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giovedì 2 luglio 2026

MTM MANIFATTURE TEATRALI MILANESI
STAGIONE TEATRALE 2026/2027

TEATRO LITTA

dal 20 ottobre al 1 novembre

Compagnia Corrado d’Elia

Don Chisciotte

da Miguel de Cervantes
testo, regia e interpretazione Corrado d'Elia

Dopo la collaborazione con Jovanotti, che ha aperto tutti i concerti dell'ultimo tour con il testo di Corrado d'Elia narrato con la voce di Miguel Bosé, torna in scena Don Chisciotte, uno degli spettacoli di Corrado d'Elia più amati dal pubblico. Una cavalcata poetica, un inno alla vita, un'emozionante dedica a tutti i sognatori.

Uno spettacolo che, a partire dal capolavoro di Cervantes, vuol essere una dedica ai sognatori, a quanti, in un tempo così pragmatico, disincantato e privo di slanci come il nostro, ancora hanno il desiderio e la forza di sognare e talvolta di perdersi.

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dal 10 al 22 novembre

Manifatture Teatrali Milanesi

La vita interiore

di Alberto Moravia
Messa in scena di un romanzo
tratto dall’opera La vita interiore di Alberto Moravia © Giunti Editore S.p.A. Firenze–Milano
con Gaetano Callegaro e un’attrice in definizione
regia Antonio Syxty
collaborazione alla drammaturgia Livia Rossi

Per i temi trattati, la visione è consigliata a un pubblico adulto

Cosa resta della morale quando una voce interiore ordina di distruggere ogni legame? Tratto dal capolavoro di Alberto Moravia, lo spettacolo ci immerge in un’atmosfera borghese gelida e claustrofobica dove la giovane Desideria intraprende un’ascesi negativa per liberarsi dalla sua condizione di “figlia-oggetto”. Guidata da una Voce enigmatica, la protagonista affronta un duello verbale magnetico e spietato, trasformando il proprio corpo in un’arma contro i tabù della proprietà, della cultura e della religione. In questa riduzione teatrale purissima, la parola si fa bisturi per indagare il vuoto esistenziale e la ricerca di una libertà assoluta. Un rito scenico perturbante, una anatomia della ribellione che interroga profondamente il nostro presente.

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dal 27 al 29 novembre

Manifatture Teatrali Milanesi

XX variazioni a tre

coreografia e regia Susanna Baccari
con Isabella Perego, Elisa Rossetti, Bruna Serina De Almeida
performance analyst Antonio Syxty

Tre donne, tre performer speculari in uno spazio ristretto, geometrico.

XX variazioni a tre è un’indagine coreografica intensa sulla metamorfosi e sulla ricerca del sé. Attraverso il movimento che smuove, le interpreti attraversano i legami e le declinazioni dell'identità: madre, sorella, figlia, fino a riconoscersi in un’unica e profonda essenza. Cadere, cedere, aggrapparsi e sopprimere le vecchie forme per ricostruire. In uno spazio denso come inchiostro, dove l’invisibile si fa corpo, si consuma una resistenza per respirare. Quel doppio cromosoma XX, che definisce e unisce, diventa l'origine di una trasformazione inesorabile.

Non ci sono vie di fuga, ma un’evoluzione continua: camminare in avanti e accogliere la realtà con gratitudine.

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dal 9 al 13 dicembre

Teatro Stabile dell’Umbria

Bùbaro dei Bùbari

di Carolina Balucani
con Chiara Ferrara e Luca Ingravalle
regia Antonio Latella

Un fratello e una sorella, soli al mondo, sopravvissuti all'incendio del campo nomadi dove sono nati. Vivono di elemosina e piccoli furti, in una terra che li ha visti nascere ma li considera sempre stranieri — familiari come un legame di sangue, eppure allontanati in tutte le terre dove si fermano.

La sorella vorrebbe essere amata dagli italiani. Il fratello non li perdona. Il loro legame viene messo alla prova: un luogo che non è e non sarà mai casa, una casa che non è e non sarà mai luogo. Nel mezzo, una cabina telefonica — totem del presente, tomba delle voci di un padre e di una figlia che non avranno mai corpo.

Racconto crudo e poetico su due giovani in fuga, Bùbaro dei Bùbari è diretto da Antonio Latella su un testo di Carolina Balucani: una lingua nomade, sporcata dall'inflessione dell'ultimo luogo dove si è fermata, che Latella affida a due giovanissimi interpreti chiedendo loro la stessa libertà e lo stesso coraggio della scrittura. La verità, in questo spettacolo, la dice chi mente meglio.

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dal 12 al 17 gennaio

Qui e Ora Teatro e TIB Teatro di Belluno
con il sostegno di Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) e Tuttoteatro.com

Lettere dall’aldilà


scritto e diretto da Yuri Casagrande Conti
collaborazione artistica Daniele Turconi
con Salvatore Aronica, Yuri Casagrande Conti, Francesca Ziggiotti
Vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2024

Elio non sa piangere, non ci riesce proprio. Lui, che ha perso entrambi i genitori in un incidente stradale quando era poco più che adolescente, ora si trova spaesato di fronte alla fragilità. Eppure la sua condizione di orfano lo ha definito in tutto e per tutto: nelle sue relazioni, nelle passioni, nel confronto con l’altro. Fa il giornalista e, ironia della sorte, si occupa di necrologi. Eppure quando si ritrova tra le mani la possibilità di cambiare e tenere una rubrica tutta sua, tutto ciò di cui sembra riuscire a parlare è sempre la morte, il lutto. Solo che se vuole salvare la sua relazione con Arianna, stremata da una convivenza in cui il suo compagno non si lascia mai andare emotivamente, se vorrà risanare la sua amicizia con Vlad, giovane prete in crisi mistica a metà tra un amico e un confessore, insomma se vorrà salvarsi e non rimanere da solo con il suo lutto Elio dovrà cominciare ad aprirsi e trovare qualcosa di nuovo in cui identificarsi, diverso dalla morte. Qualcosa di vivo.

