donna dal carcere, una donna che chiameremo Anna. Anna ha letto un mio romanzo e ha deciso in qualche modo di contattarmi. Già questo mi colpisce. E poi capita sempre meno di ricevere lettere vere, di carta, come questa.
Anna è stata condannata in via definitiva per omicidio volontario e ha già trascorso in carcere sette anni dei ventidue che le hanno dato. In carcere ha avuto il Covid, un tumore al seno, ma ha anche incontrato persone che l'hanno aiutata. Adesso, a 45 anni, le sembra di essersi risvegliata da un incubo e ha un solo pensiero in testa: vuole raccontare la sua verità riguardo ai fatti che l'hanno portata in galera.
Vorrebbe che lo facessi io. Ma io non faccio indagini. Io le mie storie le invento. E poi, che cosa vuol dire la sua verità: esiste una verità giudiziaria, che si costruisce attraverso il processo. Può essercene un'altra? Certo, sappiamo benissimo che ognuno ha la sua, di verità, come sappiamo benissimo che in carcere sono tutti innocenti. Io non ho mai raccontato una storia vera, ma intanto abbiamo aperto un dialogo, uno scambio, e ascoltare la sua verità si fa a dir poco sorprendente. Perché la sua è una verità che se confermata lascia senza fiato.
Servirebbe un'altra forma, non il romanzo, per raccontare la verità su questo delitto. Così nasce il podcast e, poi, il teatro. Un podcast che alla fine ci conduca in teatro. Chi conosce il teatro sa che non c'è luogo migliore per raccontare una storia vera.
Quattro puntate in formato podcast, pubblicate nel corso della stagione sui canali digitali del Binario 7, precederanno il debutto dello spettacolo, l’episodio finale dal vivo della storia.
L’ALTRO BINARIO
drammaturgia Michela Tilli con Dario Merlini e Alessia Vicardi regia Valentina Paiano*nuova produzione Compagnia Teatro Binario 7
Questa storia comincia con una lettera.
È una busta gialla, un po' rovinata, come se avesse affrontato un viaggio pieno di ostacoli. Aprendola scopro che è proprio così: me la manda una donna dal carcere, una donna che chiameremo Anna. Anna ha letto un mio romanzo e ha deciso in qualche modo di contattarmi. Già questo mi colpisce. E poi capita sempre meno di ricevere lettere vere, di carta, come questa.
Anna è stata condannata in via definitiva per omicidio volontario e ha già trascorso in carcere sette anni dei ventidue che le hanno dato. In carcere ha avuto il Covid, un tumore al seno, ma ha anche incontrato persone che l'hanno aiutata. Adesso, a 45 anni, le sembra di essersi risvegliata da un incubo e ha un solo pensiero in testa: vuole raccontare la sua verità riguardo ai fatti che l'hanno portata in galera.
Vorrebbe che lo facessi io. Ma io non faccio indagini. Io le mie storie le invento. E poi, che cosa vuol dire la sua verità: esiste una verità giudiziaria, che si costruisce attraverso il processo. Può essercene un'altra? Certo, sappiamo benissimo che ognuno ha la sua, di verità, come sappiamo benissimo che in carcere sono tutti innocenti. Io non ho mai raccontato una storia vera, ma intanto abbiamo aperto un dialogo, uno scambio, e ascoltare la sua verità si fa a dir poco sorprendente. Perché la sua è una verità che se confermata lascia senza fiato.
Servirebbe un'altra forma, non il romanzo, per raccontare la verità su questo delitto. Così nasce il podcast e, poi, il teatro. Un podcast che alla fine ci conduca in teatro. Chi conosce il teatro sa che non c'è luogo migliore per raccontare una storia vera.
Quattro puntate in formato podcast, pubblicate nel corso della stagione sui canali digitali del Binario 7, precederanno il debutto dello spettacolo, l’episodio finale dal vivo della storia.
L’ALTRO BINARIO
direzione artistica di Corrado Accordino
l’8 e il 9 ottobre 2026
IL GIORNO PIÙ FELICE DELLA MIA VITA
di e con Martino Corti, Vanessa Korn, Fabio Zulli
video Umberto Terruso
in video Gabriele Zulli, Irene Zulli
Al centro la relazione tra i personaggi, il loro profondo legame di amicizia: una gioiosa e affettuosa celebrazione del sentimento che rende la vita più dolce, curandone i dolori e resistendo nel tempo.
Tre amici che sono diventati adulti insieme si ritrovano in occasione del matrimonio di una dei tre. In questo giorno felice, tra equivoci, confessioni, sorprese e riflessioni, tutti si trovano a chiedersi davvero cosa sia la felicità e quanta vita ci voglia per costruirla. Uno spettacolo divertente, sincero e disperatamente dolce-amaro, come la vita adulta. Un inno all'amicizia e all'imperfezione, tra risate e dolcezza.
il 29 e il 30 ottobre 2026
video Umberto Terruso
in video Gabriele Zulli, Irene Zulli
Al centro la relazione tra i personaggi, il loro profondo legame di amicizia: una gioiosa e affettuosa celebrazione del sentimento che rende la vita più dolce, curandone i dolori e resistendo nel tempo.
Tre amici che sono diventati adulti insieme si ritrovano in occasione del matrimonio di una dei tre. In questo giorno felice, tra equivoci, confessioni, sorprese e riflessioni, tutti si trovano a chiedersi davvero cosa sia la felicità e quanta vita ci voglia per costruirla. Uno spettacolo divertente, sincero e disperatamente dolce-amaro, come la vita adulta. Un inno all'amicizia e all'imperfezione, tra risate e dolcezza.
il 29 e il 30 ottobre 2026
MM:MACHOMAN
regia di Valentina Spaletta Tavella e Riccardo Francesco Vicardi
con Riccardo Francesco Vicardi, Marco Rizzo, Riccardo Livermore
produzione servomutoTeatro
*progetto finalista alla Biennale Teatro 2023*vincitore del bando Artefici di Artisti Associati di Gorizia
Nel 2003, alla New York University, è stato condotto un esperimento tratto dagli studi della docente di psicologia Ruvanee Vilhaueras, in cui veniva messo alla prova un campione di 675 individui americani socializzati come uomini bianchi, tra i 20 e i 65 anni. Veniva chiesto loro di affrontare un test sul maschile: un test per verificare quanto fossero uomini. È stato replicato, due anni dopo, all’Università degli Studi di Padova, sotto la supervisione del docente Giorgio Panezza, su 675 individui italiani. “Davanti a voi vorremmo replicare questo test con il vostro aiuto per capire chi è l'Uomo. Non saranno 675 uomini, leggermente meno: tipo tre. Basteranno. Siamo sempre bastati, in tre.
NoteIl cuore della ricerca scenica risiede nell'analisi della funzione oppressiva del sistema patriarcale: non solo sulle figure femminili, ma anche sulla sfera emotiva e comportamentale dell'uomo. Gli individui socializzati come maschi, fin dalle prime fasi della loro vita, sono sottoposti a una coercizione normativa che li obbliga all'adesione a uno stereotipo di "vero uomo", rigido e circoscritto. Questo modello promuove selettivamente solo manifestazioni di forza e aggressività, mentre inibisce e stigmatizza qualsiasi espressione di vulnerabilità o sensibilità. Il lavoro affronta direttamente l'analisi di questo costrutto, esaminando la qualità intrinsecamente tossica del contenuto emotivo imposto.Il progetto viene condotto da un dispositivo narrativo algoritmico e ubiquo, un'Intelligenza Artificiale che, assumendo le vesti di entità demiurgica, si erige a giudice diagnostico dell'attuale condizione umana. Questa figura, sintesi delle interfacce digitali che permeano il quotidiano, dichiara l'intento di condurre un test di rilevazione sull'identità maschile, al fine di decostruire e isolare l'essenza dell'individuo al di là delle sovrastrutture di genere. L’Uomo diviene, così, soggetto in quanto vittima di una definizione di mascolinità intesa come etichetta restrittiva, una "scatola" culturale i cui confini sono da indagare e superare. Il quesito drammaturgico centrale si concentra sulla potenziale esplosione di questo schema e su ciò che residuerebbe del concetto di maschile in un orizzonte post-stereotipico. Torniamo alla domanda iniziale: Che cos’è, per noi, il maschile? Cosa succederebbe se questa definizione esplodesse? Cosa resterebbe dell’identità di chi vi si riconosceva in maniera totalizzante? Cosa sarà, in futuro, la mascolinità?
il 13 e il 14 novembre 2026
regia di Valentina Spaletta Tavella e Riccardo Francesco Vicardi
con Riccardo Francesco Vicardi, Marco Rizzo, Riccardo Livermore
produzione servomutoTeatro
*progetto finalista alla Biennale Teatro 2023*vincitore del bando Artefici di Artisti Associati di Gorizia
Nel 2003, alla New York University, è stato condotto un esperimento tratto dagli studi della docente di psicologia Ruvanee Vilhaueras, in cui veniva messo alla prova un campione di 675 individui americani socializzati come uomini bianchi, tra i 20 e i 65 anni. Veniva chiesto loro di affrontare un test sul maschile: un test per verificare quanto fossero uomini. È stato replicato, due anni dopo, all’Università degli Studi di Padova, sotto la supervisione del docente Giorgio Panezza, su 675 individui italiani. “Davanti a voi vorremmo replicare questo test con il vostro aiuto per capire chi è l'Uomo. Non saranno 675 uomini, leggermente meno: tipo tre. Basteranno. Siamo sempre bastati, in tre.
NoteIl cuore della ricerca scenica risiede nell'analisi della funzione oppressiva del sistema patriarcale: non solo sulle figure femminili, ma anche sulla sfera emotiva e comportamentale dell'uomo. Gli individui socializzati come maschi, fin dalle prime fasi della loro vita, sono sottoposti a una coercizione normativa che li obbliga all'adesione a uno stereotipo di "vero uomo", rigido e circoscritto. Questo modello promuove selettivamente solo manifestazioni di forza e aggressività, mentre inibisce e stigmatizza qualsiasi espressione di vulnerabilità o sensibilità. Il lavoro affronta direttamente l'analisi di questo costrutto, esaminando la qualità intrinsecamente tossica del contenuto emotivo imposto.Il progetto viene condotto da un dispositivo narrativo algoritmico e ubiquo, un'Intelligenza Artificiale che, assumendo le vesti di entità demiurgica, si erige a giudice diagnostico dell'attuale condizione umana. Questa figura, sintesi delle interfacce digitali che permeano il quotidiano, dichiara l'intento di condurre un test di rilevazione sull'identità maschile, al fine di decostruire e isolare l'essenza dell'individuo al di là delle sovrastrutture di genere. L’Uomo diviene, così, soggetto in quanto vittima di una definizione di mascolinità intesa come etichetta restrittiva, una "scatola" culturale i cui confini sono da indagare e superare. Il quesito drammaturgico centrale si concentra sulla potenziale esplosione di questo schema e su ciò che residuerebbe del concetto di maschile in un orizzonte post-stereotipico. Torniamo alla domanda iniziale: Che cos’è, per noi, il maschile? Cosa succederebbe se questa definizione esplodesse? Cosa resterebbe dell’identità di chi vi si riconosceva in maniera totalizzante? Cosa sarà, in futuro, la mascolinità?
il 13 e il 14 novembre 2026
IL DONATORE
testo e regia Laura Sicignano
con Andrea Di Casa e Federica Carruba Toscano
produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
In una sera di pioggia una donna incinta bussa alla porta di un uomo che non aspettava nessuno. Imbarazzo, silenzi, parole sbagliate. Quale relazione li lega? Il donatore si svolge nell'arco di un pomeriggio, in uno spazio sospeso e provvisorio, attraversato dalla musica di una collezione di vinili. L’uomo ha donato il proprio seme molti anni prima, la donna è una delle figlie nate da quella scelta e ha deciso di cercarlo. Non per reclamare qualcosa, ma per interrogare la propria origine nel momento in cui sta per diventare madre. Il testo affronta il tema della donazione come gesto umano carico di conseguenze simboliche. Donare è stato un atto di generosità o di egoismo? È possibile aiutare senza assumersi responsabilità relazionali? Esiste davvero una separazione netta tra biologia e legame? Attraverso un dialogo serrato, ironico e a tratti conflittuale, Il donatore mette in crisi le categorie di padre, famiglia, verità e normalità, mostrando quanto siano fragili quando vengono attraversate dalle vite reali.La musica attraversa tutto il testo. I vinili - dal rock degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta fino alle sonorità più contemporanee - diventano il terreno su cui si misurano le epoche, le illusioni, le sconfitte e le eredità. La storia privata si allarga progressivamente a una riflessione collettiva: ogni generazione giudica la precedente, ogni generazione si sente tradita, eppure qualcosa resiste, si trasmette in forme impreviste.Al centro c'è una domanda radicale: cosa resta quando cade l'idea della famiglia tradizionale? Il donatore non offre risposte rassicuranti, ma apre uno spazio di complessità: è un testo che interroga il nostro presente, mettendo in scena la crisi delle figure tradizionali senza nostalgia, con ironia, ferocia e tenerezza. Un dialogo sull'origine, sulla verità e sul desiderio, che parla di genitorialità senza padri ideali e di figli che non cercano più un'autorità, ma una storia da poter raccontare e riscrivere.
il 27 novembre 2026
con Andrea Di Casa e Federica Carruba Toscano
produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
In una sera di pioggia una donna incinta bussa alla porta di un uomo che non aspettava nessuno. Imbarazzo, silenzi, parole sbagliate. Quale relazione li lega? Il donatore si svolge nell'arco di un pomeriggio, in uno spazio sospeso e provvisorio, attraversato dalla musica di una collezione di vinili. L’uomo ha donato il proprio seme molti anni prima, la donna è una delle figlie nate da quella scelta e ha deciso di cercarlo. Non per reclamare qualcosa, ma per interrogare la propria origine nel momento in cui sta per diventare madre. Il testo affronta il tema della donazione come gesto umano carico di conseguenze simboliche. Donare è stato un atto di generosità o di egoismo? È possibile aiutare senza assumersi responsabilità relazionali? Esiste davvero una separazione netta tra biologia e legame? Attraverso un dialogo serrato, ironico e a tratti conflittuale, Il donatore mette in crisi le categorie di padre, famiglia, verità e normalità, mostrando quanto siano fragili quando vengono attraversate dalle vite reali.La musica attraversa tutto il testo. I vinili - dal rock degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta fino alle sonorità più contemporanee - diventano il terreno su cui si misurano le epoche, le illusioni, le sconfitte e le eredità. La storia privata si allarga progressivamente a una riflessione collettiva: ogni generazione giudica la precedente, ogni generazione si sente tradita, eppure qualcosa resiste, si trasmette in forme impreviste.Al centro c'è una domanda radicale: cosa resta quando cade l'idea della famiglia tradizionale? Il donatore non offre risposte rassicuranti, ma apre uno spazio di complessità: è un testo che interroga il nostro presente, mettendo in scena la crisi delle figure tradizionali senza nostalgia, con ironia, ferocia e tenerezza. Un dialogo sull'origine, sulla verità e sul desiderio, che parla di genitorialità senza padri ideali e di figli che non cercano più un'autorità, ma una storia da poter raccontare e riscrivere.
il 27 novembre 2026
SINCOPATICA
di Greta Cappelletti e Valentina Cardinali con Valentina Cardinali e Lorenzo Attanasio
Un batterista e un’attrice. Meglio: un batterista e cinque personaggi per una carrellata di ritmi e maschere che raccontano ironicamente cinque volti diversi dell'essere una donna. Cinque volti contemporanei alle prese con il desiderio, i dubbi, la ricerca e le contraddizioni di una relazione.
Quelle di Sincopatica sono donne che si sentono fuori tempo: dalla single convinta alla neo-sposa, dall’insegnante di tecniche di corteggiamento alla giovane imprenditrice. Ognuna ci traghetta con leggerezza nella sua vita e nel suo ritmo, nonostante lo scorrere inevitabile del ticchettio di un orologio che vorrebbe andassero “a tempo”.
Apriamo con il rock: è la Single, chi ha fatto della totale indipendenza la propria bandiera. Subito seguita dalla Ragazza di Arezzo, imprenditrice di successo alla ricerca di una relazione a lungo termine. Poi, è il turno dell’anziana Maria Teresa Router: un’altra generazione di donna che, sul tempo di una marcia militare, ci spiega per punti come funziona la coppia. Arriva poi la Sposa, che ha raggiunto i propri obiettivi organizzativi tralasciando il sentimento.
Infine, troviamo Valentina. L’attrice si sveste di ogni personaggio per un’aperta confessione sul ruolo dell’amore (e di Tinder) nelle nostre vite. Un finale che invita a godere del nostro personalissimo ritmo di vita, permettendoci di sbagliare per andare completamente fuori tempo.
l’11 dicembre 2026
di Greta Cappelletti e Valentina Cardinali con Valentina Cardinali e Lorenzo Attanasio
Un batterista e un’attrice. Meglio: un batterista e cinque personaggi per una carrellata di ritmi e maschere che raccontano ironicamente cinque volti diversi dell'essere una donna. Cinque volti contemporanei alle prese con il desiderio, i dubbi, la ricerca e le contraddizioni di una relazione.
Quelle di Sincopatica sono donne che si sentono fuori tempo: dalla single convinta alla neo-sposa, dall’insegnante di tecniche di corteggiamento alla giovane imprenditrice. Ognuna ci traghetta con leggerezza nella sua vita e nel suo ritmo, nonostante lo scorrere inevitabile del ticchettio di un orologio che vorrebbe andassero “a tempo”.
Apriamo con il rock: è la Single, chi ha fatto della totale indipendenza la propria bandiera. Subito seguita dalla Ragazza di Arezzo, imprenditrice di successo alla ricerca di una relazione a lungo termine. Poi, è il turno dell’anziana Maria Teresa Router: un’altra generazione di donna che, sul tempo di una marcia militare, ci spiega per punti come funziona la coppia. Arriva poi la Sposa, che ha raggiunto i propri obiettivi organizzativi tralasciando il sentimento.
Infine, troviamo Valentina. L’attrice si sveste di ogni personaggio per un’aperta confessione sul ruolo dell’amore (e di Tinder) nelle nostre vite. Un finale che invita a godere del nostro personalissimo ritmo di vita, permettendoci di sbagliare per andare completamente fuori tempo.
l’11 dicembre 2026
BABYLON BRASSENS.
di e con Duperdu: Marta M. Marangoni e Fabio Wolf
musiche Georges Brassens
con le traduzioni dei Duper due con le traduzioni dell’Archivio internazionale di Nanni Svampa consulenza sull’opera di Brassens professoressa Mirella Conenna regia, spazio scenico, costumi, editing audio Marta M. Marangoni
primo spettatore Renato SartiAvreste mai pensato di sentir cantare Georges Brassens in russo, greco, giapponese o, addirittura, in latino? Brassens è il cantautore più tradotto al mondo, popolare in Francia quanto i Beatles in Gran Bretagna. Il suo stile inconfondibile, ironico e allo stesso tempo poetico, gli è valso nel 1967 il “Prix de Poésie” dell'Académie Française e, in Italia, il “Premio Tenco” per la canzone d’autore nel 1976. Di Brassens sono stati traduttori illustri Fabrizio De André, Enrico Médail, Fausto Amodei e Nanni Svampa, che ha avuto l’intuizione di tradurlo in dialetto milanese, trasportando la deformante ironia brassensiana dalle banlieues parigine alle periferie milanesi. È proprio lì che Svampa ha incontrato la coppia di cantautori milanesi, lanciandoli agli esordi e affidandogli l’apertura del famoso Il mio concerto per Brassens. In quell’occasione li ha battezzati “Duperdu” con un magistrale esercizio di traduzione dal nome originale “Duo perduto”.
In Babylon Brassens i Duperdu propongono pillole di questa sterminata produzione, scegliendo le versioni più insolite e sorprendenti: le trasposizioni spagnole cantate da Paco Ibáñez o le giapponesi di Higashino, le interpretazioni del russo Avanessov, gli arrangiamenti degli americani Asleep at the Wheel. Tra i brani, anche la traduzione in yiddish de Le gorille. Non mancheranno citazioni degli innumerevoli italiani che hanno tradotto nel loro dialetto e, naturalmente, le famosissime rivisitazioni svampiane. È previsto anche l’omaggio in lingua araba della giornalista italo-marocchina Rajae Bezzaz. I Duperdu arricchiscono questo straniante carosello con le personalissime versioni che hanno osato comporre, contagiati dal sacro fuoco della traduzione.
