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TEATRO CARBONETTI DI BRONI (PV)

Sabato 19 OTTOBRE 2019 ore 21
ONDEROD
di e con GIOELE DIX
con la partecipazione di SAVINO CESARIO
musiche dal vivo SAVINO CESARIO
Una produzione GIOVIT
Un repertorio dei grandi monologhi del comico milanese che riflettono e ironizzano su mode e gusti correnti, su abitudini e debolezze diffuse, su guasti pubblici e privati, nel segno di quella comicità a tratti feroce che caratterizza il suo stile di scrittura, in altalena costante fra leggerezza e insofferenza.
Una sorta di fotografa dello scombinato paesaggio italiano alle prese con fantasmi vecchi e nuovi: il mito del ritorno alla campagna, l’assenza di senso civico, il salutismo esasperato, l’invadenza diffusa, l’educazione dei fgli, la mania del gioco e delle lotterie, l’indisciplina, i disservizi ferroviari e aerei, la ricerca ossessiva dell’amicizia, la schiavitù della furbizia.
E in più, uno speciale capitolo dedicato al personaggio dell’automobilista, aggiornato e rivitalizzato dalla lunga esperienza televisiva, grazie alla quale Gioele Dix ha saputo trasformare una felice intuizione, nata dall’osservazione critica di se stesso al volante, in una maschera contemporanea di grande successo.
A completare la drammaturgia di Onderòd, una serie di brevi racconti originali con commento musicale: “Il concerto diretto da Dio”, “L’uomo che voleva ringiovanire”, “Fortune e sfortune di un uccellino”.
Storie buffe e paradossali (ma non troppo) attraverso le quali Gioele Dix sperimenta le sue doti di affabulatore e autore di apologhi satirici. In scena Savino Cesario, chitarrista esperto e compositore eclettico, dotato di rara sensibilità nell’accompagnare da anni le performance comiche di Gioele Dix.

Sabato 26 OTTOBRE 2019 ore 19.30
LA TRAVIATA
Opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (fglio) La signora delle camelie.
CAST
Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici
Direttore M° Damiano Maria Carissoni
Coro Verdi di Pavia Direttore M° Enzo Consogno
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi
Corpo di ballo Academy di Pavia
Coreografe di Marilina Piemontese
Regia Marilina Piemontese
Produzione CircoloPavia Lirica
Violetta Valery - Gabriella Stimola
Alfredo Germont - Luigi Albani
Giorgio Germont - Giorgio Valerio
Annina - Giovanna Aquilino
Flora - Yuko Boverio
Gastone-Visconte Letorieres - Savino Nenna
Marchese d’Obigny - Alfredo Conci
Dottor Grenwill - Alfredo Conci
Barone Douphol - Domenico Barbieri

Mercoledì 13 NOVEMBRE 2019 ore 21
VINCENT VAN GOGH
L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO
con ALESSANDRO PREZIOSI
di Stefano Massini
con Francesco Biscione
e con Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessandro Genchi, Vincenzo Zampa
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
disegno luci Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta
musiche Giacomo Vezzani
supervisione artistica Alessandro Preziosi
regia Alessandro Maggi
produzione Aldo Allegrini
È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare …
Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco?
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo e per la regia di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fato sospeso dall’inizio alla fne.
Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) frmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

Domenica 24 NOVEMBRE 2019 ore 21
DI SABBIA E DI VENTO
È ACCADUTO ANCHE A ME!
di MARCO FILATORI
regia Luca Ligato
con Alessandro Baito Laura Negretti
scenografa Armando Vairo
progetto teatrale Laura Negretti
produzione Teatro in Mostra
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
GRATUITO SU PRENOTAZIONE
Discriminazione di genere e disparità tra i sessi.
Due modi diversi per provare a defnire quello che da sempre è squallidamente, tristemente, subdolamente e ineluttabilmente davanti agli occhi di tutti.
Le donne valgono meno, contano meno, decidono meno, guadagnano meno, lavorano meno, comandano meno, ottengono meno.
MENO, MENO, MENO!
Eppure sarebbe così semplice capire che la strada per la parità non passa dal PIÙ ma dall’UGUALE. Dall’INCLUSIONE e non dall’ESCLUSIONE!
La storia che proveremo a raccontare è questa.
Semplice? No, per niente!
Come fai a raccontare un qualcosa che fa parte della natura umana; dall’origine dei tempi ad oggi?! Abbiamo scelto dunque di raccontare la storia di un’unica donna che porta sulle sue spalle la storia di tutte le donne sopraffatte, discriminate, abusate solo ed unicamente per la colpa di essere nate donne.
Da Giovanna d’Arco, mandata al rogo come eretica nel XV secolo, perché aveva “semplicemente” scelto di combattere come un uomo, vestita come un uomo, per quello in cui credeva.
Passando per Camille Claudel colpevole, quattro secoli dopo Giovanna, di essere una grandiosa scultrice in un’epoca in cui le donne potevano al massimo dipingere graziosi acquerelli. Condannata dalla sua bravura e dalla sua bellezza ad essere un’anomalia e dunque, come tale, rinchiusa in manicomio per trent’anni.
Per arrivare fno ai giorni nostri; nel progredito XXI secolo dove il desiderio di maternità può costarti la perdita del posto di lavoro!
Uno spettacolo che vuole spingere le donne a desiderare in grande, a conquistare spazi professionali che fnora sono stati preclusi loro, a colmare la disparità di retribuzione con gli uomini, a ridisegnare gli equilibri all’interno della famiglia e a combattere contro gli abusi di potere; qualsiasi abuso di potere! La storia di tre donne che lottano, a distanza di secoli, per la propria autostima. La storia di tre donne che vogliono considerarsi, e che sono, “unlimited”, senza limiti!