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dal 26 gennaio al 7 febbraio

Manifatture Teatrali Milanesi

Il giorno della civetta

di Leonardo Sciascia
adattamento Filippo Renda
con Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino
regia Antonio Syxty

Pubblicato nel 1961, il romanzo di Sciascia è ambientato in Sicilia. Il libro racconta l’indagine del capitano dei carabinieri Bellodi, un uomo del Nord, su un omicidio apparentemente inspiegabile: quello di un piccolo imprenditore locale, Salvatore Colasberna. Man mano che l’inchiesta si sviluppa, Bellodi si scontra con un muro di omertà e con le complesse dinamiche del potere mafioso che coinvolgono politica, economia e istituzioni.

Questo adattamento de Il giorno della civetta non si limita a trasporre il romanzo, ma lo smonta e lo riorganizza secondo una partitura teatrale fortemente dialettica che mette in tensione Nord e Sud, verità e menzogna, parola scritta e voce orale, ideologia e disperazione.

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dal 16 al 28 febbraio

Manifatture Teatrali Milanesi

Prometeo incatenato

di Eschilo
traduzione e regia Filippo Renda
cast in definizione

Quando un gesto capace di salvare gli esseri umani comincia anche a distruggerli?

Prometeo è stato incatenato a una roccia per aver consegnato agli esseri umani qualcosa che non doveva appartenergli. Attorno a lui si radunano dèi, creature e uomini che cercano di capire se ciò che ha fatto sia stato un dono o una colpa. Ma Prometeo non ritratta. Non chiede perdono. Continua a sostenere che senza quel gesto gli esseri umani sarebbero rimasti creature cieche, incapaci di trasformare la propria esistenza.

La nuova messinscena del testo di Eschilo attraversa il mito non come racconto lontano, ma come una vicenda concreta e fisica, in cui il “fuoco” smette di essere un’immagine astratta ed è in grado di modificare il rapporto tra i corpi, la conoscenza, la paura e il potere.

Attorno a Prometeo si muove una comunità che cambia progressivamente sotto gli occhi dello spettatore: i gesti si interrompono, i contatti si trasformano, ciò che prima univa comincia lentamente a separare. La tragedia non segue così soltanto la punizione di un ribelle, ma il prezzo di un progresso che promette libertà e allo stesso tempo introduce una frattura irreversibile nel modo di vivere degli esseri umani.

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dal 4 al 14 marzo

Manifatture Teatrali Milanesi

Le notti bianche


da Fëdor Dostoevskij
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia Elena C. Patacchini
con Diego Finazzi e Alma Poli

Le notti bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.

Il sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un istante di autentica felicità.

È l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita, aiutandosi reciprocamente.

Lo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevskij per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.

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dal 18 al 21 marzo

Galleria Toledo

Aspettando Godot

di Samuel Beckett
copyright Éditions de Minuit
traduzione Carlo Fruttero
con Giovanni Battaglia, Ruggero Francesco Oscar Dondi, Massimo Verdastro, Antonio Speranza, Antonio Torino
regia Laura Angiulli

Aspettando Godot è il primo grande successo di Beckett, arrivato dopo l'accoglienza più tiepida riservata ai suoi romanzi francesi. È un'opera a cui l'autore tornò più volte, con maniacale puntualità, per ridefinirla: non solo nel testo, ma nelle minutissime didascalie e nelle notazioni di regia, che volle sempre eseguite alla lettera.

Beckett è il maestro di una contemporaneità dissolta e mai del tutto esaurita, che si lascia attraversare solo a costo di cedere alle sabbie mobili di una forma che si sottrae alle logiche della narrazione. È una voce che parla e si estingue, per poi ritornare ancora, eppure nuova: quasi scritta in una lingua altra, sillabata e comunque oscura. Una voce ossessiva e presente, che i tentativi di traduzione amputano, estirpando la lingua madre a favore di un jazzismo linguistico in cui il rifrangersi della forma modella il contenuto. Potrebbe essere la nostra voce, ma si riverbera dall'esterno: sfugge e rincorre, prende e svuota, e infine restituisce — in quella che ci appare come una poltiglia di voci-immagini — il dissolversi delle relazioni reciproche nel narcisismo dello spettacolo.

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dal 2 al 4 aprile

Agidi e ArtistiAssociati Centro di produzione teatrale
con il sostegno di MIC e SIAE

Scemi del villaggio

progetto, regia e interpretazione Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri
drammaturgia Niccolò Fettarappa
contributo intellettuale Christian Raimo

Scemi del villaggio è un grido teatrale che vuole riscoprire la città con lo sguardo satirico e surreale tipico di Fettarappa/Guerrieri. Protagonista è il territorio e il nostro rapporto conflittuale con i diversi spazi sociali, dai paesi di provincia alle metropoli. Al centro dello spettacolo, le nevrosi del vivere cittadino, le città di tutto il mondo che tendono sempre più ad assomigliarsi e ad omologarsi secondo i diktat del mercato e del turismo.

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dal 22 al 29 aprile

Rara produzione

Edipo re

di Sofocle
traduzione in versi Marco Rampoldi, Claudio Moneta, Nino Formicola
liberamente ispirata alla traduzione di Ettore Romagnoli
con Claudio Moneta, Alberto Mancioppi, Pino Pirovano, Roberta Petrozzi, Arcangelo Deleo, Luca Bottale
e con la partecipazione di Nino Formicola
musica dal vivo Matteo Faravelli, Simone Mauro Ghilardi, Michele Macrì, Luca Corbani, Matteo Rampoldi
regia Marco Rampoldi

Una lettura rigorosa e moderna di uno dei più importanti testi di tutti i tempi.