Per questo raffinato lavoro di adattamento, i Duperdu si sono avvalsi della supervisione di Mirella Conenna, già professoressa ordinaria di Lingua francese all’università “Aldo Moro” di Bari, specializzata in traduttologia e la maggiore esperta italiana di Georges Brassens, che ha contribuito alla diffusione della sua opera con pubblicazioni, organizzazione di convegni e conferenze in tutto il mondo.
Il lavoro è stato sviluppato dagli artisti anche durante un soggiorno a Sète, città natale di Brassens, dove hanno approfondito la sua opera al museo Espace Georges Brassens. Le traduzioni veicolano le tematiche universali di Brassens: la libertà, l'amicizia, la morte, il tempo, capaci di coinvolgere un pubblico internazionale e intergenerazionale.
dal 15 al 17 gennaio 2027
musiche Georges Brassens
con le traduzioni dei Duper due con le traduzioni dell’Archivio internazionale di Nanni Svampa consulenza sull’opera di Brassens professoressa Mirella Conenna regia, spazio scenico, costumi, editing audio Marta M. Marangoni
primo spettatore Renato SartiAvreste mai pensato di sentir cantare Georges Brassens in russo, greco, giapponese o, addirittura, in latino? Brassens è il cantautore più tradotto al mondo, popolare in Francia quanto i Beatles in Gran Bretagna. Il suo stile inconfondibile, ironico e allo stesso tempo poetico, gli è valso nel 1967 il “Prix de Poésie” dell'Académie Française e, in Italia, il “Premio Tenco” per la canzone d’autore nel 1976. Di Brassens sono stati traduttori illustri Fabrizio De André, Enrico Médail, Fausto Amodei e Nanni Svampa, che ha avuto l’intuizione di tradurlo in dialetto milanese, trasportando la deformante ironia brassensiana dalle banlieues parigine alle periferie milanesi. È proprio lì che Svampa ha incontrato la coppia di cantautori milanesi, lanciandoli agli esordi e affidandogli l’apertura del famoso Il mio concerto per Brassens. In quell’occasione li ha battezzati “Duperdu” con un magistrale esercizio di traduzione dal nome originale “Duo perduto”.
In Babylon Brassens i Duperdu propongono pillole di questa sterminata produzione, scegliendo le versioni più insolite e sorprendenti: le trasposizioni spagnole cantate da Paco Ibáñez o le giapponesi di Higashino, le interpretazioni del russo Avanessov, gli arrangiamenti degli americani Asleep at the Wheel. Tra i brani, anche la traduzione in yiddish de Le gorille. Non mancheranno citazioni degli innumerevoli italiani che hanno tradotto nel loro dialetto e, naturalmente, le famosissime rivisitazioni svampiane. È previsto anche l’omaggio in lingua araba della giornalista italo-marocchina Rajae Bezzaz. I Duperdu arricchiscono questo straniante carosello con le personalissime versioni che hanno osato comporre, contagiati dal sacro fuoco della traduzione.
Per questo raffinato lavoro di adattamento, i Duperdu si sono avvalsi della supervisione di Mirella Conenna, già professoressa ordinaria di Lingua francese all’università “Aldo Moro” di Bari, specializzata in traduttologia e la maggiore esperta italiana di Georges Brassens, che ha contribuito alla diffusione della sua opera con pubblicazioni, organizzazione di convegni e conferenze in tutto il mondo.
Il lavoro è stato sviluppato dagli artisti anche durante un soggiorno a Sète, città natale di Brassens, dove hanno approfondito la sua opera al museo Espace Georges Brassens. Le traduzioni veicolano le tematiche universali di Brassens: la libertà, l'amicizia, la morte, il tempo, capaci di coinvolgere un pubblico internazionale e intergenerazionale.
dal 15 al 17 gennaio 2027
UNA SORVEGLIATA MOLTO SPECIALE
di Stefania De Ruvo
con Barbara Bertato, Gregory Bonalumi, Denise Brambillasca
regia Valentina Sichetti
scenografia con opere di Armando Fettolini
produzione Compagnia Teatro Binario 7
Agata è preoccupata che la sorella Irene possa compiere un gesto estremo in risposta ai recenti cambiamenti nella sua vita: il marito l’ha lasciata, ha perso il lavoro e la casa. Così la persuade ad andare a stare da lei, convincendo il marito Giulio ad accoglierla. Nonostante la vita di coppia sia minacciata da incomprensioni continue, Agata riesce, per una volta, a ottenere l’attenzione del marito. La convivenza, però, si trasforma presto in una missione: sventare i possibili tentativi di suicidio di Irene, facendo di lei una “sorvegliata speciale”.
Ma è davvero Irene ad avere bisogno di aiuto?
Una commedia brillante che non si ferma mai, tra azione, scontri e colpi di scena.Note a cura della Compagnia Teatro Binario 7“Abbiamo scelto questo testo perché affronta tematiche accattivanti, che non sono quelle più classiche per una commedia: è stato interessante sperimentare e metterci in gioco portando in scena quella che resta comunque una commedia degli equivoci: corale, scandita da fitti scambi di battute, divertente e imprevedibile. Le scenografie sono state preparate appositamente per lo spettacolo dall’artista Armando Fettolini e quando saranno più in scena resteranno a impreziosire gli spazi del Binario 7”.
il 19 e il 20 febbraio 2027
con Barbara Bertato, Gregory Bonalumi, Denise Brambillasca
regia Valentina Sichetti
scenografia con opere di Armando Fettolini
produzione Compagnia Teatro Binario 7
Agata è preoccupata che la sorella Irene possa compiere un gesto estremo in risposta ai recenti cambiamenti nella sua vita: il marito l’ha lasciata, ha perso il lavoro e la casa. Così la persuade ad andare a stare da lei, convincendo il marito Giulio ad accoglierla. Nonostante la vita di coppia sia minacciata da incomprensioni continue, Agata riesce, per una volta, a ottenere l’attenzione del marito. La convivenza, però, si trasforma presto in una missione: sventare i possibili tentativi di suicidio di Irene, facendo di lei una “sorvegliata speciale”.
Ma è davvero Irene ad avere bisogno di aiuto?
Una commedia brillante che non si ferma mai, tra azione, scontri e colpi di scena.Note a cura della Compagnia Teatro Binario 7“Abbiamo scelto questo testo perché affronta tematiche accattivanti, che non sono quelle più classiche per una commedia: è stato interessante sperimentare e metterci in gioco portando in scena quella che resta comunque una commedia degli equivoci: corale, scandita da fitti scambi di battute, divertente e imprevedibile. Le scenografie sono state preparate appositamente per lo spettacolo dall’artista Armando Fettolini e quando saranno più in scena resteranno a impreziosire gli spazi del Binario 7”.
il 19 e il 20 febbraio 2027
LA BELLA LOTTA
drammaturgia Rodolfo Ciulla
regia Luigi Aquilino
con Denise Brambillasca, Eugenio Fea Bosia, Ilaria Longo, Valentina Sichetti
produzione Compagnia Caterpillar
con la collaborazione di Jonas Monza Brianza Onlus e Teatro Binario 7Lione, 1975. Un gruppo di donne e un prete si ritrovano al centro di un gesto destinato a lasciare un segno: l'occupazione della chiesa di Saint-Nizier, con l’obiettivo di ribellarsi alla violenza, allo stigma e all'indifferenza delle istituzioni.
Tra le mura di un luogo simbolico si intrecciano storie personali, paure, conflitti e speranze. Mentre fuori cresce la pressione delle istituzioni, all’interno prende forma una comunità inattesa, capace di trasformare la fragilità in resistenza.
Ispirato a una vicenda realmente accaduta, La Bella Lotta racconta il coraggio di chi decide di non restare in silenzio e la forza degli incontri che cambiano il corso della storia.
il 5 marzo 2027
regia Luigi Aquilino
con Denise Brambillasca, Eugenio Fea Bosia, Ilaria Longo, Valentina Sichetti
produzione Compagnia Caterpillar
con la collaborazione di Jonas Monza Brianza Onlus e Teatro Binario 7Lione, 1975. Un gruppo di donne e un prete si ritrovano al centro di un gesto destinato a lasciare un segno: l'occupazione della chiesa di Saint-Nizier, con l’obiettivo di ribellarsi alla violenza, allo stigma e all'indifferenza delle istituzioni.
Tra le mura di un luogo simbolico si intrecciano storie personali, paure, conflitti e speranze. Mentre fuori cresce la pressione delle istituzioni, all’interno prende forma una comunità inattesa, capace di trasformare la fragilità in resistenza.
Ispirato a una vicenda realmente accaduta, La Bella Lotta racconta il coraggio di chi decide di non restare in silenzio e la forza degli incontri che cambiano il corso della storia.
il 5 marzo 2027
LO STRONZO
di e con Andrea Lupo aiuto regia Giovanni Cordì suoni e musiche originali D.A.D.D. una produzione Teatro delle il sostegno di Regione Emilia - Romagna con il patrocinio di Amnesty International Italia
*spettacolo inserito nel festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente
È la sera del decimo anniversario di matrimonio di Luca e Lilli: la coppia è pronta per andare a festeggiare. Poi: una parola sbagliata, una reazione violenta. Lei sbatte la porta e scappa. A nulla servono le imprecazioni prima e le preghiere poi, per farle aprire quella maledetta porta e farla tornare. Luca non capisce, non si rende conto di quanta violenza metta quotidianamente da sempre nel suo rapporto con Lilli. Luca davanti a quella porta chiusa prova a capire, cerca una chiave che possa riaprire la sua relazione.
Al centro della scena troneggia un’enorme porta chiusa, volutamente anonima, a simboleggiare tutte le porte, mentali, sociali, culturali o reali che separano il maschile dal femminile.
Note di drammaturgia e regia
È la sera del decimo anniversario di matrimonio di Luca e Lilli: la coppia è pronta per andare a festeggiare. Poi: una parola sbagliata, una reazione violenta. Lei sbatte la porta e scappa. A nulla servono le imprecazioni prima e le preghiere poi, per farle aprire quella maledetta porta e farla tornare. Luca non capisce, non si rende conto di quanta violenza metta quotidianamente da sempre nel suo rapporto con Lilli. Luca davanti a quella porta chiusa prova a capire, cerca una chiave che possa riaprire la sua relazione.
Al centro della scena troneggia un’enorme porta chiusa, volutamente anonima, a simboleggiare tutte le porte, mentali, sociali, culturali o reali che separano il maschile dal femminile.
Note di drammaturgia e regia
Cosa può portare un uomo a commettere atti di atroce violenza su una donna? Da dove arriva questa aggressività incontrollabile che, la maggior parte delle volte, si sfoga proprio tra le mura domestiche, sulle persone più vicine, sulle mogli, sulle compagne, sulle figlie? I numerosissimi fatti di cronaca dai quali siamo ormai assediati sono tanto atroci quanto apparentemente inspiegabili. Uno dei fattori che più frequentemente hanno in comune questi episodi di estrema violenza è il racconto dei conoscenti, degli amici, dei parenti: da tanti l’uomo violento viene descritto come una bravissima persona: come uno “che mai e poi mai ha fatto del male a nessuno”, “un bravo papà”, “un bravo marito”, uno “normalissimo”. Questa ricorrente “inspiegabilità” dei fatti evoca un altrove psicologico e culturale, che ho cercato di raggiungere e individuare attraverso un lungo percorso di ricerca e documentazione. Più leggevo, più studiavo, più incontravo e mi confrontavo con altre persone, più cresceva la mia curiosità: dove trova terreno fertile quella rabbia incontrollabile, quella violenza terrificante? Cosa fa di un uomo un uomo? È questa la domanda che mi ha accompagnato per mesi e mesi e alla quale non ho mai avuto la presunzione di dare risposta. Mi è però servita come fune sulla quale arrischiare un precario equilibrio narrativo e drammaturgico. E allora: quali sono i pensieri, le reazioni e i comportamenti che comunemente vengono etichettati come maschili? Lo sono davvero? Luca sceglie la violenza e l’aggressività. Sceglie di non capire, di non scegliere. E lascia che il suo essere maschio per esser maschio, ancora una volta, abbia bisogno di opporsi fino allo schiacciare e fino al distruggere il suo opposto, l’essere femmina. E questo rappresenta una sconfitta per ognuno di noi e una vergogna per ogni uomo. Mi piacerebbe che, usciti dal teatro, gli uomini ripensassero a tutti quei piccoli gesti quotidiani in cui il loro essere e sentirsi uomini prevede in qualche modo l’umiliazione o l’oppressione dell’essere femmina. E mi piacerebbe che le donne, uscendo da teatro, riconoscessero di essere ferite un poco ogni giorno e scegliessero di non lo permettessero più a nessuno. Andrea Lupo
il 19 marzo 2027
il 19 marzo 2027
BABY BLUES
testo e regia Chiara Boscaro
con Chiara Claudi
un progetto di La Confraternita Del Chianti
produzione Associazione Interdisciplinare Delle Arti con il contributo del MIC - Ministero della Culturasi ringraziano Cristina Pirovano, Le Belle Arti Aps, Libero Territorio Bororo, Spazio Simurgh
Baby Blues è un monologo, o forse un dialogo muto, o forse un dialogo vero e proprio. Baby Blues è un concerto, o forse la ricerca di un posto dove cantare, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una lunga notte insonne, in una Roma un po’ noir e un po’ vintage, tra velluti e mozziconi di sigarette.
C’è una cantante che cerca un lavoro, ci sono un sacco di porte sbattute in faccia, ci sono uomini che non dicono niente e c’è una baby sitter a casa con la bambina, o forse no, forse la bambina è sul sedile di dietro.
C’è tanta musica, di quella che si sente a notte tarda nei locali del centro, di quella che accarezza i cuori spezzati, di quella che ti calpesta con i tacchi a spillo e poi ti sputa in un vicolo che sa di piscio.
il 2 e il 3 aprile 2027
con Chiara Claudi
un progetto di La Confraternita Del Chianti
produzione Associazione Interdisciplinare Delle Arti con il contributo del MIC - Ministero della Culturasi ringraziano Cristina Pirovano, Le Belle Arti Aps, Libero Territorio Bororo, Spazio Simurgh
Baby Blues è un monologo, o forse un dialogo muto, o forse un dialogo vero e proprio. Baby Blues è un concerto, o forse la ricerca di un posto dove cantare, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una lunga notte insonne, in una Roma un po’ noir e un po’ vintage, tra velluti e mozziconi di sigarette.
C’è una cantante che cerca un lavoro, ci sono un sacco di porte sbattute in faccia, ci sono uomini che non dicono niente e c’è una baby sitter a casa con la bambina, o forse no, forse la bambina è sul sedile di dietro.
C’è tanta musica, di quella che si sente a notte tarda nei locali del centro, di quella che accarezza i cuori spezzati, di quella che ti calpesta con i tacchi a spillo e poi ti sputa in un vicolo che sa di piscio.
il 2 e il 3 aprile 2027
SECONDO AMLETO
con Alejandro Bonn, Davide Rossi, Giacomo Tamburini e Veronica Dariol
progetto drammaturgico a cura di Davide Rossi
regia Alejandro Bonn
produzione Artifragili e Bonawentura
realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia - Giulia
Una famiglia di circensi è nel bel mezzo della preparazione del loro prossimo spettacolo quando, per via di un’incomprensione con l’organizzazione del teatro, si ritrova il pubblico in sala. Lo spettacolo non è ancora pronto e Amleto, il clown protagonista, non si è ancora presentato alla prova. Cosa fare dunque? I clown Orazio, Claudio e Ofelia sono costretti a cominciare il loro show incompleto e raffazzonato, che viene continuamente interrotto da eventi della loro vita privata. I tre proveranno a tenere duro, ognuno cercando di realizzare il proprio numero.
Ce la farà Ofelia a battere il record mondiale di hula hoop? E Claudio riuscirà nella straordinaria impresa del salto mortale dentro al cerchio infuocato? Riuscirà Orazio ad emulare il celebre numero di escapologia che portò alla morte del celebre Houdini*? (*nota biografica non confermata). Ancora non sanno che Amleto sta arrivando, e non porterà buone notizie.
Note
progetto drammaturgico a cura di Davide Rossi
regia Alejandro Bonn
produzione Artifragili e Bonawentura
realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia - Giulia
Una famiglia di circensi è nel bel mezzo della preparazione del loro prossimo spettacolo quando, per via di un’incomprensione con l’organizzazione del teatro, si ritrova il pubblico in sala. Lo spettacolo non è ancora pronto e Amleto, il clown protagonista, non si è ancora presentato alla prova. Cosa fare dunque? I clown Orazio, Claudio e Ofelia sono costretti a cominciare il loro show incompleto e raffazzonato, che viene continuamente interrotto da eventi della loro vita privata. I tre proveranno a tenere duro, ognuno cercando di realizzare il proprio numero.
Ce la farà Ofelia a battere il record mondiale di hula hoop? E Claudio riuscirà nella straordinaria impresa del salto mortale dentro al cerchio infuocato? Riuscirà Orazio ad emulare il celebre numero di escapologia che portò alla morte del celebre Houdini*? (*nota biografica non confermata). Ancora non sanno che Amleto sta arrivando, e non porterà buone notizie.
Note
Dopo il successo di Secondo Riccardo, riscrittura dello shakespeariano Riccardo II, ci misuriamo nuovamente con il Bardo, questa volta cercando di capire cosa ancora non sia stato detto su Amleto. Come affrontare dunque questo mostro del teatro senza finire nel baratro, dal momento che tutto è già stato detto e scritto sul principe di Danimarca - in numerose messe in scena, riscritture, saggi critici, eccetera? Abbiamo affrontato la vicenda provando ad intuire ed esplicitare quei pensieri che non sono stati scritti, così come i dubbi dei nostri quattro personaggi chiave: Amleto, Claudio, Ofelia e Orazio. Questi sono diventati per noi dei “totem” tematici che, nella loro inadeguatezza alla vita, rispecchiano le fragilità di ognuno di noi. E l’Amleto originale? Anche noi lo prendiamo a pugni, lo scuotiamo, lo demoliamo. E, lo sappiamo: non è niente di originale. Ma forse se lo merita.
TERRA
Buona Musica! Con il consueto augurio ed auspicio sono lieto di presentare la nuova stagione dei concerti al Teatro Binario 7, per me la sesta di direzione artistica, che affronto con un sempre rinnovato impegno ed entusiasmo derivati dalla fiducia accordatami dalla direzione del teatro e dall’apprezzamento del pubblico, che ha premiato con presenze sempre crescenti le scelte artistiche. Scelte artistiche che sono connotate da originalità e che offrono serate musicali di assoluta particolarità. Ancor più quest’anno, con una varietà che mi auguro sorprenderà piacevolmente il nostro ormai fidelizzato pubblico.
I concerti saranno otto a scadenza mensile e manterranno l’impostazione tematica che li ha contraddistinti, con un’apertura a generi diversi e non strettamente “classici”, ma sempre all’insegna della qualità artistica.
L’apertura sarà imponente con un omaggio al genio di Manuel de Falla, in occasione dei 150 anni dalla nascita: l’Ensemble Duomo, due ballerine di flamenco e una mezzosoprano mostreranno a tutto tondo la figura di questo grande musicista.
L’appuntamento di novembre, in collaborazione con il festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, offrirà un singolare abbinamento tra le stupende creazioni con la sabbia di Eka, vera regina della sand art in Italia, e i brani musicali di un duo di arpe, con una suggestione particolare che nasce dall’unione di più espressioni artistiche.
Cuartet, con la partecipazione di due ballerini di tango, mostrerà l’evoluzione della musica argentina del primo Novecento sino alla “rivoluzione” di Astor Piazzolla. A seguire il concerto di Natale proposto da Mirum Musicis Ensemble, che ci farà scoprire singolari sinergie tra la musica barocca francese e la musica cinese - e il guzheng, antico strumento musicale tradizionale cinese a corde pizzicate, tra le mani di Xiaoyu Zhao assume sonorità impensabili.
Dopo il concerto di gennaio, che conferma la collaborazione con il Ministero degli Esteri Austriaco con la presenza di illustri musicisti austriaci, in febbraio celebreremo le diverse anime di Ennio Morricone con l’Ensemble Duomo.
Con la proposta di “Abbinamenti sonori particolari” tra arpa, chitarra elettrica, flauto e violino e il ritorno a grande richiesta di Classic & Jazz, che porterà sul palco del Binario 7 rivisitazioni di Bach, Bacharach e dei Beatles, si chiuderà una stagione ricca di emozioni in musica che spero nuovamente di condividere con molti di voi.