Venerdì 13 DICEMBRE 2019 ore 21
PERFETTA
con GEPPI CUCCIARI
testi e regia Mattia Torre
assistente alla regia Giulia Dietrich
musiche originali Paolo Fresu
costumi Antonio Marras
disegno luci Luca Barbati
produzione ITC2000
distribuzione Terry Chegia
Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile, prendendo in esame quattro giorni qualsiasi, quattro martedì. Una donna, quella interpretata da Geppi Cucciari, che conduce una vita regolare, nella quale trovano posto il lavoro, la vita familiare, e i mille impegni e responsabilità che le affollano la vita. Come in una sorta di “Giorno della marmotta” i martedì sono tutti identici; cambiano però gli stati d’animo, le percezioni, le emozioni e gli umori della protagonista, che rispondono a dei cicli che la nostra civiltà lineare non sembra contemplare. Una scenografa minimalista si colora a seconda dello stato d’animo della protagonista ed esalta la presenza di Geppi Cucciari, la quale dà in questo monologo una straordinaria prova d’attrice.
Mattia Torre, dopo il successo della serie TV “La linea verticale” e della sua trilogia teatrale (“Migliore”, “456” e “Qui e ora”) si misura con umorismo e profondità con il tema complesso e articolato del ciclo femminile, cercando di trattare con umiltà, ma anche frontalità, un tabù di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli.
Perfetta è un monologo nel quale trovano spazio comicità e satira di costume; ma anche e soprattutto un tentativo di consapevolezza e di empowerment femminile di cui sembra esserci un grande bisogno nel nostro tempo.

Sabato 21 DICEMBRE 2019, ore 21
CONCERTO DI NATALE
...QUANDO LA LIRICA INCONTRA IL JAZZ...
CONCERTO DI NATALE
GRATUITO SU PRENOTAZIONE
Claudio PERELLI - Clarinetto, Flauto, Sax
Andres VILLANI - Sax, Flauto
Max PAGANIN - Tromba
Claudio PISCINA - Fisarmonica
Alberto TAVA - Voce, chitarra
Lorenzo CUZZONI - Batteria
Giorgio CORIONI - Contrabbasso
Dario MORONI - Pianoforte
Con la partecipazione del mezzosoprano
Arina ALEXEEVA
PRODUZIONE PAVIA LIRICA

SABATO 11 GENNAIO 2020 ore 21
FIGLIE DI EVA
di Michela Andreozzi & Vincenzo Alferi
con Grazia Giardiello
con (in ordine alfabetico)
MICHELA ANDREOZZI, VITTORIA BELVEDERE e MARIAGRAZIA CUCINOTTA
Figlie di E.V.A. è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi.
Figlie di E.V.A. è la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni.
Figlie di E.V.A. è la storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto.
Cioè a dire che Figlie di E.V.A. è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia.
Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. E lei è la Cadillac delle segretarie!
Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo. Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po’ ingenua, un po’ scaltra, un po’ colomba, un po’ volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia. Antonia. Prof di latino, emigrata, precaria, ma bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette, po*ca tr**a! Comunque romantica, in attesa del primo amore e di una cattedra. Cosa le lega? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi
motivi: manda Elvira in galera per falso in bilancio; abbandona Vicky per una più giovane pollastra; spedisce Antonia ad insegnare a Vibo Valentia perché non ha fatto promuovere quella capra di suo fglio. Le tre, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni. Perché un politico trombato è più morto di un morto.
Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco. Come? Elvira, Vicky e Antonia prendono coscienza di aver creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. Un candidato Frankenstein, insomma.
Cioè Luca Bicozzi, aspirante attore con problemi di autostima. Dopo una full immersion in cui le tre fgliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare un uomo, un fgo, un leader! oltre che un sindaco, Luca conquista il favore dell’elettorato. E viene eletto a furor di popolo! Conquista però anche la fducia in sè stesso, quindi vince un provino come protagonista di una serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo? Forse è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia di capire che dietro a un grande uomo a volte non c’è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti. Figlie di E.V.A. è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.