Una nuova traduzione in versi che, ispirandosi alla storica versione di Romagnoli, si libera di tutti gli arcaismi e diventa facilmente comprensibile, recuperandone però il ritmo e la musicalità per rispettare appieno l’essenza tragica.

La compagnia di attori diviene coro in un gioco quasi metateatrale, riuscendo a far risaltare il senso più profondo del testo grazie a scelte drammaturgiche che riducono all’osso le riflessioni per renderle immediate ed evidenti.

Una delle voci più amate, soprattutto dai giovani, del panorama italiano torna al lavoro sull’endecasillabo che da sempre ha rappresentato un’importante base per lavori anche assolutamente differenti, insieme al sodale regista e a una affiatatissima, e sorprendente, compagnia.

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dal 6 al 9 maggio

Animanera

Ore d’amore

di Rosario Lisma
regia e interpretazione Nicola Stravalaci, Debora Zuin

Ore d’amore, un viaggio esilarante e sofferto sul senso ridicolo della resistenza in amore. Otto ore in ottanta minuti. Otto scene della notte di una coppia che scoppia.

I bambini non ci sono e domani non si lavora, finalmente marito e moglie possono passare un po’ di tempo insieme. Ma i due non ne approfittano: accuse e confessioni rimbalzano in una camera da letto che si trasforma in una sorta di ring. Otto match di combattimento verbale che i due protagonisti ingaggiano per vivisezionare con cinica e surreale meticolosità la loro storia d’amore, ogni personale segreto e sogno inconfessabile.

Resisterà la coppia a questa notte di estenuante autoanalisi? Un viaggio ironico e disincantato su una storia di ordinaria quotidianità.

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dal 21 giugno al 3 luglio

Manifatture Teatrali Milanesi

Bovary

da Madame Bovary di Gustave Flaubert
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia Elena C. Patacchini
con Pietro De Pascalis e Anahì Traversi

Bovary è un’anti-eroina ribelle e decadente che non vuole accontentarsi di una vita borghese, non accetta la mediocrità da cui è circondata. Vive intensamente il conflitto tra le infinite sfumature dell’ideale e la delusione del reale. Soffre nel vedere le sue aspettative tradite, è inquieta in ogni ambito della sua vita. Nel matrimonio, nel lavoro, nelle relazioni. La sua esistenza è un continuo “trasloco” da uno spazio del desiderio all'altro. La felicità sembra essere lì, a un passo, che quasi si può toccare. Ma non è mai abbastanza.

Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Emma e Charles Bovary. Sono scene di un matrimonio, brevi squarci sul loro amore sempre in discussione, sempre alla prova. L'idea è quella di raccontare questo spazio instabile, sempre in trasformazione, che sfuma non appena sembra aver raggiunto una forma. È affamata di esperienze Bovary, fatica a godere profondamente di quello che ha, sempre pronta a “consumare” qualcosa di nuovo, anche a costo di consumare sé stessa.

LA CAVALLERIZZA

dal 24 al 27 settembre

Manifatture Teatrali Milanesi

Ci mancava il terremoto!

con Gaetano Callegaro e Walter Colombo
testo e musiche originali dal vivo Walter Colombo
messa in scena a cura di Antonio Syxty

Nel cinquantenario della Cooperativa Teatro degli Eguali, oggi Manifatture Teatrali Milanesi.

Un attore con la passione per la musica. Un musicista con la passione per il teatro.

Dopo molti anni, Gaetano e Walter si ritrovano di nuovo su un palcoscenico per raccontare, in musica, la nascita della loro prima compagnia teatrale. Ma non tutto andrà secondo i piani.

Forse la finzione finirà per essere più vera della realtà, forse il loro amato Teatro Canzone dovrà fare i conti con la farsa. Eppure di un palcoscenico, di un riflettore, di una canzone, ci si può ancora fidare.

Perché certe storie non tornano, riaccadono.

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dal 16 al 18 ottobre

Ex rugiada e Fortezza Est

Storia di uno che mi somiglia

di Livio Remuzzi e Arianna Di Stefano
con Livio Remuzzi
regia Arianna Di Stefano

C’è un ragazzo che è stato lasciato.

Senza litigi, senza scenate. Semplicemente, una mattina, lei se n’è andata. Ha chiuso la porta piano piano. E lui non ha fatto niente per fermarla. Lei ha lasciato tutto, i vestiti, lo spazzolino, il gatto. E soprattutto ha lasciato un vuoto che non si riesce a nominare. Così, per proteggersi, per prendere le distanze, lui prova a fare una cosa molto semplice: fa finta che non sia la sua storia.

Prende forma il racconto di un abbandono mascherato da commedia romantica. Ma il cuore della storia non è la relazione sentimentale: è la gestione del dolore. E il bisogno ostinato di dare un senso, magari anche un finale, a qualcosa che, probabilmente, non ce l’ha.

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dal 27 ottobre al 1 novembre

Manifatture Teatrali Milanesi in collaborazione con la2CV

RIP - Resta in piedi

di Federico e Valeria Cavalli
con Pietro De Pascalis
regia Valeria Cavalli

“Mangio poco, faccio 10 vasche tutte le mattine, e mi tengo dritto.”
Charles Aznavour

Un monologo grottesco e surreale sul corpo, la paura della morte e l’assurda pretesa umana di trovare un metodo infallibile per restare vivi.

