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lunedì 22 febbraio 2016

"7 MINUTI" UNA RADIOGRAFIA DEL PRESENTE
DI ALESSANDRO GASSMAN
CON OTTAVIA PICCOLO

Dal 23 al 28 febbraio arriva al Piccolo Teatro Strehler 7 minuti di Stefano Massini, uno spettacolo di Alessandro Gassmann con Ottavia Piccolo.

Undici attrici per gli undici personaggi che compongono il Consiglio di Fabbrica, al centro della vicenda: Ottavia Piccolo, Bianca, operaia specializzata portavoce delle altre; accanto a lei, in ordine di apparizione, Eleonora Bolla, Sabina, operaia al reparto tinte - “se potessi morderei il mondo”, Paola Di Meglio, Olivia, operaia da 30 anni al reparto cardatura - sigarette e pensieri, Silvia Piovan, Arianna, operaia al reparto cardatura - “il mio lavoro è tutto”, Balkissa Maiga, Fatou, operaia specializzata - la paura vera, Cecilia Di Giuli, Rachele, operaia ai telai - forti braccia tatuate, Olga Rossi, Aneta 34 anni, impiegata - “io non scappo”, Stefania Ugomari Di Blas, Mirella, operaia ai telai - tante paure, Arianna Ancarani, Lorena, operaia al reparto tinte - la partecipazione, Giulia Zeetti, Sevgi, operaia al reparto filati - “non chiedermi nulla”, Vittoria Corallo, Sofia, impiegata - la concretezza dei numeri.

La vicenda quanto mai attuale, che è il nucleo di 7 minuti, è ispirata a una storia vera e sembra aver esercitato un eguale potere sia su Stefano Massini, sia su Alessandro Gassmann, a giudicare dalle prime righe delle loro note.

Ecco come esordisce l’Autore: “Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte.”.

E così il Regista: “7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio storico, il testo che andavo cercando”.

Testo di Stefano Massini
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con Ottavia Piccolo

7 minuti e oltre – L’incontro

Venerdì 26 febbraio, alle ore 17.30, alla Casa delle Donne di Milano (via Marsala 8), Ottavia Piccolo incontra il pubblico. All’incontro, organizzato in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, interviene Sergio Escobar.

Per il suo spettacolo, Gassmann ha chiesto a Gianluca Amodio, lo scenografo, e a Lauretta Salvagnin, la costumista, un’ambientazione e un’immagine realistiche: l’azione si svolge nello spogliatoio della fabbrica, un tavolo, sedie scompagnate, lungo le pareti gli armadietti delle dipendenti, che sopra agli abiti di tutti i giorni portano i grembiuli da lavoro. Marco Palmieri ha disegnato luci che descrivono il passare del tempo. Il tema musicale originale e gli ambienti sono di Pivio & Aldo De Scalzi. Le videografie di Marco Schiavoni evocano gli esterni della fabbrica e, a tratti, danno forma ai pensieri e alle emozioni taciute dei personaggi. Emanuele Maria Basso è il collaboratore alla regia.

Nelle mani di Ottavia Piccolo e in quelle delle sue comprimarie la responsabilità di dare vita a queste donne, nostre contemporanee, in balia della paura di perdere il lavoro, costrette ad uno sforzo eroico di raziocinio, determinate a non cedere alla legge della necessità che la Dirigenza della loro fabbrica tenta di usare come strumento di un tacito ricatto, per offuscare la loro dignità e indebolire i diritti acquisiti.

La questione del lavoro nella sua radicalità domina il nostro presente e ha spinto Massini a scrivere questo documento lucido e essenziale, che Gassmann ha voluto mettere in scena, creando uno spettacolo di forte tensione morale e di sentita partecipazione.

Ottavia Piccolo, ancora una volta al centro di un lavoro di Massini, con il quale collabora da più di dieci anni, ha affrontato il suo personaggio trovando in Gassmann, che incontra per la prima volta, la condivisione di un’intesa artistica ed etica.

7 minuti, pubblicato da Einaudi a gennaio 2015, è l’ultimo testo teatrale scritto da Stefano Massini, che nel 2013 ha ricevuto il Premio Ubu Speciale 2013, “Per il complesso della sua drammaturgia”.