Venerdì 17 GENNAIO 2020 ore 21
DONCHISCI@TTE
liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia
di Miguel de Cervantes
di Nunzio Caponio
adattamento e regia Davide Iodice
con
ALESSANDRO BENVENUTI, STEFANO FRESI
scene Tiziano Fario
costumi Daniela Salernitano
luci Davide Iodice
produzione Arca Azzurra Produzioni
Una scrittura originale che prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes, scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità.
Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancho, che è insieme fglio e disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo, disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene. Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA.
Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi annodati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione.
E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

Domenica 26 GENNAIO 2020 ore 17
CONCERTO BAROCCO
InCanto InMusica spettacoli
Direzione Artistica Malva Bogliotti
La serva padrona è un celebre intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi.
Composta su libretto di Gennaro Antonio Federico, fu rappresenta per la prima volta il 28 agosto 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli, quale intermezzo all’opera seria Il prigionier superbo, dello stesso Pergolesi, destinata a non raggiungere neppure lontanamente la fama de La serva padrona.
Alla prima rappresentazione è attribuito a tutti gli effetti l’inizio del nuovo genere dell’Opera Buffa.
Le arie della serva padrona e una selezione da Vivaldi, Monteverdi, Handel e i musicisti barocchi, daranno vita a un concerto in cui„ ogni pezzo sarà studiato e reinterpretato approfonditamente per comunicare quanto più è possibile, emozioni antiche che riescono a stare al passo con i nostri tempi, una musica barocca come pura energia che trasmette emozioni forti, specialmente se ascoltata dal vivo.

Lunedì 27 GENNAIO 2020 ore 21
FARFALLE
di e con
ANDREA ROBBIANO
scenografe Francesca Mazzarello
produzione Teatro del Rimbombo
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA
GRATUITO SU PRENOTAZIONEIN ABBONAMENTO
Lo spunto per lo spettacolo parte da un fatto realmente accaduto: una cartolina arrivata in ritardo di quasi 70 anni da un campo di prigionia, scritta da un padre alla moglie e ai fgli per tranquillizzarli, una cartolina ritrovata per caso in un’asta di oggetti vintage dal vicino di casa dei destinatari. Il contenuto della cartolina non è pubblico, lo spettacolo è stato scritto provando a immaginare cosa si può scrivere a una famiglia da un campo di reclusione. Farfalle si interroga su cosa voglia dire avere un numero tatuato sulla pelle e su cosa voglia dire “essere” un numero tra tanti. Si chiede, parafrasando Levi, se questo è un uomo ma anche se “quello” è un uomo, ribaltando la pietà. Un insieme di immagini dai contorni fuori fuoco per lasciare in primo piano poche cose essenziali che traccino un cammino. Un bacio, una lettera e una bambina che viene accompagnata a scuola.

Sabato 1 FEBBRAIO 2020 ore 21
“IL PIÙ GRANDE MAGO DEL
MONDO – HARRY HOUDINI”
di e con
MARCO BERRYIN ABBONAMENTO
Il più grande mago del mondo: Harry Houdini.
2 ore di show incredibile, 120 minuti spettacolari, molti dei 7.200 secondi carichi di una tensione straordinaria!
Questo è il racconto del più grande mago del mondo, Harry Houdini, defnito dalla critica: “The King of Escape”, il Re delle evasioni. L’uomo che nulla e nessuno poteva tenere imprigionato.
Marco Berry racconta, interpreta e spettacolarizza la vita di questo artista sensazionale.
Filmati, esperimenti dal vivo e immagini storiche che terranno con il fato sospeso per tutta la durata dello show.
Le evasioni da manette, camicie di forza, corde, bauli, la fuga da una cella, sono alcuni degli elementi che arricchiscono questo straordinario racconto sempre con il fato sospeso, giocato sul flo dei secondi.

Sabato 15 FEBBRAIO 2020 ore 21
OTTO DONNE E UN MISTERO
di Robert Thomas
con ANNA GALIENA DEBORA CAPRIOGLIO
CATERINA MURINO
con la partecipazione di PAOLA GASSMAN
regia e scene GUGLIELMO FERRO
musiche Massimiliano Pace
costumi Françoise Raybaud
produzione La Pirandelliana - Compagnia Moliere
srl ABC Produzioni
È Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna.
Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa? Forse quella che ha pugnalato Marcel e tagliato i fli del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura.
E quando il fato è sospeso, alla fne sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte.
C’è un mistero e intorno a esso... otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto.
La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica.
Thomas offre inoltre quel valore aggiunto dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte.
E lo fa attraverso la fgura madre: la donna.
Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personifcazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte.
Una prova d’attrice che con questa messinscena vogliamo fare emergere in chiave contemporanea, sia da un punto di vista recitativo che registico. Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affnità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà.
Per loro solo un fne: famelica sopravvivenza.