Roberto Porronidirettore artistico della stagione musicale Terra
TERRA
TERRA
Buona Musica! Con il consueto augurio ed auspicio sono lieto di presentare la nuova stagione dei concerti al Teatro Binario 7, per me la sesta di direzione artistica, che affronto con un sempre rinnovato impegno ed entusiasmo derivati dalla fiducia accordatami dalla direzione del teatro e dall’apprezzamento del pubblico, che ha premiato con presenze sempre crescenti le scelte artistiche. Scelte artistiche che sono connotate da originalità e che offrono serate musicali di assoluta particolarità. Ancor più quest’anno, con una varietà che mi auguro sorprenderà piacevolmente il nostro ormai fidelizzato pubblico.
I concerti saranno otto a scadenza mensile e manterranno l’impostazione tematica che li ha contraddistinti, con un’apertura a generi diversi e non strettamente “classici”, ma sempre all’insegna della qualità artistica.
L’apertura sarà imponente con un omaggio al genio di Manuel de Falla, in occasione dei 150 anni dalla nascita: l’Ensemble Duomo, due ballerine di flamenco e una mezzosoprano mostreranno a tutto tondo la figura di questo grande musicista.
L’appuntamento di novembre, in collaborazione con il festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, offrirà un singolare abbinamento tra le stupende creazioni con la sabbia di Eka, vera regina della sand art in Italia, e i brani musicali di un duo di arpe, con una suggestione particolare che nasce dall’unione di più espressioni artistiche.
Cuartet, con la partecipazione di due ballerini di tango, mostrerà l’evoluzione della musica argentina del primo Novecento sino alla “rivoluzione” di Astor Piazzolla. A seguire il concerto di Natale proposto da Mirum Musicis Ensemble, che ci farà scoprire singolari sinergie tra la musica barocca francese e la musica cinese - e il guzheng, antico strumento musicale tradizionale cinese a corde pizzicate, tra le mani di Xiaoyu Zhao assume sonorità impensabili.
Dopo il concerto di gennaio, che conferma la collaborazione con il Ministero degli Esteri Austriaco con la presenza di illustri musicisti austriaci, in febbraio celebreremo le diverse anime di Ennio Morricone con l’Ensemble Duomo.
Con la proposta di “Abbinamenti sonori particolari” tra arpa, chitarra elettrica, flauto e violino e il ritorno a grande richiesta di Classic & Jazz, che porterà sul palco del Binario 7 rivisitazioni di Bach, Bacharach e dei Beatles, si chiuderà una stagione ricca di emozioni in musica che spero nuovamente di condividere con molti di voi.
Roberto Porronidirettore artistico della stagione musicale Terra
TERRA
direzione artistica Roberto Porroni
il 17 ottobre 2026
OMAGGIO A MANUEL DE FALLA: 150 ANNI DALLA NASCITA
OMAGGIO A MANUEL DE FALLA: 150 ANNI DALLA NASCITA
La Spagna: musica, canto, danza
con Ensemble Duomo Roberto Porroni, chitarra
Pier Filippo Barbano, flauto
Yoko Morymio, violino
Antonio Leofreddi, viola
Marcella Schiavelli, violoncello
Marta Miccoli, mezzosoprano
e con Silvia Munõz Romero e Sofia Moltedo, ballerine di flamenco
coreografie Mara Terzi
Un omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con il capolavoro El amor brujo (“L’amore stregone”) nella versione per ensemble e ballerine di Roberto Porroni realizzata appositamente per questo concerto, con la rarissima esecuzione di Psiché per mezzosoprano e ensemble, l’Homenaje à Debussy, unica sua opera per chitarra, e con le Siete canciones populares españolas, vero viaggio musicale nelle varie regioni e culture della Spagna.
il 14 novembre 2026
MUSICA E… CREAZIONI DI SABBIA
con Ensemble Duomo Roberto Porroni, chitarra
Pier Filippo Barbano, flauto
Yoko Morymio, violino
Antonio Leofreddi, viola
Marcella Schiavelli, violoncello
Marta Miccoli, mezzosoprano
e con Silvia Munõz Romero e Sofia Moltedo, ballerine di flamenco
coreografie Mara Terzi
Un omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con il capolavoro El amor brujo (“L’amore stregone”) nella versione per ensemble e ballerine di Roberto Porroni realizzata appositamente per questo concerto, con la rarissima esecuzione di Psiché per mezzosoprano e ensemble, l’Homenaje à Debussy, unica sua opera per chitarra, e con le Siete canciones populares españolas, vero viaggio musicale nelle varie regioni e culture della Spagna.
il 14 novembre 2026
MUSICA E… CREAZIONI DI SABBIA
Concerto multimediale
con Duo di Arpe: Marta Pettoni e Elena Piva
e con Erica Abelardo, sand artist
*concerto inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente
Un concerto unico, per la rinnovata collaborazione con il festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, con tre straordinarie artiste. Le stupende creazioni con la sabbia di Eka, vera regina della sand artist in Italia, commenteranno i brani musicali con una suggestione particolare che nasce dall’unione di più espressioni artistiche.
il 28 novembre 2026
ARGENTINA IN MUSICA
con CuartetRoberto Porroni, chitarra
Adalberto Ferrari, clarinetto e C melody
Marija Drincic, violoncello
Marco Ricci, contrabbasso
e con Laura Borromeo e Roberto Orru, ballerini di tango
Astor Piazzolla ha segnato in modo indelebile l’evoluzione del tango argentino verso una dimensione non strettamente legata alla danza, sensibile alle sollecitazioni del jazz e della tradizione classica di origine europea. Precursori della grande stagione novecentesca della musica argentina furono Osvaldo Pugliese e Anibal Troilo, qui presenti con due opere che guardano già nella direzione poi intrapresa da Piazzolla. Ma la musica argentina diede anche frutti rilevanti non legati al tango come testimoniano le intense e struggenti pagine “liederistiche” di Ginastera e Guastavino.
il 19 dicembre 2026
CONCERTO DI NATALE.
con Duo di Arpe: Marta Pettoni e Elena Piva
e con Erica Abelardo, sand artist
*concerto inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente
Un concerto unico, per la rinnovata collaborazione con il festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, con tre straordinarie artiste. Le stupende creazioni con la sabbia di Eka, vera regina della sand artist in Italia, commenteranno i brani musicali con una suggestione particolare che nasce dall’unione di più espressioni artistiche.
il 28 novembre 2026
ARGENTINA IN MUSICA
con CuartetRoberto Porroni, chitarra
Adalberto Ferrari, clarinetto e C melody
Marija Drincic, violoncello
Marco Ricci, contrabbasso
e con Laura Borromeo e Roberto Orru, ballerini di tango
Astor Piazzolla ha segnato in modo indelebile l’evoluzione del tango argentino verso una dimensione non strettamente legata alla danza, sensibile alle sollecitazioni del jazz e della tradizione classica di origine europea. Precursori della grande stagione novecentesca della musica argentina furono Osvaldo Pugliese e Anibal Troilo, qui presenti con due opere che guardano già nella direzione poi intrapresa da Piazzolla. Ma la musica argentina diede anche frutti rilevanti non legati al tango come testimoniano le intense e struggenti pagine “liederistiche” di Ginastera e Guastavino.
il 19 dicembre 2026
CONCERTO DI NATALE.
Magie barocche tra Francia e musica cinese
con Mirum Musicis Ensemble
Xiaoyu Zhao, gu zheng
Luca Taccardi, viola da gamba
Eva Carazzolo, clavicembalo
Concerto di melodie della tradizione cinese accostate al gusto esotico delle musiche di Couperin, Marais e di altri compositori francesi del XVIII Secolo. Nell'epoca di Luigi XIV, l'incontro tra l'Oriente e l'Occidente trovò il suo culmine nella musica grazie all'affascinante eredità dei missionari gesuiti. Il guzheng è uno strumento musicale tradizionale cinese a corde con una storia di oltre 2.500 anni. Originario dell'antica Cina, durante le dinastie Tang e Song, divenne uno strumento di corte prestigioso ed era insegnato nelle scuole imperiali. È un simbolo della ricca tradizione musicale cinese.
il 30 gennaio 2026
AUSTRIA IN MUSICA
in collaborazione con il Forum austriaco di cultura a Milano e il Ministero degli Affari esteri austriaco
Programma in definizione
13 febbraio 2027
con Mirum Musicis Ensemble
Xiaoyu Zhao, gu zheng
Luca Taccardi, viola da gamba
Eva Carazzolo, clavicembalo
Concerto di melodie della tradizione cinese accostate al gusto esotico delle musiche di Couperin, Marais e di altri compositori francesi del XVIII Secolo. Nell'epoca di Luigi XIV, l'incontro tra l'Oriente e l'Occidente trovò il suo culmine nella musica grazie all'affascinante eredità dei missionari gesuiti. Il guzheng è uno strumento musicale tradizionale cinese a corde con una storia di oltre 2.500 anni. Originario dell'antica Cina, durante le dinastie Tang e Song, divenne uno strumento di corte prestigioso ed era insegnato nelle scuole imperiali. È un simbolo della ricca tradizione musicale cinese.
il 30 gennaio 2026
AUSTRIA IN MUSICA
in collaborazione con il Forum austriaco di cultura a Milano e il Ministero degli Affari esteri austriaco
Programma in definizione
13 febbraio 2027
ASPETTANDO I 100: LA LEGGENDA DI ENNIO MORRICONE
con Ensemble Duomo
Roberto Porroni, chitarra
Pier Filippo Barbano, flauto
Yoko Morymio, violino
Antonio Leofreddi, viola
Marcella Schiavelli, violoncello
Ricordiamo il centenario della nascita del grande genio di Ennio Morricone con un concerto che presenterà pagine poco note ma di alta qualità artistica tratte dal suo variegato mondo delle colonne sonore accanto a brani di musica “assoluta”, il versante delle sue composizioni cosiddette “colte” il maestro romano teneva moltissimo e che non abbandonò mai nel corso di tutta la sua attività creativa.
il 13 marzo 2027
Roberto Porroni, chitarra
Pier Filippo Barbano, flauto
Yoko Morymio, violino
Antonio Leofreddi, viola
Marcella Schiavelli, violoncello
Ricordiamo il centenario della nascita del grande genio di Ennio Morricone con un concerto che presenterà pagine poco note ma di alta qualità artistica tratte dal suo variegato mondo delle colonne sonore accanto a brani di musica “assoluta”, il versante delle sue composizioni cosiddette “colte” il maestro romano teneva moltissimo e che non abbandonò mai nel corso di tutta la sua attività creativa.
il 13 marzo 2027
ABBINAMENTI SONORI PARTICOLARI
con FlashBach Duo
Keiko Yoshida, violino
Giovanni Crola, flauto
e con String Fields Duo
Francesca Virgilio, arpa
Matteo Canali, chitarra elettrica
Programma in definizione
il 3 aprile 2027
3B: BACH, BACHARACH, BEATLES
con Classic&Jazz
Max De Aloe, armonica cromatica
Roberto Porroni, chitarra
Tommy Bradascio, batteria
Torna a grande richiesta Classic&Jazz, formato da musicisti di diversa estrazione in singolare accostamento strumentale, un trio che unisce dimensione classica e jazz della musica. Il programma esplora in modo raffinato il Barocco rivisitato del sommo Johann Sebastian, alcune delle iconiche pagine della musica americana del Novecento di Burt Bacharach, con le sue stupende colonne sonore, e con un tributo finale alla canzone d’autore britannica dei grandi Beatles.
TEATRO+TEMPO FAMIGLIE
Il Teatro Binario 7 è lieto di presentare la rassegna teatrale 2026/2027 dedicata alla famiglie: un cartellone pensato per restituire, ai bambini e alle bambine, il tempo. Tempo per stupirsi e meravigliarsi, tempo per l’ascolto di storie diverse dalle proprie e tempo per immaginare nuovi mondi possibili. Tempo per partecipare, insieme alla propria e alle altre famiglie, a un momento in cui emozionarsi, divertirsi, giocare, conoscere gli altri e quindi anche un po’ più sé stessi.
Quest’anno il cartellone partirà domenica 18 ottobre con la rilettura di Alice nel Paese delle meraviglie - spettacolo pluripremiato al Festival EuroPuppet 2022 - in cui la fantasia porta Alice lontano, quasi a ricordare che l’immaginazione può essere il motore di ogni possibilità.
Per Halloween il musical Una scuola da brividi mostrerà, tra balli e canzoni, come eliminare i pregiudizi e collaborare con gli altri siano il modo migliore per superare le difficoltà, mentre Viola e il blu, inserito anche nella programmazione del festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, mostrerà ai bambini e alle bambine come ognuno abbia il diritto di scegliere la strada che più gli appartiene.
Tanti i titoli di storie classiche: da Moby Dick, per esplorare la grandezza della natura e il senso del coraggio, a L’ombra di Peter Pan, per imparare ad affrontare le paure e a crescere, senza però dimenticarsi dell’importanza del gioco.
Il nostro augurio è che la magia del teatro non si esaurisca in sala, ma che i bambini e le bambine possano portare con sé, ogni volta, nuovi stimoli alla propria fantasia.
Caterina Mariani e tutto il Teatro Binario 7
TEATRO + TEMPO FAMIGLIE
il 18 ottobre 2026
con FlashBach Duo
Keiko Yoshida, violino
Giovanni Crola, flauto
e con String Fields Duo
Francesca Virgilio, arpa
Matteo Canali, chitarra elettrica
Programma in definizione
il 3 aprile 2027
3B: BACH, BACHARACH, BEATLES
con Classic&Jazz
Max De Aloe, armonica cromatica
Roberto Porroni, chitarra
Tommy Bradascio, batteria
Torna a grande richiesta Classic&Jazz, formato da musicisti di diversa estrazione in singolare accostamento strumentale, un trio che unisce dimensione classica e jazz della musica. Il programma esplora in modo raffinato il Barocco rivisitato del sommo Johann Sebastian, alcune delle iconiche pagine della musica americana del Novecento di Burt Bacharach, con le sue stupende colonne sonore, e con un tributo finale alla canzone d’autore britannica dei grandi Beatles.
TEATRO+TEMPO FAMIGLIE
Il Teatro Binario 7 è lieto di presentare la rassegna teatrale 2026/2027 dedicata alla famiglie: un cartellone pensato per restituire, ai bambini e alle bambine, il tempo. Tempo per stupirsi e meravigliarsi, tempo per l’ascolto di storie diverse dalle proprie e tempo per immaginare nuovi mondi possibili. Tempo per partecipare, insieme alla propria e alle altre famiglie, a un momento in cui emozionarsi, divertirsi, giocare, conoscere gli altri e quindi anche un po’ più sé stessi.
Quest’anno il cartellone partirà domenica 18 ottobre con la rilettura di Alice nel Paese delle meraviglie - spettacolo pluripremiato al Festival EuroPuppet 2022 - in cui la fantasia porta Alice lontano, quasi a ricordare che l’immaginazione può essere il motore di ogni possibilità.
Per Halloween il musical Una scuola da brividi mostrerà, tra balli e canzoni, come eliminare i pregiudizi e collaborare con gli altri siano il modo migliore per superare le difficoltà, mentre Viola e il blu, inserito anche nella programmazione del festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente, mostrerà ai bambini e alle bambine come ognuno abbia il diritto di scegliere la strada che più gli appartiene.
Tanti i titoli di storie classiche: da Moby Dick, per esplorare la grandezza della natura e il senso del coraggio, a L’ombra di Peter Pan, per imparare ad affrontare le paure e a crescere, senza però dimenticarsi dell’importanza del gioco.
Il nostro augurio è che la magia del teatro non si esaurisca in sala, ma che i bambini e le bambine possano portare con sé, ogni volta, nuovi stimoli alla propria fantasia.
Caterina Mariani e tutto il Teatro Binario 7
TEATRO + TEMPO FAMIGLIE
il 18 ottobre 2026
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
testo Enrico Saretta regia Paolo Bergamo con Barbara Scalco, Davide Lazzaretto, Marco Mattiazzo e Guido Sciarroni scenografia Damiano Zanchetta e Daniel Maculan costumi Caterina Riccomini disegno luci Davide Stocchero selezione musiche Paolo Bergamo e Marco Mattiazzo
produzione Gruppo Panta Rei
*Premio miglior spettacolo al Festival Europuppet 2022durata: 55 minuti età consigliata dai 4 anni
Cosa si fa quando si vede un coniglio bianco con il panciotto sfrecciare su un prato consultando un orologio da taschino? Lo si segue, naturalmente. Comincia così l’avventura di Alice in un bizzarro mondo popolato da animali parlanti e regine irose, disseminato di fiori strampalati e dove è sempre l’ora del tè. Alice è una bimba come tante, ma al contempo è un’eroina. Abbandona il noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio fin giù nelle viscere della terra. Ma la sua discesa è un lento passaggio dal mondo del reale a un mondo fantastico: a un Paese delle Meraviglie.
La nostra Alice adesso è cresciuta, è ormai sicura di sé e ha voglia di diventare grande. Sempre più di rado ritorna nel Paese delle Meraviglie, che senza di lei rischia di scomparire. Anche i suoi abitanti sono in pericolo, soprattutto il Bianconiglio, il Gatto e quel matto del Cappellaio. Riuscirà la nostra Alice a ritrovare la gioia di meravigliarsi come un tempo? A rituffarsi in quel fantastico mondo dove i sogni si toccano con le dita?
In una scenografia in continua trasformazione, seguiremo Alice immergersi in un mondo onirico, popolato da strani personaggi e caratterizzato da repentini e inaspettati cambi di situazione, con giochi di parole e percorsi mentali ai limiti dell’assurdo. È la fantasia che porta Alice lontano, quasi a ricordare a noi tutti che l’immaginazione può essere il motore di ogni possibilità, che attraverso il sogno si possono vivere avventure straordinarie, fino a farle sembrare quasi realtà.
*Premio miglior spettacolo al Festival Europuppet 2022durata: 55 minuti età consigliata dai 4 anni
Cosa si fa quando si vede un coniglio bianco con il panciotto sfrecciare su un prato consultando un orologio da taschino? Lo si segue, naturalmente. Comincia così l’avventura di Alice in un bizzarro mondo popolato da animali parlanti e regine irose, disseminato di fiori strampalati e dove è sempre l’ora del tè. Alice è una bimba come tante, ma al contempo è un’eroina. Abbandona il noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio fin giù nelle viscere della terra. Ma la sua discesa è un lento passaggio dal mondo del reale a un mondo fantastico: a un Paese delle Meraviglie.
La nostra Alice adesso è cresciuta, è ormai sicura di sé e ha voglia di diventare grande. Sempre più di rado ritorna nel Paese delle Meraviglie, che senza di lei rischia di scomparire. Anche i suoi abitanti sono in pericolo, soprattutto il Bianconiglio, il Gatto e quel matto del Cappellaio. Riuscirà la nostra Alice a ritrovare la gioia di meravigliarsi come un tempo? A rituffarsi in quel fantastico mondo dove i sogni si toccano con le dita?
In una scenografia in continua trasformazione, seguiremo Alice immergersi in un mondo onirico, popolato da strani personaggi e caratterizzato da repentini e inaspettati cambi di situazione, con giochi di parole e percorsi mentali ai limiti dell’assurdo. È la fantasia che porta Alice lontano, quasi a ricordare a noi tutti che l’immaginazione può essere il motore di ogni possibilità, che attraverso il sogno si possono vivere avventure straordinarie, fino a farle sembrare quasi realtà.
il primo novembre 2026
UNA SCUOLA DA BRIVIDI
scritto da Denes Gioia e Caterina Soccini
una produzione SOIA Spettacoli
età consigliata: dai 5 ai 10 anni durata: 60 minuti
Vi siete mai chiesti come si diventa eroi? In un mondo lontano esiste una scuola che prepara i bambini a diventare i protagonisti delle fiabe: sia buoni, sia cattivi. Ma se un giorno uno scienziato riuscisse a rubare tutta la magia, esisterebbero ancora buoni e cattivi?
I nostri protagonisti devono unire le forze per poter salvare la loro scuola e capiranno così che la divisione che esiste tra loro fin dall' alba dei tempi in realtà non è altro che uno sciocco pregiudizio: che non esistono buoni e cattivi, ma soltanto gli eroi delle fiabe.
il 29 novembre 2026
una produzione SOIA Spettacoli
età consigliata: dai 5 ai 10 anni durata: 60 minuti
Vi siete mai chiesti come si diventa eroi? In un mondo lontano esiste una scuola che prepara i bambini a diventare i protagonisti delle fiabe: sia buoni, sia cattivi. Ma se un giorno uno scienziato riuscisse a rubare tutta la magia, esisterebbero ancora buoni e cattivi?