Alessio Pareggio, detto X, è un gaudente. Pensa che la vita non debba essere lunga ma larga. Ma un maledetto giovedì, il suo medico gli comunica che i suoi esami del sangue sono proprio brutti e c’è un assoluto bisogno di darsi una regolata. Alessio incredulo non vorrebbe cambiare stile di vita ma la paura di un’imminente fine gli fa cambiare idea e quindi, frastornato, si affanna a individuare una via da imboccare per ritrovare la salute inciampando nei tanti guru della longevità che proliferano nel web. Tra dialoghi surreali con una voce che canta dal sifone della doccia, consulti medici tragicomici e un mondo sempre più deformato dalla sua paranoia, Alessio finirà per scoprire che l’unica soluzione per non piegarsi al tempo che passa è diventare RIP, cioè Restare In Piedi.

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dal 3 all’8 novembre

CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

Mrs Dalloway #1

drammaturgia Paola Fresa
con Francesca Osso
regia Rita Maffei

“Voglio offrire vita e morte, sanità mentale e pazzia, voglio criticare l’intero sistema sociale e mostrarlo all’opera, in tutta la sua intensità – Ma forse mi sto dando delle arie.”
Virginia Woolf, 19 giugno 1923

Sono queste le parole che Virginia Woolf annota nel suo diario durante la lavorazione di The Hours, titolo originario di uno dei suoi romanzi più noti, Mrs Dalloway. E in poche battute, con il suo stile inconfondibile, mette nero su bianco una dichiarazione d’intenti nella quale rispecchiarsi. Per queste ragioni, dopo cento anni dalla sua pubblicazione, Mrs Dalloway torna a parlarci.

La messinscena sceglie di portare gli spettatori all’interno dello spazio scenico, ospiti dello spettacolo che è la festa di Clarissa Dalloway, mentre altrove qualcuno muore. Entriamo nella pagina bianca dove prende forma il romanzo, attori e attrici privilegiati di un mondo in cui, dietro le quinte, arrivano echi di guerra. E qualcuno muore perché la nostra festa possa continuare.

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dal 21 al 24 gennaio

Rara produzione

Fiori per Algernon

di Daniel Keyes
con Claudio Moneta
e con le voci di Luca Bottale e Roberta Petrozzi
regia Marco Rampoldi

Marco Rampoldi porta in scena, in forma di diario, lo sconvolgente racconto di Daniel Keyes. Pubblicato nel 1959 e premiato come miglior racconto dell'anno, è considerato uno dei capolavori della letteratura.

Il protagonista è Charlie Gordon, un inserviente con una disabilità cognitiva, consapevole di non essere intelligente quanto gli altri ma profondamente determinato a diventarlo. Acconsente a diventare la prima cavia umana per un intervento chirurgico che ha già aumentato artificialmente l'intelligenza di un topo di nome Algernon. Charlie diventa a poco a poco un genio, ma la sua nuova capacità di ragionamento gli permette di acquisire un'inquietante consapevolezza.

Fiori per Algernon è un racconto estremamente emozionante, interpretato magistralmente da Claudio Moneta, che pone importanti interrogativi sui limiti che la ricerca scientifica si deve imporre.

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dal 12 al 14 e dal 18 al 21 febbraio

Rara produzione

Formicoleide

di e con Nino Formicola
regia Marco Rampoldi

Nino Formicola smette i panni di Gaspare, il personaggio con cui al fianco di Andrea “Zuzzurro” Brambilla ha conquistato il grande pubblico, e di tutti i personaggi che ne hanno seguito il percorso, da Andy & Norman a La strana coppia, da Rumori fuori scena a Forbici e follia fino a La cena dei cretini.

Sale in scena senza maschere, in una intima chiacchierata umoristica nella quale prende di mira tutto ciò che c'è di assurdo e insensato nella società contemporanea: costume, politica, gossip, cultura.

Un monologo ironicamente tagliente sotto lo sguardo – si fa per dire – di un alter ego virtuale che, proprio perché privato della vista comune, riesce a vedere con ancora maggior nitidezza le distorsioni della realtà.

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dal 4 al 7 marzo

Eccentrici Dadarò

L’amore, il solito vecchio blues

di e con Antonio Rosti

“Amami solo per puro amore, che sempre
m’amerai per l’eternità d’amore.”
Elizabeth Barrett

La storia di un amore raccontata dal punto di vista di chi viene lasciato: la metà sfigata della coppia. Sapere che, almeno una volta nella vita, la stessa sorte è toccata a tutti gli spettatori presenti non è di grande conforto per il protagonista, né rappresenta un vero vantaggio. In casi del genere, la solidarietà si preferisce tenerla discreta. Così, senza alcuna intenzione di rovinare la serata al pubblico, il protagonista attraversa la propria vicenda, un po’ assurda e un po’ dolorosa, con molta ironia e soltanto quel tanto di sofferenza che ancora non riesce a lasciarsi alle spalle.

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dal 13 al 16 maggio

Calati/Zappalà

In corpo veritas

Viaggio teatral-musicale
da Corpo di Tiziano Scarpa
drammaturgia e regia Fernanda Calati
musiche Alberto Zappalà
con Fernanda Calati, voce e canto
Alberto Zappalà, saxofono, clarinetto, tastiere, effetti sonori

Il testo di Tiziano Scarpa, Corpo, una raccolta di aforismi dedicati al corpo, incontra la musica e il teatro, trasformandosi in un percorso drammaturgico, emozionale e ironico, che scompone e ricompone quell’unità, che ci illudiamo di essere, nel nostro vivere quotidiano. È un corpo realisticamente descritto e fantasticamente immaginato; così familiare e, nello stesso tempo, così estraneo che facciamo fatica a riconoscerlo e a riconoscerci. Un corpo fonte di gioia e, talvolta, di profondo dolore.