Sabato 22 FEBBRAIO 2020, ore 21
GLI ARISTOGATTI
IL MUSICAL
Bizet Ivan Rossi
Matisse Virgilio Cavadini
Minou Giorgia Roticiani
Edgar Fabio Russi
Duchessa Francesca Pizzocri
Romeo Andrea Paffumi
Madame Rosa Alari Ghigi
Adelina Bla Bla Daniela Montingelli
Guendalina Bla Bla Silvia Pizzocri
Scat Cat Michele Auricchio
Gruviera Alessandro Casoli
Ensamble Barbara Belletti, Debora Marescalco,
Maria Rubolino.
Regia Fabio Russi
Produzione Cuori Con le ali
Parigi: una gatta di nome Duchessa e i suoi tre cuccioli, Minou, Matisse e Bizet, vivono nella casa della ricca Madame Adelaide, insieme al maggiordomo Edgar. Madame redige un testamento nel quale afferma di voler lasciare tutte le sue ricchezze ai quattro gatti, che le terranno fno alla loro morte, dopodiché la sua fortuna andrà a Edgar. Il Maggiordomo, non disposto ad aspettare che i gatti muoiano naturalmente, li addormenta mettendo un sonnifero nel loro cibo e li abbandona in una cesta, molto lontano da casa. Duchessa incontra un gatto randagio di nome Romeo che si offre di guidare lei e i gattini fno a Parigi; durante il viaggio incontrano poi una coppia di oche inglesi, Adelina e Guendalina Bla Bla, che stanno facendo un giro della Francia. Il gruppo prosegue il viaggio insieme. Giunti fno a Parigi si fermano, stremati dalla camminata, nella casa del gatto jazzista Scat-Cat e la sua band. Riusciti a tornare a casa, grazie anche all’aiuto del topolino Gruviera e della
band di musicisti, riescono a imprigionare Edgar in un baule e a spedirlo a Timbuktu. Madame Adelaide non comprende dove sia fnito Edgar, ma decide di far restare in famiglia anche Romeo e, per festeggiare, tutti ballano al ritmo della band di Scat-Cat.

Sabato 7 MARZO 2020 ore 21
FAME MIA
QUASI UNA BIOGRAFIA
di ANNAGAIA MARCHIORO
in collaborazione con GABRIELE SCOTTI
allestimento scenico di MARIA SPAZZI
costumi ERIKA CARRETTA
regia di SERENA SINIGAGLIA
IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA DONNA
GRATUITO SU PRENOTAZIONE
liberamente ispirato a Biografa della Fame di Amelie Nothomb (Voland edizioni)
Lo studio dello spettacolo è stato riconosciuto vincitore del premio “L’Alba che verrà” 2016 e del Premio “Giovani Realtà del Teatro” 2015 dell’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine.
“La storia di una donna che aveva fame, che aveva così tanta fame, da smettere di mangiare. Quella donna ero io ed era anche Amélie Nothomb, e i tanti Giada, Marika, Riccardo e altri infiniti nomi.
La fame è un paesaggio che ci accomuna tutti. Belli, brutti, storti, compiuti o incompiuti. La fame è un sentimento universale. La fame, ovviamente, non è solo di cibo, ma di amore, di vita, di storie, di riconoscimento”.
Fame mia è uno spettacolo comico e poetico che parla di cioccolato e di desideri, di cibo e di ossessioni, di accettazione e di denutrizioni. È liberamente ispirato a un romanzo di Amélie Nothomb, di cui cita alcuni dei momenti più alti e con cui ha in comune la crudele ironia, sfocandone i contorni, fino a farlo aderire a un’altra storia, quella dell’ attrice che la interpreta.
Un percorso di formazione, dall’infanzia all’età adulta alla ricerca di sé, una strada piena di curve e di salite ma anche di prati su cui riposare. Dedicato a tutte quelle persone che non si sentono abbastanza belle, che non si sentono abbastanza amate, che non credono di bastarsi per essere felici.
Uno spettacolo un po’ per tutti: chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

Domenica 1 MARZO 2020 ore 17
AL CAVALLINO BIANCO
OPERETTA IN TRE ATTI di Ralph Benatzky - Robert
Stolz su libretto di H. Muller-E. Charll-R. Gilbert
regia e coreografe Serge Manguette
direttore Marcella Tessarin
corpo di ballo Arte Danza University
Ensemble Grandi Spettacoli
allestimento e costumi a cura di Elena D’Angelo
produzione Gruppo da Camera Caronte
Personaggi e interpreti:
Gioseffa Vogelhuber Elena D’Angelo
Leopoldo Brandmayer Matteo Mazzoli
Avvocato Bellati Francesco Tuppo
Ottilia Merita Dileo
Rudy Stefano Menegale
Zanetto Pesamenole Gianni Versino
Sigismondo Cogoli Serge Manguette
Claretta Hinzelmann. Giada Bardelli
Professor Hinzelmann Carlo Randazzo
Guida Paola Scapolan
Nel ruolo dell’Arciduca Carlo Randazzo
Nel Paese di San Wolfango, nel Salzkammergut, La bella ostessa Gioseffa, proprietaria dell’hotel “Al Cavallino bianco” accoglie come tutte le estati i suoi ospiti. Equivoci, scompigli lavorativi e amorosi caratterizzeranno la stagione estiva del Cavallino Bianco fnchè l’arrivo dell’arciduca, durante la stagione della caccia, farà tornare la calma e la serenità.
IN ABBONAMENTO

Sabato 28 MARZO 2020 ore 21
QUELLO CHE PARLA STRANO
di e con MAURIZIO LASTRICO
Produzione ITC 2000
Una sperimentazione sul linguaggio nato dall’osservazione di realtà fra loro molto distanti: dai locali, in cui si mescolano borbottii e luoghi comuni, agli oratori parrocchiali, fno ai teatri stabili in cui si mettono in scena i grandi classici.
Attraverso i suoi celebri endecasillabi “danteschi”, che mescolano il tono alto e quello basso, Maurizio Lastrico ripercorre il meglio del suo repertorio, raccontando con ironia di incidenti quotidiani, di una sfortuna che incombe, di un caos che gode nel distruggere i rari momenti di tranquillità della vita. Narratore di storie condensate in cui la sintesi e l’omissione generano un gioco comico di grande impatto.

