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lunedì 25 gennaio 2016

"STASERA SONO IN VENA"
DI OSCAR DE SUMMA
AL TEATRO RINGHIERA DI MILANO

Da martedì 26 gennaio a domenica 31 gennaio sarà in scena al Teatro Ringhiera, Stasera sono in vena, spettacolo di uno degli autori e attori oggi più apprezzati della scena nazionale, Oscar De Summa.

L’occasione è rara per Milano, che lo vede sui suoi palcoscenici solo per la seconda volta, dall’inizio della carriera dell’artista.

Prodotto dalla Corte Ospitale, in collaborazione con Armunia – Festival Inequilibrio, vincitore del Premio Cassino Off 2015 e finalista del premio Ubu 2015 come Migliore novità italiana e Migliore drammaturgia Stasera sono in vena è il secondo capitolo della Trilogia della Provincia, iniziata con Diario di provincia (ancora in tour e giunto a circa 600 repliche) e che si concluderà con La Sorella di Gesùcristo, in debutto assoluto nell’estate 2016.

La Trilogia della Provincia parte dalle vicende autobiografiche dell’autore, dalla vita ad Erchie, piccolo paese pugliese, scenario della formazione a “tinte forti” del giovane De Summa, nel sud degli anni ’70 e ’80, per parlare di tutta la provincia nazionale, che spesso ha fatto l’Italia più delle grandi città.

Stasera sono vena è un “monologo corale e rock”: l’attore incarna se stesso e i tanti personaggi attorno a lui, con pochi precisi gesti in grado di delineare perfettamente caratteri e umori, come accade con la Commedia dell’arte, mentre la musica (di David Bowie, the Doors, Iggy Pop, Jeff Buckley, Pink Floyd, Nick Cave, …) accompagna, sottolinea, affonda o alleggerisce una parola capace di oscillare tra amarezza e ironia, con una misura sapientemente calibrata.

“Tutti i ragazzi, ad un certo punto sognano di fare i cantanti - dice De Summa - nello spettacolo canto, nonostante non sia il mio mestiere, perché la musica era molto presente nel quotidiano, vi era, forse come ora, una certa identificazione con i propri idoli rock, un desiderio di uscire dal gruppo, di distinguersi, di affermare la propria identità”.

La storia dolorosa è quella di un passato da tossicodipendente, in un contesto sociale, gli anni ’80, localmente controllato dalla Sacra Corona Unita, e a livello nazionale orientato all’ edonismo più futile e privo di consolazione. Allo stesso tempo, la storia racconta la gioia di un risveglio, la soluzione del problema e una vita che vince sulla morte. De Summa, seduto su un amplificatore, al microfono, racconta i dettagli di dieci anni di vita in cui il dolore detta le azioni da compiere per sottrarsi a quel dolore. Un dolore fisico prima di tutto che distrae da uno più grande: quello di non trovare una collocazione nella società, di sentirsi sempre inadeguati, fuori luogo. Ed é qui che fa breccia l'idea di una "panacea di tutti i mali", una medicina che ci tolga dall'imbarazzo di vivere, è qui che fa il suo ingresso trionfale ed incontrastato "la droga". Ogni epoca, ogni personalità ha la sua preferita ma tutte sono accomunate dalla caratteristica di “toglierci a noi stessi affermando la necessità di appartenerci”, dice De Summa.

E’ un racconto che non consola eppure fa sorridere, estremamente vitale perché il protagonista si salva e di quella salvezza fa materia di condivisione invece che di confessione. Il primo sentimento dell’autore rispetto a questa vicenda autobiografica è stato la vergogna e lo spettacolo è stato inizialmente pensato per liberarsene. Quasi immediatamente però, grazie all’analisi del tessuto sociale e antropologico nella quale si inseriva il suo personale vissuto la spinta è diventata quella verso la comprensione di un disagio ampio, generazionale e della condivisione col pubblico di quella difficoltà. L’antidoto ad una droga alienante diventa uno spettacolo fortemente incentrato sulla relazione con chi guarda, tanto che una vicenda pur così connotata può sembrare la vicenda di tutti. Il perno dello spettacolo non è la dipendenza da una sostanza tossica, né la denuncia civile ma la commovente capacità di essere quello che si è e si è stati, di fronte ad una platea: l’autenticità

dell’interpretazione è il motivo per cui la storia diventa “esemplare”, indipendentemente dal vissuto di ciascuno. La sensibilità autoriale ed attoriale di De Summa sono ciò che gli consente di parlare a tutti, sono alla base del successo di questo spettacolo, accolto con entusiasmo, nel corso del tour, anche nelle Carceri di Pistoia e Modena.

Testo vincitore del premio Cassino Off 2015 con la seguente motivazione:

“Per aver affrontato con leggerezza, coraggio, responsabilità e ironia il problema della droga, che parte dai ricordi dell'adolescenza pugliese per arrivare alla Sacra Corona Unita, attraverso un racconto narrato da un solo attore ma cantato da più voci. Un "concerto" blues in cui la storia personale viene messa al servizio di un tema difficile cui serve la luce di un attore, oggi, che se ne carichi il peso ma lo vada a misurare con l'astuzia delle immagini, con il colore della musica”.

ATIR TEATRO RINGHIERA
Via Pietro Boifava, 17 - Milano

BIGLIETTERIA
tel. 02.84892195 - email: prenotazioni@atirteatroringhiera.it
ACQUISTI ONLINE www.atirteatroringhiera.it

BIGLIETTI
€ 18 INTERO
€ 15 RIDOTTO CONVENZIONI
€ 12 RIDOTTO UNDER 26
€ 8,50 RIDOTTO OVER 65 E UNIVERSITA’

ORARI SPETTACOLO
martedì – giovedì – venerdì ore 20.45; mercoledì e sabato ore 19.30; domenica ore 16.00

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