In una scena vuota, Fernanda Calati e Alberto Zappalà utilizzano voci, ritmi, suoni e melodie ispirate a diversi generi musicali, per raccontare la vita che esplode dai muscoli, che preme da dietro gli occhi, che si concentra nel respiro dell’ombelico, che fluisce dalle mani, dai tendini, dal cuore: un corpo che stupisce e incanta e che solo lo sguardo dell’arte può rendere immortale.

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dal 7 al 19 giugno

Compagnia Corrado d’Elia

La leggenda di Redenta Tiria


Favola poetica dal fascino oscuro
tratto da La leggenda di Redenta Tiria di Salvatore Niffoi
riduzione drammaturgica, regia e interpretazione Corrado d'Elia

“L'arte nasce da un'esigenza profonda e strabordante di esprimere un mondo.
Questo progetto parte da una storia di incontri...”

Una storia affascinante dal sapore antico, un omaggio alla Sardegna, alla musica di Marisa Sannia e alla scrittura di Salvatore Niffoi.

Corrado d'Elia si serve di una lingua “ibridata”, che si fonda sulla commistione di italiano e limba; non un mero esercizio di stile ma un flusso che si dispiega con naturalezza, con un accento forte e riconoscibile. È un registro linguistico che persuade e avvince, capace di esprimere le tensioni di una terra ma anche di parlare a un pubblico vasto, universale. Accompagna il racconto la voce magica e incantata di Marisa Sannia, una musica che sa di terra, di magia e di meraviglia, il cui suono penetra nel profondo mistero della vita e della morte.

È difficile non scorgere un senso quasi religioso nella figura di Redenta Tiria. Redenta, redenzione: ma non in senso ultraterreno, giacché insegna che l’unico riscatto possibile è nella vita stessa, nella “vita ritrovata”, nella speranza, nel “tagliare la lingua alla Voce”. È una religione della vita, quella che emerge in filigrana di questa favola cruda e bellissima.

TEATRO LEONARDO

dall’8 al 18 ottobre

Manifatture Teatrali Milanesi

Hotel Genet
Tutti vogliono essere guardati mentre cadono


a cura di Susanna Baccari e Antonio Syxty
drammaturgia Debora Virello
con i neodiplomati MTM - Grock Scuola di teatro 2025/2026 Marco Arzani, Gemma Baroni, ⁠Manuel Bellotti, ⁠Stefano Lo Cascio, ⁠Federica Sintini, ⁠Bruno Troise, ⁠Daniele Niccolò Villa

In una hall d’albergo sospesa nel tempo, una banda di ragazzi armati si barrica insieme a un poliziotto preso in ostaggio mentre sirene, spari e immagini in diretta filtrano dall’esterno.

Dentro, tutto si trasforma in rappresentazione: i corpi si travestono, si tradiscono e giocano a essere vivi, mentre qualcuno continua, ostinatamente, a riprendere tutto. Qualcun altro, invece, sembra partecipare da lontano.

Liberamente ispirato a Splendid’s di Jean Genet, Hotel Genet - Tutti vogliono essere guardati mentre cadono è l’esito finale del laboratorio permanente del IV anno di MTM Grock Scuola di teatro, interpretato da giovani attrici e attori poco più che ventenni, dove corpi e personaggi finiscono quasi per confondersi.
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dal 5 all’8 novembre

Teatro dell’Allodola - Le irriverenti

La strana coppia
Versione al femminile

di Neil Simon
traduzione Maria Teresa Petruzzi per gentile concessione di MTP Concessionari Associati S.r.l.
adattamento Monica Faggiani e Valentina Ferrari
con Monica Faggiani, Valentina Ferrari, Sarah Paoletti, Silvia Pietta
e con la partecipazione di Arturo di Tullio
regia Arturo di Tullio

La celebre commedia di Neil Simon, resa iconica dal film cult interpretato da Jack Lemmon e Walter Matthau, rivive in una brillante reinterpretazione al femminile: contemporanea, irresistibile e dal gusto tutto milanese.

Olivia e Fiorenza sono amiche, opposte, incompatibili eppure inseparabili. Olivia è felicemente single, disordinata e amante della libertà; Fiorenza, appena lasciata dal marito, è metodica, ipocondriaca e ossessionata dall’ordine. Quando si ritrovano a convivere, il loro appartamento diventa un campo di battaglia esilarante fatto di nevrosi, gag irresistibili, frecciate taglienti e momenti di autentica tenerezza.

A dare forza allo spettacolo è l’affiatamento del cast: Monica Faggiani e Valentina Ferrari formano una coppia artistica rodata e perfetta nei tempi comici, affiancate da Sarah Paoletti e Silvia Pietta.

Con la regia di Arturo di Tullio, questa nuova edizione mantiene intatto il ritmo vertiginoso e la comicità fulminante del testo originale, attualizzandolo con ironia e sensibilità contemporanea. Considerata una delle commedie più rappresentate al mondo, La strana coppia continua ancora oggi a conquistare il pubblico grazie alla sua comicità senza tempo e alla capacità di raccontare, con leggerezza e intelligenza, amicizia, fragilità e desiderio di ricominciare.

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13 novembre

Manifatture Teatrali Milanesi

Fuori misura

Il Leopardi come non ve l’ha mai raccontato nessuno
di Valeria Cavalli
con Daniele Gaggianesi
regia Claudio Intropido

Poeta, scrittore, filosofo, traduttore e persino glottologo. Chi è? Ma lui, Giacomo Leopardi, che invece nei ricordi scolastici è il pessimista, il deprimente per eccellenza. Abbiamo così deciso di riaprire i libri e di cercare nelle sue parole, nella sua vicenda personale, chi fosse davvero e quanta meraviglia ci abbia comunicato. Per farlo ci siamo immaginati in un’aula scolastica, con tanto di lavagna e in cattedra il professor Andrea Roversi, supplente, al quale tocca il compito di spiegare Leopardi alla classe, ovvero al pubblico in sala. Nascerà quindi una lezione “fuori misura” nella quale scopriamo Giacomo nella sua profondità e leggerezza, lo immaginiamo bambino nella sua casa di Recanati e poi giovane uomo in balia di struggimenti amorosi, lo sentiamo soffrire per la malattia che lo divora e ascoltiamo i suoi versi di infinita bellezza. Uno spettacolo sorprendente che riesce a coinvolgere ragazzi e adulti e che, in un’epoca dominata dalla tecnologia, ci ricorda l’importanza dell’arte come nutrimento necessario per le nostre vite e i nostri cuori.