DI.DO.MENICA
STAGIONE TEATRO DOMENICALE
Anche quest’anno verranno proposti gli appuntamenti di DI.DO.MENICA, la Rassegna di Teatro per ragazzi che la scorsa stagione ha riscosso un crescendo di consensi da parte del pubblico più giovane. Una novità sul periodo di programmazione, in quanto gli spettacoli verranno programmati nella prima metà della stagione, mantenendo come giorno e orario la domenica pomeriggio alle 16.30. Per iniziare dai più piccoli (dai 3 ai 10 anni) la rassegna propone tre appuntamenti rinnovando la collaborazione con compagnie professioniste
nell’ambito del Teatro Ragazzi. Quest’anno gli spettacoli scelti sono accomunati dal tema dell’accoglienza.
Storia di un bambino e di un pinguino, del Teatro Telaio di Brescia, una storia buffa per parlare di mondi sconosciuti che si incontrano, delle diffcoltà di comunicare e comprendere chi è altro da noi. In scena domenica 13 ottobre. Secondo appuntamento della rassegna Il piccolo clown, della Compagnia dei Somari, domenica 17 novembre. In scena Klaus Saccardo con il giovanissimo Nicolò nei panni di un piccolo clown che un giorno si ritrova lontano da casa e si affda alle cure improvvisate di un contadino. Domenica 1 dicembre sarà in scena Moun, portata dalla schiuma e dalle onde, una produzione del Teatro Gioco Vita di
Piacenza. Moun attraversa l’oceano dentro una scatola di bambù e arriva su una spiaggia dove una coppia la trova, la porta in salvo e l’adotta. Una storia che tratti temi forti attraverso una grande leggerezza poetica resa anche dalle scene dai toni pastello, acquerellati e dai ritmi calmi e distesi.
Per i più grandi due appuntamenti da non perdere: direttamente dal web, Yotobi, (Karim Musa) e Giulia Penna. Il primo, inizialmente noto per le sue recensioni di flm squallidi, è tuttora uno degli youtuber più celebri della community italiana grazie a format comici come The Late Show e Mostarda, la rubrica Pausa, e il suo canale secondario di gameplay. È attualmente il 21esimo youtuber italiano con più iscritti, quindicesimo tra i canali in lingua italiana. Il suo tour riprenderà proprio al Teatro Carbonetti a ottobre.
Giulia Penna è un’artista a tutto tondo, la musica è la sua passione più grande e i social sono il suo palcoscenico. Studia danza, recitazione, pianoforte e chitarra. Comincia la sua avventura sul web pubblicando brani inediti sul suo canale YouTube: Odio l’estate, Fuori è già Natale, Legocentrico e Dietro di me. Nel 2018 esce Se mi lasci ti disso, il freestyle con Shade che supera 2,5 milioni di visualizzazioni. Attendiamo la pubblicazione di nuovi brani che porterà in scena a Broni a marzo.
Nell’ambito dei progetti con le scuole, porremo l’accento sui temi di attualità, ambiente, storia e arte.
Tra gli altri, un ospite d’eccezione, Marco KayOne Mantovani, streetartist milanese, ci parlerà di una nuova espressione artistica, in cui il luogo non è più il museo chiuso in sè ma la città. Kayone, classe 1972, ha cominciato a dipingere per strada nel 1988 a 15 anni. Pioniere di Street art a Milano, nel 2017 ha pubblicato con la casa editrice Drago il suo libro “Vecchia Scuola - Graffti Writing a Milano” dedicato alla nascita di questa cultura nella sua città tra il 1980 e i primi anni ’90.

Domenica 13 OTTOBRE 2019 ore 16.30
STORIA DI UN BAMBINO E DI UN
PINGUINO (4+)
con MICHELE BELTRAMI, PAOLA CANNIZZARO
regia di Angelo Facchetti
scenografa di Francesco Levi e Angelo Facchetti
costumi di Giovanna Allodi
voce narrante di Daya
produzione Teatro Telaio
C’è un bambino che un giorno trova un pinguino davanti alla porta di casa. Un pinguino che sembra davvero molto molto triste. Probabilmente si è perso, e il bambino cerca di capire da dove arriva, cosa vuole: “perché è triste questo pinguino”? Il bambino decide di trovare il modo di riportarlo a casa, costruisce una barca e affronta con lui il lungo viaggio verso il Polo Sud, perché, come tutti sanno, i pinguini vivono al Polo Sud. Ma se non fosse quello di tornare a casa il suo primo desiderio?
Una storia buffa per parlare di mondi sconosciuti che si incontrano, della diffcoltà di comunicare e comprendere chi è altro da noi, di un oceano da solcare per far crescere in noi affetto ed amicizia. E così diventare grandi. Come nasce un dialogo? Sono così importanti le parole? Tra mille gesti che restano incompresi e piccole gag surreali, continui fraintendimenti, alcuni enormi, altri apparentemente insignifcanti, tra mille avventure e tempeste, i due arriveranno alla fne del loro viaggio. Ma un viaggio può veramente avere una fne?
“Lo spettacolo è condotto con grazia attraverso gustose trovate che rendono credibili nella parte di un bambino e di un pinguino Michele Beltrami e Paola Cannizzaro, mescolando momenti poetici con invenzioni di stampo clownesco con un uso immaginativo degli oggetti (...) Lo spettacolo si fa amare per la leggerezza e la poesia degli accenti che lo contraddistingue dove la barca su le note nostalgiche de “La mer” di Charles Trenet porta i due protagonisti verso un viaggio importante di vita”
(I Teatri del Mondo 2013 - Recensione di Mario Bianchi su www.eolo-ragazzi.it )
Età consigliata: dai 4 ai 10 anni
Durata: 45 min