I nostri protagonisti devono unire le forze per poter salvare la loro scuola e capiranno così che la divisione che esiste tra loro fin dall' alba dei tempi in realtà non è altro che uno sciocco pregiudizio: che non esistono buoni e cattivi, ma soltanto gli eroi delle fiabe.
il 29 novembre 2026
VIOLA E IL BLU
tratto dall’omonimo libro di Matteo Bussola drammaturgia Matteo Bussola e Paola Barbato con Stefano Colli e Bianca Ferrarini regia Lucia Messina produzione Fondazione AIDA Ets*spettacolo inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente
“Tu puoi andare dove vuoi, Viola. Solo, devi mettere in conto che, a volte, qualcuno si sentirà in diritto di dirti che hai sbagliato strada. O che quel posto non ti spetta. Ma tu non glielo devi permettere mai.”
Il primo libro per ragazzi dello scrittore Matteo Bussola diventa anche la sua prima trasposizione teatrale. Protagonista della storia è Viola, una bambina che gioca a calcio, sfreccia in monopattino e ama vestirsi di blu. Viola i colori li scrive tutti con la maiuscola, perché per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma non tutti sono d’accordo, specialmente gli adulti. Tanti pensano che esistano cose “da maschi” e cose “da femmine”, ma Viola questo fatto non l’ha mai capito bene. Così un giorno decide di chiedere al suo papà, che di lavoro fa il pittore e di colori se ne intende.
È maggio, un venerdì pomeriggio, il cielo è azzurrissimo e macchiato di nuvole bianche, il papà è in giardino che cura le genziane. Le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu. Però ai fiori, per fortuna, nessuno dice niente.
il 13 dicembre 2026
Il primo libro per ragazzi dello scrittore Matteo Bussola diventa anche la sua prima trasposizione teatrale. Protagonista della storia è Viola, una bambina che gioca a calcio, sfreccia in monopattino e ama vestirsi di blu. Viola i colori li scrive tutti con la maiuscola, perché per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma non tutti sono d’accordo, specialmente gli adulti. Tanti pensano che esistano cose “da maschi” e cose “da femmine”, ma Viola questo fatto non l’ha mai capito bene. Così un giorno decide di chiedere al suo papà, che di lavoro fa il pittore e di colori se ne intende.
È maggio, un venerdì pomeriggio, il cielo è azzurrissimo e macchiato di nuvole bianche, il papà è in giardino che cura le genziane. Le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu. Però ai fiori, per fortuna, nessuno dice niente.
il 13 dicembre 2026
PANDIZENZERO.
Storie dolci di Natale
messa in scena a cura di Aurelia Pini
con Benedetta Brambilla e Marta Mungo
oggetti a cura del Laboratorio Teatro del Buratto produzione Teatro del Buratto
età consigliata: dai 3 ai 7 anni durata: 50 minuti
Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, aspettano - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, come finestrelle di un breve calendario dell’avvento, aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Benedetta e Marta racconteranno le storie che ogni casa custodisce: quella del signor Muz e del suo cappello, della stella che non ha per il suo albero di Natale. La storia di Zahi, un bambino che viene da lontano e che non ha una casa: il suo desiderio è possedere una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che era un bambino ma che poi - beh: non possiamo raccontare tutto. Bisogna aspettare e nell’attesa, cominciare a sognare.
il 31 gennaio 2027
messa in scena a cura di Aurelia Pini
con Benedetta Brambilla e Marta Mungo
oggetti a cura del Laboratorio Teatro del Buratto produzione Teatro del Buratto
età consigliata: dai 3 ai 7 anni durata: 50 minuti
Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, aspettano - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, come finestrelle di un breve calendario dell’avvento, aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Benedetta e Marta racconteranno le storie che ogni casa custodisce: quella del signor Muz e del suo cappello, della stella che non ha per il suo albero di Natale. La storia di Zahi, un bambino che viene da lontano e che non ha una casa: il suo desiderio è possedere una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che era un bambino ma che poi - beh: non possiamo raccontare tutto. Bisogna aspettare e nell’attesa, cominciare a sognare.
il 31 gennaio 2027
AUGUSTO 13.
produzione Collettivo Clown
età consigliata: tout public durata: 60 minuti
Cosa sognano i clown? I nostri clown sognano la Luna.
Tutta per loro. O, forse, tutta per sé. Per chi? Per uno o tre? Tre clown portano avanti giorno dopo giorno la più celebre "entrèe" della storia, quella del Guglielmo Tell: una mela, un fucile e rullo di tamburi. È il loro quotidiano, la loro routine giornaliera. Eppure, qualcosa nel rapporto dei tre si rompe. Tra sogno e veglia i nostri amici dovranno imparare che, qui sulla Terra o lassù nello spazio, non c'è vera conquista se non è condivisa.
Un omaggio all'immagine del clown della tradizione italiana rielaborato in chiave moderna.
il 14 febbraio 2027
età consigliata: tout public durata: 60 minuti
Cosa sognano i clown? I nostri clown sognano la Luna.
Tutta per loro. O, forse, tutta per sé. Per chi? Per uno o tre? Tre clown portano avanti giorno dopo giorno la più celebre "entrèe" della storia, quella del Guglielmo Tell: una mela, un fucile e rullo di tamburi. È il loro quotidiano, la loro routine giornaliera. Eppure, qualcosa nel rapporto dei tre si rompe. Tra sogno e veglia i nostri amici dovranno imparare che, qui sulla Terra o lassù nello spazio, non c'è vera conquista se non è condivisa.
Un omaggio all'immagine del clown della tradizione italiana rielaborato in chiave moderna.
il 14 febbraio 2027
L’OMBRA DI PETER PAN
di Enrico Jacopo Testoni
con Elena Cristiani e Davide Puccetti
regia Enrico Jacopo Testoni
produzione CreAzione Teatro Aps
*vincitore del primo premio al Festival di Teatro per ragazzi Briciole di fiabe 2025
età consigliata: dai 3 agli 11 anni durata: 55 minuti
Alla vigilia di un trasloco, un padre e una figlia affrontano il cambiamento volando insieme verso l’Isola che non c’è. Lei impara a crescere senza perdersi, lui riscopre la magia del gioco dimenticato. Ispirato al mito eterno di Peter Pan e Wendy, lo spettacolo è un viaggio poetico e intimo tra scatoloni, sogni e ricordi, dove ogni oggetto diventa una scelta del cuore. Un racconto poetico e intenso su ciò che scegliamo di lasciare andare e su ciò che vale la pena portare con sé.
Lo spettacolo racconta il fragile e potentissimo punto d’incontro tra grandi e piccoli, tra chi sta crescendo e chi ha il compito di accompagnare. Due pulsioni opposte solo in apparenza - il bisogno di diventare adulti e il desiderio di restare bambini - si intrecciano dando vita a un dialogo profondamente umano.
il 14 marzo 2027
con Elena Cristiani e Davide Puccetti
regia Enrico Jacopo Testoni
produzione CreAzione Teatro Aps
*vincitore del primo premio al Festival di Teatro per ragazzi Briciole di fiabe 2025
età consigliata: dai 3 agli 11 anni durata: 55 minuti
Alla vigilia di un trasloco, un padre e una figlia affrontano il cambiamento volando insieme verso l’Isola che non c’è. Lei impara a crescere senza perdersi, lui riscopre la magia del gioco dimenticato. Ispirato al mito eterno di Peter Pan e Wendy, lo spettacolo è un viaggio poetico e intimo tra scatoloni, sogni e ricordi, dove ogni oggetto diventa una scelta del cuore. Un racconto poetico e intenso su ciò che scegliamo di lasciare andare e su ciò che vale la pena portare con sé.
Lo spettacolo racconta il fragile e potentissimo punto d’incontro tra grandi e piccoli, tra chi sta crescendo e chi ha il compito di accompagnare. Due pulsioni opposte solo in apparenza - il bisogno di diventare adulti e il desiderio di restare bambini - si intrecciano dando vita a un dialogo profondamente umano.
il 14 marzo 2027
LA CIAMBELLA ADDORMENTATA… NEL FORNO
testo e regia Lorenzo Bachini con Cinzia Corazzesi e Mirco Sassoli
produzione NATA Teatro età consigliata: dai 4 ai 10 anni durata: 55 minuti
Raccontare una storia è un po’ come cucinare: ci vogliono fantasia e passione, esperienza e creatività. Soprattutto, però, ci vogliono gli ingredienti giusti: cose sane e genuine, perché le storie, come il cibo, sono un alimento essenziale della nostra vita. La ciambella addormentata...nel forno racconta l’avventura di due pâtissiers alle prese con una ricetta molto speciale. Un giorno i due, mentre sono al lavoro nel proprio laboratorio, ricevono un ordine molto particolare: il conte De Abat Jour festeggia il suo compleanno e bisogna creare una torta unica, che possa accontentare i difficili gusti del conte e dei suoi invitati. Per preparare un dolce da favola, il duo dovrà utilizzare tutta la sua fantasia e metterci dentro qualcosa che lo renda veramente originale. È così che i due personaggi, con l’ausilio di ingredienti e utensili da cucina, prepareranno il proprio dolce, immaginandone e raccontandone la storia ispirata alla fiaba classica de La Bella Addormentata.
il 4 aprile 2027
Raccontare una storia è un po’ come cucinare: ci vogliono fantasia e passione, esperienza e creatività. Soprattutto, però, ci vogliono gli ingredienti giusti: cose sane e genuine, perché le storie, come il cibo, sono un alimento essenziale della nostra vita. La ciambella addormentata...nel forno racconta l’avventura di due pâtissiers alle prese con una ricetta molto speciale. Un giorno i due, mentre sono al lavoro nel proprio laboratorio, ricevono un ordine molto particolare: il conte De Abat Jour festeggia il suo compleanno e bisogna creare una torta unica, che possa accontentare i difficili gusti del conte e dei suoi invitati. Per preparare un dolce da favola, il duo dovrà utilizzare tutta la sua fantasia e metterci dentro qualcosa che lo renda veramente originale. È così che i due personaggi, con l’ausilio di ingredienti e utensili da cucina, prepareranno il proprio dolce, immaginandone e raccontandone la storia ispirata alla fiaba classica de La Bella Addormentata.
il 4 aprile 2027
MOBY DICK
da Herman Melville scritto e diretto da Lorenzo Bassotto musiche composte da Cesare Picco con Lorenzo Bassotto e Roberto Maria Macchi produzione Bam! Bam! in collaborazione con Teatro Ristori di Verona
Sulla scena una carcassa di legno, un pianoforte verticale che diventerà il fulcro dell’azione - “un'isola di legno e suoni”, un ponte per avvicinarsi a comprendere il maestoso capodoglio dalla testa bianca: Moby Dick. Due marinai, due balenieri mancati che si svegliano sempre troppo tardi per potersi imbarcare, diventano, loro malgrado, i narratori privilegiati della vicenda. Testimoni diretti delle avventure di tutti i balenieri che ritornano a casa, ne cantano le gesta ogni sera alla taverna di Nantucket: attraverso il loro racconto trasporteranno gli spettatori sul Pequod, la baleniera comandata dal capitano Achab che è alla ricerca forsennata della grande balena bianca. Un vortice di sentimenti accompagna la ricerca di Moby Dick. Non solo il sentimento di vendetta, ma anche la fascinazione per la sua grandezza e maestosità, l'attrazione per l'ignoto e il desiderio di sfidare e giocare con il destino. Avvicinarsi a Moby Dick, provare a comunicare con la balena, trovare un linguaggio comune che non passa solo dalle parole, dalle azioni e dai sentimenti, ma anche attraverso le vibrazioni e i suoni è la sfida che hanno deciso di cogliere il regista Lorenzo Bassotto e il compositore Cesare Picco, autore delle musiche che accompagnano lo spettacolo.
TEATRO+TEMPO RAGAZZƏ
“Il teatro è la parabola del mondo”, diceva Giorgio Strehler, è una finestra aperta sulle molteplici realtà, e attraverso di esse impariamo a conoscere - un po’ meglio - anche noi stessi e noi stesse. Il teatro è una scuola di emozioni, quelle stesse emozioni che saranno raccontate, ai più piccoli e alle più piccole, con lo spettacolo “ABCD’Emozioni” e, attraverso “L’ombra di Peter Pan”, scopriranno come la più spaventosa di tutte - la paura - possa in realtà diventare nostra amica. Un altro classico della letteratura, “Moby Dick”, esplorerà la grandezza della natura e il senso della sfida e del coraggio e attraverso i colori di “Viola e il blu” verrà raccontato che è possibile essere tutto ciò che più si preferisce, perché - in effetti - “le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu.” Il più classico dei classici del teatro - William Shakespeare - verrà invece raccontato attraverso lo spettacolo in lingua inglese “A cup of tea with Shakespeare”. Ma ciò che avviene sul palcoscenico ci permette anche di conoscere ciò che succede attorno a noi, provando a sgretolare preconcetti e a porre domande che stimolino il ragionamento. “Guida galattica alla Costituzione”, attraverso il fumetto, racconterà gli ottant’anni della legge fondamentale della Repubblica Italiana, mentre “Alessandro Volta. Il viaggio di una scintilla”, nel bicentenario della sua morte, mostrerà il valore della conoscenza e la forza dell’innovazione. Non mancheranno le produzioni della Compagnia Teatro Binario 7 che, attraverso due classici della letteratura distopica, - “1984” e “Fahrenheit 451” - indagheranno le storture del nostro presente. In questa nuova stagione inaugureremo anche due novità: la formula “spettacolo teatrale + ospite” e il cinema. Con gli e le adolescenti si indagherà la dipendenza affettiva e le relazioni tossiche attraverso lo spettacolo “Molto dolore per nulla” a seguito del quale l’attrice e una psicologa risponderanno alle domande dei ragazzi e delle ragazze. Il docufilm “La scelta. Storie di donne contro la mafia” racconterà invece la figura di Lea Garofalo, uccisa dalla mafia. A fine proiezione il regista del documentario e un rappresentante di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, incontreranno gli studenti e le studentesse per raccontare la figura di questa donna coraggiosa e di come i giovani abbiano avuto un ruolo determinante nella sua storia. Queste sono solo alcune delle tante proposte dedicate alle scuole di ogni ordine e grado. Come sempre il nostro augurio è che - uscendo dal buio della sala - i più e le più giovani abbiano qualche domanda in più e la voglia di trovare una risposta.
Vi aspettiamo!
Caterina Mariani e tutto il Teatro Binario 7
TEATRO+TEMPO RAGAZZƏ
Sulla scena una carcassa di legno, un pianoforte verticale che diventerà il fulcro dell’azione - “un'isola di legno e suoni”, un ponte per avvicinarsi a comprendere il maestoso capodoglio dalla testa bianca: Moby Dick. Due marinai, due balenieri mancati che si svegliano sempre troppo tardi per potersi imbarcare, diventano, loro malgrado, i narratori privilegiati della vicenda. Testimoni diretti delle avventure di tutti i balenieri che ritornano a casa, ne cantano le gesta ogni sera alla taverna di Nantucket: attraverso il loro racconto trasporteranno gli spettatori sul Pequod, la baleniera comandata dal capitano Achab che è alla ricerca forsennata della grande balena bianca. Un vortice di sentimenti accompagna la ricerca di Moby Dick. Non solo il sentimento di vendetta, ma anche la fascinazione per la sua grandezza e maestosità, l'attrazione per l'ignoto e il desiderio di sfidare e giocare con il destino. Avvicinarsi a Moby Dick, provare a comunicare con la balena, trovare un linguaggio comune che non passa solo dalle parole, dalle azioni e dai sentimenti, ma anche attraverso le vibrazioni e i suoni è la sfida che hanno deciso di cogliere il regista Lorenzo Bassotto e il compositore Cesare Picco, autore delle musiche che accompagnano lo spettacolo.
TEATRO+TEMPO RAGAZZƏ
“Il teatro è la parabola del mondo”, diceva Giorgio Strehler, è una finestra aperta sulle molteplici realtà, e attraverso di esse impariamo a conoscere - un po’ meglio - anche noi stessi e noi stesse. Il teatro è una scuola di emozioni, quelle stesse emozioni che saranno raccontate, ai più piccoli e alle più piccole, con lo spettacolo “ABCD’Emozioni” e, attraverso “L’ombra di Peter Pan”, scopriranno come la più spaventosa di tutte - la paura - possa in realtà diventare nostra amica. Un altro classico della letteratura, “Moby Dick”, esplorerà la grandezza della natura e il senso della sfida e del coraggio e attraverso i colori di “Viola e il blu” verrà raccontato che è possibile essere tutto ciò che più si preferisce, perché - in effetti - “le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu.” Il più classico dei classici del teatro - William Shakespeare - verrà invece raccontato attraverso lo spettacolo in lingua inglese “A cup of tea with Shakespeare”. Ma ciò che avviene sul palcoscenico ci permette anche di conoscere ciò che succede attorno a noi, provando a sgretolare preconcetti e a porre domande che stimolino il ragionamento. “Guida galattica alla Costituzione”, attraverso il fumetto, racconterà gli ottant’anni della legge fondamentale della Repubblica Italiana, mentre “Alessandro Volta. Il viaggio di una scintilla”, nel bicentenario della sua morte, mostrerà il valore della conoscenza e la forza dell’innovazione. Non mancheranno le produzioni della Compagnia Teatro Binario 7 che, attraverso due classici della letteratura distopica, - “1984” e “Fahrenheit 451” - indagheranno le storture del nostro presente. In questa nuova stagione inaugureremo anche due novità: la formula “spettacolo teatrale + ospite” e il cinema. Con gli e le adolescenti si indagherà la dipendenza affettiva e le relazioni tossiche attraverso lo spettacolo “Molto dolore per nulla” a seguito del quale l’attrice e una psicologa risponderanno alle domande dei ragazzi e delle ragazze. Il docufilm “La scelta. Storie di donne contro la mafia” racconterà invece la figura di Lea Garofalo, uccisa dalla mafia. A fine proiezione il regista del documentario e un rappresentante di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, incontreranno gli studenti e le studentesse per raccontare la figura di questa donna coraggiosa e di come i giovani abbiano avuto un ruolo determinante nella sua storia. Queste sono solo alcune delle tante proposte dedicate alle scuole di ogni ordine e grado. Come sempre il nostro augurio è che - uscendo dal buio della sala - i più e le più giovani abbiano qualche domanda in più e la voglia di trovare una risposta.
Vi aspettiamo!
