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giovedì 23 luglio 2026

XX APPUNTAMENTO FESTIVAL ULTRAPADUM
"IL CONCERTO DEI SENSI
UN VIAGGIO NELLA CANZONE ITALIANA"
CASTEGGIO

Domenica 26 luglio - ore 21,15
Il progetto propone un viaggio storico-musicale, esplorando le profonde differenze culturali e artistiche di un territorio. Durante il concerto la pittrice Martina Resente realizzerà un quadro dal vivo ispirato al programma unitamente a Chiara Pintanida con le sue candele e fragranze di Grasse e Giulia Sgambati con le sue ceramiche.

Cosa aspettarsi: Questo evento è un vero e proprio viaggio nel tempo e nella storia dove la musica si trasforma in racconto. Grazie alla conduzione di Mauro Barbieri non assisterai a un semplice concerto ma a uno spettacolo narrativo dove aneddoti storici, ironia e canti della tradizione si intrecciano continuamente.

CASTEGGIO - Enoturismo Bellaria - Via Castel del Lupo, 28

LE CANZONI CHE HANNO UNITO L’ITALIA


Marta Giardina, voce
Marco Pizzorno, chitarra
Alessandro Delfino, pianoforte
Claudio Massola, clarinetto basso e flauti
Bruno Giordano, clarinetto e sassofono
Leo Saracino, percussioni

con la partecipazione straordinaria del presentatore e cantante di musica popolare

MAURO BARBIERI

L'ensemble schiera sul palco una compagine di musicisti di grande esperienza, capaci di muoversi con agilità tra generi e stili diversi.

La conduzione melodica è affidata alla voce intensa di Marta Giardina, sostenuta dall’intreccio armonico tra il pianoforte di Alessandro Delfino e la chitarra di Marco Pizzorno.

A dare colore e profondità al suono è la sezione dei fiati, che vede protagonisti Claudio Massola (clarinetto basso e flauti) e Bruno Giordano (clarinetto e sassofono), due polistrumentisti capaci di spaziare dalle suggestioni della musica antica alle improvvisazioni jazzistiche.

L'intelaiatura ritmica è invece scolpita dalle percussioni di Leo Saracino, che infonde al gruppo energia e dinamismo.

Il valore aggiunto della serata è rappresentato dalla partecipazione straordinaria di Mauro Barbieri: figura carismatica e profondo conoscitore delle tradizioni, Barbieri vestirà i panni di presentatore e cantante, guidando il pubblico attraverso le storie e le emozioni della musica popolare.

IL NOSTRO PROGETTO MUSICALE in breve…

Gli eventi che hanno portato il 17 marzo 1861 alla proclamazione dell’unità d’Italia furono contrassegnati da lotte dure da parte di uomini di grande spirito che noi conosciamo come eroi rinascimentali. Su tutti Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.

Senza entrare in polemica o supportare alcune recenti teorie sulla “non unità effettiva” della nostra nazione dobbiamo però osservare che, il territorio che ora chiamiamo Italia, prima del processo che forzatamente condusse all’unificazione nazionale, era divisa in Stati dominati e regnati da Potenze straniere. Borboni e situazione del Sud Italia, Regno di Sardegna, Principato di Monaco, Asburgo e Regno Lombardo-Veneto, e infine lo stesso Stato del Vaticano, non rappresentavano certo un’unità politica e per questo non ci fu in passato neanche un’unità culturale e artistica.

La letteratura, quella vera, è sempre stata appannaggio dei campanili, delle realtà che noi chiamiamo locali, ma che in realtà, per alcuni, sono le vere nazioni, delle città singole, dei dialetti, delle varie mentalità. Indubbiamente è stato così anche per il Teatro, Milanese, Napoletano, Romano, Siciliano…

Ma per quanto riguarda la musica vale lo stesso metro di misura?

Certo esistono canzoni e musiche tradizionali e folcloriste in ogni regione, ma in questi 163 anni di unità d’Italia ci sono state delle canzoni che dalle Alpi alle isole della Sicilia hanno fatto cantare tutte le persone e, tra queste, anche alcune delle canzoni della Resistenza e della lotta Partigiana sono divenute iconiche e conosciute in tutta Italia e anche al di fuori di essa.

Il nostro progetto vuole portarne in piazza o in teatro una quindicina, senz’altro poche per fare “la storia”, ma senz’altro significative e più che mai “unificanti” perché in queste musiche, in queste parole, in queste canzoni, più generazioni si sono riconosciute e sentite rappresentate.

Queste quindici canzoni, tuttavia, possono essere sufficienti a parlarci a nome di tutte le altre per raccontare l’evoluzione di un costume, di un popolo che al di fuori dell’Italia è percepito, forse maggiormente che nel suo interno, come la “Italian Way of Life”.

Forse in queste canzoni è nascosto un piccolo mistero che ci può farci intravedere l’anima di un popolo meglio di tante date e fatti storici!

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