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dal 19 al 29 novembre

Compagnia Corrado d’Elia

La rivolta

drammaturgia e regia Corrado d’Elia
con Chiara Salvucci, Marco Brambilla, Flavio Innocenti, cast in definizione

Sei giovani artisti, provenienti da esperienze diverse, decidono di occupare un teatro abbandonato destinato alla demolizione per costruire un centro commerciale. Trasformano il teatro in uno spazio vivo di arte, spettacoli e protesta contro una società che privilegia il mercato rispetto alla creatività e ai sogni.

Nonostante il loro impegno, il pubblico e i media restano inizialmente indifferenti. Quando ricevono l’ordine di sgombero, scelgono di organizzare un ultimo grande spettacolo che unisca musica, teatro, danza e poesia. La performance emoziona il pubblico e diventa un forte atto di denuncia sociale.

Mentre la polizia irrompe nel teatro per sgomberarli, i ragazzi continuano a esibirsi fino all’ultimo momento. Anche se costretti a lasciare il luogo, comprendono che la loro lotta non è finita: la vera arte non può essere fermata.

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dal 10 al 20 dicembre

Manifatture Teatrali Milanesi

Uno, nessuno e centomila

di Luigi Pirandello
adattamento Renato Gabrielli
con Gaetano Callegaro, Stella Piccioni, Mario Sala
regia Lorenzo Loris
Si ringrazia per la collaborazione il Teatro Out Off

Per questo allestimento abbiamo scelto di scomporre la figura del protagonista, Vitangelo Moscarda, in tre parti: tre identità distinte della stessa persona che dialogano e si scontrano continuamente.

Moscarda uno è il depositario principale del corpo del protagonista, mentre Moscarda due e Moscarda tre incarnano due emanazioni della sua personalità frantumata.

La vicenda è paradossale e tragicomica. Un giorno, guardandosi allo specchio, Vitangelo Moscarda si accorge di essere diverso da come gli altri lo percepiscono. Da questa intuizione nasce una riflessione radicale: “ciò che siamo è il risultato dello sguardo altrui, ma quello sguardo raramente coincide con la nostra percezione più autentica”.

Nel tentativo di liberarsi dalle etichette che la società gli impone Moscarda inizia un percorso di progressivo smembramento della propria identità. Questo proposito, però, si trasforma presto in un’ossessione bizzarra e distruttiva che lo conduce infine alla follia. L’insegnamento che possiamo trarne è la necessità di essere consapevoli di come gli altri ci vedono, spesso in modo stereotipato e distorto rispetto al nostro sentire. Per sottrarci a questa classificazione sommaria, è fondamentale che ciascuno si impegni a costruire la propria autentica personalità.
Lorenzo Loris

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dal 28 al 31 gennaio

Rara produzione

ABBA Holidays

12 mesi con i successi degli ABBA
con Matteo Rampoldi, batteria; Alessio Maraschio, percussioni; Francesco Chiapperini, basso; Marcello Comelli, chitarra; Simone Mauro Ghilardi, synth e tastiere; Claudia Distabile, pianoforte; Matteo Maenza, tastiere, chitarra, sax e voce; Elena Ricotti, voce; Lara Mandelli, voce; Alice Bellazzi, voce
collaborazione artistica Marco Rampoldi

Le canzoni degli ABBA sono la colonna sonora ideale per ogni festa.

Cosa c'è di meglio di Waterloo per salutare il nuovo anno, di When I Kissed the Teacher per chiudere un anno scolastico, di Honey, Honey per San Valentino, di Dancing Queen per ballare sotto la luna e di Our Last Summer per suonare accanto a un falò in riva al mare?

Atmosfere diverse e sempre coinvolgenti per trascorrere idealmente un anno insieme a tutti i capolavori del quartetto svedese, cantando con la band sui testi dei ritornelli che scorrono sullo schermo.

Uno spettacolo musicale che coinvolge ed emoziona grazie all'incontenibile energia dei giovani Dancing Queen: un viaggio nel passato che sorprende, travolge e fa cantare a squarciagola.

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dal 4 al 14 febbraio

Compagnia Corrado d’Elia

Io, Steve Jobs

di e con Corrado d’Elia

“Ai folli, agli anticonformisti e ai ribelli.
A chi si sente indipendente e libero.
Ai rompiscatole, ai piantagrane,
a tutti coloro che vedono le cose a modo loro,
in un modo diverso.

[…] Voi dite che sono folli,
qualcuno ne vede il genio.
Perché solo chi è abbastanza folle
da pensare

di poter cambiare il mondo,
lo cambierà davvero…”
Steve Jobs

Un ritratto vivido e sconvolgente del genio di Cupertino. Una storia originale folgorante e commovente.

Io, Steve Jobs è un vero e proprio inno alla creatività, uno spettacolo dedicato ai mille volti del talento di Jobs: il genio, il ribelle, l'anticonformista, l’uomo che ha saputo innestare l’anima alla tecnologia, ma anche Steve il solitario, il visionario, il cocciuto e l'idealista, colui che pur in difficoltà ha saputo rialzarsi in maniera eccezionale. L'uomo che ha saputo trasformare ogni lancio di prodotto in un evento memorabile.

