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domenica 23 novembre 2025

TEATRO GEROLAMO DI MILANO
STORIE DI "GIUSTIZIA"
TORTORA E IL MILANESE

Sabato 29 novembre 2025 – ore 20

NELL’OCCHIO DEL LABIRINTO
Apologia di Enzo Tortora

testo e regia Chicco Dossicon Simone Tuddaprimo spettatore Renato Sartiproduzione Teatro della Cooperativa | si ringrazia l’Associazione Enzo Tortora

Il Teatro Gerolamo ospita una produzione del Teatro della Cooperativa con lo spettacolo Nell’occhio del labirinto-Apologia di Enzo Tortora, monologo scritto e diretto da Chicco Dossi, interpretato da Simone Tudda.

Dalle parti di Corso Magenta, a Milano, proprio davanti dal Teatro Litta, c’è Largo Enzo Tortora. Quasi più una commemorazione che una targa toponomastica – non credo che possieda nemmeno un numero civico – in piccolo, sotto il nome, reca la scritta «giornalista» e le date di nascita e di morte: 1928-1988. Più per curiosità che per senso civico, un giorno, ho deciso di informarmi. Ho scoperto che il «caso Tortora» era ben noto alla generazione di mia madre e assolutamente sconosciuto alla mia. Un caso di malagiustizia, forse ancora più eclatante perché perpetrato ai danni di una persona nota agli italiani, dal momento che il suo volto teneva banco per un’ora e mezza a settimana sulle reti nazionali. Un episodio che assumeva contorni sempre più agghiaccianti, man mano che lo approfondivo: nessuna presunzione di innocenza, accuse mosse senza prova alcuna, magistrati smaniosi di arrestare il “nome grosso” che non leggono gli atti dei processi, blitz antimafia venduti alla stampa ancora prima che avvengano, il tutto ai danni di un uomo totalmente estraneo ai fatti e non associato in alcun modo agli ambienti camorristici.

Spesso riteniamo che il XXI secolo sia l’era delle fake news, dello strapotere dei media – siano essi tradizionali o social – nel dirigere da una parte o dall’altra l’opinione pubblica. Il caso Tortora è l’esempio lampante di come la manipolazione delle informazioni affondi le sue radici più indietro nel tempo: testate autorevoli e firme di tutto rispetto hanno contribuito a questa grottesca macchina del fango basata su «pettegolezzi giudiziari», fiumi di calunnie imperniate sul “sentito dire”, cacce grosse allo scoop più bieco per dipingere una persona onesta come un mostro dalla doppia faccia, quella del presentatore che intrattiene le famiglie sulla TV di Stato e quella del malavitoso capace di spostare milioni di lire e chili di cocaina con uno schiocco di dita.

Il caso Tortora non è incredibile soltanto per la crudeltà con cui giudici, stampa e opinione pubblica si sono accaniti nei confronti di un innocente. La storia di Enzo è la storia di un uomo, che, dall’alto della sua posizione di personaggio pubblico, ha deciso di farsi portavoce di una battaglia che non ha colore politico: quella della giustizia giusta. Avrebbe potuto darsi alla macchia come già altri – meno innocenti – prima di lui avevano fatto, avrebbe potuto sottrarsi a un processo che sapeva essere iniquo. Consapevole di essere innocente, Tortora si è spogliato dell’immunità di europarlamentare per farsi giudicare da un tribunale che non lo vedeva come imputato, ma come nemico. Consapevole di essere innocente, ha messo la sua storia a disposizione di tutte le persone che sono nella sua stessa situazione, ma non hanno i mezzi e le possibilità di essere giudicate in maniera equa.

Il monologo – interpretato da Simone Tudda (Segnalato al 30° Premio Hystrio alla Vocazione) – si dipana in una narrazione continua dove la diegesi oltrepassa i confini narrativi per sfociare nel dialogo, risale nel resoconto storico, dove i dati sono sempre raccontati in maniera essenziale per comprendere le vicende, si alterna tra la terza persona di un narratore onnisciente che va a spiare i detenuti del carcere di Forte Longone e la prima persona del giornalista, fino a scavare nella sua interiorità nel momento dell’arresto, provando a immaginare come possa essersi sentito, braccato in piena notte dai carabinieri all’Hotel Plaza di Roma. Iniziano così i suoi anni nell’occhio del labirinto, espressione che vuole unire la claustrofobia di chi non sa quando, e soprattutto se, potrà uscire dalla prigionia fisica e mentale con il voyeurismo giustizialista della stampa, che, per una copia venduta in più, non ha esitato a ignorare i fatti per far posto al sensazionalismo più bieco. Chicco Dossi

Durata spettacolo: 75 minuti senza intervallo
ORARI: sabato ore 20 
PREZZI: da 20 a 30 € 

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Domenica 30 novembre 2025 – ore 16

NON È LA STORIA DI UN EROE
spettacolo tratto dal podcast di RaiPlay Sound Io ero il Milanese
di Mauro Pescio e Lorenzo Scon Mauro Pescioalla chitarra Stefano Malatesta produzione CMC/Nidodiragno

Io nasco dalla narrazione del mio vissuto, dalla narrazione dei disastri della mia vita. Non è la storia di un eroe, al contrario, è la storia di tanti fallimenti e scelte sbagliate, che però a un certo punto sono state riconosciute come tali. (Lorenzo S.)

Ho conosciuto Lorenzo S. nell’estate del 2017. Era uscito dal carcere da una decina di giorni. Durante il nostro primo incontro, durato qualche ora, mi ha raccontato in sintesi tutta la sua vita, da quando era entrato in carcere la prima volta a pochi mesi, a trovare suo padre, a quando era uscito come un uomo nuovo di 40 anni, in quel luglio 2017, trasformato in una risorsa per la società. (Mauro Pescio)

Io ero il Milanese è il racconto di un uomo che nella vita ha fatto tante scelte sbagliate, un uomo con cui la sfortuna di è accanita, un uomo che ha toccato il fondo, ma che da quel fondo si è rialzato. È la storia di come non debba mai venire meno la speranza, la fiducia e soprattutto di come si debba sempre offrire un’altra possibilità.

La storia di Lorenzo S. è un progetto creativo crossmediale. È nato come un podcast, intitolato Io ero il Milanese, prodotto da RaiPlay Sound, che è diventato un vero e proprio caso nel 2022. Partito in sordina, grazie al passaparola, il podcast ha conquistato il pubblico sfiorando i 3 milioni di ascolti. Nell’edizione 2023 de Il Pod (Italian Podcast Award) Io ero il Milanese riceve il primo premio nella categoria “Documentario”. Nel 2023 è diventato un libro edito da Mondadori e anche uno spettacolo teatrale, che ha debuttato a Bari, in occasione del Prix Italia il 4 ottobre 2022.

Ora la storia di Lorenzo S. potrà essere conosciuta dal vivo. Lo spazio teatrale è, per antonomasia, lo spazio della rivoluzione, adatto quindi a dare voce alla rivoluzione personale di Lorenzo e alla sua storia difficile, dura, ma anche piena di speranza.

Durata spettacolo: 75 minuti senza intervallo
ORARI: domenica ore 16 
PREZZI: da 20 a 30 € 

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI 
uffici: 02.36590120 / 122 | biglietteria 02 45388221 biglietteria@teatrogerolamo.it - info@teatrogerolamo.it - www.teatrogerolamo.it

TEATRO GEROLAMO
Piazza Cesare Beccaria 8 – 20122 Milano

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