Questa, diretta da Gassmann, è la prima messinscena del dramma e dopo Milano lo spettacolo continua la tournée toccando, fino al 5 aprile, varie piazze italiane (Thiene,1-3 marzo; Treviso, 4-6 marzo; Lugano, 8 e 9 marzo; Castiglione delle Stiviere, 10 marzo; Mestre, 11-13 marzo; Rovigo, 15 marzo; Copparo, 16 marzo; Bolzano, 17-20 marzo; Pergine Valsugana, 21 marzo; Faenza, 22-24 marzo; Piombino, 29 marzo; Santa Croce sull’Arno, 30 marzo; Colle Val d’Elsa, 31 marzo; Città di Castello, 1 aprile; Macerata, 3 e 4 aprile; Maiolati Spontini, 5 aprile). L’impronta sincera e coinvolgente del testo, la dinamicità dei dialoghi e la vivezza dei personaggi hanno colpito anche Michele Placido che ha pensato a un adattamento cinematografico e ne ha scritto la sceneggiatura insieme a Massini.

Nel film, diretto da Placido, la vicenda si svolge in una storica fabbrica di Latina e Ottavia Piccolo mantiene il suo personaggio della versione teatrale. Le riprese sono terminate alla fine del Dicembre scorso.

Note di regia

“7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio storico, il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce ed anima a undici protagoniste operaie che ci permetteranno di raccontare con le loro diverse personalità̀, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci una umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Bianca, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità̀, emozioni, incomprensioni, tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già̀ presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò̀ a fare con “7 minuti”.

“Ad Angelo M.”

Alessandro Gassmann

Note dell’autore

Nel 1954, negli Stati Uniti, Reginald Rose metteva il proverbiale dito nella piaga della società americana scrivendo per Studio One “Twelve angry men”. A distanza di 60 anni, credo che qui, in Europa, in piena crisi economica, il dito nella piaga possa e debba riguardare il mondo del lavoro. Di più: l’etica stessa del lavoro. L’arrabbiatura di Rose oggi infiamma ben altri scenari. Forse un consiglio di fabbrica.

Forse undici operaie intorno a un contratto da rinnovare.

“Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte. Una di queste ha raggiunto e conquistato me, ed ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012, e ha riempito i giornali d’Oltralpe: d’altra parte poteva passare inosservato quel braccio di ferro così spietato fra le dipendenti – tutte donne – di uno dei massimi colossi industriali francesi e i nuovi dirigenti subentrati al controllo? La storia delle operaie di

Yssingeaux mi ha dato la caccia per vari mesi. Non potevo aprire un quotidiano o cliccare su una web-page senza trovarmi di nuovo davanti quei visi femminili, assortiti di ogni età̀, impegnate in una difesa epica – antica eppure modernissima – della propria dignità̀ di lavoratrici. Ma in quale modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me l’ha fornito, come sempre, non il filone principale bensì̀ uno dei tanti aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di quei giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande passione, perché́ mi sembrava straordinario ritrarre in scena il mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare “sì o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di chissà̀ quante altre fabbriche nell’Europa della grande crisi. Come in tante occasioni - di cui la Storia è piena - si ha davvero la sensazione che nel piccolo di quella riunione a Yssingeaux si sia realizzato il modello in miniatura del più tremendo dramma del nostro tempo: il dibattito fra quelle undici donne, diversissime, è in fondo il sismografo di un inizio secolo iper-contraddittorio in cui la bussola del lavoro sbanda impazzita, tirando nel vortice la stessa identità̀ del cittadino europeo moderno. Ecco perché́ ho ceduto alla pressante preghiera di quelle donne, che dalle foto dei giornali mi chiedevano di essere raccontate: la loro storia è una radiografia del presente, in ognuna di loro – nelle storie di ognuna di loro – c’è il paradigma di qualcosa che ci riguarda, ci tocca, e merita di comporre il mosaico di una narrazione contemporanea. E se nell’immediato dopoguerra, Reginald Rose utilizzò l’espediente geniale di una composita giuria per scandagliare i fondali limacciosi della società̀ americana, io sono convinto che un consiglio di fabbrica possa quanto mai servire, oggi, per indagare i movimenti tellurici dell’Europa dilaniata dagli spread.“

Stefano Massini

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2Lanza) dal 23 al 28 febbraio 2016
7 minuti
di Stefano Massini

uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con Ottavia Piccolo
e (in ordine di apparizione) Eleonora Bolla, Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Balkissa Maiga,

Cecilia Di Giuli, Olga Rossi, Stefania Ugomari Di Blas, Arianna Ancarani, Giulia Zeetti, Vittoria Corallo

scenografia Gianluca Amodio, costumi Lauretta Salvagnin
light designer Marco Palmieri, musiche originali Pivio&Aldo de Scalzi
videografie Marco Schiavoni
produzione Fondazione Emilia Romagna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile del Veneto

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo sono:

martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.
Martedì 24 febbraio ore 15 (Touring Club e Scuole) e ore 20.30.

Durata un’ora e mezza senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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