ARECIBO AL
TEATROBASILICA DI ROMA
SE INVIAMO MESSAGGI ALLE STELLE
PERCHE' NON SAPPIAMO PIU' PARLARCI?
Dal 5 al 7 febbraio ore 21:00; 8 febbraio ore 16:30.
Il TeatroBasilica di Roma ospita la prima nazionale di un progetto ambizioso che trasforma un celebre esperimento scientifico in una potente metafora sulla solitudine contemporanea. Al centro dello spettacolo c'è il messaggio di Arecibo, quell'autoritratto dell'umanità codificato in bit che nel 1974 fu lanciato nello spazio profondo con la speranza di trovare un interlocutore.
Oggi, mentre quel segnale viaggia ancora nel vuoto a migliaia di anni luce dalla Terra, noi sembriamo aver perso la pazienza dell'attesa, sommersi da notifiche silenziate e messaggi senza risposta.
In una scena "vuota come il cosmo", i tre performer di Fucina Zero si muovono tra scienza e immaginazione, supportati da una loop machine che diventa il cuore pulsante dello spettacolo.
Questo strumento registra, trasforma e stratifica suoni e voci, creando un'architettura acustica che riflette il nostro costante bisogno di comunicare, nonostante il silenzio. Arecibo non è solo il racconto di una grande impresa tecnologica, ma un'indagine teatrale che ci interroga sul senso della nostra ostinazione nel guardare verso l'alto, mentre sulla Terra facciamo sempre più fatica a ascoltarci.
ARECIBO (Roma - TeatroBasilica)
Dal 5 all'8 febbraio 2026, il collettivo Fucina Zero porta in scena un dispositivo teatrale sonoro e visivo che ripercorre la storia del radiotelescopio di Porto Rico e dei pionieri della ricerca SETI come Frank Drake e Carl Sagan. Tra ironia e malinconia (con il dubbio che gli alieni possano "ghostarci"), lo spettacolo riflette sulla comunicazione come atto di fede e sulla fragilità dei legami in un mondo iperconnesso.
Dal 5 all'8 febbraio 2026, il collettivo Fucina Zero porta in scena un dispositivo teatrale sonoro e visivo che ripercorre la storia del radiotelescopio di Porto Rico e dei pionieri della ricerca SETI come Frank Drake e Carl Sagan. Tra ironia e malinconia (con il dubbio che gli alieni possano "ghostarci"), lo spettacolo riflette sulla comunicazione come atto di fede e sulla fragilità dei legami in un mondo iperconnesso.
Il Cast: In scena Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni.
Team Creativo: Regia di Matteo Finamore, drammaturgia di Jacopo Angelini. Architettura sonora di Giulia Menaspà, costumi di Giulia Barcaroli e consulenza artistica di Roberto Scarpetti.
Produzione: lacasadargilla e Gruppo della Creta.
Genere: Teatro contemporaneo sperimentale focalizzato sul suono e sulla narrazione scientifico-poetica.
Dove e Quando: Roma, TeatroBasilica (Piazza di Porta San Giovanni). Dal 5 al 7 febbraio ore 21:00; 8 febbraio ore 16:30.
Prezzi: Intero 18 €, Online 15 €, Ridotto 12 €.


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