TEATRO DI DOCUMENTI ROMA
"PENSIERI E PAROLE"
IL CONTRASTO TRA DIRE E SENTIRE
NEL CUORE DI TESTACCIO
Orari: Feriali ore 21.00; Sabato e Domenica ore 18.00 (Lunedì e Martedì riposo)
Il Teatro di Documenti di Roma ospita “Pensieri e parole”, un’opera scritta e diretta da Antonio Foti. Ispirandosi a “Kvetch” di Steven Berkoff, lo spettacolo scava nelle nevrosi del vivere quotidiano, mettendo in scena un nucleo familiare in crisi, schiacciato dall'incapacità di comunicare. Un viaggio introspettivo che esplora la paura, il senso di inutilità e quel "male di vivere" che ci spinge a nasconderci dietro barriere di silenzio.
L'ispirazione a Berkoff: Riprendendo la lezione di Kvetch, l’adattamento di Foti mette a nudo il contrasto tra ciò che i personaggi dicono e ciò che realmente pensano. È una rappresentazione del conflitto interiore che agisce come una spada di Damocle, costringendo gli individui a un isolamento emotivo anche quando sono circondati dai propri affetti.
La crisi dell'identità: Lo spettacolo riflette sull'attuale periodo storico, in cui l'umanità sembra aver metabolizzato ogni stimolo a scapito della propria identità. La scarsa comunicazione diventa il motore della disgregazione familiare, portando il gruppo a soccombere sotto il peso di problemi spesso inesistenti, ma ingigantiti dalla paura.
Una speranza di rinascita: Nonostante la matrice drammatica e l'analisi spietata delle fragilità umane, l'opera lascia aperto uno spiraglio. Tra le pieghe del racconto emerge la possibilità di reinventarsi, la speranza che, dopo il crollo, ci sia finalmente l'occasione buona per rifarsi una vita più autentica.
Il Teatro di Documenti di Roma ospita “Pensieri e parole”, un’opera scritta e diretta da Antonio Foti. Ispirandosi a “Kvetch” di Steven Berkoff, lo spettacolo scava nelle nevrosi del vivere quotidiano, mettendo in scena un nucleo familiare in crisi, schiacciato dall'incapacità di comunicare. Un viaggio introspettivo che esplora la paura, il senso di inutilità e quel "male di vivere" che ci spinge a nasconderci dietro barriere di silenzio.
L'ispirazione a Berkoff: Riprendendo la lezione di Kvetch, l’adattamento di Foti mette a nudo il contrasto tra ciò che i personaggi dicono e ciò che realmente pensano. È una rappresentazione del conflitto interiore che agisce come una spada di Damocle, costringendo gli individui a un isolamento emotivo anche quando sono circondati dai propri affetti.
La crisi dell'identità: Lo spettacolo riflette sull'attuale periodo storico, in cui l'umanità sembra aver metabolizzato ogni stimolo a scapito della propria identità. La scarsa comunicazione diventa il motore della disgregazione familiare, portando il gruppo a soccombere sotto il peso di problemi spesso inesistenti, ma ingigantiti dalla paura.
Una speranza di rinascita: Nonostante la matrice drammatica e l'analisi spietata delle fragilità umane, l'opera lascia aperto uno spiraglio. Tra le pieghe del racconto emerge la possibilità di reinventarsi, la speranza che, dopo il crollo, ci sia finalmente l'occasione buona per rifarsi una vita più autentica.
Cast e Produzione
Testo e Regia: Antonio Foti
Interpreti: Giuliana Adezio, Gianmaria Capece, Gisella Cesari, Lorenzo Mangano, Mauro Toscanelli
Luci: Paolo Orlandelli
Prezzi e Biglietteria
Tipologia Biglietto PrezzoIntero € 15,00 + tessera associativa
Ridotto € 12,00 + tessera associativa
Info & Prenotazioni: 06 45548578 – 328 8475891
Indirizzo: Via Nicola Zabaglia, 42 – 00153 Roma
Mobilità e Trasporti
Il teatro è situato nello storico quartiere Testaccio ed è facilmente raggiungibile:
Metro: Linea B (Piramide)
Treno: Stazioni FS Ostiense o Stazione FS Lido
Bus: Numerose linee disponibili (3, 23, 30, 75, 83, 170, 280, tra le altre)
Nota per il pubblico:
Il Teatro di Documenti è uno spazio unico, noto per la sua architettura suggestiva che ben si presta a narrazioni intime e psicologiche come questa. Si consiglia la prenotazione telefonica data la particolarità della sala.


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