Io, Steve Jobs è una storia unica, pennellata con umanità e visione, un'esperienza coinvolgente e indimenticabile. Un flusso di pensieri, una soggettiva sensibile e commovente, con cui Corrado d'Elia ci racconta una delle figure più controverse del nostro tempo.

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dal 24 al 28 febbraio

Il giardino delle ore

Le allegre comari di Windsor

di William Shakespeare
adattamento e regia Simone Severgnini
con Thomas Leardini, Ilaria Marchianò, Dario Merlini, cast in definizione

Unica commedia di Shakespeare ambientata in Inghilterra, l’opera nasce come marcata critica alla borghesia inglese e al suo perbenismo, a cui fa da contraltare l’amato Falstaff: soldato in pensione dedito al vino, al gioco e al guadagno, che tenta di sedurre due donne sposate per ottenere vantaggi economici. Le signore, scoprendo le sue intenzioni, orchestrano una serie di scherzi e umiliazioni ai suoi danni coinvolgendo tutta la comunità di Windsor.

Lo spettacolo ci porta così a riflettere sul provincialismo, sugli esiti della vendetta fai da te, sui pessimi risultati del sorvegliarsi a vicenda di una società dell’autocontrollo che porta allo sberleffo in piazza, quasi come dei bulli, che non temono (o forse non sanno) di fare body-shaming.

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dal 9 al 14 marzo

Teatro della Città | CPT e Teatro Stabile di Catania

Il malato immaginario

di Molière
adattamento e regia Salvo Ficarra
con Angelo Tosto, Filippo Brazzaventre, Daniele Bruno, Cosimo Coltraro, Giovanna Criscuolo, Luca Fiorino, Anita Indigeno, Emanuele Puglia, Lucia Portale, Giovanni Rizzuti
promozione teatrale Duepunti S.r.l.

Mettere in scena oggi Il malato immaginario, una delle opere più divertenti e attuali di Molière, è una sfida meravigliosa.

Rileggere il testo di uno dei pochi autori/attori fa rivivere già dalle prove a tavolino l’intento comico e critico dell’autore. Cosa può dirci ancora oggi una delle opere più rappresentate?

Sicuramente che Argan, il protagonista, è ancora tra noi. Insieme alla sua banda di mogli, figli, cameriere, fratelli e medici. Il tema della medicina, le controversie che genera, le passioni che scatena sono ancora oggi tema di dibattito pubblico così come lo sono da sempre. Fra addetti ai lavori e soprattutto fra malati finti e veri. Molière fin dalle prime battute prende lo spettatore per mano e lo culla fra le risate che scaturiscono dai protagonisti di questa commedia, salvo poi lasciarci a riflettere sul nostro rapporto con il medico e le sue prescrizioni. Abbiamo voluto riportare il testo alle sue origini cercando con forza di ripercorrere lo spirito che animava Molière e la sua compagnia non solo al momento della creazione ma anche e soprattutto nella messa in scena. Così che un testo senza tempo possa parlare, far ridere e riflettere gli spettatori di oggi. Un’avventura bellissima, possibile solo grazie ad una compagnia meravigliosa che si è messa in scena con amore e passione e che trova in Angelo Tosto il suo capo comico perfetto. Angelo è nato per essere Argan.

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23 marzo

Manifatture Teatrali Milanesi

Second Screen

progetto e regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido, Isabella Perego
con Giulia Marchesi e Marco Vitiello

Gli sceneggiatori di molte serie tv sanno di dover scrivere trame semplici perché gli spettatori sono sempre più distratti dallo smartphone.

Un'estensione delle nostre mani, quello schermo sempre acceso dal quale non riusciamo a staccare gli occhi. In quella scatoletta ormai diventata uno strumento indispensabile ci sono ricordi, informazioni, mappe, calendari, giochi. E contenuti sempre più mirati, in certi casi estremi, nei quali le ragazze e i ragazzi si tuffano, si perdono, a volte annegano.

Second Screen parla ai giovani che vagano in questa foresta digitale provando a essere una bussola, non un'altra connessione wi-fi.

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dal 1 al 11 aprile

Manifatture Teatrali Milanesi e Rara produzione

Max Pisu in

Sinceramente bugiardi

di Alan Ayckbourn
traduzione Luigi Lunari
e con Matteo Pisu, Valeria Lo Verso
e la partecipazione di Roberta Petrozzi
regia Marco Rampoldi
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd - per gentile concessione di Casarotto Ramsay & Associates Ltd

Una commedia degli equivoci ambientata negli anni ’60 di Alan Ayckbourn, epoca in cui i giovani sono in bilico fra la spensieratezza dei ritmi dei Beatles, la ribellione dei Rolling Stones e le prime prese di coscienza delle libertà femminili.

Uno spettacolo che sorprenderà il pubblico con una nuova chiave spassosamente aspra e burbera. Bugie, equivoci e colpi di scena scandiscono questa storia che ruota attorno a una giovane coppia e, in particolare, alla ragazza. Coinvolta in una nuova relazione seria, vuole chiudere definitivamente il legame clandestino con un uomo più maturo.

Inevitabilmente, il perfetto gioco teatrale procede in un crescendo di equivoci e menzogne che si intrecciano via via costringendo i protagonisti a mentire progressivamente sempre di più, fino a culminare in un inatteso lieto fine.

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dal 22 al 25 aprile

Lezgo Studio

Gen Z

testo e regia Alessandra Scotti
con Francesco di Tullio

Francesco di Tullio porta in scena un monologo teatrale con la regia di Alessandra Scotti. Un viaggio nell’adolescenza, tra sogni, paure e contraddizioni. Attraverso il racconto della sua generazione, Francesco ci porta nel mondo dell’adolescenza fatta di scoperte, ribellioni, felicità e malinconia, tra il desiderio di libertà e il bisogno di appartenenza, il tutto con ironia e intensità uniche.