Domenica 17 NOVEMBRE 2019 ore 16.30
IL PICCOLO CLOWN (4+)
di KLAUS SACCARDO, NICOLÒ SACCARDO e
NATASCIA BELSITO
con Klaus Saccardo e Nicolò Saccardo
voce fuori campo Soledad Rivas
costumi Giacomo Sega
scene Studio Quadrilumi - Michele Giovanazzi e Cristina Scardovi
disegno luci Federica Rigon
tecnico Iacopo Candela
foto Paolo Sandri
produzione Compagnia dei somari e AriaTeatro
Casa. Sai dov’è, quando ci sei.
Ma a volte ti ritrovi un po’ lontano da casa,
e puoi aver bisogno di un piccolo aiuto,
per cercare la via di ritorno.
Un piccolo clown si ritrova un giorno lontano dalla propria casa, e si affida così alle cure improvvisate di un contadino, poco incline alle relazioni, soprattutto a quelle con i bambini. I due devono imparare a conoscersi, e a comprendere le esigenze l’uno dell’altro. Le figure del clown e del contadino rappresentano due mondi diametralmente opposti: da un lato quello adulto, concreto, fatto di terra e di ritmi che si ripetono, e dall’altro l’universo bambino di gioco e di scoperta in cui tutto è possibile. Lo spettacolo vede in scena un padre, attore professionista, con suo figlio, un bambino di sette anni.
In un lavoro senza parole, indagano sulle relazioni di scambio fra due generazioni, annullando la dimensione verticale di processo educativo, a favore di un ascolto reciproco capace di costruire una relazione profonda. La vitalità del teatro attinge qui ad una relazione pura e significativa come quella tra padre e figlio, e l’abbandono della parola permette al percorso emotivo di irrompere sulla scena, in uno spettacolo curato, delicato e ricco di vita. La sua visione rimanda alla tenerezza e il divertimento de Il Monello, le impertinenze di Pinocchio e Geppetto, le scoperte di Little Nemo, in forma di antologia e sana dedica all’immaginario collettivo.
Età consigliata: dai 4 anni
Durata: 50 minuti

Domenica 1 DICEMBRE 2019 ore 16.30
MOUN (4+)
da Moun di Rascal (edito da l’Ecole des Ioisirs)
con Deniz Azhar Azari
regia e scene Fabrizio Montecchi
sagome Nicoletta Garioni (dalle illustrazioni di Sophie)
musiche Paolo Codognola - Coreografe Valerio Longo
costumi Tania Fedeli – Luci Anna Adorno
realizzazione sagome Federica Ferrari, Nicoletta Garioni,
Agnese Meroni, Francesca Donati (assistente)
realizzazione scene Sergio Bernasani
assistente alla regia Helixe Charier
produzione Teatro Gioco Vita
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
Mentre la guerra non smetteva di rimbombare anche il cibo venne a mancare.
I genitori di Moun presero allora una difficile decisione: costruirono una piccola scatola di bambù e vi deposero la loro prima creatura e le loro ultime speranze.
Ai genitori di Moun il loro paese, in preda alla follia della guerra, sembra ormai non offrire nessun futuro. Con un atto disperato, decidono di abbandonare al mare l’unica fglia nella speranza che, lontano dalla guerra, avrà una vita migliore, una possibilità di salvezza. Moun attraversa così il vasto oceano dentro una scatola di bambù e, dopo un avventuroso viaggio, arriva “al di là” del mare, dove su una spiaggia un’altra coppia la trova, la porta in salvo e l’adotta. Moun cresce in una famiglia che la ama, circondata da fratelli e sorelle sempre più numerosi.
Arriva però il giorno in cui a Moun, ormai bambina, sono rivelate le sue origini; e da quel momento non può non fare i conti con la propria storia, con le proprie origini. Dopo tanto soffrire fnalmente Moun capisce che “anche dall’altro lato dell’oceano l’amavano” e per regolare i conti con il suo passato decide di compiere un simbolico ritorno al paese natale. Affda al mare quello che di quel luogo possiede, la scatola di bambù, ma arricchita di tutto quello che lei ha amato nei suoi anni d’infanzia, un concentrato di ricordi di un “tempo dell’innocenza” dove lei ignorava le sue radici. La scatola di bambù, che i genitori di Moun stringevano “contro il cuore” all’inizio del suo lungo viaggio, farà così ritorno a casa, dopo che Moun l’avrà anche lei stretta per l’ultima volta “contro il suo cuore”. Moun è una storia che nonostante tratti temi forti come l’abbandono, l’adozione, la nostalgia e la costruzione di sé, trasmette un senso di grande serenità. La sua forza consiste proprio nel contrasto tra la
gravità dei temi trattati e la grande leggerezza in cui sono enunciati.
Questa leggerezza poetica, indubbia qualità di questa storia, è resa sulla scena da immagini d’ombra dai toni pastello, acquerellati, e da ritmi calmi e distesi, che donano un’atmosfera di pace che informa tutta l’azione scenica e anche la recitazione. Il fatto poi che i personaggi abbiano tratti felini e che più che uomini sembrino gatti, favorisce quella “giusta distanza” dello spettatore dalla storia e nello stesso tempo crea un coinvolgimento emotivo senza il quale sarebbe impossibile condividere il percorso esperienziale di Moun.
In scena è una sola attrice che ci racconta la storia di Moun e il pensiero che attraversa lo spettatore, è che sia lei stessa la protagonista. Questo non è mai esplicitato ma affora dalla sua profonda partecipazione al racconto. L’attrice evoca la storia di Moun facendo uso di un linguaggio teatrale che fonde la narrazione e la danza con tutto il repertorio di tecniche d’ombra proprie di Teatro Gioco Vita.
Età consigliata: dai 5 ai 10 anni
Durata: 60 minuti