Caterina Mariani e tutto il Teatro Binario 7
TEATRO+TEMPO RAGAZZƏ
20 novembre 2026
MOLTO DOLORE PER NULLA
Consigliato per le scuole secondarie di secondo grado (dai 15 anni)
30 novembre 2026
30 novembre 2026
VIOLA E IL BLU
Consigliato per il secondo ciclo delle scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado (dagli 8 agli 11 anni)
14 dicembre 2026
14 dicembre 2026
PANdiZENZERO. Storie dolci di Natale
Consigliato per le scuole dell’infanzia e il primo ciclo delle scuole primarie (dai 3 ai 7 anni)
14 gennaio 2027
14 gennaio 2027
ABCD’EMOZIONI
Consigliato per le scuole dell’infanzia e il primo ciclo delle scuole primarie (dai 3 ai 6 anni)
20 gennaio 2027
LE QUATTRO STAGIONI
Consigliato per le scuole dell’infanzia e il primo ciclo delle scuole primarie (dai 3 ai 7 anni)
26 e 27 gennaio 2027
26 e 27 gennaio 2027
LA MERCE PIÙ PREZIOSA
Consigliato per scuole secondarie di secondo grado (dai 14 anni)
2 febbraio 2027
2 febbraio 2027
A CUP OF TEA WITH SHAKESPEAREConsigliato per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (dai 13 anni)
15 febbraio 2027
15 febbraio 2027
L’OMBRA DI PETER PAN
Consigliato per le scuole dell’infanzia e le scuole primarie (dai 3 ai 10 anni)
17 febbraio 2027
17 febbraio 2027
ALESSANDRO VOLTA. Il viaggio di una scintilla
Consigliato per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (dagli 11 ai 16 anni)
10 marzo 2027
GUIDA GALATTICA ALLA COSTITUZIONE
Consigliato per le scuole secondarie di primo grado (dagli 11 ai 14 anni)
18 marzo 2027
18 marzo 2027
LA SCELTA. Storie di donne contro la mafia | docufilm+incontro
Consigliato per le scuole secondarie di secondo grado (dai 13 anni)
5 aprile 2027
MOBY DICK
Consigliato per il secondo ciclo della scuola primaria e per le scuole secondarie di primo grado (dai 7 ai 12 anni)
8 aprile 2027
ORLANDO SULLA LUNA
Consigliato per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (dai 13 anni)
19 aprile 2027
FAHRENHEIT 451
Consigliato per le scuole secondarie di secondo grado (dai 14 anni)
5 e 6 maggio 2027
1984
Consigliato per le scuole secondarie di secondo grado (dai 13 anni)
TEATRO + TEMPO EVENTI
PALESTINESI SONO I TUOI OCCHI
SPECIALE CAPODANNODANZAI MERCOLEDÌ DELLA POESIA
il 15 ottobre 2026
PALESTINESI SONO I TUOI OCCHI
coordinamento Valentina Paiano produzione Compagnia Teatro Binario 7
Sei racconti, quattro voci da Gaza.Palestinesi sono i tuoi occhi è il progetto della compagnia italo-palestinese Anqa che ha dato vita a una narrazione collettiva senza confini. Il 15 ottobre 2026 queste storie risuoneranno all’unisono in una grande prima nazionale diffusa in tutto il territorio italiano, e non solo, invitando teatri, associazioni e società civile ad aderire. “Vogliamo che queste storie arrivino ovunque. Abbiamo scelto questa data perché rappresenta una ferita aperta nella storia della nostra compagnia. Il 15 ottobre 2023, mentre a Milano iniziavano le prove per una tournée italiana mai avvenuta, arrivava la notizia della morte di Abraham Saidam, giovane interprete della Compagnia Anqa, che perdeva la vita sotto le bombe di Gaza”.I suoi compagni hanno deciso di trasformare quel dolore in una rinnovata speranza: affidando alla scrittura le loro esperienze, onorano la memoria di Abraham e portano avanti la missione che lui non è riuscito a compiere. Commenta il direttore artistico del Teatro Binario 7 Corrado Accordino:“Una compagnia di teatro, come può essere la nostra. Scrivono i propri testi e li rappresentano, come noi. Scelgono da che parte stare, come noi. Come noi, credono nella pace e nella solidarietà. Ma, con più coraggio di noi, decidono di affermare i valori in cui credono, testimoniandoli con la propria presenza e il proprio impegno a Gaza. Proprio a Gaza la compagnia aveva debuttato e si stava preparando per un tour di un mese in Italia quando lo scoppio del conflitto e la morte sotto le bombe di Abraham Saidam, giovane interprete della compagnia, ha stravolto e distrutto ogni possibilità. Se non si crede in niente, se niente ha senso, allora tutto è permesso. Non ci sono differenze tra una partita di calcio e uccidere uomini e donne. È solo rumore, se niente ha importanza. Ma non è così. Quello che continua ad accadere sotto lo stesso cielo riguarda tutti noi, teatranti e non, uomini e no. Chi dice il contrario, mente”.
SPECIALE CAPODANNO
Sei racconti, quattro voci da Gaza.Palestinesi sono i tuoi occhi è il progetto della compagnia italo-palestinese Anqa che ha dato vita a una narrazione collettiva senza confini. Il 15 ottobre 2026 queste storie risuoneranno all’unisono in una grande prima nazionale diffusa in tutto il territorio italiano, e non solo, invitando teatri, associazioni e società civile ad aderire. “Vogliamo che queste storie arrivino ovunque. Abbiamo scelto questa data perché rappresenta una ferita aperta nella storia della nostra compagnia. Il 15 ottobre 2023, mentre a Milano iniziavano le prove per una tournée italiana mai avvenuta, arrivava la notizia della morte di Abraham Saidam, giovane interprete della Compagnia Anqa, che perdeva la vita sotto le bombe di Gaza”.I suoi compagni hanno deciso di trasformare quel dolore in una rinnovata speranza: affidando alla scrittura le loro esperienze, onorano la memoria di Abraham e portano avanti la missione che lui non è riuscito a compiere. Commenta il direttore artistico del Teatro Binario 7 Corrado Accordino:“Una compagnia di teatro, come può essere la nostra. Scrivono i propri testi e li rappresentano, come noi. Scelgono da che parte stare, come noi. Come noi, credono nella pace e nella solidarietà. Ma, con più coraggio di noi, decidono di affermare i valori in cui credono, testimoniandoli con la propria presenza e il proprio impegno a Gaza. Proprio a Gaza la compagnia aveva debuttato e si stava preparando per un tour di un mese in Italia quando lo scoppio del conflitto e la morte sotto le bombe di Abraham Saidam, giovane interprete della compagnia, ha stravolto e distrutto ogni possibilità. Se non si crede in niente, se niente ha senso, allora tutto è permesso. Non ci sono differenze tra una partita di calcio e uccidere uomini e donne. È solo rumore, se niente ha importanza. Ma non è così. Quello che continua ad accadere sotto lo stesso cielo riguarda tutti noi, teatranti e non, uomini e no. Chi dice il contrario, mente”.
SPECIALE CAPODANNO
il 31 dicembre 2026 in sala Chaplin
QUANDO LA VITA TI LIMONA
testo e regia Luca Rodella con Stefano Annoni, Luca Rodella, Francesco Marchetti, Diego Paul Galtieri
Quando la vita ti limona è un viaggio insieme alle migliori melodie di Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, arricchito da dialoghi teatrali, sketch partecipati dal pubblico e brani inediti firmati Jaga Pirates. È l’ultimo capitolo di una trilogia che fonde l’universo dantesco dell’al di là, la tematica beckettiana dell’attesa e l’energia del teatro canzone: si parte con il limbo in Aspettando i limoni, si continua con l’inferno in Fuoco ai limoni e si arriva, di bianco vestiti, in paradiso. In questo terzo capitolo si esplorano le varie facce della possibilità e si immaginano i Due Corsari alle prese con l’ipotesi della rinascita. Jaga e Gaga sono due maschere, due clown ispirati a Gaber e Jannacci, che da loro rubano un immaginario surreale e irriverente per reinventarlo, creando qualcosa di nuovo.
In scena si innesca un mix esplosivo che diverte, coinvolge ed emoziona. Jaga e Gaga sono l’immagine di un mondo folle in cui è possibile “parlare con i limoni”, in cui esistono milioni di possibilità di scegliere, in cui è permesso essere imperfetti, in cui il divertimento è un valore. L'idea di far rivivere la profonda irriverenza e il mondo nonsense dei Due Corsari nasce dall’esperienza dei corti teatrali al Cimitero Monumentale sui sepolti celebri curati da ex allievi della Civica scuola di teatro Paolo Grassi e della Civica scuola di musica Claudio Abbado di Milano. È qui che Luca Rodella, Stefano Annoni, Roberto Dibitonto, Francesco Marchetti e Diego Paul Galtieri si incontrano, o meglio si incontrano di nuovo e danno vita al progetto Jaga Pirates. Al posto di trattare Gaber e Jannacci singolarmente, pensano invece di farli ritrovare nell'al di là in coppia come ai loro esordi, per tramandare il ricordo di un'eterna compagnia.
dal 29 al 31 dicembre 2026 in sala Picasso
In scena si innesca un mix esplosivo che diverte, coinvolge ed emoziona. Jaga e Gaga sono l’immagine di un mondo folle in cui è possibile “parlare con i limoni”, in cui esistono milioni di possibilità di scegliere, in cui è permesso essere imperfetti, in cui il divertimento è un valore. L'idea di far rivivere la profonda irriverenza e il mondo nonsense dei Due Corsari nasce dall’esperienza dei corti teatrali al Cimitero Monumentale sui sepolti celebri curati da ex allievi della Civica scuola di teatro Paolo Grassi e della Civica scuola di musica Claudio Abbado di Milano. È qui che Luca Rodella, Stefano Annoni, Roberto Dibitonto, Francesco Marchetti e Diego Paul Galtieri si incontrano, o meglio si incontrano di nuovo e danno vita al progetto Jaga Pirates. Al posto di trattare Gaber e Jannacci singolarmente, pensano invece di farli ritrovare nell'al di là in coppia come ai loro esordi, per tramandare il ricordo di un'eterna compagnia.
dal 29 al 31 dicembre 2026 in sala Picasso
CHRISTMATCH
È il 23 dicembre, mancano due giorni a Natale e secondo i film americani dovremmo tutti essere a una festa aziendale esclusiva all’ultimo piano di un grattacielo, a correre da un negozio all’altro per finire gli ultimi regali cantando Jingle Bells o a preparare biscotti con la felicità stampata sulla faccia. Lui e Lei invece sono da soli. Ma non soli in modo cool, tipo storia su Instagram con frase malinconica e musica di Einaudi, seguita da aperitivo in centro con gli amici per tirarsi un po’ su. Soli come chi il 23 dicembre gli amici per fare l’aperitivo non li ha. Soli come chi preferisce evitare i prezzi del centro perché ha appena perso l’ennesimo lavoro precario. Soli come a chi Einaudi sta anche un po’ sulle palle.
Lei: E poi non volevo passare il Natale da sola Lui: Insomma, era il 23 dicembre ed ero da soloLei: Ero triste Lui: E dopo un po’ di tempo passato sul divano a riguardare “Mamma ho perso l’aereo”...Lei: Ho conosciuto lui, cioè…Lui: Ci siamo trovati, insomma…Lui e Lei insieme: Ci siamo scritti… Match! Da Lei non si può. Da Lui nemmeno. L’appuntamento perfetto ha luogo in uno splendido appartamento nel centro di Milano: quella della signora Mariani. Dove Lui lavora come addetto alle pulizie. In segreto. Tanto la signora non c’è: è a sciare come tutti i milanesi dei cinepanettoni. E tanto poi non si arrabbierà: siamo tutti più buoni a Natale!Tutto sembra procedere al meglio e quando il film americano sembra essere partito e la commedia romantica natalizia prendere piede, un enorme colpo di scena irrompe nella stanza e trascina i due nella black comedy più spietata. In un crescendo di assurdo, tra isteria e grottesco, tra tentativi maldestri, piani improbabili e decisioni fuori controllo, tutto si trasforma in un vortice di ritmo, divertimento e caos, fino a un finale al massimo dell’irriverenza.
Lui: Abbiamo fatto solo quello che qualunque giovane milanese precario sano di mente avrebbe fatto. Lei: Ci siamo presi un Natale decente!
DANZA
Lei: E poi non volevo passare il Natale da sola Lui: Insomma, era il 23 dicembre ed ero da soloLei: Ero triste Lui: E dopo un po’ di tempo passato sul divano a riguardare “Mamma ho perso l’aereo”...Lei: Ho conosciuto lui, cioè…Lui: Ci siamo trovati, insomma…Lui e Lei insieme: Ci siamo scritti… Match! Da Lei non si può. Da Lui nemmeno. L’appuntamento perfetto ha luogo in uno splendido appartamento nel centro di Milano: quella della signora Mariani. Dove Lui lavora come addetto alle pulizie. In segreto. Tanto la signora non c’è: è a sciare come tutti i milanesi dei cinepanettoni. E tanto poi non si arrabbierà: siamo tutti più buoni a Natale!Tutto sembra procedere al meglio e quando il film americano sembra essere partito e la commedia romantica natalizia prendere piede, un enorme colpo di scena irrompe nella stanza e trascina i due nella black comedy più spietata. In un crescendo di assurdo, tra isteria e grottesco, tra tentativi maldestri, piani improbabili e decisioni fuori controllo, tutto si trasforma in un vortice di ritmo, divertimento e caos, fino a un finale al massimo dell’irriverenza.
Lui: Abbiamo fatto solo quello che qualunque giovane milanese precario sano di mente avrebbe fatto. Lei: Ci siamo presi un Natale decente!
DANZA
il 23 e il 24 ottobre 2026
STAND BY ME
una produzione SPACCA/Sanpapié con il supporto di MiC – Ministero della Cultura coreografia e regia Lara Guidetti con Sofia Casprini, Gioele Cosentino, Fabrizio Calanna drammaturgia Saverio Bari in collaborazione con Gianluca Bonzani elaborazioni sonore e sound design Marcello Gori maschere Maria Barbara De Marco scene Maria Croce costumi Fabrizio Calanna
Il lavoro prende ispirazione dalla figura di Dennis Nilsen, serial killer inglese che nella sua autobiografia, History of a drowning boy, ricostruisce con lucidità rituale i dodici omicidi compiuti nell’arco di cinque anni, all’interno di una quotidianità mai scalfita da sospetti o denunce. Nessun corpo reclamato, nessuna scomparsa segnalata, nessuna frattura apparente: l’orrore si consuma nella normalità assoluta. Stand by me non intende ricostruire una vicenda criminale, ma interrogare la banalità crudele della solitudine e il vuoto affettivo che attraversa una società incapace di riconoscere ciò che resta ai margini. L’Inghilterra a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, attraversata da icone ribelli e fughe giovanili, ma ancora rigidamente normata sul piano familiare e identitario, diventa il contesto silenzioso in cui l’isolamento si trasforma in rituale, e il bisogno di relazione in possesso. La figura di Nilsen si configura come dispositivo drammaturgico, non come soggetto da giudicare: un prisma attraverso cui osservare la costruzione di una normalità deviata, in cui amore e morte, desiderio e annientamento, convivono senza soluzione. Archetipi antichi, stereotipi reiterati e immagini speculari si intrecciano in una danza di sdoppiamenti, trasfigurazioni e ripetizioni che abitano quello spazio vasto e senza tempo che è l’animo umano.
In scena tre danzatori - due uomini e una donna, di età diverse - che indossano per l’intera durata della performance la stessa maschera integrale. Non rappresentano personaggi distinti, ma le tre funzioni, le tre anime attraverso cui il protagonista si percepisce e si racconta: agente, agito, osservatore.
il 12 febbraio 2027
In scena tre danzatori - due uomini e una donna, di età diverse - che indossano per l’intera durata della performance la stessa maschera integrale. Non rappresentano personaggi distinti, ma le tre funzioni, le tre anime attraverso cui il protagonista si percepisce e si racconta: agente, agito, osservatore.
il 12 febbraio 2027
ENTRAVA LUCE
Come funamboli cerchiamo equilibrio in uno spazio sottilissimo, e abbiamo paura. Paura di cadere, paura anche di un solo piccolo passo. Ma lo sguardo punta dritto e accoglie un panorama infinito. Siamo sospesi, sognatori traballanti su un piede solo, idealisti, romantici, avventurieri nostalgici.
La luce ci viene a cercare e ci parla di un dio nascosto, di un amore che non muore. Anche se chiudiamo bene porte e finestre, anche se ci rifugiamo in un disincantato materialismo c'è uno spiraglio, una fessura, che può sembrare un'illusione, uno scherzo della fantasia, ma che lascia entrare lo splendore della vita.
Questa danza si arrende al mistero nascosto in ogni cosa.Ascolta: a volte ti chiama.
il 12 e il 13 marzo 2027
IL PODCAST DANZATO: “OLTRE IL ROSSO - LE FIGLIE DEL DOMANI”
liberamente ispirato a The handmaid’s tale e The Testaments di Margaret Atwood produzione N.hU.DA Naked Human Dance regia e coreografia Romina Contiero cast in via di definizione*spettacolo inserito all’interno del festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente
In una società costruita sull’obbedienza, l’ordine è diventato la virtù suprema e il dubbio la colpa più grave. La ribellione non è fatta di rivoluzioni spettacolari, ma di gesti quotidiani che sfidano la normalità. Ogni scelta diventa un atto politico: parlare, tacere, fidarsi, ricordare. Due ragazze, un pensiero condiviso e la rivoluzione che nasce dal loro incontro.
I MERCOLEDÌ DELLA POESIA
I MERCOLEDÌ DELLA POESIA
di e con Dome Bulfaro regia Chicco Roveris musica dal vivo Francesco Marelli, Luigi Ranghino & Francesco Aroni Vigone, Massimiliano Varotto
Il programmamercoledì 10 febbraio 2027 alle 20.30: Jannacci, il Tessa e alter duu c’ciopàamercoledì 24 marzo 2027 alle 20.30: Dino Campana e Sibilla Aleramo in Marcia Filmmercoledì 21 aprile 2027 alle 20.30: Pasolini, nel corpo di Pier Paolo il Militante
Scanzonati, matti eppure dannatamente profondi, questi tre Mercoledì della Poesia celebrano vent’anni di attività di PoesiaPresente, la stagione poetica di Mille Gru nata nel 2006 proprio al Teatro Binario 7. Conosci te stesso ascoltando canzoni e poesie che narrano la storia d’Italia dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri, per voce di poeti e cantanti come Enzo Jannacci e Delio Tessa, Dino Campana e Sibilla Aleramo, Pier Paolo Pasolini, Domenico Modugno e la poesia di strada del sottoproletariato.
Tre lezioni spettacolari con musica dal vivo per raccontare “gli ultimi” attraverso chi li ha cantati e difesi con i loro versi e le loro canzoni e chi fra questi cantori, proprio come “gli ultimi”, sono stati emarginati e trattati da reietti, vittime dei poteri forti come del perbenismo e qualunquismo borghese. Ma questi tre Mercoledì della Poesia, oltre a essere lezioni-spettacolo della grande poesia italiana del Novecento, portano in scena qualcosa di più: il ventennale sodalizio fertile tra il poeta-performer Dome Bulfaro e il regista-attore Chicco Roveris. Sarà infatti questa l’occasione di mostrare come il folle amore per questi cantanti e poeti abbia dato vita a spettacoli di teatropoesia e spoken music come Jannacci, il Tessa e alter dùu s’ciopàa, Marcia Film e Versi a Morsi.
In ogni lezione-spettacolo ci sarà musica dal vivo con il cantastorie milanese Francesco Marelli (chitarra), perla rarissima, dal luccichio tutto da ascoltare, con Luigi Ranghino (tastiera) & Francesco Aroni Vigone (sax), improvvisatori jazz fenomenali, sensibili quanto creativamente energici e con Massimiliano Varotto, sperimentatore del battito, che dalla batteria tutt'uno col suo corpo, cava sonorità imprevedibili.
TEATRO + TEMPO CINEMA
Il programmamercoledì 10 febbraio 2027 alle 20.30: Jannacci, il Tessa e alter duu c’ciopàamercoledì 24 marzo 2027 alle 20.30: Dino Campana e Sibilla Aleramo in Marcia Filmmercoledì 21 aprile 2027 alle 20.30: Pasolini, nel corpo di Pier Paolo il Militante
Scanzonati, matti eppure dannatamente profondi, questi tre Mercoledì della Poesia celebrano vent’anni di attività di PoesiaPresente, la stagione poetica di Mille Gru nata nel 2006 proprio al Teatro Binario 7. Conosci te stesso ascoltando canzoni e poesie che narrano la storia d’Italia dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri, per voce di poeti e cantanti come Enzo Jannacci e Delio Tessa, Dino Campana e Sibilla Aleramo, Pier Paolo Pasolini, Domenico Modugno e la poesia di strada del sottoproletariato.
Tre lezioni spettacolari con musica dal vivo per raccontare “gli ultimi” attraverso chi li ha cantati e difesi con i loro versi e le loro canzoni e chi fra questi cantori, proprio come “gli ultimi”, sono stati emarginati e trattati da reietti, vittime dei poteri forti come del perbenismo e qualunquismo borghese. Ma questi tre Mercoledì della Poesia, oltre a essere lezioni-spettacolo della grande poesia italiana del Novecento, portano in scena qualcosa di più: il ventennale sodalizio fertile tra il poeta-performer Dome Bulfaro e il regista-attore Chicco Roveris. Sarà infatti questa l’occasione di mostrare come il folle amore per questi cantanti e poeti abbia dato vita a spettacoli di teatropoesia e spoken music come Jannacci, il Tessa e alter dùu s’ciopàa, Marcia Film e Versi a Morsi.
In ogni lezione-spettacolo ci sarà musica dal vivo con il cantastorie milanese Francesco Marelli (chitarra), perla rarissima, dal luccichio tutto da ascoltare, con Luigi Ranghino (tastiera) & Francesco Aroni Vigone (sax), improvvisatori jazz fenomenali, sensibili quanto creativamente energici e con Massimiliano Varotto, sperimentatore del battito, che dalla batteria tutt'uno col suo corpo, cava sonorità imprevedibili.
TEATRO + TEMPO CINEMA
un progetto di Enrico e Ruggero Foàa cura di Teatro Binario 7
Alla sua seconda edizione quest’anno, la rassegna Teatro+Tempo Cinema, a cura dei fratelli Enrico e Ruggero Foà, si propone di presentare “ciò che, purtroppo, spesso rimane all’oscuro, rinchiuso tra i confini di un festival. Noi - spiegano i curatori - questi confini li oltrepasseremo, dando al pubblico la possibilità di guardare e commentare insieme in sala film visti da noi in anteprima mondiale ai festival, in occasione di serate preziose, condite da discussioni in sala con ospiti di eccezione, racconti di aneddoti e tanto altro”.
