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domenica 7 giugno 2026

"CASA DI BAMBOLA"
TEATRO FONTANA MILANO

9–14 giugno 2026
La nuova produzione di Elsinor Centro di Produzione Teatrale porta in scena una rilettura radicale di Casa di bambola di Henrik Ibsen, con la regia di Ivonne Capece e l'adattamento drammaturgico di Mattia Favaro.


In questa versione, la celebre porta che si chiude alla fine del testo di Ibsen non rappresenta una conclusione, ma l'inizio della storia.

Nora è già andata via. Torvald Helmer rimane solo, immerso in una lunga notte fatta di ricordi, rimpianti e incubi. Lo spettacolo sposta così il centro della narrazione dall'emancipazione femminile alla crisi dell'identità maschile contemporanea: cosa accade a un uomo quando i ruoli su cui ha costruito la propria esistenza vengono messi in discussione?

La regia indaga il rapporto tra amore, possesso e controllo, mostrando un Torvald incapace di distinguere il sentimento autentico dall'immagine di sé che Nora gli restituiva.

Una visione potente e allucinata

L'allestimento si caratterizza per una forte componente visiva:
scenografia immersa in tonalità rosse e incandescenti, ispirate all'atmosfera di Shining;
un albero di Natale come simbolo della famiglia ideale che si sgretola;
costumi ottocenteschi deformati e contemporanei, firmati da Micol Vighi;
una colonna sonora performativa che alterna tango, rumori minacciosi e suggestioni cinematografiche.

Il risultato è un viaggio psicologico che mette a nudo le fragilità maschili in un mondo dove il femminile si è trasformato più rapidamente del maschile.

Interpreti principali

Stefano Braschi
Massimo Di Michele
Maria Laura Palmeri

Informazioni pratiche

Repliche

Giovedì e venerdì ore 20:30
Sabato ore 19:30
Domenica ore 17:00

Prezzo

Intero: 25 €
Under 30: 18 €
Over 65 / Under 14: 12 €
Giovedì sera: 22 €
Convenzioni: 20 €
Scuole di teatro: 12 €

Prenotazione e prevendita: 1 €.

Lo spettacolo si presenta come una delle riletture più contemporanee e provocatorie del capolavoro di Ibsen, trasformando il dramma dell'emancipazione di Nora in una riflessione sulla crisi e la possibile trasformazione dell'identità maschile nel presente.

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