Domenica 27 OTTOBRE 2019 ore 16.30
THE LATE SHOW (10+)
di e con Karim Musa (YOTOBI)
Karim musa in arte Yotobi
Da sempre appassionato di cinema, libri e videogiochi, il 21 Ottobre 2006 apre il suo canale di Youtube, inizialmente per caricare piccole clip di telefilm, poi una volta acquisita una piccola fotocamera, anche cortometraggi e prove di effetti speciali. La popolarità arriva con le recensioni dei film “Trash”, oggi invece è il conduttore del suo show che si divide in più parti, tra cui il beviamoci su e il monologo.
Possiamo defnirlo il PADRE della Community di YouTube Italia. Molto attivo anche sul suo canale di gaming e su twitch.

DIRETTAMENTE DAL WEB...CARBONETTI 2.0

Domenica 22 MARZO 2020 ore 16.30
GIULIA PENNA (10+)
Giulia è un’artista a tutto tondo, la musica è la sua passione più grande e i social sono il suo palcoscenico. Studia danza, recitazione, pianoforte e chitarra. A 12 anni entra nel coro della scuola. Il suo primo ingresso ufficiale nella musica è nel 2013 quando entra a fare parte del coro gospel “Phonema Gospel Singers” e si esibisce su Rai Uno. Nell’estate del 2015 si esibisce come artista di strada a Roma, interpretando cover in italiano e in inglese. Nel corso degli anni presta il suo volto a svariati spot televisivi e recita in alcuni cortometraggi. Scopre e arriva sui social nel dicembre del 2015 quando pubblica, per Natale e Capodanno, i suoi primi due video su Facebook. Ottiene da subito risultati incredibili con milioni di visualizzazioni. Comincia da qui la sua avventura sul web e inizia a pubblicare regolarmente i #simpavideo (canzoni divertenti scritte in dialetto romano, cantate su basi
di brani famosi). Dopodiché aggiorna il suo palinsesto pubblicando molti video comici dove la componente romana la fa da padrona. Nell’estate del 2016 pubblica su YouTube il suo primo videoclip ufficiale, il brano si intitola ‘Odio l’estate’. Ha un profilo Instagram molto curato che strizza l’occhio al beauty, ha infatti ottenuto ottimi risultati in termini di seguito, superando il milione di followers e collaborando con importanti brand di cosmetica. Usa regolarmente TikTok, dove riscontra ottimi risultati superando il milione di follower. Collabora spesso e volentieri con LaSabri e Favij. Giulia è una ragazza solare, sorridente, testarda e che mette molta passione ed impegno in tutto ciò che fa.

INOLTRE

Domenica 8 DICEMBRE 2019 ore 17.30
ROMEO E GIULIETTA
coreografa: Caterina Colombini, Gino Potente
scenografe Claudio Paolo Bonvini
con la partecipazione di solisti e allievi della ADJ Ballet
School
Tratto dall’omonima tragedia di W. Shakespeare, il balletto coreografato da Caterina Colombini e da Gino Potente, storica coppia artistica dall’ormai lontano 2004, vedrà alternarsi sul palcoscenico professionisti del calibro di Sergio Nigro danzatore della Scuola Svizzera Rudra Bèjart e successivamente danzatore presso l’Aterballeto e Francesco Scalas danzatore presso il BIT di Torino, l’Arena di Verona e la Fenice di Venezia.
Francesca Demartini diplomata presso la Royal Academy di Londra sarà accompagnata dalle future diplomande della scuola, che si alterneranno in ruoli solistici e corali.
Alla nota musica di S. Prokofev, i coreograf hanno scelto di accompagnare la meno eseguita overture fantastica scritta per mano del genio P.I.Cajkovskij.
Il cast sarà completato dai giovani danzatori della scuola ArteDanza, provenienti, oltre che dalle sedi di Belgioioso e Pavia, da tutta la provincia, da Voghera a Casorate Primo, da Miradolo a Bereguardo.
Le scenografe saranno a cura del M°d’arte Claudio Paolo Bonvini che, dopo la suggestione delle scene della precedente produzione “la Bella Addormentata nel bosco”, saprà ancora una volta stupire il suo pubblico.