Calendario degli ospiti in sala in aggiornamento: tutti i dettagli saranno pubblicati su binario7.org.
La rassegna
18 novembre 2026
Alla sua seconda edizione quest’anno, la rassegna Teatro+Tempo Cinema, a cura dei fratelli Enrico e Ruggero Foà, si propone di presentare “ciò che, purtroppo, spesso rimane all’oscuro, rinchiuso tra i confini di un festival. Noi - spiegano i curatori - questi confini li oltrepasseremo, dando al pubblico la possibilità di guardare e commentare insieme in sala film visti da noi in anteprima mondiale ai festival, in occasione di serate preziose, condite da discussioni in sala con ospiti di eccezione, racconti di aneddoti e tanto altro”.
Calendario degli ospiti in sala in aggiornamento: tutti i dettagli saranno pubblicati su binario7.org.
La rassegna
18 novembre 2026
SORRY, BABY!
di Eva Victor durata 104 minuti anno di produzione 2025genere drammatico In un prestigioso college americano, dopo un tragico evento, Agnes si ritrova da sola mentre gli altri continuano a condurre le proprie vite come se nulla fosse accaduto. Solo la sua migliore amica Lydie e un approccio alla vita grottescamente ironico le permetterà di andare avanti. Ospite in sala per un confronto e un dibattito Alice Cucchetti, giornalista, critica cinematografica e televisiva.
*proiezione inserita nel programma del festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente
2 dicembre 2026
*proiezione inserita nel programma del festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente
2 dicembre 2026
IL SILENZIO DEGLI ALTRI
di Eva Libertad durata 99 minuti anno di produzione 2025genere drammatico
Ángela è una donna sorda che vive una felice quotidianità in campagna con il compagno udente Héctor. La nascita della loro bambina altera profondamente i vecchi equilibri costringendo Ángela a misurarsi con le paure e le barriere di una società non pensata per le madri con la sua disabilità.
Ospite in sala, per un confronto-dibattito, Chiara Bucello, influencer, attivista e autrice.
20 gennaio 2027
Ángela è una donna sorda che vive una felice quotidianità in campagna con il compagno udente Héctor. La nascita della loro bambina altera profondamente i vecchi equilibri costringendo Ángela a misurarsi con le paure e le barriere di una società non pensata per le madri con la sua disabilità.
Ospite in sala, per un confronto-dibattito, Chiara Bucello, influencer, attivista e autrice.
20 gennaio 2027
UN ANNO DI SCUOLA
di Laura Samani durata 102 minuti anno di produzione 2025genere drammatico
Nella Trieste del 2007, l'arrivo dell'esuberante diciottenne svedese Fred sconvolge l'equilibrio di un gruppo affiatato di tre amici all'ultimo anno di un istituto tecnico, tra amori pronti a sbocciare e voglia di crescere.
Ospite in sala un membro del cast in definizione.
17 febbraio 2027
Nella Trieste del 2007, l'arrivo dell'esuberante diciottenne svedese Fred sconvolge l'equilibrio di un gruppo affiatato di tre amici all'ultimo anno di un istituto tecnico, tra amori pronti a sbocciare e voglia di crescere.
Ospite in sala un membro del cast in definizione.
17 febbraio 2027
LA TORTA DEL PRESIDENTE
di Hasan Hadi durata 95 minuti anno di produzione 2025genere: drammatico, avventura
Nell'Iraq degli anni Novanta piegato dalla carestia, la piccola Lamia, 9 anni, viene scelta per preparare la torta di compleanno di Saddam Hussein. Per trovare gli ingredienti introvabili, la bambina fuggirà dal controllo della nonna per intraprendere una avventurosa e pericolosa ricerca in città.
Ospite in sala in definizione
17 marzo 2027
Ospite in sala in definizione
17 marzo 2027
FATHER, MOTHER, SISTER, BROTHER
di Jim Jarmusch durata 111 minuti anno di produzione 2025genere commedia drammatica, antologico
Il film, strutturato in tre capitoli, esplora le dinamiche di tre famiglie, accompagnando lo spettatore in un'analisi sfaccettata dei rapporti parentali tra riunioni di famiglia di convenienza, finti sorrisi ma anche genuino amore e affetto. Premiato a Venezia 82 con il Leone d'Oro. Ospite in sala Andrea Chimento, giornalista e docente universitario.
I FESTIVAL
da novembre 2026 a marzo 2027
I FESTIVAL
da novembre 2026 a marzo 2027
Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente ideato e organizzato da Teatro Binario 7
a cura di Caterina Marianiin collaborazione con ArcoDonna Apscon il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza - Ente FilantropicoAlla sua terza edizione, Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente cresce e arricchisce il suo programma ospitando un numero ancora maggiore di appuntamenti, con l’obiettivo di indagare ancora più a fondo e raccontare in maniera più approfondita il nostro presente dal punto di vista delle donne. Il percorso prende il via a novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: fino a marzo, mese in cui - l’8 - si celebra la Giornata internazionale della donna, proveremo insieme a comprendere la realtà che ci circonda e a immaginare nuove prospettive praticabili di cambiamento della società. Spettacoli teatrali, incontri di approfondimento, mostre, dibattiti, concerti e film per raccontare tutte le sfaccettature di un mondo possibile, al di là degli stereotipi di genere.
Inserita nel festival, grazie alla rinnovata collaborazione con l’associazione ArcoDonna, la rassegna INVISIBILI. Storie di donne che hanno sfidato pregiudizi millenari.
Il calendario11 novembre 2026 alle 20.30 in sala Picasso | Incontro a ingresso liberoI dialoghi dell’arte | “#NONDORMONOSULLACOLLINA. Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Dora Maar”, con la storica dell’arte Simona Bartolena e l’attore Alessandro Pazzi14 novembre 2026 alle 21 in sala Chaplin | Concerto (biglietti: intero € 15, ridotto € 12, under 18 € 6)Terra. Musica, voci e paesaggi sonori | “Musica e… creazioni di sabbia”, con la sand artist Erica Abelardo e con il duo di arpe costituito da Marta Pettoni ed Elena Piva 15 novembre 2026 alle 18 in sala Picasso | Incontro a ingresso libero“Legami: una serata sul tema della dipendenza affettiva”, ospite Federica Citterio, psicologa e terapeuta Emdr, letture a cura di Teatro Binario 718 novembre 2026 alle 20.30 in sala Picasso | Proiezione cinematografica (biglietti: 5 €)Teatro+Tempo Cinema | “Sorry, baby!”, regia di Eva Viktor - ospite in sala Alice Cucchetti20 novembre 2026 alle 11 in sala Chaplin | Per le scuole: spettacolo e incontroTeatro+Tempo Ragazz* | “Molto dolore per nulla”, di e con Luisa Borini. A seguire incontro con l’attrice e con Federica Citterio, psicologa e terapeuta Emdr 21 novembre 2026 alle 21 e 22 novembre 2026 alle 16 in sala Chaplin | Spettacolo (biglietti: intero € 20, ridotto € 15, under 18 € 6)Teatro+Tempo Presente | “Lo sciopero delle bambine. L’eroicomica impresa del 1902”, con Rita Pelusio e Rossana Mola, regia Enrico Messina, produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato22 novembre alle 17 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoInvisibili | “Le vittime invisibili dei femminicidi”, incontro con Giuseppe Delmonte (Associazione OLGA - Educare Contro Ogni Forma di Violenza), a cura di ArcoDonna Aps26 novembre alle 20.30 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoVedere è potere | “Amleta si racconta”, con le attiviste di Amleta28 novembre alle 20.30 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoVedere è potere | Premiazione e letture sceniche del testo vincitore del “ConTest Amleta 2026 - Parole in rivolta”, ideato con l’obiettivo di valorizzare drammaturgie capaci di mettere in crisi stereotipi consolidati, restituendo personaggi complessi e nuove possibilità di racconto28 e 29 novembre, orario in definizione |LaboratorioVedere è potere | “L’immaginario che ferisce. Genere, rappresentazione e violenza”, per indagare insieme in che modo certe immagini e rappresentazioni stereotipate influenzino l’immaginario e contribuiscano alla costruzione di narrazioni distorte29 novembre alle 16 (con replica per le scuole il 30 novembre) | Spettacolo per bambine e bambini dagli 8 agli 11 anni (biglietti: intero € 8, under 14 € 6)Teatro+Tempo Famiglie | “Viola e il blu”, drammaturgia di Matteo Bussola e Paola Barbato, regia Lucia Messina, con Stefano Colli e Bianca Ferrarini\Carlotta Prando, produzione Fondazione Aida
5 marzo 2027 alle 20.30 in sala Picasso | Spettacolo (biglietti: intero € 15, ridotto € 12, under 18 € 6)
L’Altro Binario | “Lo stronzo”, di e con Andrea Lupo, produzione Teatro delle Temperie con il sostegno della Regione Emilia - Romagna e con il patrocinio di Amnesty International Italia
6 marzo 2027 dalle 18.30 in sala Picasso | Incontri a ingresso libero sul tema “Donne e scienza”Invisibili | “Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia”, incontro con Daniela Minerva, giornalista, saggista e divulgatrice scientifica, specializzata in medicina, sanità e ricerca biomedica e “Medicina di genere: a che punto siamo?”, incontro con Maria Antonietta Volonté, neurologa - IRCCS Ospedale S. Raffaele di Milano.Invisibili | “Virginia Apgar. L’intuizione geniale”, incontro con l’autrice del libro Emilia Covini7 marzo 2027 alle 20.30 in sala Picasso | Live show a ingresso liberoRadio Binario 7 | “Le anarchiche live show”, con Gregory Bonalumi, Barbara Bertato e ospiti a sorpresa12 e 13 marzo alle 20.30 in sala Picasso | Spettacolo (biglietti: intero € 15, ridotto € 10)
Danza | Il podcast danzato: “Oltre il rosso. Le figlie del domani”, produzione N.hU.DA Naked Human Dance, regia e coreografia di Romina Contiero
18 marzo 2027, orario in via di definizione | Proiezione cinematografica per le scuole e incontroTeatro+Tempo Ragazz* | “La scelta. Storie di donne contro la mafia”, un docufilm di Jurij Razza da un’idea di Valerio D’Ippolito, in collaborazione con “Libera contro le mafie” sezione di Monza. Al termine della proiezione incontro e dibattito con il regista e il referente di Libera Mb D’Ippolito.
Programma completo e tutti i dettagli su binario7.org
maggio 2027(NON) BINARIO
Per il secondo anno il Teatro Binario 7 ospita (Non) Binario, il festival che celebra l’identità come esperienza in movimento: un viaggio fuori dalle categorie e dentro le molteplici forme del vivere.
Quante volte ci siamo sentiti non binari o fuori dai binari?Assurdi, dimenticati, imperfetti o in corsa su binari sbagliati: dimenticati nel silenzio e forse con una direzione imprecisa da percorrere. Il festival (Non) Binario vuole approfondire queste svariate e incerte strade delle nostre esistenze. (Non) Binario vuole riconoscere: senza permessi, attestati o etichette di appartenenza. Perché abbiamo solo bisogno di riconoscere che ognuno è quello che è, o quello che sarà o, ancora, quello che è stato. E, quando lo vorrà, potrà essere sempre qualcosa di ancora diverso, sempre più autentico e unico.
In programma tre giorni di spettacoli teatrali, danza, incontri, talk e letture performative, per creare un mosaico di linguaggi che parla di libertà, appartenenza e trasformazione.
Programma completo sarà disponibile online su binario7.org
BINARIO ARTE
Continua a vivere negli spazi del teatro il progetto Binario Arte, con i suoi progetti consolidati e le nuove proposte per il pubblico e per gli artisti coinvolti.
I DIALOGHI DELL’ARTE
a cura di Caterina Marianiin collaborazione con ArcoDonna Apscon il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza - Ente FilantropicoAlla sua terza edizione, Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente cresce e arricchisce il suo programma ospitando un numero ancora maggiore di appuntamenti, con l’obiettivo di indagare ancora più a fondo e raccontare in maniera più approfondita il nostro presente dal punto di vista delle donne. Il percorso prende il via a novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: fino a marzo, mese in cui - l’8 - si celebra la Giornata internazionale della donna, proveremo insieme a comprendere la realtà che ci circonda e a immaginare nuove prospettive praticabili di cambiamento della società. Spettacoli teatrali, incontri di approfondimento, mostre, dibattiti, concerti e film per raccontare tutte le sfaccettature di un mondo possibile, al di là degli stereotipi di genere.
Inserita nel festival, grazie alla rinnovata collaborazione con l’associazione ArcoDonna, la rassegna INVISIBILI. Storie di donne che hanno sfidato pregiudizi millenari.
Il calendario11 novembre 2026 alle 20.30 in sala Picasso | Incontro a ingresso liberoI dialoghi dell’arte | “#NONDORMONOSULLACOLLINA. Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Dora Maar”, con la storica dell’arte Simona Bartolena e l’attore Alessandro Pazzi14 novembre 2026 alle 21 in sala Chaplin | Concerto (biglietti: intero € 15, ridotto € 12, under 18 € 6)Terra. Musica, voci e paesaggi sonori | “Musica e… creazioni di sabbia”, con la sand artist Erica Abelardo e con il duo di arpe costituito da Marta Pettoni ed Elena Piva 15 novembre 2026 alle 18 in sala Picasso | Incontro a ingresso libero“Legami: una serata sul tema della dipendenza affettiva”, ospite Federica Citterio, psicologa e terapeuta Emdr, letture a cura di Teatro Binario 718 novembre 2026 alle 20.30 in sala Picasso | Proiezione cinematografica (biglietti: 5 €)Teatro+Tempo Cinema | “Sorry, baby!”, regia di Eva Viktor - ospite in sala Alice Cucchetti20 novembre 2026 alle 11 in sala Chaplin | Per le scuole: spettacolo e incontroTeatro+Tempo Ragazz* | “Molto dolore per nulla”, di e con Luisa Borini. A seguire incontro con l’attrice e con Federica Citterio, psicologa e terapeuta Emdr 21 novembre 2026 alle 21 e 22 novembre 2026 alle 16 in sala Chaplin | Spettacolo (biglietti: intero € 20, ridotto € 15, under 18 € 6)Teatro+Tempo Presente | “Lo sciopero delle bambine. L’eroicomica impresa del 1902”, con Rita Pelusio e Rossana Mola, regia Enrico Messina, produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato22 novembre alle 17 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoInvisibili | “Le vittime invisibili dei femminicidi”, incontro con Giuseppe Delmonte (Associazione OLGA - Educare Contro Ogni Forma di Violenza), a cura di ArcoDonna Aps26 novembre alle 20.30 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoVedere è potere | “Amleta si racconta”, con le attiviste di Amleta28 novembre alle 20.30 in sala Picasso, incontro a ingresso gratuitoVedere è potere | Premiazione e letture sceniche del testo vincitore del “ConTest Amleta 2026 - Parole in rivolta”, ideato con l’obiettivo di valorizzare drammaturgie capaci di mettere in crisi stereotipi consolidati, restituendo personaggi complessi e nuove possibilità di racconto28 e 29 novembre, orario in definizione |LaboratorioVedere è potere | “L’immaginario che ferisce. Genere, rappresentazione e violenza”, per indagare insieme in che modo certe immagini e rappresentazioni stereotipate influenzino l’immaginario e contribuiscano alla costruzione di narrazioni distorte29 novembre alle 16 (con replica per le scuole il 30 novembre) | Spettacolo per bambine e bambini dagli 8 agli 11 anni (biglietti: intero € 8, under 14 € 6)Teatro+Tempo Famiglie | “Viola e il blu”, drammaturgia di Matteo Bussola e Paola Barbato, regia Lucia Messina, con Stefano Colli e Bianca Ferrarini\Carlotta Prando, produzione Fondazione Aida
5 marzo 2027 alle 20.30 in sala Picasso | Spettacolo (biglietti: intero € 15, ridotto € 12, under 18 € 6)
L’Altro Binario | “Lo stronzo”, di e con Andrea Lupo, produzione Teatro delle Temperie con il sostegno della Regione Emilia - Romagna e con il patrocinio di Amnesty International Italia
6 marzo 2027 dalle 18.30 in sala Picasso | Incontri a ingresso libero sul tema “Donne e scienza”Invisibili | “Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia”, incontro con Daniela Minerva, giornalista, saggista e divulgatrice scientifica, specializzata in medicina, sanità e ricerca biomedica e “Medicina di genere: a che punto siamo?”, incontro con Maria Antonietta Volonté, neurologa - IRCCS Ospedale S. Raffaele di Milano.Invisibili | “Virginia Apgar. L’intuizione geniale”, incontro con l’autrice del libro Emilia Covini7 marzo 2027 alle 20.30 in sala Picasso | Live show a ingresso liberoRadio Binario 7 | “Le anarchiche live show”, con Gregory Bonalumi, Barbara Bertato e ospiti a sorpresa12 e 13 marzo alle 20.30 in sala Picasso | Spettacolo (biglietti: intero € 15, ridotto € 10)
Danza | Il podcast danzato: “Oltre il rosso. Le figlie del domani”, produzione N.hU.DA Naked Human Dance, regia e coreografia di Romina Contiero
18 marzo 2027, orario in via di definizione | Proiezione cinematografica per le scuole e incontroTeatro+Tempo Ragazz* | “La scelta. Storie di donne contro la mafia”, un docufilm di Jurij Razza da un’idea di Valerio D’Ippolito, in collaborazione con “Libera contro le mafie” sezione di Monza. Al termine della proiezione incontro e dibattito con il regista e il referente di Libera Mb D’Ippolito.
Programma completo e tutti i dettagli su binario7.org
maggio 2027(NON) BINARIO
Per il secondo anno il Teatro Binario 7 ospita (Non) Binario, il festival che celebra l’identità come esperienza in movimento: un viaggio fuori dalle categorie e dentro le molteplici forme del vivere.
Quante volte ci siamo sentiti non binari o fuori dai binari?Assurdi, dimenticati, imperfetti o in corsa su binari sbagliati: dimenticati nel silenzio e forse con una direzione imprecisa da percorrere. Il festival (Non) Binario vuole approfondire queste svariate e incerte strade delle nostre esistenze. (Non) Binario vuole riconoscere: senza permessi, attestati o etichette di appartenenza. Perché abbiamo solo bisogno di riconoscere che ognuno è quello che è, o quello che sarà o, ancora, quello che è stato. E, quando lo vorrà, potrà essere sempre qualcosa di ancora diverso, sempre più autentico e unico.
In programma tre giorni di spettacoli teatrali, danza, incontri, talk e letture performative, per creare un mosaico di linguaggi che parla di libertà, appartenenza e trasformazione.
Programma completo sarà disponibile online su binario7.org
BINARIO ARTE
Continua a vivere negli spazi del teatro il progetto Binario Arte, con i suoi progetti consolidati e le nuove proposte per il pubblico e per gli artisti coinvolti.
I DIALOGHI DELL’ARTE
a cura di Simona Bartolena e Alessandro Pazzi Pittura e letteratura: due modi espressivi che spesso si sono incontrati, in una vicendevole seduzione e contaminazione. Il tema letterario ha sempre affascinato gli artisti, ma talvolta anche l’influenza delle arti visive è stata determinante per la creatività degli scrittori.
Prosegue il format, proposto da Simona Bartolena e Alessandro Pazzi, che accosta la lettura di brani tratti da opere di celebri letterati a percorsi iconografici storico-artistici a essi ispirati o che, al contrario, ne hanno costituito una fonte di ispirazione. In una conduzione a due voci, alternando i punti di vista, le serate - pensate per un pubblico sia di neofiti, che di appassionati e di addetti ai lavori - propongono un modo nuovo, interessante e, soprattutto, molto piacevole, di indagare la storia dell’arte e della letteratura di tutti i tempi. A ingresso libero in sala Picasso. La serata del 4 febbraio prevede anche la partecipazione di Lorenzo Vergani.Il calendario
11 novembre 2026
Prosegue il format, proposto da Simona Bartolena e Alessandro Pazzi, che accosta la lettura di brani tratti da opere di celebri letterati a percorsi iconografici storico-artistici a essi ispirati o che, al contrario, ne hanno costituito una fonte di ispirazione. In una conduzione a due voci, alternando i punti di vista, le serate - pensate per un pubblico sia di neofiti, che di appassionati e di addetti ai lavori - propongono un modo nuovo, interessante e, soprattutto, molto piacevole, di indagare la storia dell’arte e della letteratura di tutti i tempi. A ingresso libero in sala Picasso. La serata del 4 febbraio prevede anche la partecipazione di Lorenzo Vergani.Il calendario
11 novembre 2026
NONDORMONOSULLACOLLINA.
Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Dora Maar
Tre grandi donne di epoche diverse che, con la loro arte e il loro ingegno, hanno osato mette in ombra la controparte maschile, pagandone tragicamente le conseguenze.
*incontro inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente4 febbraio 2027Il bello e il brutto Categorie oggettive oppure giudizi opinabili e soggettivi? Cosa sono il brutto e il bello nell’arte e nella letteratura? Chi ha stabilito che l’arte debba essere bella? Una serata che indaga i possibili volti del bello e del brutto: a scegliere cosa preferire sarà il pubblico, coinvolto nella selezione dei brani da leggere.4 marzo 2027Il mondo araboTra arte e letteratura un viaggio nelle atmosfere mediorientali e nord africane, per un “Dialogo dell’arte” che indaga il fascino del mondo arabo indagandolo da prospettive diverse.
8 aprile 2027
*incontro inserito all’interno del festival Binario donne. Sguardi al femminile sul presente4 febbraio 2027Il bello e il brutto Categorie oggettive oppure giudizi opinabili e soggettivi? Cosa sono il brutto e il bello nell’arte e nella letteratura? Chi ha stabilito che l’arte debba essere bella? Una serata che indaga i possibili volti del bello e del brutto: a scegliere cosa preferire sarà il pubblico, coinvolto nella selezione dei brani da leggere.4 marzo 2027Il mondo araboTra arte e letteratura un viaggio nelle atmosfere mediorientali e nord africane, per un “Dialogo dell’arte” che indaga il fascino del mondo arabo indagandolo da prospettive diverse.
8 aprile 2027
Albert Camus
Un viaggio nella scrittura del grande letterato e dell’arte del suo tempo.
Opere in mostra. Artista in opera
Residenze d’artista al Binario 7Da febbraio a marzo 2027
Per un artista avere, anche solo per un breve periodo, uno spazio ampio e luminoso nel quale lavorare è sempre un bene prezioso, ma se quello spazio è inserito in un contesto vivace e culturalmente molto fertile, allora l’opportunità diventa ancora più interessante e foriera di motivi di riflessione e possibilità di confronto.
La sala espositiva Fellini, nella sede del Binario 7, ha sempre ospitato mostre di arti visive, con un’alternanza di mostre storiche, esposizioni collettive a tema e personali di artisti emergenti. Grazie a questo nuovo progetto, dalla scorsa primavera, questo spazio si è trasformato in un atelier molto particolare: un luogo nel quale la ricerca dell’artista diventa azione pubblica e condivisa, dove i frequentatori e le frequentatrici del Binario 7 entrano in contatto diretto con il processo creativo e osservano (da vicino o da lontano) l’artista al lavoro.
Si tratta dunque di una residenza molto particolare, pensata per avvicinare un pubblico eterogeneo al fare arte, per rendere l’artista protagonista di momenti condivisi, nei quali potersi raccontare e rendere partecipi i visitatori e le visitatrici delle ragioni più profonde della loro ricerca, ma anche per mettere l’artista in relazione con il mondo del teatro, in un ambiente ricco di stimoli quale quello del Binario 7.
La sala espositiva Fellini sarà destinata al progetto Opere in mostra, artista in opera da febbraio a giugno 2027. Per partecipare è necessario inviare entro il 31 ottobre una proposta: tutti i dettagli nel bando.
RADIO BINARIO 7
Dieci anni (più uno, ormai) di Radio Binario 7 vogliono dire migliaia di ore di diretta streaming, centinaia di interviste, decine e decine di spettacoli, corsi e progetti presentati e raccontati. Vuol dire un patrimonio di notizie e informazioni, nozioni e storie gratuitamente disponibili online, sempre e per chiunque. Radio Binario 7 nasce nel 2016 come web radio dedicata al mondo del teatro, per dare voce agli attori, ai registi, alle compagnie emergenti e a quelle più storiche: a tutti gli artisti nei cartelloni di sala Chaplin e di sala Picasso. Per presentare gli insegnanti e gli allievi della sua Scuola di teatro. Ma il Binario 7 è anche una casa della cultura, delle arti tutte, aperta alle contaminazioni con il territorio, al dibattito e al confronto. Il palinsesto si è arricchito, e non poteva che essere così: all'aspetto artistico e letterario ha affiancato trasmissioni dedicate al mondo del terzo settore del territorio, allo sport, alla cronaca locale, a cicli di approfondimenti tematici, così da raggiungere un numero sempre maggiore di spettatori. Dieci anni sono un traguardo importante, da festeggiare con una nuova stagione.
Il palinsestoCon il coordinamento di Gregory Bonalumi, il lunedì si confermano gli appuntamenti di "Terzo Binario" e di "Terzo Binario. Il bello della rete", dedicati al mondo del terzo settore del territorio. Il martedì con "Spoiler" si presentano gli spettacoli in arrivo nel weekend in sala Chaplin e in sala Picasso, mentre il mercoledì spazio al calcio e agli sport integrati con "40° minuto". Il giovedì tornano gli appuntamenti di "Binario Arte" con la partecipazione della storica dell’arte Simona Bartolena, mentre il venerdì arrivano gli approfondimenti dedicati alla nuova rassegna "Teatro+Tempo Cinema". Novità di quest’anno la pubblicazione del primo podcast firmato Teatro Binario 7: “Un’altra verità” è costituito da quattro puntate online e uno spettacolo-evento live, nuova produzione della Compagnia Teatro Binario 7, in sala Chaplin dal 13 al 16 maggio 2027.
BIGLIETTI
Stagione di prosa TEATRO+TEMPO PRESENTE
- INTERO: € 20
- RIDOTTO*: € 15
- UNDER 18: € 6
- ALLIEVI SCUOLA DI TEATRO BINARIO 7: € 10
- TITOLARI CARTA EFFE FELTRINELLI: € 17 per gli spettacoli Teatro+Tempo Presente; € 10 per le produzioni Compagnia Teatro Binario 7
- TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 15
Stagione di prosa L’ALTRO BINARIO
− INTERO: € 15
− RIDOTTO*: € 12
− UNDER 18: € 6
− ALLIEVI SCUOLA DI TEATRO BINARIO 7: € 10
− TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 12
Stagione musicale TERRA. MUSICA, VOCI E PAESAGGI SONORI
− INTERO: € 15
− RIDOTTO*: € 12
− UNDER 18: € 6
− ALLIEVI SCUOLA TEATRO BINARIO 7: € 10
− TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 12
Stagione TEATRO + TEMPO FAMIGLIE
− INTERO: € 8
− UNDER 14: € 6
Stagione TEATRO + TEMPO CINEMA
- BIGLIETTO UNICO € 5
Stagione TEATRO + TEMPO EVENTI
I MERCOLEDÌ DELLA POESIA
- BIGLIETTO UNICO: € 10
DANZA
- INTERO: € 15
- RIDOTTO*: € 10
PAESAGGI TEATRALI- UNICO: € 8
*Riduzione valida per minori di 25 anni, maggiori di 65 anni e abbonati a posto fisso
ABBONAMENTI
TEATRO+TEMPO PRESENTE abbonamento a 13 SPETTACOLI A POSTO FISSO
- SABATO sera INTERO: € 168; RIDOTTO*: € 140
- DOMENICA pomeriggio: UNICO € 140
- UNDER 18: € 70
TERRA. MUSICA, VOCI E PAESAGGI SONORI abbonamento a 8 CONCERTI A POSTO FISSO
- INTERO: € 70
- RIDOTTO*: € 62
- UNDER 18: € 40
- CARNET 5 CONCERTI A POSTO LIBERO: € 50
[rinnovo abbonamenti a posto fisso: intero € 64, ridotto* € 56]
CARNET PASSEPARTOUT: abbonamento a 5 INGRESSI A POSTI LIBERO
- INTERO: € 65
- RIDOTTO*: € 50
Valido per tutte le rassegne del Teatro Binario 7 e per la stagione di Binario Nova al teatro comunale di Nova Milanese, esclusi gli spettacoli di Capodanno.
*Riduzione valida per minori di 25 anni, maggiori di 65 anni, allievi Scuola TB7 e abbonati a posto fisso
CARNET I MERCOLEDÌ DELLA POESIA: 3 SERATE A POSTO FISSO
- UNICO: € 24
CARNET TEATRO+TEMPO CINEMA: 3 SERATE
- UNICO: € 12
ORARI BIGLIETTERIA
La biglietteria è aperta al pubblico:
da martedì a venerdì dalle 15 alle 19: in caso di spettacolo riapre un'ora prima dell'inizio;sabato dalle 16:30 alle 19: in caso di spettacolo orario continuato fino alle 21;domenica dalle 15 in caso di spettacoli pomeridiani e dalle 19:30 in caso di spettacoli serali.
COMPAGNIA TEATRO BINARIO 7
Opere in mostra. Artista in opera
Residenze d’artista al Binario 7Da febbraio a marzo 2027
Per un artista avere, anche solo per un breve periodo, uno spazio ampio e luminoso nel quale lavorare è sempre un bene prezioso, ma se quello spazio è inserito in un contesto vivace e culturalmente molto fertile, allora l’opportunità diventa ancora più interessante e foriera di motivi di riflessione e possibilità di confronto.
La sala espositiva Fellini, nella sede del Binario 7, ha sempre ospitato mostre di arti visive, con un’alternanza di mostre storiche, esposizioni collettive a tema e personali di artisti emergenti. Grazie a questo nuovo progetto, dalla scorsa primavera, questo spazio si è trasformato in un atelier molto particolare: un luogo nel quale la ricerca dell’artista diventa azione pubblica e condivisa, dove i frequentatori e le frequentatrici del Binario 7 entrano in contatto diretto con il processo creativo e osservano (da vicino o da lontano) l’artista al lavoro.
Si tratta dunque di una residenza molto particolare, pensata per avvicinare un pubblico eterogeneo al fare arte, per rendere l’artista protagonista di momenti condivisi, nei quali potersi raccontare e rendere partecipi i visitatori e le visitatrici delle ragioni più profonde della loro ricerca, ma anche per mettere l’artista in relazione con il mondo del teatro, in un ambiente ricco di stimoli quale quello del Binario 7.
La sala espositiva Fellini sarà destinata al progetto Opere in mostra, artista in opera da febbraio a giugno 2027. Per partecipare è necessario inviare entro il 31 ottobre una proposta: tutti i dettagli nel bando.
RADIO BINARIO 7
Dieci anni (più uno, ormai) di Radio Binario 7 vogliono dire migliaia di ore di diretta streaming, centinaia di interviste, decine e decine di spettacoli, corsi e progetti presentati e raccontati. Vuol dire un patrimonio di notizie e informazioni, nozioni e storie gratuitamente disponibili online, sempre e per chiunque. Radio Binario 7 nasce nel 2016 come web radio dedicata al mondo del teatro, per dare voce agli attori, ai registi, alle compagnie emergenti e a quelle più storiche: a tutti gli artisti nei cartelloni di sala Chaplin e di sala Picasso. Per presentare gli insegnanti e gli allievi della sua Scuola di teatro. Ma il Binario 7 è anche una casa della cultura, delle arti tutte, aperta alle contaminazioni con il territorio, al dibattito e al confronto. Il palinsesto si è arricchito, e non poteva che essere così: all'aspetto artistico e letterario ha affiancato trasmissioni dedicate al mondo del terzo settore del territorio, allo sport, alla cronaca locale, a cicli di approfondimenti tematici, così da raggiungere un numero sempre maggiore di spettatori. Dieci anni sono un traguardo importante, da festeggiare con una nuova stagione.
Il palinsestoCon il coordinamento di Gregory Bonalumi, il lunedì si confermano gli appuntamenti di "Terzo Binario" e di "Terzo Binario. Il bello della rete", dedicati al mondo del terzo settore del territorio. Il martedì con "Spoiler" si presentano gli spettacoli in arrivo nel weekend in sala Chaplin e in sala Picasso, mentre il mercoledì spazio al calcio e agli sport integrati con "40° minuto". Il giovedì tornano gli appuntamenti di "Binario Arte" con la partecipazione della storica dell’arte Simona Bartolena, mentre il venerdì arrivano gli approfondimenti dedicati alla nuova rassegna "Teatro+Tempo Cinema". Novità di quest’anno la pubblicazione del primo podcast firmato Teatro Binario 7: “Un’altra verità” è costituito da quattro puntate online e uno spettacolo-evento live, nuova produzione della Compagnia Teatro Binario 7, in sala Chaplin dal 13 al 16 maggio 2027.
BIGLIETTI
Stagione di prosa TEATRO+TEMPO PRESENTE
- INTERO: € 20
- RIDOTTO*: € 15
- UNDER 18: € 6
- ALLIEVI SCUOLA DI TEATRO BINARIO 7: € 10
- TITOLARI CARTA EFFE FELTRINELLI: € 17 per gli spettacoli Teatro+Tempo Presente; € 10 per le produzioni Compagnia Teatro Binario 7
- TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 15
Stagione di prosa L’ALTRO BINARIO
− INTERO: € 15
− RIDOTTO*: € 12
− UNDER 18: € 6
− ALLIEVI SCUOLA DI TEATRO BINARIO 7: € 10
− TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 12
Stagione musicale TERRA. MUSICA, VOCI E PAESAGGI SONORI
− INTERO: € 15
− RIDOTTO*: € 12
− UNDER 18: € 6
− ALLIEVI SCUOLA TEATRO BINARIO 7: € 10
− TITOLARI TESSERA LIBRACCIO: € 12
Stagione TEATRO + TEMPO FAMIGLIE
− INTERO: € 8
− UNDER 14: € 6
Stagione TEATRO + TEMPO CINEMA
- BIGLIETTO UNICO € 5
Stagione TEATRO + TEMPO EVENTI
I MERCOLEDÌ DELLA POESIA
- BIGLIETTO UNICO: € 10
DANZA
- INTERO: € 15
- RIDOTTO*: € 10
PAESAGGI TEATRALI- UNICO: € 8
*Riduzione valida per minori di 25 anni, maggiori di 65 anni e abbonati a posto fisso
ABBONAMENTI
TEATRO+TEMPO PRESENTE abbonamento a 13 SPETTACOLI A POSTO FISSO
- SABATO sera INTERO: € 168; RIDOTTO*: € 140
- DOMENICA pomeriggio: UNICO € 140
- UNDER 18: € 70
TERRA. MUSICA, VOCI E PAESAGGI SONORI abbonamento a 8 CONCERTI A POSTO FISSO
- INTERO: € 70
- RIDOTTO*: € 62
- UNDER 18: € 40
- CARNET 5 CONCERTI A POSTO LIBERO: € 50
[rinnovo abbonamenti a posto fisso: intero € 64, ridotto* € 56]
CARNET PASSEPARTOUT: abbonamento a 5 INGRESSI A POSTI LIBERO
- INTERO: € 65
- RIDOTTO*: € 50
Valido per tutte le rassegne del Teatro Binario 7 e per la stagione di Binario Nova al teatro comunale di Nova Milanese, esclusi gli spettacoli di Capodanno.
*Riduzione valida per minori di 25 anni, maggiori di 65 anni, allievi Scuola TB7 e abbonati a posto fisso
CARNET I MERCOLEDÌ DELLA POESIA: 3 SERATE A POSTO FISSO
- UNICO: € 24
CARNET TEATRO+TEMPO CINEMA: 3 SERATE
- UNICO: € 12
ORARI BIGLIETTERIA
La biglietteria è aperta al pubblico:
da martedì a venerdì dalle 15 alle 19: in caso di spettacolo riapre un'ora prima dell'inizio;sabato dalle 16:30 alle 19: in caso di spettacolo orario continuato fino alle 21;domenica dalle 15 in caso di spettacoli pomeridiani e dalle 19:30 in caso di spettacoli serali.
COMPAGNIA TEATRO BINARIO 7
Compagnia di produzione e diffusione teatrale diretta da Corrado Accordino
La compagnia di produzione e diffusione teatrale diretta da Corrado Accordino nasce nel 1992 come La Danza Immobile, occupandosi fin da subito di produzione e diffusione di proposte teatrali sul territorio della Brianza. Dal 2005 alla Compagnia viene affidata, con la collaborazione di Elio De Capitani, la gestione e la programmazione del Binario 7 di Monza. Assecondando una completa simbiosi poetica e di intenti con la sua sede operativa, negli ultimi anni la compagnia assume il nome di Compagnia Teatro Binario 7.
Tappe fondamentali
Anno 2026 Il festival “Binario Donne” viene sostenuto da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza attraverso il bando “Cultura per tutti” dedicato alla promozione di attività culturali.Anno 2026 La Danza Immobile vince il bando promosso da Regione Lombardia per il “Finanziamento di progetti per adeguamento strutturale e tecnologico di sale destinate ad attività di spettacolo”.Anno 2025 La Danza Immobile riceve la conferma di essere tra gli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura, per il triennio 2025-2027.Anno 2025 A La Danza Immobile vengono confermate le certificazioni UNI ISO 45001:2018 per la salute e la sicurezza sul lavoro (numero certificato: 9192.LDZ2) e per la gestione aziendale (numero certificato: 9159.LDZ1).
Anno 2025 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma di esercitare “attività di rilevanza regionale nel settore dello spettacolo” per il triennio 2025-2027.
Anno 2024 La Danza Immobile riceve la conferma di essere tra gli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura.Anno 2024 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma del riconoscimento di "soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo".Anno 2023 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma del riconoscimento di "soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo".
Anno 2023 La Danza Immobile vince il bando per l'organizzazione della rassegna teatrale del Comune di Bovisio Masciago per il biennio 2023-2024.
Anno 2023 Il progetto Binario Arte viene sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza attraverso il bando “Cultura per tutti” dedicato alla promozione di attività culturali.
Anno 2023 La Danza Immobile vince il Bando Emblematici Provinciali promosso da Fondazione Cariplo e da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza per il progetto “TikiCatering”, che porterà a riqualificare gli spazi del bar all’ultimo piano dell’edificio ed avviare una nuova attività di catering con il coinvolgimento di persone con disabilità.
Anno 2023 Lo spettacolo "La casa degli spiriti" si classifica primo al Concorso internazionale corti teatrali site-specific "Donne da Palcoscenico 2023".
Anno 2022 La Danza Immobile firma con l’amministrazione comunale di Nova Milanese una convenzione di coprogettazione riservata agli enti di Terzo settore per la gestione delle attività artistiche del teatro comunale dal 2022 al 2026.Anno 2022 Per il triennio 2022-2024 La Danza Immobile entra a far parte degli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura.Anno 2021 La Danza Immobile vince il bando per l’organizzazione della rassegna teatrale del Comune di Bovisio Masciago.
Anno 2019 La Danza Immobile vince il bando per l’organizzazione della rassegna teatrale che si tiene a Lissone, a Palazzo Terragni.
Anno 2018 La Danza immobile vince il bando di Regione Lombardia per il finanziamento di progetti per “adeguamento strutturale e tecnologico di sale destinate ad attività di spettacolo e acquisto e installazione di apparecchiature digitali per la proiezione” – art. 42 c.1 lett.c l.r. 25/2016.
Anno 2018 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia il riconoscimento di essere uno dei “soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo” per il triennio 2018-20.
Anno 2018 Lo spettacolo “Sognando la Kamchatka” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2018, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2018 La danza immobile vince il bando Avviso Unico Cultura 2018 nell’ambito “Produzione teatrale - Iniziative triennali” per il triennio 2018-2020.
Anno 2017 Lo spettacolo “Come sono diventato stupido” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2017, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2017 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2017 Il Comune di Nova Milanese proroga per le stagioni 2017/18 e 2018/19 il contratto per la gestione dell’auditorium comunale.
Anno 2017 Il Comune di Agrate Brianza affida a La Danza Immobile la progettazione e la realizzazione degli eventi estivi per l’anno 2018.
Anno 2017 La Danza Immobile, in collaborazione con l’associazione culturale T.L.L.T vince il bando triennale Fondazione Cariplo “Cultura Sostenibile” con il progetto “T.L.L.T. il teatro nel quartiere”.Anno 2017 La Danza Immobile assume la gestione operativa del teatro Libero di Milano.
