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venerdì 10 luglio 2015

LA MORTE DI ENRICO D'AMATO, ANIMA E STORIA DEL PICCOLO TEATRO DI MILANO


Enrico D’Amato, attore, regista, insegnante, anima e storia del Piccolo Teatro dal 1968, è morto mercoledì nella sua casa di Milano. Era nato a Roma nel 1932, si era laureato in legge, ma con il diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” aveva presto scelto il teatro, che non avrebbe abbandonato mai. Ancora nell’autunno-inverno scorsi, Enrico D’Amato era al lavoro, accanto a Luca Ronconi, nella commissione che ha selezionato i giovani attori entrati nel nuovo corso triennale della Scuola del Piccolo, oggi intitolata a Ronconi.

Agli inizi della carriera, D’Amato aveva insegnato recitazione alla Scuola di Alessandro Fersen, era stato aiuto-regista di Franco Enriquez, di Aldo Trionfo, di Gianfranco de Bosio. Aveva iniziato a lavorare al Piccolo nella Stagione 1968/69 e nel 1970/71 era diventato assistente di Giorgio Strehler con la messa in scena di Santa Giovanna dei Macelli di Brecht, poi partecipando alle regie dei più importanti allestimenti di quegli anni: Re Lear e L’opera da tre soldi (‘72/73, Il giardino dei ciliegi (‘73/74), Il campiello (‘74/75), Le balcon (‘75/76), Arlecchino (’77/78), La tempesta (‘77/78 e ’84), El nost Milan e Temporale (‘79/80), L’anima buona di Sezuan (‘80/81), Minna von Barnhelm (‘82/83), La grande magia (‘84/85).

Ma nei suoi 47 anni al Piccolo Teatro è importante anche il capitolo delle regie firmate in prima persona: Ma perché proprio a me di Luigi Lunari (‘73/73), La scuola delle donne di Molière (‘77/78), La vita è sogno di Calderón de la Barca, di cui fu anche traduttore (‘79/80), Il precettore di Brecht (‘82/83), L’arca di Noè, opera in musica di Britten (‘86/87), La rigenerazione di Svevo (‘88/89), Il teatro comico di Goldoni (‘92/93).

E dalla sua nascita, nel 1986, la Scuola del Piccolo Teatro ha avuto in Enrico D’Amato un insegnante di rare forza ed esperienza, che ha contribuito a formare più di duecento attori fino a oggi, con rigore e “burbera passione” di cui tutti si ricordano. Coordinatore didattico fino agli anni di lavoro insieme a Luca Ronconi, a lui era sempre affidata la regia degli spettacoli di fine corso della Scuola, conclusivi del triennio, vero “rito di passaggio” con il quale i giovani allievi si affacciano alla professione. Per tutto questo il Piccolo Teatro lo ricorda con riconoscenza e profondo affetto, e con vicinanza alla figlia Marta e a Ruggero.

In un’intervista del 1983, Enrico D’Amato diceva: “Quando ho iniziato a lavorare al Piccolo, con Strehler, mi sono sentito subito meneghino, non per forza ma per affinità elettiva. A Roma non ero un romano, ma un milanese in incognito. Che il Piccolo Teatro e la Scala siano nati qui, non è un caso”.

Tutto il Piccolo Teatro, con affetto.

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