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27 aprile

Manifatture Teatrali Milanesi

Perfetta? Quasi perfetta
Uno spettacolo sui disturbi alimentari

di Valeria Cavalli
con Claudia Veronesi
regia Claudio Intropido

Perfetta? Quasi perfetta narra la nascita e lo sviluppo di quello che viene chiamato il “progetto anoressico” di Alice, una ragazza come tante che però si sente lontana da quell'ideale di perfezione che moltissimi ragazzi inseguono per essere “instagrammabili” e quindi accettati dalla comunità di coetanei. Alice insieme ai suoi chili perde la gioia, la fiducia, la spensieratezza per immolarsi all'altare della magrezza che però non è mai abbastanza. La facilità con cui, attraverso la rete, viene a conoscenza di metodi estremi la porterà al ricovero in ospedale. Lo spettacolo, grazie alla potenza evocativa del teatro, riesce a raccontare la storia di Alice in maniera meno cruda di un documentario, toccando il tema nel profondo, portando lo spettatore a comprendere che i disturbi alimentari non sono disturbi dell'appetito ma sono generati da un bisogno di essere visti, accettati, compresi e soprattutto aiutati.

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dal 6 al 16 maggio

Manifatture Teatrali Milanesi
con il sostegno di SIAE

Otello non lo deve sapere

drammaturgia Filippo Renda
con Gaetano Callegaro, Pietro De Pascalis, Jasmine Monti, Debora Virello
regia Antonio Syxty

Otello non lo deve sapere racconta l’incontro esplosivo tra quattro persone che riescono a stare insieme solo perché ciascuno recita perfettamente il proprio ruolo. Debora dirige una piccola gastronomia con l’efficienza feroce di chi tiene in piedi da sola lavoro, matrimonio e realtà. Pietro, suo marito, è un uomo distratto, sfuggente, eternamente in ritardo rispetto alla propria vita. Gaetano, ex insegnante di liceo di Pietro e figura paterna mai dichiarata, è convinto che l’esperienza e la ragione possano ancora rimettere ordine nelle vite degli altri. Jasmine, giovane cameriera e aspirante attrice, attraversa invece il mondo con un’intensità istintiva e disarmata, incapace di separare davvero il gioco, l’amore e la verità.

Immergendosi nella dinamica degli equivoci, lo spettacolo esplora il modo in cui le persone si assegnano ruoli a vicenda: chi protegge, chi guida, chi controlla, chi fugge, chi viene salvato. Quando questi ruoli iniziano a sgretolarsi, quello che sembrava un gioco comincia a diventare pericolosamente reale, e nessuno riesce più a distinguere del tutto ciò che prova da ciò che sta interpretando.

Prezzi, Sedi e Biglietteria

Teatro Litta – Teatro Leonardo (€)

Intero - 30,00
Convenzioni - 24,00
Ridotto Arcobaleno - 24,00 (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno)
Under 30, Over 65, Università - 17,00
Scuole di teatro - 19,00
Scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici - 11,00
Scuole MTM - 10,00
Ridotto DVA - 15,00
Tagliando Esselunga di colore Rosso

La Cavallerizza (€)

Intero - 18,00
Under 30, Over 65, Università - 17,00
Scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici - 11,00
Scuole MTM - 10,00
Ridotto DVA - 9,00
Tagliando Esselunga di colore Verde

Le commissioni sugli acquisti online sono a carico di Manifatture Teatrali Milanesi.

Sedi degli spettacoli


Teatro Litta e La Cavallerizza
c.so Magenta 24, Milano (M1/M2 Cadorna, tram 16 e 19)

Teatro Leonardo
via Ampère, 1 - ang. p.zza Leonardo da Vinci, Milano
(M2 Piola, tram 19 e 33)

Le nostre sale sono accessibili alle persone con disabilità.

Alcuni spettacoli della stagione sono inclusi nell’abbonamento Invito a Teatro.

Biglietteria MTM
02 86 454545 - biglietteria@mtmteatro.it

Orari di biglietteria

lunedì/sabato dalle 15:00 alle 20:00.
La domenica le biglietterie sono aperte un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Acquisto online


Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito mtmteatro.it e presso il circuito Vivaticket.

Prenotazioni

I biglietti prenotati vanno ritirati entro il giorno prima dello spettacolo negli orari di prevendita. I biglietti possono essere anche acquistati telefonicamente con carta di credito o Satispay e inviati via mail in formato elettronico, direttamente utilizzabile per l’ingresso.

Abbonamenti

Una lunga storia d’amore

78,00 € – 5 spettacoli a scelta

Valido per la stagione di Manifatture Teatrali Milanesi, escluse recite straordinarie, festival, teatro ragazzi, rassegne. Abbonamento nominale e non cedibile.

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Una lunga storia d’amore Over 65

68,00 € – 5 spettacoli a scelta

Valido per la stagione di Manifatture Teatrali Milanesi, escluse recite straordinarie, festival, teatro ragazzi, rassegne. Abbonamento nominale e non cedibile. Giustificativo obbligatorio all’ingresso in sala.

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Under 30

42,00 € – 4 spettacoli a scelta

Valido per la stagione di Manifatture Teatrali Milanesi, escluse recite straordinarie, festival, teatro ragazzi, rassegne. Abbonamento nominale e non cedibile. Giustificativo obbligatorio all’ingresso in sala.

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Corrado d’Elia 2026/2027

63,00 € – 3 spettacoli

Valido per gli spettacoli della Compagnia Corrado d’Elia in scena nelle sale di MTM. Abbonamento nominale e non cedibile.


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