Anno 2016 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2016 La Danza Immobile vince il bando triennale Fondazione Cariplo “Patrimonio culturale per lo sviluppo” con il progetto “Binario 7 il Centro delle Arti. Riqualificazione funzionale e potenziamento delle attività dello spazio polifunzionale Urban Center di Monza”.
Anno 2016 Lo spettacolo “Uno che conoscevo” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2016, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2016 La Danza Immobile vince il bando INAIL ISI 2015 per Progetti di investimento o adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Anno 2016 Dopo aver presentato un progetto all’amministrazione comunale in base al D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50 art. 153 “Finanza di progetto”, l’associazione viene dichiarata assegnataria della concessione per la gestione dell’intero edificio Urban Center “Binario 7” per dodici anni, dal 01/08/2016 al 31/07/2028.
Anno 2015 Lo spettacolo “I due Cyrano” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2015, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2015 Il Comune di Nova Milanese affida a La Danza Immobile la realizzazione della stagione teatrale negli spazi dell’auditorium comunale per l’anno 2016.
Anno 2015 La Danza Immobile stipula con Regione Lombardia una convenzione triennale, 2015–2017, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2015 Il Comune di Monza proroga il contratto in essere per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2015/2016.
Anno 2015 Lo spettacolo “All’asta la Villa Reale” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph
performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2015 organizzato dalla Provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2015 Il Comune di Agrate Brianza affida a La Danza Immobile la realizzazione delle stagioni teatrali negli spazi del teatro Duse per gli anni 2015 e 2016 e della stagione di Teatro Ragazzi presso l’auditorium Mario Rigoni Stern per l’anno 2016.
Anno 2015 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2014 Il Comune di Monza proroga il contratto in essere per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2014/2015.
Anno 2014 La Danza Immobile è selezionata per la realizzazione di un evento teatrale durante i festeggiamenti per la riapertura della Villa Reale di Monza.Anno 2014 Lo spettacolo “La Danza Immobile” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2014, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2014 Lo spettacolo “La Bella e la Bestia ovvero la storia d’Amore e Psiche” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2014 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza e da Fondazione Cariplo.Anno 2014 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2014 Regione Lombardia conferma a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo” per l’anno 2014.
Anno 2013 Regione Lombardia conferma la convenzione triennale, 2012–2014, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2013 Lo spettacolo “Mia moglie parla strano” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2013, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2013 Lo spettacolo “La Tragedia del Grande Inquisitore” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2012 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2013 La Danza Immobile stipula direttamente con il Comune di Monza un contratto per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2013/2014.
Anno 2013 Corrado Accordino assume la co-direzione artistica del teatro Libero di Milano.
Anno 2013 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2013 Regione Lombardia conferma a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo” per l’anno 2013.
Anno 2012 La Danza Immobile stipula con Regione Lombardia una convenzione triennale, 2012- 2014, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2012 Lo spettacolo “Assalto ai Bambini” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2012, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2012 La Danza Immobile entra a far parte dell’Associazione Culturale “T.L.L.T. Teatro Libero Liberi Teatri” per la gestione del teatro Libero di Milano.
Anno 2012 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa proroga il contratto per la gestione del Teatro Binario 7 per la stagione 2012/2013.Anno 2012 Lo spettacolo “I menù del Re” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2012 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2012 La Danza Immobile ottiene il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione
aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza sul lavoro.
Anno 2012 Regione Lombardia attribuisce a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo”.
Anno 2011 Fondazione Cariplo assegna a La Danza Immobile un contributo triennale, 2012 - 2014, per il progetto “Tre anni per ridurre le distanze” presentato per il bando “Promuovere la buona gestione nel campo della cultura”.
Anno 2011 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa proroga il contratto per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2011/2012.
Anno 2011 Gli spettacoli “Il labirinto di Alice”, “Agorà” e “I Viaggi della seta” vengono selezionati tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2011 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza. “La Danza Immobile” viene individuata come referente organizzativo e artistico per l’intero progetto.
Anno 2011 Lo spettacolo “Il raffreddore dei pesci rossi” viene selezionato per il Festival nazionale di teatro per i ragazzi di Vimercate “Una Città per gioco”.
Anno 2010 Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo annuale per “Attività di compagnie teatrali a carattere permanente”.
Anno 2010 Lo spettacolo “Il raffreddore dei pesci rossi” viene selezionato per il Festival Nazionale di teatro per ragazzi di Padova.
Anno 2009 Lo spettacolo “La Ballata dei Suicidi” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2009, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2009 La giunta di Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo per il progetto “Atelier - L’Arte del dialogo” presso il Teatro Filodrammatici di Milano.
Anno 2008 Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo annuale per “Attività di compagnie teatrali a carattere permanente”.
Anno 2008 L’Accademia dei Filodrammatici di Milano assegna a La Danza Immobile la gestione del Teatro Filodrammatici di Milano per le stagioni 2008/09, 2009/10 e 2010/11. Corrado Accordino assume la co-direzione artistica del teatro dal 2008 al 2012.
Anno 2006 La Provincia di Monza e Brianza affida a La Danza Immobile la progettazione e la
realizzazione dell’abbonamento itinerante “OpenTeatro” e della pubblicazione “Palcoscenici”.
Anno 2005 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa assegna a La Danza Immobile la gestione del nuovo teatro Binario 7 per sei stagioni.Anno 2000 Dalla stagione 2000/01 e fino alla stagione 2003/04 La Danza Immobile progetta e realizza il cartellone Teatro+Tempo Presente negli spazi dello storico teatro Villoresi di piazza Carrobiolo a Monza (MB). Le prime due stagioni vengono realizzate in maniera completamente indipendente. Dalla terza stagione l’amministrazione comunale concede un piccolo contributo.
Anno 1992 L’associazione culturale “Il Laboratorio dell’Immaginario - La Danza Immobile” viene costituita con atto pubblico notarile.
Scuola di Teatro Binario 7
La compagnia di produzione e diffusione teatrale diretta da Corrado Accordino nasce nel 1992 come La Danza Immobile, occupandosi fin da subito di produzione e diffusione di proposte teatrali sul territorio della Brianza. Dal 2005 alla Compagnia viene affidata, con la collaborazione di Elio De Capitani, la gestione e la programmazione del Binario 7 di Monza. Assecondando una completa simbiosi poetica e di intenti con la sua sede operativa, negli ultimi anni la compagnia assume il nome di Compagnia Teatro Binario 7.
Tappe fondamentali
Anno 2026 Il festival “Binario Donne” viene sostenuto da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza attraverso il bando “Cultura per tutti” dedicato alla promozione di attività culturali.Anno 2026 La Danza Immobile vince il bando promosso da Regione Lombardia per il “Finanziamento di progetti per adeguamento strutturale e tecnologico di sale destinate ad attività di spettacolo”.Anno 2025 La Danza Immobile riceve la conferma di essere tra gli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura, per il triennio 2025-2027.Anno 2025 A La Danza Immobile vengono confermate le certificazioni UNI ISO 45001:2018 per la salute e la sicurezza sul lavoro (numero certificato: 9192.LDZ2) e per la gestione aziendale (numero certificato: 9159.LDZ1).
Anno 2025 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma di esercitare “attività di rilevanza regionale nel settore dello spettacolo” per il triennio 2025-2027.
Anno 2024 La Danza Immobile riceve la conferma di essere tra gli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura.Anno 2024 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma del riconoscimento di "soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo".Anno 2023 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia la conferma del riconoscimento di "soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo".
Anno 2023 La Danza Immobile vince il bando per l'organizzazione della rassegna teatrale del Comune di Bovisio Masciago per il biennio 2023-2024.
Anno 2023 Il progetto Binario Arte viene sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza attraverso il bando “Cultura per tutti” dedicato alla promozione di attività culturali.
Anno 2023 La Danza Immobile vince il Bando Emblematici Provinciali promosso da Fondazione Cariplo e da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza per il progetto “TikiCatering”, che porterà a riqualificare gli spazi del bar all’ultimo piano dell’edificio ed avviare una nuova attività di catering con il coinvolgimento di persone con disabilità.
Anno 2023 Lo spettacolo "La casa degli spiriti" si classifica primo al Concorso internazionale corti teatrali site-specific "Donne da Palcoscenico 2023".
Anno 2022 La Danza Immobile firma con l’amministrazione comunale di Nova Milanese una convenzione di coprogettazione riservata agli enti di Terzo settore per la gestione delle attività artistiche del teatro comunale dal 2022 al 2026.Anno 2022 Per il triennio 2022-2024 La Danza Immobile entra a far parte degli organismi di programmazione teatrale selezionati dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, promosso dal Ministero della Cultura.Anno 2021 La Danza Immobile vince il bando per l’organizzazione della rassegna teatrale del Comune di Bovisio Masciago.
Anno 2019 La Danza Immobile vince il bando per l’organizzazione della rassegna teatrale che si tiene a Lissone, a Palazzo Terragni.
Anno 2018 La Danza immobile vince il bando di Regione Lombardia per il finanziamento di progetti per “adeguamento strutturale e tecnologico di sale destinate ad attività di spettacolo e acquisto e installazione di apparecchiature digitali per la proiezione” – art. 42 c.1 lett.c l.r. 25/2016.
Anno 2018 La Danza Immobile ottiene da Regione Lombardia il riconoscimento di essere uno dei “soggetti che svolgono attività di rilevanza regionale nei settori della promozione educativa culturale e dello spettacolo” per il triennio 2018-20.
Anno 2018 Lo spettacolo “Sognando la Kamchatka” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2018, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2018 La danza immobile vince il bando Avviso Unico Cultura 2018 nell’ambito “Produzione teatrale - Iniziative triennali” per il triennio 2018-2020.
Anno 2017 Lo spettacolo “Come sono diventato stupido” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2017, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2017 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2017 Il Comune di Nova Milanese proroga per le stagioni 2017/18 e 2018/19 il contratto per la gestione dell’auditorium comunale.
Anno 2017 Il Comune di Agrate Brianza affida a La Danza Immobile la progettazione e la realizzazione degli eventi estivi per l’anno 2018.
Anno 2017 La Danza Immobile, in collaborazione con l’associazione culturale T.L.L.T vince il bando triennale Fondazione Cariplo “Cultura Sostenibile” con il progetto “T.L.L.T. il teatro nel quartiere”.Anno 2017 La Danza Immobile assume la gestione operativa del teatro Libero di Milano.
Anno 2016 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2016 La Danza Immobile vince il bando triennale Fondazione Cariplo “Patrimonio culturale per lo sviluppo” con il progetto “Binario 7 il Centro delle Arti. Riqualificazione funzionale e potenziamento delle attività dello spazio polifunzionale Urban Center di Monza”.
Anno 2016 Lo spettacolo “Uno che conoscevo” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2016, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2016 La Danza Immobile vince il bando INAIL ISI 2015 per Progetti di investimento o adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Anno 2016 Dopo aver presentato un progetto all’amministrazione comunale in base al D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50 art. 153 “Finanza di progetto”, l’associazione viene dichiarata assegnataria della concessione per la gestione dell’intero edificio Urban Center “Binario 7” per dodici anni, dal 01/08/2016 al 31/07/2028.
Anno 2015 Lo spettacolo “I due Cyrano” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2015, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2015 Il Comune di Nova Milanese affida a La Danza Immobile la realizzazione della stagione teatrale negli spazi dell’auditorium comunale per l’anno 2016.
Anno 2015 La Danza Immobile stipula con Regione Lombardia una convenzione triennale, 2015–2017, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2015 Il Comune di Monza proroga il contratto in essere per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2015/2016.
Anno 2015 Lo spettacolo “All’asta la Villa Reale” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph
performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2015 organizzato dalla Provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2015 Il Comune di Agrate Brianza affida a La Danza Immobile la realizzazione delle stagioni teatrali negli spazi del teatro Duse per gli anni 2015 e 2016 e della stagione di Teatro Ragazzi presso l’auditorium Mario Rigoni Stern per l’anno 2016.
Anno 2015 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2014 Il Comune di Monza proroga il contratto in essere per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2014/2015.
Anno 2014 La Danza Immobile è selezionata per la realizzazione di un evento teatrale durante i festeggiamenti per la riapertura della Villa Reale di Monza.Anno 2014 Lo spettacolo “La Danza Immobile” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2014, promosso da AGIS e Regione Lombardia.
Anno 2014 Lo spettacolo “La Bella e la Bestia ovvero la storia d’Amore e Psiche” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2014 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza e da Fondazione Cariplo.Anno 2014 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2014 Regione Lombardia conferma a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo” per l’anno 2014.
Anno 2013 Regione Lombardia conferma la convenzione triennale, 2012–2014, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2013 Lo spettacolo “Mia moglie parla strano” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2013, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2013 Lo spettacolo “La Tragedia del Grande Inquisitore” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2012 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2013 La Danza Immobile stipula direttamente con il Comune di Monza un contratto per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2013/2014.
Anno 2013 Corrado Accordino assume la co-direzione artistica del teatro Libero di Milano.
Anno 2013 A La Danza Immobile vengono confermati il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza degli ambienti di lavoro.
Anno 2013 Regione Lombardia conferma a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo” per l’anno 2013.
Anno 2012 La Danza Immobile stipula con Regione Lombardia una convenzione triennale, 2012- 2014, per la “Realizzazione di attività di produzione teatrale”.
Anno 2012 Lo spettacolo “Assalto ai Bambini” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2012, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2012 La Danza Immobile entra a far parte dell’Associazione Culturale “T.L.L.T. Teatro Libero Liberi Teatri” per la gestione del teatro Libero di Milano.
Anno 2012 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa proroga il contratto per la gestione del Teatro Binario 7 per la stagione 2012/2013.Anno 2012 Lo spettacolo “I menù del Re” è selezionato tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2012 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza con la collaborazione di Fondazione Cariplo.
Anno 2012 La Danza Immobile ottiene il Certificato di Qualità ISO 9001:2008 per la gestione
aziendale e il Certificato BS OHSAS 18001:2007 per la sicurezza sul lavoro.
Anno 2012 Regione Lombardia attribuisce a La Danza Immobile il “Riconoscimento di rilevanza regionale dei soggetti che svolgono attività di spettacolo”.
Anno 2011 Fondazione Cariplo assegna a La Danza Immobile un contributo triennale, 2012 - 2014, per il progetto “Tre anni per ridurre le distanze” presentato per il bando “Promuovere la buona gestione nel campo della cultura”.
Anno 2011 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa proroga il contratto per la gestione del teatro Binario 7 per la stagione 2011/2012.
Anno 2011 Gli spettacoli “Il labirinto di Alice”, “Agorà” e “I Viaggi della seta” vengono selezionati tra gli eventi dell’iniziativa “ph performing Heritage” Distretto Culturale Evoluto 2011 organizzato dalla provincia di Monza e Brianza. “La Danza Immobile” viene individuata come referente organizzativo e artistico per l’intero progetto.
Anno 2011 Lo spettacolo “Il raffreddore dei pesci rossi” viene selezionato per il Festival nazionale di teatro per i ragazzi di Vimercate “Una Città per gioco”.
Anno 2010 Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo annuale per “Attività di compagnie teatrali a carattere permanente”.
Anno 2010 Lo spettacolo “Il raffreddore dei pesci rossi” viene selezionato per il Festival Nazionale di teatro per ragazzi di Padova.
Anno 2009 Lo spettacolo “La Ballata dei Suicidi” è selezionato per “Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” edizione 2009, promosso da AGIS e da Regione Lombardia.
Anno 2009 La giunta di Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo per il progetto “Atelier - L’Arte del dialogo” presso il Teatro Filodrammatici di Milano.
Anno 2008 Regione Lombardia assegna a La Danza Immobile un contributo annuale per “Attività di compagnie teatrali a carattere permanente”.
Anno 2008 L’Accademia dei Filodrammatici di Milano assegna a La Danza Immobile la gestione del Teatro Filodrammatici di Milano per le stagioni 2008/09, 2009/10 e 2010/11. Corrado Accordino assume la co-direzione artistica del teatro dal 2008 al 2012.
Anno 2006 La Provincia di Monza e Brianza affida a La Danza Immobile la progettazione e la
realizzazione dell’abbonamento itinerante “OpenTeatro” e della pubblicazione “Palcoscenici”.
Anno 2005 L’amministrazione comunale di Monza attraverso la società partecipata Scenaperta Spa assegna a La Danza Immobile la gestione del nuovo teatro Binario 7 per sei stagioni.Anno 2000 Dalla stagione 2000/01 e fino alla stagione 2003/04 La Danza Immobile progetta e realizza il cartellone Teatro+Tempo Presente negli spazi dello storico teatro Villoresi di piazza Carrobiolo a Monza (MB). Le prime due stagioni vengono realizzate in maniera completamente indipendente. Dalla terza stagione l’amministrazione comunale concede un piccolo contributo.
Anno 1992 L’associazione culturale “Il Laboratorio dell’Immaginario - La Danza Immobile” viene costituita con atto pubblico notarile.
Scuola di Teatro Binario 7
Piano didattico 2026/27
Corsi sette giorni su sette in tre sedi - Monza, Vimercate e Nova Milanese - condotti da insegnanti attori professionisti e qualificati. Il piano didattico 2025/26 della Scuola di Teatro Binario 7 si conferma più ricco che mai, con cinque corsi per bambini dai 6 ai 10 anni e uno per i piccoli di 4 e 5 anni, sette corsi rivolti alla fascia di età 11-14 anni e dieci corsi per ragazzi dai 14 ai 18 anni, a cui si aggiunge la conferma del corso intensivo adolescenti. Poi: sei corsi di avvicinamento al teatro a Monza (di questi due rivolti a giovani dai 18 ai 25 anni e uno dedicato al teatro comico), uno a Nova Milanese e uno a Vimercate e, ancora, sei corsi intermedi e cinque avanzati. In calendario anche sei laboratori brevi a Monza e due Nova Milanese, due laboratori annuali e tre seminari di danza. Tra i corsi tecnici, oltre alle conferme (come ad esempio canto, dizione e voce), anche alcune novità, tra cui lettura espressiva e scrittura drammaturgica. I corsi non si svolgeranno solo in fascia pomeridiana e serale: in arrivo anche un corso di teatro a colazione e uno rivolto alle neomamme. Gli allievi della Scuola avranno l’opportunità di mettere in pratica quanto imparato in occasione dei PaeSaggi Teatrali, previsti a metà e alla fine dell’anno di corsi. Il piano didattico sarà disponibile online da venerdì 4 luglio sul sito binario7.org e l’occasione per avvicinarsi alle attività della Scuola sarà l'open week in calendario a settembre.Corsi di recitazione dai 4 ai 99 anniCorso bambine e bambini 4-5 anni, 6-10 anni, 8-10 anni. Un percorso di scoperta e crescita attraverso il gioco. Un gioco consapevole, per imparare a esprimere sé stessi con fantasia, immaginazione e creatività e sviluppare le proprie capacità relazionali. Corso adolescenti 11/14 anni. Lo scopo è creare uno spazio magico di libertà e rispetto, capace di fornire un supporto significativo al miglioramento delle capacità espressive e relazionali attraerso il gioco e l’ascolto reciproco. Corso adolescenti 14/18 anni. In questa fase delicata della vita il teatro è un luogo dove esprimersi è possibile, dove il giudizio è annullato, dove si impara a stare insieme potenziando la propria creatività e la propria personalità.Corso adolescenti intensivo. Rivolto agli adolescenti dai 16 ai 18 anni con almeno due anni di esperienza teatrale. Previsti due incontri la settimana e vari insegnanti per esplorare e approfondire diversi linguaggi artistici. Avvicinamento al teatro. Per tutti gli allievi over 18 che si affacciano al mondo del teatro per la prima volta o che hanno frequentato almeno un anno di recitazione nei percorsi adolescenti.Corso intermedio. Per chi ha almeno un anno di esperienza nel teatro adulti o per chi ha frequentato almeno due anni nei corsi adolescenti.Corso avanzato. Corso di approfondimento per chi ha almeno due anni di esperienza e vuole continuare ad arricchire il proprio bagaglio attorale lasciando aperto il campo di indagine.Laboratori tematici brevi, annuali e intensivo adulti. Indirizzati a tutti coloro che hanno almeno tre anni di esperienza e che vogliono mettersi in gioco su opere edite, autori o tematiche sempre nuove.Corsi di approfondimentoCorsi tecniciVoce, dizione, canto, lettura espressiva, scrittura drammaturgica, stand up: percorsi specifici, brevi o annuali, per l’arricchimento delle potenzialità vocali, respiratorie ed espressive sul palco e non solo.Seminari, danza, teatro a colazione: percorsi di avvicinamento e approfondimento del lavoro attorale e di attività affini.














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