Sabato 30 NOVEMBRE 2019 ore 21
NYLON
voce FILIPPO MILANI
chitarre DAVIDE MONTENOVI
violoncello ADRIANO CANCRO
basso ROBERTO RE
batteria FABIO MINELLI
È un vero e proprio teatro magico per anime solitarie, quello che portano in scena i pavesi Nylon.
Un teatro in cui, sotto lo sguardo benevolo di Tom Waits, fra chitarre e violoncello, s’intrecciano rock, folk e canzone d’autore per raccontare storie che odorano di smarrimento, sbronze, artisti derelitti, bettole di provincia e nottate infinite.
Questa è la definizione che lo scrittore Paolo Bonfanti da dei Nylon.
Il progetto orbita intorno a Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarre) e Adriano Cancro (violoncello).
La band si esibisce in versione “full band” avvalendosi della collaborazione di Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), oppure in versione trio in contesti più intimi.
Lo spettacolo accosta testi che attingono a piene mani dal genere del cantautorato, sporcato musicalmente da influenze dei generi più disparati: rock, pop, jazz, musica gitana, balcanica, … Il risultato è un variopinto ventaglio di canzoni che sul palco prendono vita in virtù dell’impronta teatrale che la band da allo spettacolo, caratteristica distintiva dello stile dei Nylon.
I Nylon hanno aperto i concerti di vari artisti, fra cui Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian.
Nel 2016 è uscito Antipasto Crudo, EP di quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti.
All’inizio del 2019 è uscito il primo album della band Quasi fosse una tempesta, in concomitanza con il videoclip de L’Indecente, primo singolo dell’album.
Nel 2018 la band ha vinto il concorso Rock Targato Italia.
Nel 2019 è stata premiata dalla Fondazione Estro Musicale.

Sabato 16 MAGGIO 2019 ore 21
PREMIO CORRADO CASTELLARI
Organizzazione Melody Castellari
1° EDIZIONE PREMIO CORRADO CASTELLARI
Corrado Castellari è stato uno dei compositori e autori musicali più prolifici del panorama Italiano.
Ha composto successi per Fabrizio De André, Mina, Milva, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Iva Zanicchi, Michele, Nomadi, Adriano Celentano, Marcella Bella e tantissimi altri artisti.
L’intento di Melody Castellari, glia del compositore, è quello di mantenere vivo il suo ricordo insieme al valore delle sue opere portandole all’attenzione delle nuove generazioni di musicisti e pubblico.
Così, dopo aver messo in scena per 5 edizioni, due delle quali al Teatro Carbonetti, un Concerto Tributo in suo onore, ha deciso di trasformarlo nel PREMIO CORRADO CASTELLARI.
Il Premio Corrado Castellari è rivolto a tutti gli interpreti, cantautori, gruppi musicali che compongono ed eseguono musica originale.
I candidati saranno chiamati a presentare alla giuria un proprio brano inedito e a re interpretare, secondo il proprio gusto e stile, una delle canzoni del vasto repertorio di Castellari.
Regolamento e i termini per l’iscrizione saranno resi disponibili a breve.

OTTOBRE 2019
GRAFFITI WRITING E DINTORNI
Marco Mantovani (KAYONE)
Associazione Stradedarts, Milano
L’evento è previsto in più parti, una prima in cui Kayone e alcuni suoi amici street artist interverranno su un muro della città, si prosegue in teatro con la presentazione del libro “vecchia scuola” Graffti Writing a Milano
un libro che raccoglie, racconta e fotografa la nascita del fenomeno del Graffti Writing a Milano tra il 1980 e i primi anni ‘90, visto attraverso gli occhi dei protagonisti.
Per proseguire con l’ esempio di Quattordio Urban Art, che nel 2017 ha celebrato il lascito di questi illuminati alle nuove generazioni, realizzando dieci muri con alcuni tra i più noti rappresentanti italiani di questo linguaggio: Airone, Ericsone, Flycat, KayOne, Mr. Wany, Napal Naps, Ores, Rendo, Tawa, Zeus e un’opera, proseguendo la strada indicata nel 1984, invitando a dipingere Kool Koor, amico dei kids e storico ambasciatore della vecchia scuola di New Yo Nessuna Frontiera raccoglie lo storico volume realizzato in occasione del primo evento American Graffti dove tutto è iniziato e ciò che è accaduto durante la prima edizione di QUA - Quattordio Urban Art. Passato, presente e futuro di Quattordio.

ORARI BIGLIETTERIA
mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19
sabato dalle 10 alle 12

CAMPAGNA ABBONAMENTI
L’acquisto è possibile solo alla biglietteria del Teatro Carbonetti
da 4 settembre

BIGLIETTI
Disponibili dal 14 settembre
in biglietteria e online

PREVENDITA ON LINE
www.teatrocarbonetti.it
a partire dal 15 settembre
Tel.0385 54691
Numero attivo durante l’orario di apertura di biglietteria
La biglietteria apre un’ora prima di ogni rappresentazione.
informazioni a:
366 8190785


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